Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo
Indiana Jones 4 - 2008 - Spielberg.png
I protagonisti in una scena del film
Titolo originale Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2008
Durata 117 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere azione, avventura, fantascienza
Regia Steven Spielberg
Soggetto George Lucas e Jeff Nathanson
Sceneggiatura David Koepp
Produttore Frank Marshall
Produttore esecutivo George Lucas e Kathleen Kennedy
Casa di produzione Lucasfilm, Paramount Pictures
Fotografia Janusz Kaminski
Montaggio Michael Kahn
Effetti speciali Industrial Light & Magic
Musiche John Williams
Scenografia Guy Hendrix Dyas
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull) è un film del 2008 diretto da Steven Spielberg, interpretato da Harrison Ford e basato sulla storia concepita dal produttore esecutivo George Lucas.

Ambientato nel 1957, il quarto film della serie cinematografica vede un anziano Indiana Jones (Harrison Ford) fronteggiare agenti dell'Unione Sovietica guidati da Irina Spalko (Cate Blanchett) alla ricerca di un teschio di cristallo. "Indy" è aiutato dal suo grande amore Marion Ravenwood (Karen Allen), dal greaser "Mutt" Williams (Shia LaBeouf) e dal compagno di avventure Mac (Ray Winstone). John Hurt e Jim Broadbent interpretano due accademici.

La pellicola è il quarto capitolo delle avventure del famoso archeologo, anche se cronologicamente si tratta del 26°, contando oltre ai film anche le produzioni televisive.

Il film era in fase di produzione già al tempo della distribuzione di Indiana Jones e l'ultima crociata (1989), ma la realizzazione venne rimandata poiché Spielberg e Ford disapprovavano l'idea iniziale di Lucas.

La squadra di produzione ha dichiarato che la pellicola è stata girata, come le tre precedenti, prediligendo l'uso di stuntmen rispetto al ricorso a effetti speciali di computer grafica. Jeb Stuart, Jeffrey Boam, Frank Darabont e Jeff Nathanson stilarono diverse bozze della sceneggiatura; alla fine fu David Koepp a produrre uno script che riuscisse a soddisfare contemporaneamente Spielberg, Lucas e Ford. Le riprese iniziarono finalmente il 18 giugno 2007 ed ebbero luogo in Nuovo Messico, New Haven, Connecticut, Hawaii, Fresno, California e a Los Angeles per gli interni. Al fine di mantenere una continuità estetica con i film precedenti, il direttore della fotografia Janusz Kamiński studiò approfonditamente lo stile usato da Douglas Slocombe nei precedenti film della serie.

Il marketing ha confidato moltissimo sulla nostalgia del pubblico nei confronti della saga, producendo così prodotti ispirati a tutti e quattro i film. Le anticipazioni riguardanti il film sono state controllate da una fortissima segretezza, spesso sconfinata in dispute legali per violazioni dell'accordo di non divulgazione, fino all'arresto di una persona per il furto da un computer di documenti relativi alla produzione. Il film è stato distribuito il 22 maggio 2008 negli Stati Uniti e il giorno successivo in Italia.

Trama[modifica | modifica sorgente]

« Se vuoi diventare un bravo archeologo devi uscire dalla biblioteca! »
(Indiana Jones)

Deserto del Nevada, 1957. Un commando di militari sovietici guidati da Irina Spalko e dal Colonnello Dovchenko, espugna una base segreta americana, l'Hangar 51, conducendovi Indiana Jones e la sua spalla George "Mac" McHale. La comandante Spalko intende servirsi del dottor Jones per trovare una particolare cassa contenuta tra migliaia di altre in un deposito, poiché dieci anni prima l'uomo aveva avuto occasione di esaminarne il contenuto, dei resti di un essere apparentemente extraterrestre. Mentre l'attenzione di tutti è catalizzata sul contenuto della cassa, Jones tenta di rovesciare la situazione a suo favore, ma Mac lo ostacola, rivelando di essere al soldo dei Russi. L'eroe riesce comunque a scappare, stende Dovchenko, e si ritrova al centro di un test atomico, al quale miracolosamente sopravvive, per poi essere recuperato dai militari Usa. Decontaminato dalle radiazioni, a causa della sua amicizia con Mac viene sospettato dagli agenti dell'FBI di essere una spia comunista (siamo in tempo di maccartismo), tanto che al ritorno al Marshall College il suo ufficio viene sottoposto ad ispezione, mentre Charles Stanforth, amico e preside del college, arriva anche a dimettersi pur di difenderlo. Jones, messo in aspettativa dal College, decide lasciare gli Stati Uniti, per stabilirsi a Londra.

Poco prima di partire però, il giovane Mutt Williams gli chiede aiuto: sua madre è stata rapita mentre si interessava della scomparsa del professor Oxley, il quale le aveva lasciato una lettera indecifrabile, che la donna aveva giudicato comprensibile soltanto da Jones. L'uomo intravede una pista che porta a Nazca, in Perù, verso il Teschio di cristallo di Akakor, un manufatto leggendario oggetto di venerazione e paura. Sulle sue tracce vi sono anche agenti del KGB, che interrompono i due e li costringono ad una rocambolesca fuga in moto per il campus universitario.

Giunti in Perù, scoprono che Oxley era impazzito, e visitando la cella di un sanatorio in cui era stato rinchiuso, trovano la mappa del cimitero in cui è stato sepolto il conquistador spagnolo Francisco de Orellana, che aveva visitato la mitica El Dorado, e portato via da essa il Teschio. Recuperato l'oggetto ed evitati gli indios custodi delle tombe, i due vengono rapiti da Mac e dal colonnello Dovchenko. La Spalko è convinta che il possesso del Teschio fornisca a chi lo possiede poteri mentali e conoscenza, e decide di servirsi di Jones per scoprire sia come usare il Teschio, sia la strada per la mitica Città d'oro. Per ottenerne la collaborazione, Jones viene ricattato minacciando la morte di Mutt e la madre, che si rivela essere Marion Ravenwood, sua vecchia fiamma.

