Jack lo squartatore

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Jack lo squartatore
Jack the ripper.jpg
Jack lo squartatore raffigurato in azione sulla Police Gazette del 1888, con un aspetto immaginario basato su alcuni identikit e descrizioni
Vittime accertate 5
Vittime sospettate 15
Periodo omicidi 31 agosto - 9 novembre 1888
Luoghi colpiti Londra Regno Unito Regno Unito
Metodi uccisione sgozzamento, asportazione organi, squartamento, tagli multipli (overkilling)
Altri crimini vampirismo e cannibalismo
Arresto mai arrestato
Provvedimenti

Jack lo squartatore (Jack the Ripper in inglese) è l'appellativo dato ad uno sconosciuto serial killer che agì a Londra, nel degradato quartiere di Whitechapel e nei distretti adiacenti, nell'autunno del 1888.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome è tratto da una lettera, pubblicata al tempo delle uccisioni, destinata alla Central News Agency e scritta da qualcuno che dichiarava di essere l'assassino.

Durante la sua attività criminale sono state attribuite a Jack lo squartatore cinque vittime, ma secondo alcuni studiosi il numero di persone che lo squartatore avrebbe ucciso sarebbe tra le quattro e le sedici.[1][2]

Il suo modus operandi prevedeva come vittime esclusivamente donne prostitute che egli assassinava tramite sgozzamento.

Le cinque vittime accertate[modifica | modifica wikitesto]

