Quincy Jones

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Quincy Jones
Quincy Jones nel 2006
Quincy Jones nel 2006
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Jazz
Pop
Soul
Funk
Dance
Periodo di attività 1951 – in attività
Album pubblicati 36
Studio 32
Colonne sonore 24
Raccolte 4
Statuetta dell'Oscar Oscar Premio umanitario Jean Hersholt 1995

Quincy Delight Jones jr. (Chicago, 14 marzo 1933) è un arrangiatore, direttore d'orchestra, produttore discografico, trombettista, compositore e attivista statunitense, tra i più celebrati di sempre, specie nell'ambito della black music[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Trascorre i primi anni della sua infanzia a Chicago, sua città natale, tra difficoltà economiche e la malattia mentale della madre Sara. A casa scopre la musica suonando il piano da autodidatta, a scuola impara a suonare su una tromba regalatagli da suo padre, Quincy Delight Jones I. All'età di 10 anni si trasferisce con la famiglia a Bremerton, nei dintorni di Seattle, dove diventa amico di un pianista cieco, solo tre anni più grande di lui, di nome Ray Charles. Ancora adolescenti, Ray e Quincy formano un duo e cominciano ad esibirsi di pomeriggio al Tennis Club di Seattle, e la sera in un jazz club conosciuto oggi come Pioneer Square.

Nel 1951, all'età di 18 anni, Jones vince una borsa di studio al Berklee College of Music di Boston, ma ben presto abbandona gli studi per intraprendere una tournée come trombettista con la band del leggendario Lionel Hampton. Pur pagato con la cifra irrisoria di 17 dollari al giorno, Quincy resterà con Hampton ben quattro anni, cercando di carpire tutti i segreti del mestiere di musicista. Le big band avevano ancora un loro pubblico in quegli anni, ma il jazz stava perdendo la caratteristica di musica "popolare" e andava trasformandosi in qualcosa di sempre più esoterico. Quincy Jones, pur bravo e competente come trombettista, non aveva il talento di un Dizzy Gillespie o di un Art Farmer, e non era capace di grandi virtuosismi come Fats Navarro o Clifford Brown, ma mentre viaggiava, cominciò a mostrare un inusuale dono nel comporre e arrangiare le canzoni. Un significativo passo nella sua carriera fu la stesura e la guida degli arrangiamenti per il celebre disco di Helen Merril con il trombettista Clifford Brown, considerato un capolavoro dai critici jazz e dal pubblico degli appassionati della tromba e del jazz vocale.

Di ritorno a New York City, ricevette numerose proposte da parte di artisti del calibro di Count Basie per cui divenne uno degli arrangiatori principali, Sarah Vaughan, Betty Carter, Dinah Washington, Gene Krupa e del suo vecchio amico Ray Charles, che gli chiedevano nuovi arrangiamenti per i loro brani.

Nel 1956 viene ingaggiato dalla Dizzy Gillespie Band per un nuovo tour in Medio Oriente e in Sud America, sponsorizzato dal Dipartimento di Stato. Al suo ritorno negli Stati Uniti, Jones ottiene un contratto dalla ABC Paramount Records e inizia una propria carriera discografica come leader di una band personale.

Nel 1957 si trasferisce a Parigi e studia teoria e composizione musicale con due leggende della musica come Nadia Boulanger e Olivier Messiaen. Diventa direttore musicale della Barclay Disques, casa discografica distributrice della Mercury Records in Francia, scrivendo arrangiamenti per Henri Salvador, Charles Aznavour e Jacques Brel. Dirige l'orchestra con cui accompagna Billy Eckstine in un concerto che diventera' album. In platea c'è il gotha afroamericano del jazz per vedere il suo più giovane talento alle prese col più grande cantante.

Intanto gira l'Europa con la sua band personale, con la quale mette in piedi uno spettacolo basato sul musical Free And Easy di Harold Arlen. Pur riscuotendo il meritato successo, Jones non è in grado di far quadrare i bilanci con un'orchestra di ben 18 elementi e si ritrova in breve tempo in una pesante crisi finanziaria.

Irving Green, capo della Mercury Records, lo richiama negli Stati Uniti e lo aiuta a risollevarsi fornendogli un prestito e promuovendolo come direttore della sua divisione di New York. Si trova così a lavorare per artisti quali Frank Sinatra, Barbra Streisand, Tony Bennett. Nel 1964 Jones si ritrova addirittura ad essere vicepresidente dell'intera compagnia rivelandosi il primo afro-americano ad assumere una carica così alta. Nello stesso anno supera un'altra barriera sociale: spinto dall'invito del regista Sidney Lumet, inizia a comporre la prima delle numerose colonne sonore di successo per The Pawnbroker (L'uomo del banco dei pegni).