Interrogando il professor Oxley, ormai apparentemente delirante, Jones riesce a trovare la strada da percorrere: attraversando il Rio do Sono[1], un affluente del Rio delle Amazzoni. Tentando di fuggire dai russi, Marion e Jones finiscono nelle sabbie mobili, ed in previsione di morte certa, la donna rivela all'ex fidanzato che Mutt è suo figlio, e che il suo vero nome è Henry Jones III. Vengono poi salvati proprio dal giovane, ma vengono fatti nuovamente prigionieri a causa di Oxley.

Durante la ricerca, si ripresenta l'occasione per fuggire, e Mac li accompagna, poiché rivela di essere un agente della CIA, e di fare quindi il doppio gioco. Dopo uno spettacolare inseguimento nella giungla, a bordo di una jeep sottratta ai russi, il gruppo finisce in un terreno popolato da formiche giganti. In aiuto della Spalko arrivano il colonnello Dovchenko e un gruppo ben armato di soldati. Dopo un combattimento all'ultimo sangue, Indiana riesce a gettare il colonnello in pasto alle formiche e, ripresa la fuga con i suoi compagni di avventura, dopo aver superato tre cascate, giunge all'ingresso della mitica città d'oro.

Espugnata l'entrata, sono aggrediti da una tribù di indios, ma riescono a fuggire. Dopo aver superato una "trappola" arrivano a El Dorado. All'interno trovano una raccolta di antichi manufatti di tutte le civiltà terrestri, ori e preziosi, ma soprattutto una sala contenente tredici scheletri di cristallo, di cui uno mancante del teschio. Ma ricompaiono a sorpresa i russi, poiché Mac aveva lasciato dietro di sé una scia di segnalatori elettronici, essendo sempre stato loro alleato e avendo mentito sul doppio gioco.

La Spalko colloca il Teschio al suo posto, il quale, parlando in antica lingua Maya per bocca del professor Oxley, manifesta la sua gratitudine. A questo punto gli scheletri, di natura infradimensionale, riprendono vita fondendosi in una sola creatura, che apre un varco dimensionale nel quale vengono risucchiati Mac e tutti i russi, mentre la Spalko si disintegra, bruciata dall'immensa quantità di sapere che l'essere le dona come "ricompensa". Nel finale, mentre Jones e i suoi amici fuggono per scampare allo "sgretolamento" della sala dei tredici scheletri, giunti all'esterno assistono attoniti al decollo di un immenso disco volante, diretto nello "spazio tra gli spazi", su cui l'intera città era edificata. La città crolla e si inabissa definitivamente al di sotto delle acque del fiume.

Indiana Jones torna ad insegnare all'università, e finalmente lui e Marion convolano a nozze e Mutt accetta Indiana come padre.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Harrison Ford durante una pausa sul set

Le prime voci riguardanti un presunto quarto capitolo della saga di Indiana Jones iniziarono a diffondersi su giornali e riviste specializzate durante il corso del 1994, un paio d'anni dopo l'uscita del videogioco Indiana Jones and the Fate of Atlantis, che aveva riscosso un tripudio di consensi e recensioni entusiastiche in tutti i paesi del mondo. A quell'epoca si era portati a pensare che il quarto film della serie sarebbe stato liberamente tratto da quella storia.[senza fonte]

Spielberg spiegò di aver ricominciato a pensare seriamente alla saga quando ricevette l'Oscar per Schindler's List dalle mani di Harrison Ford, il quale gli anticipò il suo interesse per una nuova avventura di Indiana Jones, ma il regista gli consigliò scherzosamente di rivolgersi a George Lucas: una settimana dopo ricevette una telefonata dallo stesso Lucas, che aveva appena parlato con Ford[2]. Spielberg, ormai abituato a ricevere domande dai fan su un nuovo film su Indiana Jones, si dichiarò il più difficile da persuadere, tra lui, Ford e Lucas, a questo progetto. Poi, durante le riprese, vedere Ford e Karen Allen riprendere i loro ruoli fece emozionare sia lui che la troupe[3].

Tra i titoli trapelati nel corso degli anni per il quarto capitolo, si ricordano:

  • Indiana Jones and the garden of life (Indiana Jones e il giardino della vita)
  • Indiana Jones and the saucer men from Mars (Indiana Jones e gli extraterrestri da Marte)
  • Indiana Jones and the Monkey King (Indiana Jones ed il Re Scimmia)
  • Indiana Jones e il continente perduto
  • Indiana Jones and the city of gods (Indiana Jones e la città degli dei)

Nei contenuti speciali del DVD ufficiale, Spielberg, Lucas e Koepp affermano che il titolo del film, inizialmente, sarebbe dovuto essere "Indiana Jones e gli Extraterrestri". Tra gli altri possibili inseriti nella lista da Koepp, si ricordano anche:

  • Indiana Jones e l'attacco delle formiche giganti
  • Indiana Jones e il [...] dei Misteriani (titolo scartato quasi subito, poiché un film intitolato I misteriani già esisteva)
  • Indiana Jones e il figlio di Indiana Jones

