American Graffiti
American Graffiti è un film del 1973 diretto da George Lucas.
Indice |
Introduzione [modifica]
Nel 1971, la United Artists si accordò con Lucas affinché girasse due film: American Graffiti e Guerre stellari, ma lo studio rifiutò quest'ultimo nelle prime fasi di produzione, a causa del suo alto costo di realizzazione e della relativa inesperienza del regista con film ad alto budget.[1]
Il film è un omaggio nostalgico del regista alla sua gioventù e a quella dei ragazzi degli anni '50-'60 raccontato attraverso una serie di situazioni che mostrano le esperienze di alcuni giovani in un carosello di situazioni, ora comiche, ora patetiche, ora grottesche, ora sentimentali. Questo insieme è guidato magistralmente dai ritmi musicali.[2]
Ottenne incassi straordinari, vinse il Golden Globe e conquistò cinque nomination all'Oscar. Malinconico e autobiografico, lanciò la moda del film nostalgico e restò nella storia soprattutto per la sua indimenticabile colonna sonora.
Nel 1995 American Graffiti è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[3]
Trama [modifica]
La storia del film si concentra su quattro protagonisti principali, Curt Henderson, Steve Bolander, John Milner, e Terry Toad "Il rospo" Fields.
I quattro si incontrano nel parcheggio del Mel's Drive-In, al tramonto. Steve e Curt si stanno preparando per lasciare la città e frequentare un college nell'East coast, e questa sarà l'ultima notte che passeranno insieme ai loro amici.
Ma mentre Steve non vede l'ora di lasciare la piccola cittadina, Curt è dubbioso e ha paura di ciò che lo attende. Anche la ragazza di Steve, Laurie, sorella minore di Curt, non è convinta del loro viaggio e Steve la convince a vedere altra gente, mentre è via.
Mentre torna verso casa, Curt vede una bellissima bionda in una Ford Thunderbird bianca. La donna sussurra "Ti amo" per poi scomparire per le strade.
Viene poi a conoscenza della stazione radio di Lupo Solitario (Wolfman Jack nell'originale) e, una volta arrivato lì, parla con un uomo che scambia per il manager di Jack e al quale comunica il messaggio per "La bionda nella T-Bird". Dopo essere uscito dalla stazione, Curt scopre che l'uomo con cui aveva parlato era Lupo Solitario in persona.
Nel frattempo, Toad e Steve finiscono nella "Paradise Road" a guardare John gareggiare contro Bob Falfa, con Laurie come passeggera di quest'ultimo. In pochi secondi, la macchina di Falfa cade in un fosso e Steve e John corrono a salvare Bob e Laurie prima che l'auto esploda. Laure stringe Steve e gli chiede nuovamente di non abbandonarla. Egli ammette di aver deciso di rimanere in città con lei.
Il mattino dopo, il suono del telefono sveglia Curt. All'altro capo c'è la misteriosa bionda, che gli propone un appuntamento la sera stessa. Il ragazzo afferma che questo non sarà possibile. All'aeroporto, Curt saluta i genitori, la sorella e i suoi amici.
Mentre l'aereo decolla, Curt dà un ultimo sguardo dal finestrino alla città che sta lasciando: lungo la statale che scorre al di sotto, vede la T-Bird bianca della misteriosa bionda.
Riconoscimenti [modifica]
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Curiosità [modifica]
- La macchina di John è targata THX 138, chiaro riferimento al film d'esordio di George Lucas: L'uomo che fuggì dal futuro
- La celebre scena in cui la macchina della polizia viene legata con un cavo a un palo per staccarne l'asse posteriore è impossibile nella realtà. Il cavo visto nel film si spezzerebbe. Nel programma Miti da sfatare è stato dimostrato che servirebbe un cavo molto più spesso aiutato dalle viti dell'asse quasi staccate. Nel film la scena è stata realizzata con l'ausilio di esplosivi e di una rampa in modo tale che l'asse scivolasse dietro il paraurti posteriore.
- La scena della macchina della polizia viene ripresa nella nona puntata della prima serie televisiva di Dawson's Creek dal titolo Una serata fra amici. In quel caso Dawson si serve di una catena.
- Del film è stato realizzato un sequel nel 1979 dal titolo di More American Graffiti sceneggiato e diretto da Bill L. Norton e con lo stesso cast del film precedente (escluso Richard Dreyfuss). [4]. Distribuito in Italia con il titolo di American Graffiti 2.
Colonna sonora [modifica]
Disco 1 [modifica]
- (We're Gonna) Rock Around The Clock (Bill Haley and the Comets)
- Sixteen Candles (The Crests)
- Runaway (Del Shannon)
- Why Do Fools Fall In Love (Frankie Lymon & The Teenagers)
- That'll Be The Day (Buddy Holly)
- Fanny Mae (Buster Brown)
- At The Hop (Flash Cadillac & The Continental Kids)
- She's So Fine (Flash Cadillac & The Continental Kids)
- The Stroll (The Diamonds)
- See You In September (The Tempos)
- Surfin' Safari (The Beach Boys)
- He's The Great Imposter (The Fleetwoods)
- Almost Grown (Chuck Berry)
- Smoke Gets In Your Eyes (The Platters)
- Little Darlin' (The Diamonds)[5]
- Peperment Twist (Joey Dee & The Starlighters)
- Barbara Anne (The Regents)
- Book Of Love (The Monotones)
- Maybe Baby (Buddy Holly)
- Ya Ya (Lee Dorsey)
- The Great Pretender (The Platters)
Disco 2 [modifica]
- Ain't That A Shame (Fats Domino)
- Johnny B. Goode (Chuck Berry)
- I Only Have Eyes For You (The Flamingos)
- Get A Job (The Silhouettes)
- To The Aisle (The Five Satins)
- Do You Wanna Dance (Bobby Freeman)
- Party Doll (Buddy Knox)
- Come Go With Me (The Del-Vikings)
- You're Sixteen (Johnny Burnette)
- Love Potion No. 9 (The Clovers)
- Since I Don't Have You (The Skyliners)
- Chantilly Lace (The Big Bopper)
- Teen Angel (Mark Dinning)
- Crying In The Chapel (Sonny Till & The Orioles)
- A Thousand Miles Away (The Heartbeats)
- Heart And Soul (The Cleftones)
- Green Onions (Booker T. & The M.G's)
- Only You (And You Alone) (The Platters)
- Goodnight, Well It's Time To Go (The Spaniels)
- All Summer Long (The Beach Boys)
Note [modifica]
- ^ Davide Canavero. La lettera di rifiuto della United Artists, 13 ottobre 1975. URL consultato in data 4 aprile 2008.
- ^ "Dizionario del cinema americano", di Fernaldo Di Giammatteo, Editori Riuniti, Roma, 1996, pag.17
- ^ (EN) Librarian Names 25 More Films to National Film Registry. Library of Congress, 18 dicembre 1995. URL consultato in data 5 gennaio 2012.
- ^ Vedi: Nndb.com
- ^ Un filmato del 1957 con l'esecuzione originale dei Diamonds
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Scheda su American Graffiti dell'Internet Movie Database
- Scheda su American Graffiti de Il mondo dei doppiatori
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