Motörhead

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Motörhead
I Motörhead. Da sinistra Mikkey Dee, Phil Campbell e Lemmy Kilmister.
I Motörhead. Da sinistra Mikkey Dee, Phil Campbell e Lemmy Kilmister.
Paese d'origine Regno Unito Regno Unito
Genere Heavy metal[1]
Hard rock[1]
Speed metal[1]
NWOBHM[1]
Periodo di attività 1975 – in attività
Etichetta EMI
SPV GmbH
Sanctuary
GWR
Bronze
Epic
Album pubblicati 36
Studio 21
Live 7
Raccolte 8
Gruppi e artisti correlati Hawkwind
The Damned
Girlschool
Wendy O. Williams
Fastway
Thin Lizzy
Metallica
Ramones
Probot
Headcat
Sito web
Motörhead wordmark.png
(EN)
« We are Motörhead... and we're gonna kick your ass! »
(IT)
« Noi siamo i Motörhead... e stiamo per prendervi a calci in culo! »
(Lemmy Kilmister)

I Motörhead (IPA: ˈməʊtə(ɹ)hɛd) sono un gruppo hard & heavy[2] britannico, formatosi a Londra nel 1975 per iniziativa del cantante, bassista e leader storico Lemmy Kilmister.

Sono ritenuti tra gli ispiratori principali di speed e thrash metal, anche se Lemmy Kilmister e i suoi compagni di band si definiscono autori di brani di puro e semplice rock and roll.[3][4] I temi più spesso ricorrenti nelle loro canzoni sono la guerra (intesa principalmente come lotta contro la malvagità), le sostanze stupefacenti, il sesso, il rock, l'abuso infantile e la vita "on the road". A livello mondiale hanno venduto più di 50 milioni di dischi, di cui quasi 20 nei soli Stati Uniti d'America.[5]

Storia del gruppo[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi (1975-1978)[modifica | modifica sorgente]

La band fu fondata nel 1975, quando Ian Fraser Kilmister, detto Lemmy, allora bassista del gruppo space rock Hawkwind, venne licenziato dalla band durante una tournée in Canada per possesso di sostanze stupefacenti (anfetamine), e rinchiuso in prigione per cinque giorni.[6] Lemmy, attivo nella scena underground inglese già dagli anni sessanta con i Rockin' Vickers e i Sam Gopal, decise di formare una propria band assieme al chitarrista Larry Wallis (già nei Pink Fairies) e al batterista Lucas Fox.[7] Il nome prescelto fu all'inizio "Bastard", ma venne presto cambiato su suggerimento del loro manager dell'epoca Doug Smith, visto che a suo parere; "Con un nome come quello è quasi impossibile che partecipiate un giorno a Top of the Pops".[8] Venne quindi scelto il nome "Motörhead", tratto dal titolo dell'ultima canzone scritta da Lemmy Kilmister per gli Hawkwind.[9] Tale termine indica, in gergo, lo speed freak, in riferimento agli effetti delle anfetamine.[10][11] L'umlaut sulla lettera "Ö" del loro nome si presume sia solo un effetto dell'umlaut dell'heavy metal, come avevano già fatto in precedenza i Blue Öyster Cult. L'umlaut non altera comunque la pronuncia del loro nome, che viene quindi detto semplicemente con una "O" normale.

I Motörhead debuttarono dal vivo il 20 luglio 1975 alla Roundhouse di Londra.[12] Dopo pochi spettacoli Lucax Fox cedette il suo posto di batterista all'allora esordiente Phil Taylor (più tardi soprannominato "Philty Animal" Taylor), mentre nel 1976 anche Larry Wallis venne sostituito dal più esperto Eddie Clarke, che già aveva militato nei Curtis Knight e negli Zeus. Fu così completato l'organico storico dei Motörhead, che resterà invariato fino al 1982 e che molti ancora oggi considerano la "formazione classica" del gruppo.[13] Nello stesso anno la band entrò in studio per registrare il suo primo album, On Parole, che verrà però rifiutato dall'etichetta United Artists, la quale lo consegnerà alle stampe solo tre anni più tardi.[14]

Lo Snaggletooth, sul loro primo ed omonimo album ufficiale

Nel 1977 i Motörhead firmarono per l'etichetta discografica Stiff ma il loro singolo, Leaving Here, non venne pubblicato in Inghilterra fino alla ristampa in cofanetto dei primi dieci 45 giri dell'etichetta, intitolato Bunch of Stiffs.[15] Il disco uscì, invece, in Francia e Scandinavia.[15] Il 1º aprile dello stesso anno la band si esibì nell'ultimo concerto al Marquee Club di Londra.[16]