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

Nel 1996, alcuni giornalisti rivelarono che la LucasFilm stava lavorando segretamente ad una nuova sceneggiatura, affidata alle cure di Jeffrey Boam. In alcune interviste concesse in quel periodo, Steven Spielberg annunciò che le indiscrezioni erano vere: Jeffrey Boam stava realmente lavorando ad una nuova storia, che però non avrebbe avuto niente a che vedere con Atlantide, né tantomeno con il videogioco uscito qualche anno prima. Spielberg dichiarò infatti che l'avventura sarebbe stata incentrata su uno dei racconti della mitologia biblica, Adamo ed Eva[4]. Fonti anonime interne alla Paramount sostennero Indiana Jones and the garden of life (Indiana Jones e il giardino della vita) come il probabile titolo[4]. Il 18 agosto del 1996, un rappresentante della LucasFilm annunciò non solo che i lavori sulla sceneggiatura erano terminati ma anche che Lucas, Spielberg e Ford l'avevano approvata a pieni voti. Le riprese del film avrebbero dovuto iniziare il più presto possibile. [senza fonte] Da quel periodo in avanti ci furono speculazioni secondo le quali il film sarebbe stato girato nell'estate del 1998, per poi uscire al cinema nel '99. All'alba di quell'anno, però, Indiana Jones 4 era ancora un nulla di fatto. Alcuni portavoce della Paramount dichiararono che in realtà nessuno tra Spielberg e Ford aveva mai approvato la sceneggiatura di Boam. Nello stesso periodo, però, si venne anche a sapere che i lavori sul progetto Indiana Jones 4 non erano cessati affatto, perché svariate altre storie erano in attesa di valutazione (tra le altre cose Hal Barwood, una delle menti principali che erano state dietro al videogioco Indiana Jones e il destino di Atlantide, dichiarò in un'intervista che durante la lavorazione al suo nuovo progetto, Indiana Jones e la macchina infernale, George Lucas gli aveva chiesto espressamente di modificare la storyline del videogioco in quanto alcune delle idee principali sarebbero potute tornare utili per il quarto film).[senza fonte]

Tali voci continuarono a sussistere per diversi anni senza conferme né smentite ufficiali da parte dei registi (Spielberg e Lucas) o degli attori coinvolti (Harrison Ford) finché, intorno agli inizi del 2000, cominciarono a trapelare notizie secondo le quali la LucasFilm aveva ingaggiato Jeb Stuart[5] la cui sceneggiatura, Indiana Jones and the saucer men from Mars[6] (Indiana Jones e gli extraterrestri da Marte) catturava un'idea principale di Lucas, cioè la presenza di alieni, ma venne poi scartata[7]. Anche Indiana Jones and the Monkey King (Indiana Jones ed il Re Scimmia), sceneggiatura proposta da Chris Columbus, fece la stessa fine[8]. Entrambe furono poi rilasciate dagli archivi della LucasFilm e sono oggi di pubblico dominio[9].

Nei primi mesi del 2002 si cominciò a parlare di un coinvolgimento del regista M. Night Shyamalan, mentre veniva reso pubblico anche il precedente ingaggio di Tom Stoppard. Ma fu solo nel maggio di tale anno che le cose cominciarono a muoversi nella giusta direzione. La LucasFilm, infatti, aveva in quei giorni affidato a Frank Darabont il compito di scrivere una nuova storia. Il lavoro proseguì incessantemente per più di un anno ed il risultato fu qualitativamente molto superiore ai precedenti.[senza fonte]

Il 3 giugno 2003 il soggetto di Indy 4 scritto da Frank Darabont venne dichiarato come completato. Ma a febbraio del 2004 il progetto venne ufficialmente accantonato dopo che George Lucas rifiutò il soggetto scritto da Darabont[10], promossa a pieni voti invece da Spielberg: speculazioni asserivano che lo sceneggiatore avesse trattato male il tema della comparsa del fratello cattivo di Indy[senza fonte], ruolo per il quale si vociferava il nome di Kevin Costner[11].

Una pre-produzione modello della pellicola era stata fatta nel 2003 per dare uno stampo iniziale a quello che il film avrebbe potuto essere. Intitolato Indiana Jones e le Tavole di Mosè, il modello era stato creato utilizzando le pellicole in disavanzo dal film Salvate il soldato Ryan mediante l'aggiunta di bozzetti creati al computer per simulare gli attori.[senza fonte]

Lucas dichiarò anche che non avrebbe potuto seguire attentamente il progetto fino a quando non avesse terminato le riprese del terzo episodio della nuova trilogia di Guerre stellari.[senza fonte]

Nell'ottobre del 2004, alla lista di illustri sceneggiatori che avevano partecipato alla stesura del film, andava ad aggiungersi anche Jeff Nathanson, che avrebbe di lì a poco compiuto la missione con successo. La sceneggiatura definitiva del film, scritta proprio da Nathanson, venne poi approvata da George Lucas, Steven Spielberg ed Harrison Ford durante il corso del 2005[12]. Sembrava infatti che dopo l'uscita di Munich, suo ultimo film di quel periodo, Spielberg si volesse dedicare interamente alla produzione di Indiana Jones 4. Nonostante questo, invece, alcuni lavori di rifinitura proseguirono durante il corso di tutto il 2006 per mano di George Lucas e David Koepp. Alla fine, il solo Koepp figurò come autore dello script, escludendo completamente Darabont che si dichiarò deluso[13].

Cast[modifica | modifica sorgente]

Harrison Ford fu tra i maggiori promotori del progetto, e ovviamente ricoprì per la quarta volta il ruolo di Indiana Jones, interpretando un eroe circa sessantenne, coerente quindi con l'età reale di Ford: ciò comunque non gli impedì di girare molte delle scene d'azione senza controfigura[14].

Sean Connery, attore ritiratosi dalle scene nel 2003 che in Indiana Jones e l'ultima crociata interpretava Henry Jones Senior, padre di Indiana, fu per sei mesi in trattative con la Paramount[15] valutando il copione e l'eventualità di un suo ritorno. Fece poi sapere di non essere intenzionato a riprendere parte al progetto[16][17], costringendo Lucas a una veloce riscrittura della sceneggiatura in modo da eliminare il personaggio[18].

Il 13 aprile 2007, sul sito ufficiale di Indiana Jones, venne comunicato il nome del primo membro del cast che avrebbe affiancato Ford, ovvero il giovane attore Shia LaBeouf, il quale si dichiarò entusiasta della sua partecipazione e di lavorare con attori così di talento[3]. Reduce dal successo di Transformers, per prepararsi al ruolo l'attore si documentò sul periodo degli anni cinquanta, ed imparò bene a maneggiare il coltello, abilità poi inserita nella pellicola[14]. Fin dal suo annuncio comunque vi furono molte voci riguardo ad un suo possibile ruolo come figlio di Indy[19].