Quincy Jones con Tony Renis, Brambilla (direttore ufficio vendite CDI), Pier Quinto Cariaggi (titolare della CDI) e Phil Ramone nel 1964

Sempre nel 1964 lavora in Italia, arrangiando il 45 giri di Tony Renis Cara fatina/Lettera a Pinocchio, pubblicato dalla CDI, lavorando con Phil Ramone come tecnico del suono; il disco viene inciso in sette lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, svedese e giapponese) e pubblicato in molte nazioni[2].

Basta però solo un cenno da Hollywood per farlo dimettere dalla Mercury Records e farlo trasferire a Los Angeles come compositore di colonne sonore a tempo pieno. Alcuni dei suoi lavori più celebrati sono: La vita corre sul filo (1965, di Sydney Pollack), A sangue freddo (1967, di Richard Brooks), La calda notte dell'ispettore Tibbs (1967, di Norman Jewison), L'oro dei MacKenna (1969, di James Lee Thompson), Fiore di cactus (1969, di Gene Saks) e Getaway, il rapinatore solitario (1972, di Sam Peckinpah). Altrettanto note sono le musiche scritte per alcune trasmissioni televisive, tra cui Ironside, Sanford and Son, Radici e The Bill Cosby Show.

Negli anni sessanta Jones brilla anche come compositore e produttore discografico. La sua straordinaria abilità nel miscelare sapientemente suoni appartenenti ai più disparati generi musicali diventerà ben presto il suo marchio di fabbrica. Esordisce nel pop giovanile con l'arrangiamento di uno straordinario hit del 1963, It's My Party, di Lesley Gore. Nei successivi trent'anni della sua carriera Jones cambierà la direzione della musica moderna grazie alle sue produzioni realizzate per alcuni dei più importanti artisti, tra cui Miles Davis, Frank Sinatra, Nana Mouskouri, Dinah Washington e, come è noto, Michael Jackson. Comunque Jones non smette mai di lavorare anche con produzioni proprie, come Big Band Bossa Nova (rilanciata quarant'anni dopo come colonna sonora dei tre film della serie Austin Powers), Walking in Space, Gula Matari, Smackwater Jack , Body Heat, Mellow Madness, I Heard That e The Dude.

Produce due dischi anche in Italia. Il primo è il già ricordato 45 giri di Tony Renis del 1964, il secondo nel 1973, quando scrive gli arrangiamenti e dirige l'orchestra per un singolo della cantante Lara Saint Paul, con i brani Non preoccuparti/Adesso ricomincerei[3]. Per le registrazioni in studio sceglie, tra gli altri, musicisti come Gianni Basso e Gianni Bedori al sassofono tenore, Oscar Valdambrini alla tromba e flicorno, Pino Presti (presente anche nel 1964) al basso elettrico, Tullio De Piscopo alla batteria, Angel 'Pocho' Gatti e Victor Bacchetta al pianoforte.

Nel 1974 la carriera di Quincy Jones subisce una battuta d'arresto per un aneurisma cerebrale, a causa del quale dovrà sottoporsi a due delicati interventi chirurgici e a un periodo di convalescenza di circa un anno. Da allora gli verrà proibito di suonare la tromba, per evitare pericolosi aumenti di pressione sanguigna intracranica.

Sul set del film musicale The Wiz, rifacimento funky de Il mago di Oz, Jones incontra Michael Jackson che gli chiede di produrre il suo prossimo album solista. Il risultato, Off the Wall raggiunge i 20 milioni di copie vendute facendo di Jones il più potente produttore discografico dell'industria musicale. Jones e Jackson continuano a collaborare anche per Thriller, il famosissimo album campione d'incassi di tutti i tempi (ben 110 milioni di copie), e Bad, che invece arriva a 30 milioni di copie, dopo di che le strade si separano. Nel 2002, quando in un'intervista gli chiedono se Michael Jackson avrebbe mai lavorato di nuovo con lui, risponde semplicemente "la porta è sempre aperta". Però nel 2004 Jones escluse Jackson dalla rosa dei cantanti che avrebbero dovuto esibirsi in Italia (Roma) in un concerto di beneficenza. E nel 2006, ai giornalisti che gli fecero la stessa domanda su una collaborazione con Michael Jackson rispose: "Per favore ho tanto da fare. Abbiamo già dato. Ho 900 progetti. E ho 73 anni". Comunque, la grande fortuna accumulata gli permette di investire sulla musica acquistando i diritti d'autore di circa 1600 titoli; nel 1985 realizza la colonna sonora de Il colore viola, pellicola di Steven Spielberg interamente girata con attori di colore.