Jack lo Squartatore, raffigurato con fattezze simili al sospettato Aaron Kozminski all'epoca dei fatti[3], ritratto con il Comitato di Vigilanza di East End (dall'Illustrated London News, 1888).
  • Mary Ann Nichols, donna di 44 anni, fu la prima vittima accertata. Il suo corpo venne ritrovato il 31 agosto 1888, alle 3:45 del mattino, in Buck's Row, di fronte ad uno dei tanti mattatoi del quartiere. La vittima presentava la gola tagliata fin quasi alla decapitazione (il taglio intaccava le vertebre del collo) e tagli sul ventre dai quali fuoriusciva l'intestino. Gli organi genitali presentavano gravissime ferite da taglio, probabilmente inferte di punta. L'autopsia, studiando il taglio alla gola, rivelò che l'assassino era mancino, fatto che poi verrà smentito da tutti i criminologi che hanno studiato il caso.
  • Annie Chapman, donna di 46 anni, è la seconda vittima ufficiale di Jack lo squartatore. Fu ritrovata uccisa l'8 settembre 1888 da un fattorino, nel cortile al numero 29 di Hanbury Street, a Whitechapel. Il suo corpo giaceva steso tra la porta e la palizzata, in uno spazio di circa ottanta centimetri. La gola era squarciata e la testa era quasi del tutto recisa dal busto. Il ventre era aperto; gli intestini erano appoggiati sulla spalla destra della vittima, mentre la vagina, l'utero e due terzi della vescica erano stati asportati. Ai piedi della vittima erano state rinvenute alcune monete e un pezzo di una lettera insanguinata riportante la data del 20 agosto. Questo caso presenta anche un testimone, un inquilino della casa a fianco, oltre la palizzata, che afferma di aver sentito un grido di donna: "No!", ma che non aveva avuto il coraggio di sporgere la testa e guardare. Il giorno dopo, una bambina riferisce alla polizia di aver visto, in un cortile poco distante dal luogo del delitto, una striscia di sangue; gli investigatori affermano che probabilmente era la traccia lasciata dal killer, poiché era solito portare con sé un macabro trofeo asportato alla vittima e che con molta probabilità quel sangue era quello che colava dagli organi portati via dall'assassino. L'indizio della striscia di sangue non verrà studiato e approfondito, neanche successivamente. A seguito di questo omicidio si giunge al primo arresto effettuato dalla polizia. John Pizer, un ebreo proprietario di una bottega per la lavorazione del cuoio nel quartiere, viene accusato dell'omicidio a causa di un grembiule di cuoio trovato nei pressi del luogo del delitto. Il giorno dopo però si scoprirà che "Leather Apron" (letteralmente "grembiule di cuoio"), come verrà chiamato l'accusato fino al momento del suo riconoscimento, non c'entra nulla col delitto: il grembiule apparteneva ad un inquilino del palazzo in cui è stato consumato l'omicidio, che era stato lavato e appeso ad asciugare. Pizer, tuttavia, viene trattenuto in cella ancora per un altro giorno a causa della folla inferocita che voleva linciarlo. Fino a quel momento quindi l'assassino non era ancora noto e la polizia non aveva neanche il sospetto di chi potesse essere. Si supponeva solo che fosse un pazzo fanatico o un maniaco sessuale con alcune conoscenze di anatomia. L'unico indizio che sembrava accomunare gli uomini che alcuni testimoni hanno visto insieme alle vittime era una valigetta nera e un cappello "alla Sherlock Holmes". Da questo delitto fino al successivo passarono ventidue giorni.
Fotografia mortuaria di Elizabeth Stride
  • Elizabeth Stride viene trovata il 30 settembre intorno all'una di mattina in Berner Street, presso il cortile di un circolo di ebrei e tedeschi, da un cocchiere. La vittima presenta solo un profondo taglio alla gola, dal quale, afferma il cocchiere, usciva ancora del sangue. Ciò porta alla conclusione che il sopraggiungere del cocchiere abbia potuto disturbare il lavoro dello Squartatore, che quindi non ha avuto modo di infierire sulla donna come era solito fare. Ciò è confermato dal ritrovamento della successiva vittima, Catherine Eddowes, in Mitre Square; la donna era stata sottoposta ad un vero e proprio martirio, cosa che spiegherebbe il "cambio di programma" dell'assassino che, non riuscendo ad infierire sulla Stride, ha cercato un'altra ragazza su cui accanirsi.
  • Lo stesso giorno fu ritrovato il corpo di Catherine Eddowes che giaceva a Mitre Square, in un lago di sangue, in posizione supina, come tutte le altre vittime. La faccia era sfregiata: naso e lobo dell'orecchio sinistro erano tagliati, così come la palpebra dell'occhio destro, solcata da profondi tagli. Il volto era sfigurato con un taglio a "V" sulla parte destra e con numerosi tagli sulle labbra, tanto profondi da mostrare le gengive. Il corpo era sventrato da un enorme e unico taglio che dall'inguine arrivava fino alla gola; lo stomaco e gli intestini erano stati estratti e appoggiati sulla spalla destra della donna, il fegato appariva tagliuzzato, il rene sinistro e gli organi genitali erano stati portati via. Per finire, la vittima era stata come di consueto sgozzata quasi fino alla completa decapitazione.
  • Mary Jane Kelly è l'ultima vittima canonica attribuita a Jack lo squartatore. L'omicidio di Mary Kelly è considerato il più orribile di tutti quelli attribuiti al serial killer. Il suo corpo viene scoperto il 9 novembre 1888, poco dopo le 10:45. Il corpo, o meglio ciò che ne rimaneva, giaceva sul letto della camera dove la donna viveva, al numero 13 di Miller's Court, vicino a Spitalfields. La gola era squarciata, il viso severamente mutilato e irriconoscibile, il petto e l'addome aperti, molti organi interni erano stati rimossi, il fegato giaceva tra le gambe e l'intestino arrotolato presso le mani; era inoltre stata asportata la carne che ricopriva gli arti. Il cuore non venne trovato. Nel libro di Colin Wilson Il grande libro dei misteri irrisolti si dice però sia stato trovato su un cuscino, disposto come un macabro trofeo. I vicini dissero di aver sentito una donna singhiozzare "Murderer!" ("Assassino!") intorno alle 4 del mattino e a quest'ora viene fatta risalire la morte.