Nel corso del 2007 vennero annunciati i nomi di Cate Blanchett, Ray Winstone e John Hurt. La Blanchett, proposta da Spielberg e approvata di buon grado da Lucas[20], si dichiarò entusiasta del ruolo, sia perché desiderava avere finalmente un ruolo da "cattiva"[21], sia perché da bambina adorava Indiana Jones e sognava di sposarlo[3]. Winstone venne accreditato come la spalla di Indy fin dall'inizio[22], mentre di Hurt si vociferò potesse ricoprire il ruolo o del padre di Indy (in seguito al rifiuto di Sean Connery)[15], di Abner Rawenwood, padre di Marion[14], oppure di Albert Einstein, quest'ultimo rumor anacronistico poiché lo scienziato morì nel 1955 mentre la pellicola sarebbe stata ambientata nel 1957[23].

Il 18 giugno venne ufficializzata la presenza nel cast di Jim Broadbent come un professore di Yale, ruolo simile al Marcus Brody interpretato negli altri capitoli della saga dallo scomparso Denholm Elliott[24], mentre il 26 luglio annunciò il suo ritorno Karen Allen, la storica Marion Ravenwood del primo episodio della saga.

Molte voci di corridoio nel corso degli anni hanno suggerito la presenza di personaggi provenienti da capitoli precedenti della saga, come Willie Scott (Kate Capshaw) o l'arabo Sallah (John Rhys-Davies), ruolo quest'ultimo scritto ma poi eliminato in favore di un personaggio più giovane, mentre lo stesso Rhys-Davies non fu nemmeno contattato dalla produzione[25].

Altre voci di corridoio poi rivelatasi infondate hanno riguardato:

Location[modifica | modifica sorgente]

Harrison Ford e Shia LaBeouf durante le riprese in New Haven

Il set delle scene iniziali fu allestito nella cittadina di Demming, Nuovo Messico[28], mentre altre scene (come gli esterni di una chiesa) a New Heaven, Connecticut[29].

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Le riprese del film, iniziarono il 18 giugno 2007 per terminare l'11 ottobre dello stesso anno[30][31]. Al brindisi augurale per l'inizio dei lavori sul set ha partecipato anche George Lucas[32].

Effetti speciali[modifica | modifica sorgente]

Per dare maggiore continuità e rendere la stessa atmosfera degli episodi precedenti, il regista Steven Spielberg, in accordo con il produttore Frank Marshall[29], realizzò la maggior parte delle scene dal vero con stuntman[14], utilizzando quindi la grafica computerizzata per circa il 30% della pellicola, limitatamente ai blue screen per i fondali, la rimozione di particolari come i cavi di sicurezza, e circa 200 inquadrature con effetti speciali[33]. Lo scenografo Guy Hendrix si disse poi soddisfatto della realizzazione dei set[33].

Vicende giudiziarie[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre 2007 Roderick Davis rubò dall'ufficio di Spielberg un computer contenente 4000 foto dal set del film[2], ma venne poi arrestato dalla polizia mentre tentava di venderle[34].

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Il compositore John Williams

La colonna sonora è stata pubblicata il 20 maggio 2008[35].

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. La Marcia dei Predatori
  2. La chiamata del Cristallo
  3. Le Avventure di Mutt
  4. Il tema di Irina
  5. Il pozzo dei serpenti
  6. La Maledizione del Teschio
  7. Una corsa in mezzo all'Università
  8. Il viaggio ad Akator
  9. Ritorno
  10. L'inseguimento nella Giungla
  11. La culla di Orellana
  12. Profanatori di Tombe
  13. Il tesoro nascosto della Città dell'Oro
  14. Porte segrete e scorpioni
  15. Il dilemma di Oxley
  16. Formiche!
  17. Rovine del Tempio e segreti rivelati
  18. La partenza
  19. Finale

Promozione[modifica | modifica sorgente]

Il 1º ottobre 2007 venne riportata una notizia secondo cui l'attore Tyler Nelson, in preda all'emozione di lavorare con Spielberg e Ford, aveva rivelato ad un quotidiano dell'Oklahoma alcuni dettagli di troppo riguardo ad una scena. Questo aveva fatto infuriare il regista Spielberg, che, secondo quanto riportato, reagì escludendo Nelson da alcune scene del film.[36]

Il 14 febbraio 2008 la Paramount Pictures ha presentato il primo teaser trailer ufficiale del film,[37] il giorno successivo è stata pubblicata in rete anche la versione italiana del trailer.[38]

In un sondaggio fatto dal sito MovieTickets.com il film di Spielberg è stato al primo posto nella classifica dei film più attesi per il 2008, battendo in larga misura la concorrenza di film come Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e Iron Man di Jon Favreau.

Dopo che molti media italiani avevano rivelato nella settimana precedente all'uscita del film molte delle sequenze più importanti che la produzione voleva tenere segrete, i fan di Indiana Jones lanciarono una petizione firmata anche da diversi uffici stampa.[39]

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

L'uscita nelle sale è avvenuta in contemporanea mondiale il 22 maggio 2008, mentre nelle sale italiane il giorno successivo.[40][41].

Nonostante il rifiuto di Spielberg di far uscire il film anche in formato digitale rimasterizzato oltre alla pellicola, nel marzo 2008 la Paramount ne annunciò la distribuzione in entrambi i formati[42].

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Il film ha incassato al botteghino oltre 786 milioni di $, di cui oltre 317 milioni nei soli Stati Uniti (al 19 maggio 2013).[43]

È stato il secondo dei film più visti del 2008 a livello mondiale (il primo fu Il cavaliere oscuro).

