Marcel Carné

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Marcel Carné nel 1994.

Marcel Carné (Parigi, 18 agosto 1906Clamart, 31 ottobre 1996) è stato un regista e sceneggiatore francese, fra i maggiori protagonisti del cinema francese degli anni trenta e quaranta e della corrente del realismo poetico con film quali Il porto delle nebbie (1938), Alba tragica (1939) e Amanti perduti (1945).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato nel 1906,[1] figlio di un ebanista e orfano di madre a soli cinque anni,[2] dopo essersi diplomato all'Ecole Technique de Photographie et de Cinéma, Carné iniziò la sua carriera dapprima come critico cinematografico sulle riviste Hebdo-Film, Cinémonde e Film-sonore, poi, dopo aver realizzato alcuni film pubblicitari, diresse, nel 1929 assieme a Michel Sanvoisin, il cortometraggio documentario Nogent, Eldorado du dimanche, sulla folla domenicale in una grande spiaggia.

In seguito divenne assistente alla regia di René Clair per Sotto i tetti di Parigi (Sous les toits de Paris, 1930), di Jacques Feyder per La donna dai due volti (Le Grand Jeu, 1934), Pensione Mimosa (Pension Mimosas, 1935) e La kermesse eroica (La Kermesse héroique, 1935).

Nel 1936, grazie all'aiuto di Feyder, Carné esordì alla regia di un lungometraggio con Jenny, regina della notte, interpretato dalla moglie di Feyder, Françoise Rosay. A firmare la sceneggiatura, insieme a Jacques Constant, lo scrittore Jacques Prévert, con il quale Carné inaugurò fin da questa sua prima opera un fortunato sodalizio professionale che produsse nel giro di un decennio alcuni capolavori della storia del cinema francese.

Dopo la buona riuscita dell'eccentrico Lo strano dramma del dottor Molyneux (Drôle de drame) (1937), che non ottenne però il successo sperato e fu riscoperto solo in seguito,[3] la loro collaborazione raggiunse uno dei suoi esiti più alti nel 1938 con Il porto delle nebbie (Le quai des brumes). Il film ebbe grande successo grazie alla abilità di Carné nella rappresentazione degli esterni e nella direzione degli attori (notevoli le interpretazioni di Jean Gabin e Michèle Morgan) e al grande talento di Prévert che riuscì ad amalgamare alcuni dei temi tardo-surrealisti, tipici della sua poesia, con una leggera inquietudine alla quale è dovuto certamente il fascino del film.

Nel 1938 seguì un mediocre Albergo Nord (Hôtel du Nord) riscattato l'anno seguente, 1939, dal notevole Alba tragica (Le jour se lève) che narra la storia di un operaio il quale, preso d'assedio dalla polizia nella sua camera, rivive i momenti che lo hanno condotto ad uccidere per amore e, quando si leva il sole, si spara. In questo film di grande impegno, la figura dell'operaio, che il Fronte popolare indicava come protagonista sociale, diventa nei temi di Prévert (che interpretano la realtà in termini metafisici per cui è il Destino che traccia gli eventi della vita) una figura socialmente astratta e anonima. Questa forma di fatalismo esistenziale segnerà la fine delle speranze del primo Fronte popolare e non è un caso che nello stesso anno esca anche il drammatico film di Jean Renoir, La règle du jeu. Seguirà nel 1943, senza il successo del precedente film, L'amore e il diavolo (Le visiteurs du soir), leggenda medievale troppo formalmente ricercata e inconsistente per i luoghi comuni della sceneggiatura.

Quando Parigi venne liberata dai tedeschi, Carné e Prévert presenteranno il loro capolavoro, Gli amanti perduti (Les Enfants du paradis), ambientato in una Parigi ottocentesca, che narra le storie che si intrecciano di un famoso mimo, Jean-Gaspard Debureau, e di un grande attore, Frédérick Lemaître, della loro carriera dagli inizi stentati alla celebrità, dell'amore che li accomuna per la bella Garance. Il film riesce ad affascinare per il senso della narrazione, per l'abilità con cui vengono intrecciati figure e avvenimenti, per la cura posta nell'inquadratura e nella fotografia e soprattutto per la bravura degli attori, da Jean-Louis Barrault a Pierre Brasseur, da Arletty a Maria Casarès, da Marcel Herrand a Gaston Modot.

Les Enfants du paradis è indubbiamente il capolavoro di Carné, e segna l'apice della sua produzione artistica. In seguito produrrà comunque opere di buona qualità - Teresa Raquin (Thérèse Raquin, 1953), Peccatori in blue jeans (Les Tricheurs, 1958), Tre camere a Manhattan (Trois chambres à Manhattan, 1965), I giovani lupi (Les Jeunes Loups, 1968) e Inchiesta su un delitto della polizia (Les Assassins de l'ordre, 1971) - senza però raggiungere i livelli precedenti.

Muore nel 1996 ed è stato sepolto nel Cimitero di Saint-Vincent, a Parigi.

Progetti non realizzati[modifica | modifica sorgente]

Nel corso della sua carriera Carné ha solo abbozzato o lungamente elaborato e poi abbandonato molti progetti, talvolta completati in seguito da altri registi. Fra le varie opere letterarie di cui avrebbe voluto realizzare la trasposizione cinematografica: nel 1939 Il postino suona sempre due volte di James M. Cain, con interpreti previsti Jean Gabin e Michel Simon, diventato Le dernier tournant diretto da Pierre Chenal, nel 1945 La maschera della morte rossa di Edgar Allan Poe, nel 1946-1947 Candido di Voltaire, nel 1948 Il castello di Franz Kafka, nel 1951 La regina Margot di Alexandre Dumas (padre), di cui una prima versione fu girata tre anni dopo da Jean Dréville, nel 1961 La signora delle camelie di Alexandre Dumas (figlio), con Claudia Cardinale e Jacques Charrier (progetto poi ripreso nel 1963 e nel 1964 con diverse interpreti femminili: Jeanne Moreau e Irina Demick) e Germinale di Émile Zola, con Laurent Terzieff e Maximilian Schell, poi realizzato da Yves Allégret, nel 1989 il suo ultimo progetto, Mouche di Guy de Maupassant, con Juliette Binoche. Nel 1957 il film storico Les Baladins o Saint-Barthélémy, su una compagnia della commedia dell'arte alla corte dei Valois in occasione della tragica Notte di San Bartolomeo, fu rifiutato dal produttore Alexandre Mnouchkine per i costi troppo elevati e Carné finì per ripiegare sul meno impegnativo Peccatori in blue jeans. Nel 1963 il progetto su Diaghilev e Nijinskij con Orson Welles e Rudolf Nureyev fu bloccato dalle autorità sovietiche.[4]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Premi cinematografici[modifica | modifica sorgente]

Altro[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore
— 1975
Commendatore dell'Ordine Nazionale al Merito - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine Nazionale al Merito
— 1978
Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore
— 1985

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (FR) 1909-1996 le problème de la date de naissance de Marcel Carné. URL consultato il 7 marzo 2010.
  2. ^ Il grande cinema di Ciak. Sesto volume: 100 registi. Milano, Mondadori, 2000. p. 36
  3. ^ Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008. Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007. ISBN 978-88-6073-186-9 p. 2854
  4. ^ Claude Guiguet, La carriera di Marcel Carné, in appendice a Marcel Carné, Io e il cinema. Roma, Lucarini, 1990 pp. 393-397

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 25396247 LCCN: n80060683