Il vaso di Pandora (film 1929)

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Il vaso di Pandora
Vaso di Pandora Pabst.JPG
Louise Brooks e Fritz Kortner in una scena del film
Titolo originale Die Büchse der Pandora
Lingua originale tedesco
Paese di produzione Germania
Anno 1929
Durata 133 min.
Colore B/N
Audio muto
Rapporto 1,33:1
Genere drammatico, romantico
Regia Georg Wilhelm Pabst
Soggetto Frank Wedekind
Sceneggiatura Ladislaus Vajda, Joseph Fleisler, Georg Wilhelm Pabst
Produttore Heinz Landsmann, Seymour Nebenzal
Casa di produzione Nero-Film AG
Fotografia Günther Krampf
Montaggio Joseph Fleisler
Musiche Stuart Oderman, William P. Perry
Scenografia Andrej Andrejew, Gottlieb Hesch, Ernö Metzner
Costumi Gottlieb Hesch
Interpreti e personaggi

Il vaso di Pandora (Die Büchse der Pandora), anche conosciuto con il titolo Lulu - Il vaso di Pandora, è un film tedesco del 1929 diretto da Georg Wilhelm Pabst e interpretato da Louise Brooks.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Lulù (una ex fioraia) vuole fare carriera nel mondo del varietà, per questo ha come amante il Dr. Schön. Tuttavia costui, venuto a conoscenza delle sue numerose relazioni la lascia per sposare un'altra.

Il figlio di Schön, Alwa, innamorato di Lulù, la scrittura per uno spettacolo e durante la prima, il Dr. Schön sarà sorpreso dalla fidanzata tra le braccia di Lulù. Per questo deciderà di sposare quest'ultima.

Durante la festa di matrimonio, tuttavia, Schön, ingelosito dalla presenza del vecchio Schilgoch (che Lulù dichiara essere suo padre) nella camera da letto nuziale, afferra la pistola e, nella disputa che ne seguirà con la moglie, verrà da questi accidentalmente ucciso.

Al processo Lulù sarà ritenuta colpevole, ma Alwa in combutta con la contessa Anna Geschwitz, anche lei attratta da Lulù, fa in modo di creare un diversivo e fugge con quest'ultima.

In treno i due vengono però riconosciuti e ricattati dal marchese Casti-Piani, che li conduce in una bisca clandestina su di una imbarcazione in Francia, tenendoli in ostaggio con la minaccia di consegnarli alla polizia. Casti-Piani vuole vendere Lulù ad un turco così Alwa, Schilgoch e Lulù fuggono nuovamente.

I tre finiscono a Londra e ormai ridotti in miseria, Lulù decide di prostituirsi per poter sfamare sé e gli amici, ma qui finirà vittima di Jack lo squartatore.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film è ispirato ai due romanzi di Frank Wedekind Lo spirito e la terra e Il vaso di Pandora, sceneggiato da Laszlo Wajda.

Per il ruolo di Lulù, Pabst preferì, contro il parere di tutti, l'americana Louise Brooks alla tedesca Marlene Dietrich.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il vaso di Pandora di Pabst, rappresenta sullo schermo, probabilmente per la prima volta, l'attrazione lesbica del personaggio della contessa Geschwitz nei confronti di Lulù. Il film mostra in varie scene infatti esplicitamente questa attrazione, durante il ballo del matrimonio, o nella gelosia espressa dallo sguardo dell'attrice Alice Roberts[1].

La contessa è una delle "vittime" del fascino di Lulù, e per lei si rovina, così come si distruggeranno tutti gli uomini attratti dal suo fascino, tuttavia la sua attrazione rimane "sterile", irrealizzata[1].

La Roberts era anche consapevole del rischio di identificazione in cui sarebbero cadute lei e Louise Brooks nell'interpretare di personaggi lesbici: era convinta che impersonando una lesbica, molti spettatori si sarebbero convinti che lei lo fosse veramente, e per questo motivo era inizialmente contraria ad interpretare un personaggio omosessuale. Louise Brooks invece dichiarò di averne preso coscienza soltanto molto più tardi.[1]

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Vito Russo, Lo schermo velato, Milano, Baldini & Castoldi, 1999

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vito Russo, Lo schermo velato, Milano, Baldini & Castoldi, 1999.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]