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il film ha ricevuto critiche contrastanti. Rotten Tomatoes ha mostrato il 78% di gradimento, basandosi su 255 opinioni. I consensi erano: «Sebbene gli elementi della trama fossero abbastanza familiari, il film consegna ancora tensione e il ritorno di Harrison Ford come protagonista è più che benvenuto».[44] Metacritic riportò che il film aveva ottenuto un punteggio di 65/100, indicandolo come «generalmente favoribile»[non chiaro] dai suoi 40 critici.[45] Yahoo! assegnò al film la valutazione B, basandosi su 15 giudizi.[46]

Roger Ebert diede al film 3,5 stelle su 4, indicando che il film venne comparato ai tre capitoli precedenti.[47] Stesso giudizio fu quello di Leonard Maltin, giudizio più alto di quello che diede a Il tempio maledetto e L'ultima crociata. «Dopo una pausa di 19 anni» dichiara Maltin «Indy torna con lo stesso tono di avventure che ebbe in I predatori dell'arca perduta».[48]

Ai Critics' Choice Movie Award del 2009 il film ottenne la candidatura come Miglior film d'azione.[49] La Visual Effects Society candidò la scena della distruzione della valle come Migliore effetto visivo dell'anno. Oltre a ciò diede al film i premi Best Outstanding Matte Paintings, Best Models and Miniatures e Best Created Environment in a Feature Motion Picture.[50] Il film si piazzò alla 453ª posizione della classifica dei 500 più grandi film di tutti i tempi del magazine Empire.[51] Ai 51° Grammy Award, John Williams vinse un premio per il tema musicale.[52] Il film ottenne altre candidature ai Saturn Award: Best Science Fiction Film, Best Director, Best Actor, Best Supporting Actor, Best Costumes e Best Special Effects; dei suddetti premi, Il regno del teschio di cristallo vinse solo il premio per i Migliori costumi.[53]

Ad ogni modo, la Associated Press considerò l'accoglienza del pubblico «rispettosa – anche se tutt'altro che brillante», dicendo che «ad alcuni spettatori piacque l'anteprima, si divertì, anche se il film non valeva i 19 anni di attesa»; J. Sperling Reich, che scrive per FilmStew.com, ha dichiarato: «Sembrava che recitassero semplicemente il loro ruolo, sembrava che nessuno mettesse il cuore nel proprio personaggio».[54]

Il 3 maggio 2011 il film venne classificato con 6,5/10 dall'Internet Movie Database.[55] Il film, con 6,5, ottenne il minor valore IMDb di tutta l'intera saga.[56]

Il critico James Berardinelli diede al film 2 stelle su 4, definendolo «il più privo di vita della serie» e «semplicemente non un buon film».[57] La critica di At the Movies Margaret Pomeranz diede al film 2 stelle e mezzo su 5, dicendo che «i produttori hanno avuto 19 anni per inventarsi qualcosa di veramente eccitante e originale, ma ho l'impressione che ci fosse molta pigrizia e cinismo in quest'ultima avventura».[58]

Ai Razzie Awards del 2009 il film vinse il premio come Peggior sequel.[59][60] Secondo Comcast il film è all'11º posto fra i peggiori sequel di tutti i tempi.[61] Il magazine Paste, invece, lo classifica come 10º peggior sequel nella sua classifica dei peggiori 20 film (The 20 Worst Sequels to Good Movies).[62] Listverse.com lo classificò all'8º posto nella sua Top 10 dei peggiori sequel.[63]

Il film, inoltre, è stato classificato come quello con più errori ed incongruenze del 2008 (ben 63).[64]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

Agli altri episodi della serie[modifica | modifica sorgente]

