Il colore viola

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Il colore viola
Il colore viola.jpg
Scena iniziale del film
Titolo originale The Color Purple
Paese di produzione USA
Anno 1985
Durata 154 min.
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Steven Spielberg
Soggetto dal romanzo omonimo di Alice Walker
Sceneggiatura Menno Meyjes
Produttore Steven Spielberg, Kathleen Kennedy, Quincy Jones, Frank Marshall
Fotografia Allen Daviau
Montaggio Michael Kahn
Musiche Andraé Crouch, Quincy Jones, Jeremy Lubbock, Caiphus Semenya, Rod Temperton
Scenografia J. Michael Riva
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Sei brutta, sei povera, sei negra, sei una donna: non sei niente di niente! »

Il colore viola (The Color Purple) è un film drammatico del 1985 diretto da Steven Spielberg con protagonista Whoopi Goldberg. Del cast fanno parte anche Danny Glover, Margaret Avery e Oprah Winfrey. Il film è incentrato su personaggi femminili, e tratta soprattutto di argomenti come abusi sessuali, forza, razzismo e coraggio delle donne violentate.

Indice

Trama [modifica]

Celie è una ragazzina di quattordici anni che a seguito delle violenze subite da parte del padre dà alla luce due bambini, un maschio e una femmina, che le vengono brutalmente strappati. Allontanati i bambini da sua figlia il padre decide di vendere Celie ad un vedovo con figli di nome Albert che la sposa, abusa di lei e la fa vivere come una schiava. In seguito ad Albert viene venduta anche Nettie, la sorella minore di Celie, nonché l'unica persona al mondo da cui Celie si senta amata e che ama profondamente.
Nettie insegna a Celie a leggere e a scrivere, ma è insospettita da certi atteggiamenti di Albert: questi infatti desidera abusare anche di lei. Un giorno Albert decide di mettere in atto le sue fantasie, ma Nettie si ribella e di conseguenza viene scacciata dalla casa e dalla terra dell'uomo, con immenso dolore delle due sorelle. Andandosene, Nettie ripete con veemenza e più volte alla sorella che le avrebbe scritto e che solo la morte avrebbe potuto impedirglielo.
Passano gli anni e seppur Albert riceva lettere da Nettie, egli le nasconde e non una sillaba scritta dalla sorella perviene a Celie ormai divenuta adulta, come anche uno dei figli del suo deplorevole marito, Harpo, che porta una ragazza a conoscere suo padre con l'intenzione di sposarla. Si tratta di Sofia, una giovane che per tutta la vita ha lottato per dimostrare di non essere inferiore né agli uomini in quanto donna, né ai bianchi in quanto nera. Nonostante il dissenso di Albert, grazie al suo carattere forte e prepotente Sofia riesce a sposare Harpo. Dalla loro convivenza si evince che a dominare è il sesso femminile, quindi Albert consiglia ad Harpo di picchiare Sofia per stabilire autorità sulla stessa, ma il figlio non si convince e chiede consiglio a Celie che, abituata alle continue violenze subite dal suo orribile marito, finisce per dargli lo stesso consiglio. Quindi si dirige da Sofia intenzionato a farsi valere in quel modo, ma è proprio Sofia, capite le intenzioni di suo marito, a picchiarlo e a fargli un occhio nero. Di conseguenza Sofia litiga con Celie ma questa non riesce a capirne il motivo, poiché lei ha continuamente subito abusi e maltrattamenti e non ha alcuna idea di cosa sia l'amore, l'affetto o l'amicizia. Nonostante ciò Harpo e sua moglie si riappacificano ma dopo molti anni litigano ancora e lei decide di andarsene.
Allo stesso tempo nella contea arriva una donna di nome Shug Avery, cantante e ballerina, nonché ex-amante di Albert e questi la ospita senza alcun dissenso della moglie, poiché Celie è molto ingenua e non ha idea di cosa siano in realtà un marito e una moglie. Shug è la figlia del pastore della contea, ma non parla con suo padre da tanti anni poiché lui l'ha diseredata considerandola una peccatrice, dati i suoi rapporti come amante e i suoi figli sparsi ovunque. Tra Celie e Shug nasce una certa amicizia tanto che Celie le confessa di essere felice della sua presenza, anche perché quando Albert la ospita, per fare bella figura, non la picchia.
Arriva però il giorno in cui Shug decide di tornare a girovagare nelle sue azzardate tournée e seppur Celie, ormai fortemente legata a lei, voglia partire con lei per Memphis, non trova il coraggio di chiederglielo, a causa dello sguardo severo di suo marito. È settembre e Celie rimane nuovamente sola.

