Abulia

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L'abulia (dal greco ἀβουλία (aboulia), termine composto dal prefisso privativo ἀ- (a-) e da βουλή che significa "volontà", indica dunque letteralmente l'"assenza di volontà".

È uno dei sintomi della depressione; impedisce di prendere decisioni in maniera autonoma, di imporre i propri desideri, di intraprendere qualsiasi iniziativa e di compiere un'azione pur sapendo che è necessaria[1]; infatti l'etimologia della parola è greca e significa "senza volontà" (richiamando il concetto di pigrizia). In origine, però, il termine greco abulia significava irriflessione, stupidità.

L'abulico disperde le sue energie psicofisiche in numerose attività contemporaneamente, ma non riesce a portarne a termine nemmeno una.

Sono varie le condizioni patologiche nelle quali si può riscontrare abulia, ad esempio nevrosi, depressione, schizofrenia, sindrome prefrontale tipica del traumatizzato cranico.

La persona affetta da abulia manifesta incapacità di prendere decisioni, di iniziare o portare a termine un'azione in rapporto a eventi anche banali.

Spesso l'abulia fa seguito a uno stato di apatia nel quale è assente lo stimolo ad agire.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ AA.VV., Salute: dizionario medico, in collaborazione con Fondazione Umberto Veronesi, RCS Quotidiani, 2005, p. 27.

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