Altre sei possibili vittime[modifica | modifica wikitesto]

  • Emma Elizabeth Smith, una vedova di 45 anni, venne aggredita in Osborne Street, brutalmente percossa e stuprata con uno strumento non affilato, che provocò la rottura del perineo nelle prime ore della mattina del 3 aprile 1888. Tornata alla locanda in cui risiedeva, lamentò forti dolori al basso ventre e, nonostante il ricovero al London Hospital, morì per le gravi lesioni interne riportate. Per quanto il periodo e la tipologia della vittima (Emma era una prostituta) coincidano con i delitti dell'assassino, la testimonianza della vittima stessa indica un'aggressione da parte di tre individui e la morte fu causata da peritonite. Per questi motivi, la maggior parte dei cronisti della vicenda propende ad escluderla dal numero delle vittime di Jack lo squartatore.
  • Martha Tabram, una prostituta di 39 anni, venne ritrovata uccisa il 6 agosto 1888, alle 4.45 del mattino, sulle scale di una palazzina in George Yard (attualmente Gunthorpe Street). Il corpo della vittima presentava un gran numero di ferite da taglio nella porzione inferiore del corpo. Il coroner ha parlato di non meno di 39 lesioni, anche se su alcuni giornali del periodo si parla di 20. L'esame post-mortem rivelerà che sono state usate due differenti tipi di lama per infliggere le ferite. Il 9 agosto 1888, tre giorni dopo il delitto, una prostituta di nome Mary Ann Connelly, anche conosciuta come Pearly Poll, si presentò alla polizia dicendo che, la notte dell'omicidio, era stata in compagnia della vittima e di due soldati del reggimento Coldstream Guards. Nonostante un tentativo di confronto con tutti gli appartenenti al reggimento che non erano di servizio la notte del 6 agosto, Pearly Poll non fu in grado di identificare con certezza i due uomini e la pista investigativa si perse nel nulla. Data la ferocia dell'attacco e la tipologia della vittima, molti studiosi del caso tendono ora a indicare Martha Tabram come una possibile vittima.
Copertina della rivista Puck del 21 settembre 1889, con l'illustrazione di Tom Merry del killer sconosciuto di Whitechapel, Jack lo squartatore, raffigurato mentre guarda le immagini delle sue vittime e dei poliziotti
  • Alice McKenzie fu ritrovata uccisa la notte del 17 luglio 1889 dall'agente Joseph Allen. Di ronda nell'area di Whitechapel High Street, l'agente si era fermato per qualche minuto sotto un lampione in Castle Alley per un veloce spuntino. Il vicolo, al momento, le 00.15 del mattino, era deserto. La sua ronda lo riportò nello stesso punto circa 35 minuti dopo, alle 00.50. Immediatamente vide, a pochi passi dal lampione sotto il quale aveva sostato poco prima, il corpo di una prostituta quarantenne, la cui gola era stata recisa con due tagli da sinistra a destra, anche se l'opinione del medico legale era che si trattasse di pugnalate più che di tagli netti, in maniera piuttosto simile ai delitti delle cinque vittime "canoniche". Inoltre, l'addome della vittima aveva subito delle mutilazioni, anche se in misura molto minore rispetto ai casi attribuiti a Jack lo squartatore. Sul caso di Alice McKenzie i pareri, tanto degli investigatori vittoriani quanto degli autori moderni, sono discordi.
  • Frances Coles fu ritrovata uccisa alle 2.15 del mattino del 13 febbraio 1891 dall'agente Ernest Thompson. Di ronda lungo Chamber Street, udì un rumore frettoloso di passi davanti a lui e vide la figura indistinta di un uomo che si allontanava in direzione di Mansell Street. Pochi istanti dopo, in un buio passaggio che collegava Chamber Street con Royal Mint Street, conosciuto all'epoca come Swallow Gardens, trovò il corpo di una prostituta di 26 anni, dalla cui gola squarciata fuoriusciva ancora il sangue. Chinandosi su di lei, l'agente le vide aprire e chiudere un occhio; trovandosi di fronte ad una vittima ancora in vita, Thompson non poté inseguire l'uomo che aveva intravisto allontanarsi frettolosamente e si limitò a chiamare aiuto con il fischietto in dotazione. Frances Coles morì poco dopo sul lastricato di Swallow Gardens. L'esame post-mortem rivelò che la gola era interessata da tre lacerazioni, la prima da sinistra a destra, la seconda da destra a sinistra, l'ultima nuovamente da sinistra verso destra. Delle ferite sulla parte posteriore del cranio suggerivano che la vittima fosse stata scaraventata a terra prima di essere uccisa. Non vi era traccia di mutilazioni post-mortem. In un primo momento, la polizia sospettò di Tom Sadler, il convivente della donna, che si rivelò in seguito estraneo ai fatti. Sul caso di Frances Coles i pareri, tanto degli investigatori vittoriani quanto degli autori moderni, sono discordi. Il tipo di ferita alla gola certo ricorda il modus operandi di Jack lo squartatore, mentre l'assenza di mutilazioni addominali potrebbe essere imputata all'arrivo dell'agente Thompson, che avrebbe messo in fuga l'assassino, come si pensa possa essere avvenuto nel caso di Elizabeth Stride, nel 1888.
  • Un tronco umano femminile fu ritrovato il 10 settembre 1889 vicino alle vie Osborne e Wentworth.[4]
  • Rose Mylett fu ritrovata accoltellata il 20 dicembre 1888. Il cadavere, trovato sul largo di una scala di un gruppo di case operaie in commercial-street, presentava 39 ferite.[4]

Lettere di Jack lo squartatore[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lettere di Jack lo squartatore.
La lettera From hell
La prima lettera autografa di Jack lo squartatore

Durante il periodo in cui sono avvenuti i delitti, la polizia e i giornali hanno ricevuto molte migliaia di lettere riguardanti il caso. Alcune erano di persone ben intenzionate che fornivano informazioni per la cattura del killer; la maggioranza però sono state considerate inutili e di conseguenza ignorate.

Le più interessanti erano forse quelle centinaia scritte da persone che si dichiaravano gli assassini. La maggior parte di queste sono state considerate non attendibili. Molti esperti ritengono che nessuna di esse fosse autentica, ma tra quelle citate come forse genuine, sia dalle autorità del tempo che da quelle moderne, tre in particolare sono importanti:

  • The "Dear Boss" Letter, datata 25 settembre 1888 e ricevuta dalla Central News Agency il 27 settembre 1888, è la prima che riporta la firma "Jack lo Squartatore" (in inglese Jack the Ripper). La polizia non ritiene la lettera autentica e non dà altra rilevanza al caso.
  • The "Saucy Jack" postcard, ricevuta il 1º ottobre 1888, scritta in uno stile simile alla "Dear Boss" Letter. In questa cartolina, Jack lo squartatore menziona la futura uccisione di due vittime temporalmente vicine: "doppio evento questa volta". Nella notte del 30 settembre 1888, nel giro di un'ora, vengono rinvenuti i corpi di due vittime, Elizabeth Stride e Catherine Eddowes.
  • The "From hell" letter, ricevuta il 16 ottobre 1888 da George Lusk, capo della Commissione di Vigilanza di Whitechapel. La lettera era accompagnata da una piccola scatola contenente la metà di un rene umano, conservato in alcol etilico. Uno dei reni della Eddowes era stato rimosso dal cadavere; il medico che ha esaminato il rene inviato con la lettera ha determinato una somiglianza con quello sottratto a Catherine Eddowes. La lettera ed il rene furono successivamente perduti, insieme ad altro materiale sul caso.

Profilo criminale[modifica | modifica wikitesto]

Profilo di Thomas Bond realizzato per Scotland Yard[modifica | modifica wikitesto]

Thomas Bond, medico legale e profiler del caso di Jack lo squartatore

Il dottor Thomas Bond, su incarico degli investigatori, cercò di profilare la personalità di Jack lo squartatore. In qualità di medico forense, per la precisione chirurgo, assistette alla autopsia di Mary Jane Kelly, ultima delle cinque vittime canoniche dell'omicida seriale; nelle sue note, datate 10 novembre 1888, menzionò la natura sessuale degli omicidi, senza tuttavia violenza sessuale, associata a elementi collerici e di apparente misoginia. Il dottore cercò altresì di ricostruire l'omicidio, e di reinterpretare lo schema comportamentale del criminale. Ben presto delineò un primo profilo, comprendente i suoi tratti fondamentali, da lui usato per collaborare alle indagini.

La profilazione evidenziava come «gli omicidi fossero stati commessi da un solo individuo maschio fisicamente prestante, audace e imperturbabile al tempo stesso. Lo sconosciuto sarebbe apparso innocuo, forse un uomo di mezza età e ben vestito, probabilmente con un mantello, probabilmente per nascondere i sanguinosi effetti dei suoi attacchi. Egli ipotizzò anche che il soggetto soffrisse di una condizione chiamata "satiriasi", una devianza sessuale oggi identificata come ipersessualità o promiscuità. Bond ipotizzò, inoltre, che il soggetto non possedesse alcuna conoscenza anatomica: non poteva dunque essere un chirurgo né, per esempio, un macellaio, in quanto non vi era precisione nei tagli». Il dottore concluse, poi, che lo stesso criminale fosse il responsabile dell'assassinio di Alice McKenzie[5]. Altri invece lo indicarono come un individuo più giovane in età. Alle indagini scientifiche forensi collaborò anche un altro medico, Joseph Bell, che avrebbe ispirato ad Arthur Conan Doyle la figura di Sherlock Holmes.

Profilo moderno dell'FBI[modifica | modifica wikitesto]

I moderni profiler dell'FBI hanno realizzato il seguente profilo: «Maschio bianco, fra i 28 e i 36 anni, viveva o lavorava nell'area di Whitechapel. Nella sua infanzia la figura paterna era assente o passiva. L'omicida probabilmente esercitava un lavoro in cui poteva legalmente soddisfare le sue tendenze distruttive. Probabilmente smise di uccidere perché venne arrestato per qualche altro crimine, oppure sentì di essere troppo vicino ad essere scoperto. L'omicida probabilmente aveva un qualche difetto fisico che era per lui sorgente di grande frustrazione o rabbia.»[6] Viene aggiunto che era forse «un uomo di bassa estrazione sociale, con un lavoro umile come il macellaio o l’assistente di un medico, quasi certamente un inetto sociale».[7]

Teorie sull'identità dell'assassino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teorie sull'identità di Jack lo squartatore.
Vignetta che ironizza sull'incapacità della polizia di trovare il killer di Whitechapel, da Punch del 22 settembre 1888

La concentrazione degli omicidi durante i fine settima e le zone in cui ha colpito l'assassino, a pochi isolati di distanza l'uno dall'altro, hanno fatto facilmente concludere che lo "Squartatore" fosse un impiegato regolare del quartiere[8][9]. Altri hanno sospettato che l'assassino fosse un uomo di alta classe borghese, forse un medico o un aristocratico, che si stabilì nel quartiere di Whitechapel alla ricerca di una zona più adeguata dove svolgere i propri crimini[10]. Le teorie sull'identità, proposte anni dopo gli omicidi, hanno incluso praticamente chiunque fosse collegato, anche lontanamente, al caso, così come molti personaggi famosi, che non erano mai stati considerati nelle indagini della polizia vittoriana. Fra i sospettati della polizia britannica contemporanea, tre risultano far parte di un memorandum del 1894 di Sir Meville Macnaghten (maggiore detective dell'epoca): Montague John Druitt, Michael Ostrog e Aaron Kosminski[11].

Nonostante le molte e varie teorie circa l'identità e la professione di Jack lo squartatore, le autorità non sono d'accordo su una soluzione univoca e il numero dei sospettati raggiunge attualmente oltre un centinaio di persone[12][13].

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Jack lo Squartatore è apparso in numerosi film e serie televisive, tra cui:[14]

Nel romanzo Undead - Gli immortali di Dacre Stoker e Ian Holt, si scopre che l'autore degli omicidi attribuiti a Jack lo Squartatore è la contessa Elizabeth Bàthory. In Anno Dracula di Kim Newman Jack lo Squartatore è Jack Seward, uno dei protagonisti del Dracula di Bram Stoker; qui uccide soltanto vampiri e usa bisturi in argento.

Jack è uno de "I Cinque" del videogioco Shadow Man. La sua arma principale è una lunga lama e ha la capacità di camminare sulle pareti e sul soffitto e di spiccare lunghi salti. Il criminale viene anche citato nella canzone Music Box del rapper statunitense Eminem nonché nel brano Octavarium della band progressive rock Dream Theater

Nel videogioco Medievil 2 bisogna ritrovare Keya, che si è persa a Whitechapel. Si imbatterà in Jack the Ripper, e morirà tragicamente, sotto gli occhi di Sir Daniel, arrivato troppo tardi. Il cavaliere, che è triste e desolato poiché era innamorato di Keya, riesce a riassemblare la macchina del tempo del Dottor Hamilton-Kift, con cui ritornerà a Whitechapel. Giunto in anticipo (stava per arrivare tardi di nuovo!) nota con grande stupore che in realtà l'assassino è un mostro aracnoide, con fattezze umane, ma slanciato e con degli enormi artigli. A quel punto dovrà combattere contro lo squartatore, potendolo attaccare solo nel momento in cui torna visibile per tentare di uccidere Keya, poiché durante il resto della battaglia sarà semi-invisibile.

Il pazzo assassino compare anche nell'episodio 13 di A tutto reality - Il tour, interpretato da Ezekiel.

Nel film di Stanley Kubrick Il Dottor Stranamore uno dei personaggi si chiama Jack D. Ripper, chiaro riferimento al serial killer.

Una storia di Tex, Orrore!, uscita nel 1994, vede il ranger alle prese con un serial killer che, proprio come Jack lo Squartatore, uccide prostitute.

Nel film Detective Conan: Il fantasma di Baker Street Conan e i suoi amici scelgono il percorso legato alla vicenda di Jack lo squartatore con il compito di fermare il serial killer. La storia dell'assassino viene modificata e legata con quella del detective di Baker Street, Sherlock Holmes: Jack lo squartatore è un ragazzo orfano fin dalla tenera età e viveva nel quartiere malfamato di Whitechapel, e un giorno viene trovato dal professor James Moriarty, la nemesi di Holmes. Moriarty, vedendo l'odio negli occhi del ragazzo, lo trasforma in un sicario di altissimo livello. Grazie agli indizi che raccoglie (e anche a quelli trovati da Sherlock Holmes) Conan svela la vera identità di Jack lo squartatore: il serial killer non è altri se non il figlio della sua seconda vittima, la madre Annie Chapman, che desideroso di volersi vendicare per l'abbandono uccide prima Mary Ann Nichols per depistare le indagini, poi la madre con un sentimento misto di amore-odio. Ma questo non è bastato per fermare la sete di sangue dello squartatore che, per il piacere di uccidere, ha ucciso anche altre due donne (Elizabeth Stride e Catherine Eddowes). In uno scontro sul treno Conan si scontra con il serial killer che lo mette in seria difficoltà, ma Ran, legata con una corda allo squartatore imita l'episodio che è successo tra Sherlock Holmes e il professor Moriarty alle cascate del Reinchenbach: si butta dal treno portando con sé Jack lo squartatore, e mentre lei viene digitalizzata e esclusa dall'avventura il serial killer trova la morte nel burrone. Inoltre sembra avere avuto una discendenza che si è fermata a uno dei personaggi del film, Thomas Schindler.

Nel videogioco Metal Gear Solid 2 il personaggio protagonista del secondo capitolo Raiden viene chiamato dal suo ex-maestro "White Devil" o appunto "Jack the Ripper" in riferimento alla sua efferatezza come Bambino soldato. Il tutto viene marcato dalla fidanzata dello stesso la quale, durante i dialoghi tramite radio è l'unica a chiamarlo Jack, e non Raiden.

Nel secondo numero della serie Dylan Dog, intitolato Jack lo squartatore, l'indagatore dell'incubo ha a che fare con un emulo del famoso serial killer.

Alan Moore, con la collaborazione di Eddie Campbell ai disegni, ha scritto un'intera graphic novel dal titolo From Hell (chiaro riferimento alla lettera inviata da Jack a Scotland Yard), incentrata sugli avvenimenti di Whitechapel e le varie indagini che seguirono. La stessa graphic novel presenta molte delle ipotesi elaborate da Stephen Knight in Jack the ripper: the final solution.

Uno dei Cinque presenti nel videogioco Shadow Man è proprio Jack lo squartatore, chiamato Jack II poiché si ritiene che sia un suo emulo.

È probabile che il personaggio interpretato da John Ritter nella sit-com "Tre cuori in affitto" (Three's Company), Jack Tripper (contrazione di Jack t[he]ripper), sia un riferimento ironico a Jack lo squartatore.

Nella visual novel Eikoku Tantei Mysteria compare Jack lo squartatore, ed è un giovane ragazzo albino di nome Jack Mirrors.

Lo Squartatore fa una comparsa anche nell'universo fantascientifico di Star Trek. Nell'episodio Fantasmi del passato della Serie Classica, si scopre che l'assassino di Whitechapel era in realtà un'entità aliena sconosciuta, autrice di svariati omicidi su molti pianeti differenti caratterizzati dallo stesso modus operandi. L'entità ucciderà anche nel XXIII secolo, e ad essere accusato sarà Montgomery Scott.

Fa anche una comparsa nel manga Le bizzarre avventure di JoJo.

Nella serie anime Nobunagun, la sua vera identità risulterà essere quella di Florence Nightingale.Egli uccise le cinque donne per prevenire Epidemia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Paul Begg, Martin Fido, Keith Skinner, The Jack the Ripper A to Z, Headline, 1994, ISBN 0-7472-4445-6.
  2. ^ (EN) Thomas Schachner, Jack the Ripper - victims. URL consultato il 21 agosto 2007. Oltre alla sezione "Generally Accepted (Canonical) Victims" ("Vittime generalmente accettate (canoniche)", c'è anche una sezione "Other Alleged Ripper Victims" ("Altre presunte vittime dello Squartatore")
  3. ^ Whitechapel
  4. ^ a b L. Iron, Jack Lo Sventratore di donne, Roma, Perino, 1891.
  5. ^ How did forensics experts create a modern profile of Jack the Ripper? howstuffworks.com
  6. ^ Jack lo Squartatore
  7. ^ Svelata l'identità di Jack lo Squartatore. Secondo lo storico Mei Trow si tratta di Robert Mann, dipendente dell'obitorio di Whitechapel
  8. ^ Marriott, p. 205.
  9. ^ Rumbelow, p. 263
  10. ^ Begg, Jack the Ripper: The Definitive History, p. 43
  11. ^ P. ej. Frederick Abberline en Pall Mall Gazette, 31 de marzo de 1903, citado en Begg, Jack the Ripper: The Definitive History, p. 264.
  12. ^ Ken Whiteway, A Guide to the Literature of Jack the Ripper, Canadian Law Library Review, 2004, pp. 219–229.
  13. ^ John J. Eddleston, Jack the Ripper: An Encyclopedia, Metro Books, 2002, pp. 195–244, ISBN 1-84358-046-2.
  14. ^ (EN) Jack lo squartatore in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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