Poco dopo mentre stanno facendo la spesa, Sofia e i suoi bambini incontrano il sindaco e sua moglie Miss Millie, una donna altezzosa e vuota, che le chiede di diventare la sua cameriera; forte del suo orgoglio Sofia rifiuta in modo colorito e Miss Millie rimane di sasso tanto da far riavanzare la sua proposta dal marito che però riceve la stessa identica risposta. Di conseguenza Sofia si vede insultata e dà un pugno al sindaco che la fa rinchiudere in galera per otto anni, ove viene picchiata e maltrattata. Passano gli anni e Sofia esce di galera per entrarne in una più atroce: viene costretta ad essere la nuova cameriera di Miss Millie. Sofia è mutata, ha i capelli grigi, è zoppa, ha un occhio storto e soprattutto sembra aver perduto la forza di combattere.

Il giorno di Natale Sofia viene portata a casa sua per rivedere i suoi figli e la sua famiglia, ma non sentendosi sicura nel tornare da sola in macchina, la crudele Miss Millie la riporta con sé. Allo stesso tempo, dopo quegli otto anni torna anche Shug che nel frattempo si è sposata. Soggiorna a casa di Albert dove trova la stessa Celie maltrattata e sola. Un giorno arriva la posta ed è Shug che la va a prendere; tra le lettere trova quella di Nettie, ed approfittando dell'ubriachezza degli uomini, la consegna a Celie, che scopre quindi che sua sorella vive in Africa, con Adam ed Olivia (i figli nati dai rapporti con colui che credeva suo padre, ma che in realtà è il patrigno), che Nettie è viva e sta bene ed insegna ai bambini africani a leggere e scrivere. Quindi approfittando della lontananza dei mariti Shug e Celie vanno alla ricerca delle lettere di Nettie e, sotto un'asse di legno nella camera del marito, trovano decine e decine di missive. Leggendole Celie scopre un mondo nuovo che non conosceva e comincia a costruire la sua dignità. Un giorno decide di uccidere Albert con il rasoio mentre gli fa la barba ma Shug riesce a fermarla giusto in tempo.
È durante una cena in cui sono presenti Albert e i suoi figli, Celie, Shug e suo marito, Harpo, Sofia e i suoi figli, Squeak (una ragazza che da molti anni è amante di Harpo) ed il padre di Albert, che Shug rivela ad Albert la sua intenzione di partire e di portare con sé a Memphis anche Celie, che quindi maledice suo marito dicendogli che tutto quello che le ha fatto ricadrà su di lui e tutto ciò che pensa si tramuterà in polvere; il discorso ridesta l'animo ribelle di Squeak che decide di partire per Memphis a sua volta per tentare una carriera di cantante, mentre Sofia, ridestatasi in quel momento dall'abulia di cui era preda, prende le redini della famiglia e ritorna successivamente con Harpo.
Albert rimane quindi solo e la casa va in rovina ma inizia a pentirsi per la sua cattiveria nei confronti di Celie. Quindi, trovata tra la posta una lettera dell'ufficio immigrazione statunitense in cui si chiede il rientro negli Stati Uniti di Nettie, Adam ed Olivia mette a disposizione il suo denaro per fare ricongiungere Celie alla sua famiglia. Con Albert che guarda da lontano la scena, le due sorelle si ritrovano e Adam e Olivia finalmente conoscono la loro madre.

Frasi dal film [modifica]

  • «Cantiamo, gridiamo, balliamo per farci amare.»
Shug Avery
  • «La vita finisce presto, il paradiso è eterno...»
Celie

Produzione e Incassi [modifica]

Con un budget di circa 15 milioni di dollari, il film di Spielberg ha incassato oltre 98 milioni di dollari negli Stati Uniti. Le riprese si sono svolte tra giugno e agosto 1985.

Riconoscimenti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

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