American Graffiti

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American Graffiti
American Graffiti 01.jpg
Titoli di testa del film
Titolo originale American Graffiti
Paese di produzione USA
Anno 1973
Durata 110 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere commedia
Regia George Lucas
Soggetto George Lucas
Sceneggiatura George Lucas, Gloria Katz, Willard Huyck
Produttore Francis Ford Coppola, Gary Kurtz
Casa di produzione Lucasfilm
Distribuzione (Italia) Universal Studios
Fotografia Jan D'Alquen, Ron Eveslage
Montaggio Verna Fields, Marcia Lucas
Scenografia Dennis Clark
Costumi Aggie Guerard Rodgers
Trucco Bette Iverson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

American Graffiti è un film del 1973 diretto da George Lucas.

Introduzione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1971, la United Artists si accordò con Lucas affinché girasse due film: American Graffiti e Guerre stellari, ma lo studio rifiutò quest'ultimo nelle prime fasi di produzione, a causa del suo alto costo di realizzazione e della relativa inesperienza del regista con film ad alto budget.[1]

Il film è un omaggio nostalgico del regista alla sua gioventù e a quella dei ragazzi degli anni '50-'60 raccontato attraverso una serie di situazioni che mostrano le esperienze di alcuni giovani in un carosello di situazioni, ora comiche, ora patetiche, ora grottesche, ora sentimentali. Questo insieme è guidato magistralmente dai ritmi musicali.[2]

Ottenne incassi straordinari, vinse il Golden Globe e conquistò cinque nomination all'Oscar. Malinconico e autobiografico, lanciò la moda del film nostalgico e restò nella storia soprattutto per la sua indimenticabile colonna sonora.

Nel 1995 American Graffiti è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[3]

Trama[modifica | modifica sorgente]

La storia del film si concentra su quattro protagonisti principali, Curt Henderson, Steve Bolander, John Milner, e Terry Toad "Il rospo" Fields.

I quattro si incontrano nel parcheggio del Mel's Drive-In al tramonto. Steve e Curt si stanno preparando per lasciare la città e frequentare un college nell'East coast, e questa sarà l'ultima notte che passeranno insieme ai loro amici.

Ma mentre Steve non vede l'ora di lasciare la piccola cittadina, Curt è dubbioso e ha paura di ciò che lo attende. La ragazza di Steve, Laurie, sorella minore di Curt, non vuole che Steve parta, sa bene che tutto cambierebbe.

Mentre girano in macchina, Curt vede una bellissima bionda in una Ford Thunderbird bianca. La donna sussurra "Ti amo" per poi scomparire per le strade. Lui rimane folgorato. Si incrociano varie volte durante la notte, ma Curt non riesce mai a parlarle o capire realmente chi sia.

Intanto John, il meccanico, il duro, maggiore degli altri, quello con la macchina più forte di tutte, l'idolo ed il punto di riferimento per gli amici, è in giro alla ricerca di compagnia femminile mentre da un'auto all'altra gli comunicano che c'è in giro un duro che lo cerca per sfidarlo a una corsa in macchina (Harrison Ford nei panni di Falfa). Ad un semaforo abborda un gruppo di ragazze che gli infila in macchina una ragazzina minorenne che lui cerca di riportare a casa, ma lei lo minaccia di urlare che l'ha violentata se non le fa passare una serata da "grande" piena di emozioni e che la faccia sentire donna e sexy.

Steve nel frattempo, preparandosi a lasciare il suo paese ha affidato la sua macchina a Terry durante la sua assenza - fino a Natale - mentre sarà al college. Terry non ci può credere e parte subito sulla splendente auto e proprio grazie a questo rimorchia una bella e svampita bionda che, nonostante il poco "sex-appeal" del ragazzo, le bugie raccontate e la ingenuità di lei, e le svariate avventure della notte (che includono il furto della macchina, riscattata poi grazie a John) riesce a divertirsi molto con lui e le propone di rivedersi con gran stupore da parte di lui.

Curt, deciso a rintracciare la voluttuosa bionda va alla stazione radio dove trasmette il famoso D.J. Lupo Solitario (Wolfman Jack nell'originale) per far passare un messaggio alla sfuggente platinata della T-Bird ma parla con un uomo che dice di essere un dipendente del famoso D.J. e che Lupo Solitario non c'era. Appena uscito dalla stazione, Curt vede l'uomo con cui aveva parlato continuare le trasmissioni come Lupo Solitario e trasmettere il messaggio alla bionda. Capisce che era lui in persona.

Nel frattempo, John, giocando d'astuzia riesce a farsi dare l'indirizzo della ragazzina e riaccompagnarla a casa. Steve e Laurie litigano e si lasciano e lei, per fare un dispetto a Steve, sale sulla macchina di Bob Falfa, che continua a cercare John per la corsa in auto.

Curt inciampa con i Pharaons, i "cattivi" della città, che però sono sempre stati un sogno irraggiungibile per dei bravi ragazzi come loro che invece vincono borse di studio, si fidanzano e piacciono ai genitori. Al capo piace Curt e gli propone una bravata che lo farà entrare a far parte dei Pharaons: sgattaiolare sotto la macchina della polizia senza farsi vedere e fissare l'asse posteriore dell'auto ad una struttura fissa. Poi provocano i poliziotti che partono a sirene spiegate e l'auto si spacca in due. Ora è un Pharaon.

