Paul Grimault

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Paul Grimault (Neuilly-sur-Seine, 23 marzo 1905Le Mesnil-Saint-Denis, 29 marzo 1994) è stato un animatore francese, fra i più importanti del suo paese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Paul Grimault nasce nel 1905 nel nord della Francia, dove crescerà a vivrà per tutta la vita. Nel 1936 fonda col produttore cinematografico André Sarrut il primo studio d'animazione europeo, Les Gémeaux ("I gemelli"); dopo i primi tempi dedicati alla realizzazione di molti fortunati cortometraggi, come Le voleur de paratonnerres e Le petit soldat, Grimault decide nel 1947 di realizzare un lungometraggio, ed opta per la conversione in animazione di una fiaba di Hans Christian Andersen, La pastorella e lo spazzacamino. Contatta quindi il poeta Jacques Prévert per lavorare nel film, ma nonostante i molti anni di lavoro dei centocinquanta artisti e tecnici dello studio, l'opera non giunge a conclusione: i due artisti intendevano mantenere ognuna delle molte scene (tutte concluse) di cui si componeva La bergère et le ramoneur, ed il montaggio non è mai stato concluso. Per l'enorme impegno finanziario non ripagato, lo studio Les Gémeaux fallisce, ma nel 1953 Sarrut decide comunque di distribuire il film così com'è, irritando Grimault e Prevert al punto che i due rinnegano la paternità del film; solo nel 1976 Grimault recupera la pellicola e, con l'aiuto di giovani animatori, sistema e completa l'opera, rinominata da La bergère et le ramoneur in Le roi et l'oiseau ("Il re e l'uccello"). Il film esce nelle sale francesi nel 1980 ed ottiene un grande successo in virtù dei riscoperti valori innovativi e poetici del film, legati in gran parte anche alla colonna sonora di Joseph Kosma.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

La vistosa differenza fra la mole di lavoro precedente al 1955 e gli sparuti titoli successivi dimostrano come la rottura con André Sarrut incise profondamente nel lavoro di Grimault.

Dove non indicato diversamente, tutte le opere sono cortometraggi. Eventuali note sono segnate dopo il punto e virgola ";".

  • 1936 - Monsieur Pipe fait de la peinture ; incompiuto, didattico
  • 1937 - Phénomènes électriques
  • 1938 - Le messager de la lumière
  • 1938 - L'enchanteur est enchanté
  • 1939 - Gô chez les oiseaux o Gô s'envole; incompiuto, diventerà Les passagers de la "Grande-Ourse"
  • 1941 - Les Passagers de la "Grande-Ourse"
  • 1942 - Le marchand de notes
  • 1943 - L'épouvantail
  • 1944 - Le voleur de paratonnerres; Segnalazione per il miglior disegno animato al Festival di Venezia 1946
  • 1945 - Niglo reporter; incompleto
  • 1946 - La flûte magique
  • 1947 - Le petit soldat
  • 1947 - La légende de la soie; realizzato per la promozione della seta
  • 1948~1952 - La bergère et le ramoneur; disconosciuto, diventerà Le roi et l'oiseau
  • 1952 - Pierres oubliées
  • 1956 - Enrico cuisinier; co-diretto con Pierre Prévert
  • 1957 - La faim du monde; realizzato su commissione dell'UNESCO, diventerà Le monde en raccourci
  • 1970 - Le diamant
  • 1973 - Le chien mélomane; proiettato durante lo spettacolo teatrale C'est la guerre, Monsieur Gruber di Jacques Sternberg
  • 1980 - Le roi et l'oiseau; lungometraggio
  • 1988 - La table tournante; lungometraggio, co-diretto con Jacques Demy, raccolta di gran parte dei cortometraggi e di materiali inediti

Influenze[modifica | modifica sorgente]

L'opera di Grimault, dai colori sognanti e delicati, influenzerà moltissimo il regista italiano Anton Gino Domeneghini, che nel 1949 realizzerà quello che è considerato il primo lungometraggio d'animazione europeo, ovvero La rosa di Bagdad. Il film mostra la stessa delicatezza di tratto dei lavori di Grimault, per quanto se ne distingue invece per complessità scenografica e struttura narrativa. Anche l'animatore giapponese Isao Takahata si è detto colpito dall'opera del regista francese: in un'intervista ha dichiarato che ha scelto la sua professione dopo la folgorante visione di La bergère et le ramoneur, che lo affascinò a tal punto da fargli «percepire l’enorme capacità espressiva insita nel cinema d’animazione»[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Intervista ad Isao Takahata sul blog di Andrea Baricordi, post del 27/12/2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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