  • Durante gli scontri iniziali nel deposito dell'esercito, tra le casse di legno distrutte è possibile intravederne una contenente l'Arca dell'Alleanza, oggetto protagonista de I predatori dell'arca perduta, e lasciata in quel magazzino dai servizi segreti per quasi vent'anni.
  • Parlando con Stanforth, Indy ricorda con rimpianto la scomparsa del padre Henry Jones Senior (interpretato da Sean Connery, presente ne L'ultima crociata) e dell'amico e collega Marcus Brody (Denholm Elliott, presente nel primo e nel terzo capitolo della saga). Alla parete di uno dei corridoi dell'Università in cui insegna Indiana Jones c'è un ritratto di Marcus Brody, ed una sua statua è stata fatta erigere da Indy in sua memoria nel parco del campus.
  • Quando Indiana Jones e Mutt fuggono rocambolescamente con la moto dai due agenti del KGB che l'inseguono, nel momento in cui l'auto degli inseguitori si schianta contro la statua di Marcus Brody, decapitandola, il ragazzo sorride compiaciuto dell'azione, mentre Indy resta impassibile con uno sguardo di rimprovero. La stessa scena, in cui però era Indiana Jones a sorridere compiaciuto e suo padre Henry Jones a rimproverarlo con lo sguardo, era presente ne L'ultima crociata durante la fuga in motocicletta dai soldati nazisti, dopo che Indy inserisce tra i raggi di ruota del nemico un'asta di bandiera facendolo volare per aria.
  • Sempre durante la fuga in motocicletta dagli agenti del KGB, Indiana Jones e Mutt irrompono nella biblioteca del campus. Qui un allievo di Indiana approfitta per chiedergli un consiglio su un libro da leggere, ma Indy gli spiega che se vuole diventare un bravo archeologo deve necessariamente uscire dalla biblioteca ed effettuare maggiore esperienza sul campo. In Indiana Jones e l'ultima crociata, invece, Indy affermava ai suoi studenti che la vita dell'archeologo si svolge prevalentemente in biblioteca, e li invitava a dimenticare viaggi esotici ed avventure pericolose.
  • Quando Mutt rivela ad Indy il suo nome, questi lo deride, chiedendogli se si scriva o no con la "U". Mutt risponde sgarbatamente: "È scritto come mi pare". Si può qui leggere un velato richiamo ai contrasti tra Indy e suo padre Henry Jones, che aveva più di una perplessità sul nomignolo "Indiana" scelto dal figlio.
  • Indiana Jones racconta a Mutt che ha imparato un'antica lingua precolombiana quando da giovane conobbe Pancho Villa, avventura narrata nell'episodio pilota della serie televisiva Le avventure del giovane Indiana Jones. Questa sua affermazione non viene creduta da Mutt.
  • In vari punti della pellicola, è possibile riconoscere situazioni simili più o meno vagamente ad altre già apparse nei tre film precedenti, addirittura alcune utilizzando lo stesso tipo di inquadratura (ad esempio una scena in cui Indiana Jones tira una leva posta in una piccola cavità piena di ragnatele che riesce a raggiungere solo a malapena con un braccio, è molto simile all'analoga scena de Indiana Jones e il tempio maledetto dove a compiere l'azione è però l'attrice co-protagonista, e la cavità era piena di insetti e coleotteri, addirittura si ripete il fatto che ci sono due leve, e solo una è quella giusta). Il combattimento in corsa con jeep e autocarri ricalca bene la scena del combattimento su carrelli da miniera sempre presente ne Il tempio maledetto, con i personaggi che lottano mentre i rispettivi mezzi seguono sentieri affiancati nella giungla e in alcuni momenti si accodano fra loro. Un'ulteriore passaggio-citazione più vago c'è quando il cappello di Indy sta per essere perso in un formicaio, ma riesce a recuperarlo pochi attimi prima, che riprende scene analoghe in tutti e tre i film. Indy tiene molto al suo cappello (uno degli accessori, insieme alla frusta e alla borsa, che contraddistinguono il personaggio) e non sopporta di perderlo. Durante il viaggio a Nazca, mentre Mutt pulisce la sua moto, Indy esegue il tipico gesto di calarsi il cappello sugli occhi prima di una dormita, tale scena si ripete ne I predatori dell'arca perduta appena egli sale sull'aereo per il Nepal per andare da Marion e ne Il tempio maledetto dopo che si è cambiato per il viaggio di ritorno da Shangai verso l'indesiderata meta di Mayapore. Nell'ultima scena del film, il personaggio di Mutt prende il cappello di Indy che gli è caduto sui piedi dopo una folata di vento, e fa per indossarlo (ricopiando una delle scene iniziali di Indiana Jones e l'ultima crociata), ma viene interrotto da Indy che si riprende il cappello con un sorriso.
  • Il personaggio di Marion Ravenwood, co-protagonista femminile, è un personaggio di rilievo del primo film della saga (I predatori dell'arca perduta), e durante il film si fanno continui riferimenti a fatti che si collegano con gli eventi narrati in quel capitolo della saga, come il fatto che Indy e Marion fossero fidanzati e che lui l'abbia lasciata due volte.
  • Proprio Marion, nel climax del film, dice impaurita: "Indy... gli occhi", alludendo alla scena de I Predatori dell'Arca Perduta nella quale Indy, intuendo che si stesse per scatenare l'ira divina all'apertura dell'Arca, urlava a Marion (i due erano legati a un palo come prigionieri) di chiudere gli occhi e non aprirli per nessun motivo. Ora quindi è Marion a suggerire ad Indy che chiudere gli occhi potrebbe forse essere una buona cosa da fare, intuendo anche lei che non sta per succedere nulla di buono (e anche Indy poco prima l'aveva capito dicendo: "Ho un brutto presentimento").
  • I personaggi di Mac e di Elsa Schneider (che appare ne L'ultima crociata) vengono entrambi traditi dalla loro sete di ricchezza: il primo verrà risucchiato dall'astronave nel tentativo di raccogliere più oro possibile, la seconda scivola provando a recuperare il Graal. Entrambi, inoltre, si rendono protagonisti di un doppiogioco.
  • Nella scena del matrimonio, Oxley fa i suoi complimenti a Jones chiamandolo "Henry": a questo punto ringraziano sia Indiana che suo figlio, rispondendo all'unisono: questa scena ricorda quella de Indiana Jones e l'ultima crociata in cui sono Indiana Jones e suo padre a rispondere insieme, confondendo i nomi (anche se in quel caso l'appellativo usato fu "Professor Jones").
  • Alla fine del film, Indiana chiama suo figlio "Junior", esattamente come veniva chiamato da suo padre nel precedente episodio della tetralogia (appellativo che dimostrava più volte di non gradire).
  • La musica che fa da sottofondo alla scena dell'apertura dell'hangar è il tema dell'Arca dell'Alleanza tratto dalla colonna sonora de I Predatori dell'arca perduta. Altri temi musicali conosciuti sono il "tema di Marion", sempre da I Predatori dell'arca perduta, e il tema del padre di Indy, già udito durante Indiana Jones e l'ultima crociata.

Ad altri film[modifica | modifica sorgente]

  • Il tema dei teschi di cristallo aztechi non è nuovo ad essere trattato. Per esempio, già nel 2007 la serie animata American Dragon ne fa un uso similare: chi unisce i vari teschi può ottenere ciò che vuole. I teschi erano stati protagonisti nel 1996 anche del film The Phantom (che riprendeva il personaggio dell'Uomo mascherato), il cui sceneggiatore, Jeffrey Boam, aveva scritto Indiana Jones e l'ultima crociata.
  • Il primo ingresso in scena di Mutt, con motocicletta e giubbotto di pelle, ricorda Marlon Brando ne Il selvaggio.
  • Indiana Jones, verso la fine del film, pronuncia la frase: "Ho un brutto presentimento". Questa frase è sempre pronunciata da almeno un personaggio in ogni film della saga di Guerre stellari: nel primo film in ordine cronologico della saga, Guerre stellari, è pronunciata dallo stesso Harrison Ford, nei panni di Ian Solo ("I have a (very) bad feeling about it/this"); la stessa citazione viene poi detta nel videogioco Indiana Jones e la macchina infernale quando Indy è in prossimità di una trappola. Essendo sia la saga di Guerre stellari che quella di Indiana Jones una produzione della LucasFilm (la società di proprietà di George Lucas, grande amico di Steven Spielberg) si hanno varie citazioni (sotto forma di crossover, cioè elementi o caratteristiche di una pellicola che compaiono nell'altra, anche se non sembrano nel giusto contesto)[65].
  • Nel bar, quando Mutt tira fuori il coltello davanti agli agenti del KGB, Indy dice: "Non si va con un coltello ad una sparatoria". Questa stessa battuta veniva detta da Sean Connery in The Untouchables - Gli intoccabili.
  • Nella sequenza in cui Indiana e il soldato russo si ritrovano lanciati a tutta velocità sul mezzo a reazione che li porta fuori dall'Area 51, appena escono all'aperto viene inquadrato per un breve istante un gruppo di animaletti (realizzati in CGI, uguali a quello che apre il film). L'inquadratura e il verso degli animaletti vogliono citare la specie aliena chiamata Tusken, più esattamente una scena di Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma nel momento in cui si svolge la "corsa degli sgusci".
  • Per salvarsi dall'esplosione nucleare Indiana Jones si rifugia dentro ad un frigorifero. In una delle prime stesure della sceneggiatura di Ritorno al futuro (prodotto da Steven Spielberg) la macchina del tempo non era l'ormai nota DeLorean, ma un frigorifero nel quale rinchiudersi per effettuare il salto temporale; per tornare nel presente era invece previsto di sfruttare l'energia di una esplosione atomica (il frigorifero fu cambiato in un'automobile proprio da Spielberg, che temeva che i ragazzini, per emulare il film, potessero davvero rinchiudersi dentro i frigoriferi).

Inesattezze storiche[modifica | modifica sorgente]

  • Francisco de Orellana, conquistador spagnolo, morì nella sua seconda spedizione in Amazzonia nel 1546 all'eta di 35 anni, ma il suo corpo fu sepolto in Amazzonia e non in Perù, come si mostra nel film. Inoltre, sia il suo ritratto sul libro di storia sia la sua mummia ritrovata da Indy presentano una folta barba bianca, che pare assai improbabile per un uomo di quell'età.
  • Indy spara con un RPG-7 dal camion con il quale sta scappando, ma l’RPG-7 verrà messo in produzione solo nel 1961.
  • Su una cartina geografica viene indicato il Belize, che però fino al 1981 era conosciuto con il nome di Honduras Britannico[66].
  • Il film è ambientato alla fine degli anni cinquanta, ma la motocicletta Harley-Davidson che cavalca Mutt è basata su un modello del 2000 o ancora più recente.
  • Nella chiesa si possono vedere delle moderne maniglie antipanico in ottone alle porte.
  • Indy e Mutt volano a Nazca, in Perù, che è a sole 4 ore di autobus dalla capitale Lima, sebbene la città che viene mostrata nel film sia Cuzco, che dista da Lima ben 24 ore di viaggio. Cuzco è, infatti, a est, mentre Nazca è a ovest. Non solo; nel 1957 solamente Lima aveva un aeroporto, e quindi quello di Nazca che appare nella pellicola sarebbe un falso.

Riferimenti alla realtà[modifica | modifica sorgente]