Nel 1984 riesce a portare in sala d'incisione il cantante Frank Sinatra, per l'album L.A. Is My Lady.

Dopo i Grammy Awards del 1985, Jones e Jackson usano la loro incredibile influenza, dovuta al mega successo di Thriller, per radunare tutti i maggiori artisti americani nel progetto della celebre canzone We Are The World, scritta per beneficenza verso le vittime africane della carestia da Michael Jackson e Lionel Richie. A questo proposito è necessario ricordare anche l'impegno sociale di Quincy Jones, che data dai primi anni sessanta, quando sostiene le attività di Martin Luther King. Jones sarà uno dei fondatori dell'Institute for Black American Music (IBAM) e un organizzatore di eventi benefici, spesso al fianco di personaggi quali Bono degli U2.

La Listen Up Foundation di Quincy Jones ha raccolto fondi nel 2001 per la costruzione di case per Nelson Mandela in Sudafrica, e nel 2004 ha organizzato un concerto dal vivo a Roma con numerosi artisti quali Carlos Santana, Alicia Keys, Angelina Jolie, Oprah Winfrey, Evander Holyfield, Chris Tucker e altri, davanti a mezzo milione di spettatori.

Nel 1993, Jones collabora con David Saltzman per produrre il concerto An American Reunion, come celebrazione del mandato come presidente degli Stati Uniti di Bill Clinton. Saltzman e Jones decidono di unire le loro capacità nella compagnia produttrice di tecnologie multimediali denominata QDE (Quincy Jones/David Saltzman Entertainment).

Jones durante il Gala per il 50.o anniversario della NASA (2008).

Nel 2001, pubblica la sua prima autobiografia: Q: The Autobiography of Quincy Jones.

Nel 2007 esegue con Herbie Hancock il brano The Good, The Bad and The Ugly contenuto nell'album We All Love Ennio Morricone.

Durante i suoi oltre cinquant'anni di carriera nell'industria dell'intrattenimento, Quincy Jones è stato musicista, compositore, arrangiatore, produttore discografico, direttore musicale, bandleader, produttore e attore cinematografico e televisivo. Il suo lavoro gli ha fruttato 26 Grammy, su ben 76 nomination, più il Grammy Legends Award nel 1991. Nonostante tutto, Jones rimane conosciuto al grande pubblico per aver prodotto l'album più venduto della storia, Thriller della popstar Michael Jackson, (più di 110 milioni di copie vendute in tutto il mondo,[4] e per aver prodotto e diretto la canzone-evento We Are the World. Quincy è uno dei produttori esecutivi di Willy il principe di Bel-Air.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Quincy Jones nel 2010

Jones è stato sposato tre volte e ha avuto sette figli:

  • Dal 1957 al 1966 è stato sposato con Jeri Caldwell, da cui ha avuto una figlia, Jolie Jones Levine.
  • Dal 1967 al 1974 è stato sposato con Ulla Andersson, da cui ha avuto due figli, Martina Jones e Quincy Jones III.
  • Dal 1974 al 1990 è stato sposato con l'attrice Peggy Lipton, da cui ha avuto due figlie, le attrici Kidada e Rashida Jones.
  • Jones ha avuto anche una breve relazione con Carol Reynolds e hanno avuto una figlia, Rachel Jones.
  • Dal 1991 al 1995 ha avuto una relazione con l'attrice Nastassja Kinski, diventando padre nel 1993 di Julia Kenya Miambi Sarah Jones.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore della Legion d'Onore

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia di Quincy Jones.

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.allmusic.com/artist/quincy-jones-mn0000378624/biography
  2. ^ Un disco in sette lingue per tutti i bambini del mondo, pubblicato in Musica e dischi n° 220, ottobre 1964, pag. 26
  3. ^ Libero - Community - I siti personali
  4. ^ Jacko's Back! | MTV UK, Mtv.co.uk, 16 novembre 2006. URL consultato il 18 luglio 2009.

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