Tutto converge nella "Paradise Road" dove arrivano anche Toad e Steve e vedono John gareggiare contro Bob Falfa, con Laurie come passeggera di quest'ultimo. In pochi secondi, la macchina di Falfa cade in un fosso e Steve e John corrono a salvare Bob e Laurie prima che l'auto esploda. Laurie stringe Steve e gli chiede nuovamente di non abbandonarla. Egli ammette di aver deciso di rimanere in città con lei.

All'alba la misteriosa bionda chiama Curt alla cabina telefonica rispondendo al messaggio trasmesso via radio qualche ora prima. Curt vuole sapere chi è, almeno il suo nome, ma la bionda solo gli dice che se la vuole trovare, lei bazzica sempre una certa strada e riattacca.

Il mattino dopo all'aeroporto, Curt saluta i genitori, la sorella e i suoi amici.

Mentre l'aereo decolla, Curt dà un ultimo sguardo dal finestrino alla città che sta lasciando: lungo la statale che scorre al di sotto, vede la T-Bird bianca della misteriosa bionda.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • La macchina di John è targata THX 138, chiaro riferimento al film d'esordio di George Lucas: L'uomo che fuggì dal futuro
  • La celebre scena in cui la macchina della polizia viene legata con un cavo a un palo per staccarne l'asse posteriore è impossibile nella realtà. Il cavo visto nel film si spezzerebbe. Nel programma Miti da sfatare è stato dimostrato che servirebbe un cavo molto più spesso aiutato dalle viti dell'asse quasi staccate. Nel film la scena è stata realizzata con l'ausilio di esplosivi e di una rampa in modo tale che l'asse scivolasse dietro il paraurti posteriore.
  • La scena della macchina della polizia viene ripresa nella nona puntata della prima serie televisiva di Dawson's Creek dal titolo Una serata fra amici. In quel caso Dawson si serve di una catena.
  • Del film è stato realizzato un sequel nel 1979 dal titolo di More American Graffiti sceneggiato e diretto da Bill L. Norton e con lo stesso cast del film precedente (escluso Richard Dreyfuss). [4]. Distribuito in Italia con il titolo di American Graffiti 2.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Disco 1[modifica | modifica sorgente]

  1. (We're Gonna) Rock Around the Clock (Bill Haley and the Comets)
  2. Sixteen Candles (The Crests)
  3. Runaway (Del Shannon)
  4. Why Do Fools Fall in Love (Frankie Lymon and the Teenagers)
  5. That'll Be the Day (Buddy Holly)
  6. Fannie Mae (Buster Brown)
  7. At the Hop (Flash Cadillac & The Continental Kids)
  8. She's So Fine (Flash Cadillac & The Continental Kids)
  9. The Stroll (The Diamonds)
  10. See You in September (The Tempos)
  11. Surfin' Safari (The Beach Boys)
  12. He's the Great Imposter (The Fleetwoods)
  13. Almost Grown (Chuck Berry)
  14. Smoke Gets in Your Eyes (The Platters)
  15. Little Darlin' (The Diamonds)[5]
  16. Peppermint Twist (Joey Dee & The Starliters)
  17. Barbara Ann (The Regents)
  18. Book of Love (The Monotones)
  19. Maybe Baby (Buddy Holly)
  20. Ya Ya (Lee Dorsey)
  21. The Great Pretender (The Platters)

Disco 2[modifica | modifica sorgente]

  1. Ain't That a Shame (Fats Domino)
  2. Johnny B. Goode (Chuck Berry)
  3. I Only Have Eyes for You (The Flamingos)
  4. Get a Job (The Silhouettes)
  5. To the Aisle (The Five Satins)
  6. Do You Wanna Dance (Bobby Freeman)
  7. Party Doll (Buddy Knox)
  8. Come Go with Me (Del Vikings)
  9. You're Sixteen (Johnny Burnette)
  10. Love Potion No. 9 (The Clovers)
  11. Since I Don't Have You (The Skyliners)
  12. Chantilly Lace (The Big Bopper)
  13. Teen Angel (Mark Dinning)
  14. Crying in the Chapel (Sonny Till & The Orioles)
  15. A Thousand Miles Away (The Heartbeats)
  16. Heart and Soul (The Cleftones)
  17. Green Onions (Booker T. & The M.G.'s)
  18. Only You (And You Alone) (The Platters)
  19. Goodnight, Well It's Time to Go (The Spaniels)
  20. All Summer Long (The Beach Boys)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Davide Canavero, La lettera di rifiuto della United Artists, 13 ottobre 1975. URL consultato il 4 aprile 2008.
  2. ^ "Dizionario del cinema americano", di Fernaldo Di Giammatteo, Editori Riuniti, Roma, 1996, pag.17
  3. ^ (EN) Librarian Names 25 More Films to National Film Registry, Library of Congress, 18 dicembre 1995. URL consultato il 5 gennaio 2012.
  4. ^ Vedi: Nndb.com
  5. ^ Un filmato del 1957 con l'esecuzione originale dei Diamonds

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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