Sostenuti da Ted Carrol dell'etichetta Chiswick Records, per la quale avevano recentemente firmato, i Motörhead fecero uscire il loro primo album ufficiale, l'omonimo Motörhead, già preceduto da un omonimo singolo degli Hawkwind. L'album, registrato in soli due giorni, fu la loro cartolina di presentazione e documentò, in modo efficace, lo stile ruvido e trascinante del trio, caratterizzato dal cantato rauco e graffiante di Lemmy, dai ritmi incalzanti supportati dal tuonante basso dello stesso cantante e dalla batteria, e dagli assoli di chitarra molto incisivi, che però non intaccarono la trascinante melodia di base. I Motörhead si presentarono quindi come una band capace di fondere punk e hard rock, facendo nascere quello che da molti critici è stato considerato il rock and roll più duro, veloce e saturo della storia musicale. Nella copertina del disco apparve inoltre per la prima volta lo Snaggletooth, simbolo grafico creato dall'artista Joe Petagno e che diventerà in futuro il simbolo principale dei Motörhead.

Nel 1978, dopo aver avviato una collaborazione con i The Damned, rimasta però priva di concreto seguito, la band abbandonò la Chiswick in favore della Bronze Records. Questa sarà solo la prima di una lunga serie di rotture con le case discografiche. L'accordo con la Bronze sarà inaugurato dal 45 giri Louie Louie.[15]

Il successo planetario (1979-1983)[modifica | modifica sorgente]

Copertina di Overkill

Nel 1979, il gruppo sfornò due album diventati ormai dei veri e propri classici nel mondo metal, ovvero i dischi Overkill e Bomber. Entrambi gli album furono prodotti da Jimmy Miller e si rivelarono abbastanza fortunati sotto il profilo delle vendite.[15] In essi la band perfezionò la proposta del loro precedente album, senza limitarne però minimamente l'irruenza e l'aggressività, confermando l'evidente stato di grazia del gruppo.

La famosa traccia Overkill si può oggigiorno comparare, nell'ambito del genere heavy metal, alle canzoni Anarchy in the U.K dei Sex Pistols per il punk e Smells Like Teen Spirit dei Nirvana per il grunge.[17] Essa è infatti una tra le canzoni rock più importanti della storia per influsso tecnico e pregnanza semantica.[17] La parola "overkill", tradotta dall'inglese, può significare un sovraccarico che fa esplodere l'oggetto su cui viene applicato.[17]

Anche l'album Bomber, ritenuto uno dei migliori lavori in studio dei Motörhead di sempre, rispetto al predecessore Overkill fu un album più introspettivo. In esso sembrò che Lemmy, il cantante del gruppo, in un solo anno avesse voluto mostrare tutte le sue capacità e qualità, lavorando attentamente sul lato pubblico e su quello privato.[17]

Nello stesso anno, nel corso di un tour svoltosi dalla band con l'appoggio dei Saxon, i Motörhead incisero alcuni brani, poi raccolti in un EP live che, pubblicato nel 1980 con il titolo The Golden Years, raggiunse la posizione numero 10 nelle classifiche del Regno Unito.

La band durante un concerto nel 1982

Dopo un tour europeo e un'apparizione televisiva nello storico programma musicale Top of the Pops nel 1980,[18] la band lavorò con Vic Maile in quello che sarà poi considerato il loro miglior album in studio e anche il più fortunato sotto il profilo delle vendite avendo raggiunto la posizione 4 nelle classifiche britanniche, il tellurico Ace of Spades, che riuscì a dare alla band grande notorietà sia nel Regno Unito che nel resto dell'Europa.[15]

L'album, rispetto ai precedenti, fu reso forte da un'esecuzione perfetta e da una graniticità assoluta e, come si poté notare anche dalla copertina, dove per la prima volta apparve il famoso "asso di picche", esso abbandonò la fumosità polverosa per acquistare una luce più brillante e accecante, quella del sole del deserto e l'azzurro del cielo, panorama nel quale furono fotografati gli stessi Motörhead per la copertina dell'album.[19]

Seguì così una tournée inglese, denominata Ace Up Your Sleeve Tour, in compagnia dei Weapon, che si concluse in un main event seguito da 14.000 fan durante un festival estivo, svolto dal gruppo in compagnia di band come i Saxon e gli Angel Witch.[18]

Nel 1981 il batterista Phil Taylor ebbe un grave incidente al collo che lo rese incapace di suonare per quasi un anno. In tale periodo Lemmy Kilmister e Eddie Clarke pubblicarono, insieme alle Girlschool, l'EP St. Valentine's Day Massacre, disco che incluse anche la famosa Please Don't Touch.[18]