  • Durante la lezione tenuta al Marshall College ad inizio film, Indiana Jones parla di Skara Brae.
  • Le formiche giganti che dividono i russi da Indiana Jones in una scena del film esistono veramente: appartengono al genere Dorylus (Siafu, come le chiama Indy), e possono arrivare a misurare fino a 6 centimetri di lunghezza; una colonia, inoltre, arriva ad ospitare fino a 20 milioni di esemplari, che possono essere pericolosi anche per l'uomo. Il film esagera comunque la loro voracità e aggressività, arrivando a mostrare un esercito di formiche che trascina nel formicaio un essere umano vivo e che, posizionandosi una sopra l'altra, formano una torre per raggiungere Irina Spalko agrappata ad una liana. Le formiche si trovano tuttavia solo in Africa e Asia, non nelle Americhe come mostra il film.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fiume del sonno, in portoghese.
  2. ^ a b Armando Gallo, Devo anche a Fellini il successo di Indy in TV Sorrisi e Canzoni, 24 maggio 2008, p. 92.
  3. ^ a b c Marco Spagnoli, Intervista con Steven Spielberg in Fantascienza.com, 25 maggio 2008. URL consultato il 25 maggio 2008.
  4. ^ a b c d (EN) Gina Piccalo, Los Angeles Times, 03 ottobre 2007, http://www.latimes.com/entertainment/news/la-indytimeline3oct03,0,4675330.story . URL consultato il 6 giugno 2008.
  5. ^ (EN) George Lucas' Indiana aliens in STV.tv, 15 maggio 2008. URL consultato il 6 giugno 2008.
  6. ^ (EN) Scott Chitwood, Indiana Jones and the Saucer Men from Mars in IGN.com, 26 febbraio 2000. URL consultato il 6 giugno 2008.
  7. ^ (EN) 'Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull': The Untold Story in Enterteinment Weekly, 16 aprile 2008, p. 3. URL consultato il 6 giugno 2008.
  8. ^ (EN) Mike White, Digging the bones of Indy Jones in MetroTimes.com, 28 maggio 2008. URL consultato il 6 giugno 2008.
  9. ^ Old Indy 4 screenplay drafts. URL consultato il 6 giugno 2008.
  10. ^ Indiana Jones in cerca d'autore in FantasyMagazine.it, 09 febbraio 2004. URL consultato il 31 maggio 2008.
  11. ^ Indiana Jones offre 25 miliardi a Kevin in Corriere della sera, 22 luglio 1995, p. 25. URL consultato il 31 maggio 2008.
  12. ^ Indiana Jones 4, quasi preso in FantasyMagazine.it, 02 giugno 2005. URL consultato il 31 maggio 2008.
  13. ^ Indiana Jones 4: niente titoli per Darabont in BadTaste, 16 aprile 2008. URL consultato il 24 maggio 2008.
  14. ^ a b c d Tutti gli spoiler di Indiana Jones 4 in BadTaste, 05 aprile 2008. URL consultato il 25 maggio 2008.
  15. ^ a b Sean Connery fuori da Indiana Jones 4 in BadTaste, 08 giugno 2007. URL consultato il 25 maggio 2008.
  16. ^ (EN) Hurt Joins Indiana Jones 4, Connery Not Returning in ComingSoon.net, 07 giugno 2007. URL consultato il 25 maggio 2008.
  17. ^ Sean Connery non sarà in Indiana Jones IV in CineBlog.it, 07 giugno 2007. URL consultato il 25 maggio 2008.
  18. ^ Sean Connery in Indiana Jones 4? in BadTaste, 05 maggio 2007. URL consultato il 25 maggio 2008.
  19. ^ Indiana Jones e Mutt Williams in BadTaste, 28 marzo 2008. URL consultato il 25 maggio 2008.
  20. ^ George Lucas parla di Indiana Jones 4! in BadTaste, 05 aprile 2008. URL consultato il 25 maggio 2008.
  21. ^ L'Agente Spalko parla di Indiana Jones 4 in BadTaste, 04 marzo 2008. URL consultato il 25 maggio 2008.
  22. ^ Ray Winstone al fianco di Indiana Jones! in BadTaste, 28 marzo 2008. URL consultato il 25 maggio 2008.
  23. ^ Indiana Jones, Einstein e l'Area 51 in BadTaste, 17 giugno 2006. URL consultato il 25 maggio 2008.
  24. ^ (EN) Broadbent joins the adventure with 'Indiana Jones' in BritFilms.tv, 18 giugno 2007. URL consultato il 25 maggio 2008.
  25. ^ (EN) Garth Franklin, Sallah Not In "Indiana Jones IV" in DarkHorizons.com, 16 aprile 2007. URL consultato il 25 maggio 2008.
  26. ^ (EN) Portman To Play Indiana Jones' Daughter? in Hollywood.com, 10 luglio 2006. URL consultato il 3 giugno 2008.
  27. ^ Indiana Jones e la Città degli Dei in BadTaste, 20 marzo 2007. URL consultato il 25 maggio 2008.
  28. ^ Indiana Jones IV: il primo set nel New Mexico in CineBlog.it, 11 giugno 2007. URL consultato il 25 maggio 2008.
  29. ^ a b Il matrimonio di Indiana Jones? in BadTaste, 06 luglio 2007. URL consultato il 25 maggio 2008.
  30. ^ Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull (2008) - Box office / business
  31. ^ http://cinema.multiplayer.it/articoli.php?id=25160
  32. ^ Fonte Repubblica.it
  33. ^ a b Pochi effetti digitali in Indiana Jones 4 in BadTaste, 02 aprile 2008. URL consultato il 24 maggio 2008.
  34. ^ (EN) Police Arrest Suspect in Stolen Indiana Jones Photos Case in IMDB, 05 ottobre 2007.
  35. ^ Nuovi spoiler sulla trama di Indiana Jones 4 in BadTaste, 10 aprile 2008. URL consultato il 25 maggio 2008.
  36. ^ Rivelato il plot di Indiana Jones 4: e Spielberg si infuria
  37. ^ Indiana Jones 4 ecco il primo Teaser Trailer
  38. ^ Il trailer italiano di Indiana Jones 4
  39. ^ Indiana Jones e gli spoiler maledetti - BadTaste.it
  40. ^ Date di uscita nelle sale
  41. ^ Nuova foto dal set di Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull
  42. ^ Indiana Jones 4 in digitale in BadTaste, 13 aprile 2008. URL consultato il 25 maggio 2008.
  43. ^ Incassi di Indiana Jones e il Regno del teschio di Cristallo (Boxoffice)
  44. ^ Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull (2008), Rotten Tomatoes. URL consultato il 26 maggio 2008.
  45. ^ Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull (2008): Reviews, Metacritic. URL consultato il 23 maggio 2008.
  46. ^ Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull (2008): Reviews, Yahoo. URL consultato il 24 maggio 2008.
  47. ^ Roger Ebert, Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull in Chicago Sun-Times, 18 maggio 2008. URL consultato il 19 maggio 2008.
  48. ^ Leonard Maltin's Movie Guide 2009, p. 669
  49. ^ Dade Hayes, Critics Choice favors 'Milk,' 'Button' in Variety, 9 dicembre 2008. URL consultato il 9 dicembre 2008.
  50. ^ Visual Effects Society in IESB.net, 19 gennaio 2009. URL consultato il 19 gennaio 2009.
  51. ^ Empire's 500 Greatest Movies Of All Time
  52. ^ 51st Grammy Awards, Grammy.com. URL consultato il 10 febbraio 2009.
  53. ^ Nominations for the 35th Annual Saturn Awards, Academy of Science Fiction, Fantasy & Horror Films. URL consultato il 17 marzo 2009.
  54. ^ David Germain, 'Indiana Jones' debut survives Cannes critics, Associated Press, 18 maggio 2008. URL consultato il 29 maggio 2008.
  55. ^ (EN) Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.
  56. ^ Indiana Jones (Character) - Filmography by rating
  57. ^ James Berardinelli, Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull, Reel Views. URL consultato il 19 maggio 2008.
  58. ^ At the Movies: Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull
  59. ^ 29th Annual Golden Raspberry Award Winners, Razzies. URL consultato il 4 luglio 2010.
  60. ^ Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull: Award Wins and Nominations, IMDb.com. URL consultato il 4 luglio 2010.
  61. ^ Worst Sequels of All Time, Comcast.com. URL consultato il 4 luglio 2010.
  62. ^ The 20 Worst Sequels to Good Movies, Paste magazine. URL consultato il 4 luglio 2010.
  63. ^ Top 10 Worst Movie Sequels, listverse.com. URL consultato il 4 luglio 2010.
  64. ^ Indiana Jones 4 il film del 2008 con più errori
  65. ^ Si veda la voce Indiana Jones per ulteriori chiarimenti.
  66. ^ Anche se questo fu probabilmente un errore "voluto" da Spielberg, per non confondere gli spettatori.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]