Jean Delannoy

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Jean Delannoy (Noisy-le-Sec, 12 gennaio 190818 giugno 2008) è stato un regista e sceneggiatore francese, molto apprezzato nel suo paese e all'estero.

All'età di soli 17 anni Delannoy, pur di lavorare nel cinema si fece scritturare in qualità di generico, e dal 1930 al 1937, curò come montatore più di 75 film.

Diventato aiuto-regista di Jacques Devol e in seguito di Felix Gandera, diresse, nel 1937 un film giallo dal titolo Non uccidere Dolly (Ne tuez pas Dolly) che si rivelò però piuttosto mediocre.
I suoi primi film appartengono al genere poliziesco o avventuroso e sono formalmente accurati e di un certo impegno, come L'immortale leggenda (L'éternel retour) (1943) dove Delannoy riesce a tradurre con efficacia il soggetto di Jean Cocteau.

Con i film Sinfonia pastorale (Symphonie pastorale) (1946) e Risorgere per amare (Les jeux sont faits) (1947) girati nel dopoguerra e tratti da lavori di André Gide e Jean-Paul Sartre, Delannoy iniziò ad assumere un posto di rilievo nel cinema francese.

Nel 1950 il film Dio ha bisogno degli uomini (Dieu a besoin des hommes) ebbe un particolare successo: la struttura filmica si basava su un contrasto tra laicità e fede che Delannoy seppe affrontare con estrema serietà.

Delannoy fu indubbiamente un regista di grandi capacità tecniche che seppe produrre opere di tutto rispetto come Cani perduti senza collare (Chiens perdus sans collier) (1955), Il gobbo di Notre Dame (Notre Dame de Paris) (1956), La principessa di Cléves (La princesse de Clèves) (1961), Il sole delle canaglie (Le soleil des voyous) (1967), Dossier 212: destinazione morte (La peau de torpédo) (1970) e altri.

Vinse la Palma d'oro al Festival di Cannes nel 1946 con la Sinfonia pastorale e fu nominato per il medesimo premio nel 1956 con Maria Antonietta regina di Francia.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali