Ludwig (film)

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Ludwig
Ludwig Visconti.png
Romy Schneider e Helmut Berger in una scena del film
Paese di produzione Italia, Francia, Germania
Anno 1973
Durata 150 min (prima edizione)

237 min (edizione integrale)

Colore colore
Audio sonoro
Genere storico
Regia Luchino Visconti
Soggetto Suso Cecchi d'Amico, Enrico Medioli, Luchino Visconti
Sceneggiatura Suso Cecchi d'Amico, Enrico Medioli, Luchino Visconti
Produttore Robert Gordon Edwards, Dieter Geissler, Ugo Santalucia
Fotografia Armando Nannuzzi
Montaggio Ruggero Mastroianni
Musiche Robert Schumann, Jacques Offenbach e Richard Wagner
Scenografia Mario Chiari
Costumi Piero Tosi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Ludwig è un film del 1973 diretto da Luchino Visconti sulla vita di Ludovico II di Baviera. È il terzo e ultimo film della "trilogia tedesca" viscontiana, di cui fanno parte i precedenti La caduta degli Dei e Morte a Venezia. È interpretato da Helmut Berger, Romy Schneider, Trevor Howard e Silvana Mangano.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nel 1864, il diciannovenne Ludwig Wittelsbach sale al trono di Baviera col nome di Ludwig II. Deciso a regnare seguendo il modello dei regnanti rinascimentali, vorrebbe diffondere tra i suoi sudditi l'amore per l'arte: perciò fa chiamare Richard Wagner alla sua corte, scontrandosi con i suoi ministri che non gradiscono il compositore. Quando la Baviera entra nella guerra franco-prussiana, i rapporti tra il sovrano e i suoi consiglieri si inaspriscono; tanto è che, a guerra persa (errore, il regno di Baviera era nella coalizione che perse la guerra austro-prussiana, non la guerra franco-prussiana), la Prussia ottiene il controllo della Baviera. L'unica persona che gli è vicina è la cugina Elisabetta, moglie dell'Imperatore d'Austria, che pur di non instaurare una relazione amorosa con Ludwig ne favorisce il fidanzamento con la sorella Sophie: il re sembra essere inizialmente favorevole, ma poi si sottrae al matrimonio e, dopo l'aggravarsi delle condizioni del fratello Otto, malato di mente, si rifugia nei fiabeschi castelli che aveva fatto costruire. Un ministro di Bismarck, Holnstein, riesce a detronizzarlo dimostrando che è affetto anch'egli da malattia mentale. Ludwig morirà in circostanze misteriose e sarà ritrovato nelle acque di un lago, assieme al suo medico.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Alla prima uscita, nel gennaio 1973, il film uscì in un'edizione della durata di soli 150 minuti. Nel 1980, quattro anni dopo la morte di Visconti, i materiali del film vennero battuti all'asta e furono comprati dagli amici del regista (tra cui i due sceneggiatori Suso Cecchi D'Amico e Enrico Medioli) che ripristinarono la versione originale del film di 237 minuti e la presentarono al Festival di Venezia.
  • In Italia il film è stato distribuito in versione integrale prima dalla Medusa e poi da Mustang Entertainment.

Errori[modifica | modifica sorgente]

  • Il conte Durchkeim è visto come aiutante di campo dall'incorazione di Ludwig al suo arresto. In realtà, all'inizio l'aiutante di campo era Paul von Thurn und Taxis. Ludwig incontrerà Durchkeim solo a metà degli anni settanta.
  • Il primo incontro tra Ludwig e Sissi non avvenne a Bad Ischl ma a Kissingen. Sissi però non vi portò i suoi fratelli e le sorelle, e quando Ludwig saluta Ludovica e i figli, manca un fratello di Sissi, Ludovico, al quale però non si fa menzione.
  • L'idea di costruire tutti e tre i castelli non avvenne nel 1867: l'idea di Neuschwanstein avvenne l'anno dopo, come scrisse a Wagner; per Herrenchiemsee alla fine degli anni settanta. Solo Linderhof, si può dire, venne alla mente di Ludwig nel giugno 1867 quando visitò l'Esposizione Universale di Parigi dove comprò il chiosco moresco che mise nei giardini del castello. La vera costruzione di Linderhof avvenne agli inizi degli anni settanta.
  • Quando Durchkeim chiede a Ludwig, prossimo all'arresto, di chiedere aiuto al popolo, questi si rifiuta. Nella realtà, Ludwig fece un appello al popolo, che venne pubblicato sui giornali, subito ritirati dai ministri.
  • Hornig afferma di essere stato al servizio del re per dieci anni e infatti lo vediamo dal 1867 (fidanzamento con Sofia) al 1886 (arresto di Ludwig). Qui ci sono due errori: gli anni di servizio, e di amicizia, furono 18 e non dieci, e non fu presente all'arresto di Ludwig perché era stato licenziato agli inizi del 1886 perché non era riuscito a sistemare la situazione economica del re.
  • Ludwig dice all'attore Kainz che faranno anche un viaggio soprattutto in Italia. Nella realtà, Ludwig non cercò mai di venire in Italia. Andava spesso in Svizzera, fece qualche viaggio in Francia, e verso la fine stava progettando di fare un viaggio in Spagna.
  • A parte Linderhof e Neuschwanstein, il castello dove Ludwig vive di più è la Residenz, e l'amato castello d'infanzia di Hohenschwangau è nominato una sola volta. Nella realtà, Ludwig cercava di stare il meno possibile nella Residenz, ma di più proprio a Hohenschwangau. Infatti fu lì che von Holstein lo costrinse a scrivere la "Kaiserbrief" e non alla Residenz.
  • L'incontro con Wagner e quello con Sissi a Bad Ischl (che nella realtà, come menzionato sopra, avvenne a Bad Kissingen) non avvennero contemporaneamente, come si mostra nel film: infatti Wagner fu conosciuto da Ludwig agli inizi di Maggio 1864, e il viaggio a Kissingen avvenne tra Giugno/Luglio sempre dello stesso anno.[senza fonte]

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