La fama del gruppo, oltre che ai dischi in studio, divenne sempre più legata alle strabilianti esibizioni dal vivo che il trio offrì nei tour, organizzati ormai in tutto il mondo. Ed è proprio grazie a un album registrato dal vivo che la band ottenne la definitiva consacrazione a livello mondiale. Nel 1981 uscì infatti No Sleep 'til Hammersmith, disco che debuttò alla posizione numero 1 delle classifiche inglesi.[18] Il disco, registrato nella Hammersmith Odeon di Londra durante il The Short, Sharp, Pain In The Neck Tour, si può considerare uno dei più violenti album della storia del rock; ascoltandolo infatti si nota una band, nel suo periodo d'oro, che riarrangia i brani più classici della propria discografia in un modo spaventosamente martellante e attivo, realizzando un'opera di ispirazione per molte band hardcore venute dopo.[20] Nel 1982 i Motörhead diedero alle stampe Iron Fist, un nuovo capitolo di viscerale e potente rock & roll. Esso fu l'ultimo disco pubblicato con Eddie Clarke il quale, durante il tour successivo, lasciò i compagni a causa di divergenze interne, venendo sostituito tempestivamente dall'ex Thin Lizzy Brian "Robbo" Robertson, che registrerà, appena inserito, il tanto discusso Another Perfect Day del 1983, uno degli album più melodici dell'intera storia della band.[18] Nel frattempo, Lemmy Kilmister pubblicò, in coppia con Wendy O. Williams dei Plasmatics, un 45 giri intitolato Stand by Your Man contenente la reinterpretazione dell'omonimo brano della cantante country americana Tammy Wynette.

Brian "Robbo" Robertson durante un recente concerto

Nuova era (1983-1989)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1983 Robbo lasciò il gruppo seguito, anche se temporaneamente, dal batterista Philty "Animal" Taylor, al cui posto venne ingaggiato, negli anni 1984-1987, Pete Gill, già nei Saxon.[15]

Nel 1984 Lemmy Kilmister svolse delle audizioni per cercare un nuovo chitarrista. La scelta cadde su due pretendenti (anche se Kilmister aveva inizialmente deciso di prenderne uno solo), Phil Campbell e Würzel.[18] I Motörhead ritornarono così ad essere un quartetto, alimentato dal poderoso impatto sonoro dei due chitarristi.

La nuova formazione, composta quindi da Kilmister, Campbell, Burston e Gill, entrò in studio di registrazione e nel 1984 pubblicò la sua prima raccolta, intitolata No Remorse, contenente, oltre ai brani classici, anche quattro tracce inedite registrate con la nuova formazione, tra cui anche la leggendaria Killed by Death, uscita come singolo e poi accompagnata da un videoclip. Il disco decretò anche la fine del rapporto con la Bronze Records. Il 10 giugno dello stesso anno la band suonò in Belgio all'Heavy Sound Festival in compagnia degli allora giovanissimi Metallica.[18]

Nel 1985, per festeggiare i dieci anni di attività, in un concerto all'Hammersmith Odeon salirono sul palco tutti i vecchi componenti, convocati per suonare una versione di Motörhead all'unisono.[15] Il concerto venne ripreso per poi essere pubblicato in VHS col titolo The Birthday Party, e poi come DVD nel 2003.

Il 1986 fu invece l'anno del celebre Orgasmatron, uscito per la nuova etichetta GWR Records e prodotto da Bill Laswell, che segnò il ritorno alla potenza e alla velocità degli esordi. Il suono prodotto fu reso però meno grezzo del passato. Il 1986 fu anche l'anno che coincise con la partecipazione al Monsters of Rock del Circuito di Donington Park.

Nel 1987 la band lavorò alla colonna sonora del film Mangia il ricco, pellicola nella quale Lemmy Kilmister ebbe un piccolo ruolo.[15] La notizia più importante fu tuttavia il ritorno del batterista Philty Animal Taylor al posto del dimissionario Pete Gill per il viscerale Rock 'n' Roll, che entrò alla posizione numero 43 nel Regno Unito.[18]

L'anno successivo fu il momento di un altro live: Nö Sleep at All, considerato, anche per il titolo, il fratello minore di No Sleep 'til Hammersmith.

Nel 1989 i crescenti contrasti con la GWR portarono alla rottura definitiva del contratto. Nel frattempo Lemmy Kilmister appariva, suonando il basso, nel nuovo disco di Nina Hagen.

Gli anni novanta (1990-1999)[modifica | modifica sorgente]

Copertina di 1916

Finalmente, nel 1990, il gruppo ebbe l'interessamento di una grande etichetta discografica, la Sony Music. Questo fu il primo contratto dei Motörhead per una major dopo ben quindici anni di carriera.[15] Con tale casa il gruppo trovò per la prima volta anche una totale assenza di intrusioni da parte dell'etichetta nella scelta dell'orientamento musicale, fatto che diede ai Motörhead libera scelta di comporre. Intanto il gruppo, all'apice assoluto di popolarità, conquistò nel 1991 la nomination ai Grammy Awards nella categoria Best Metal Performance grazie all'ottimo album 1916,[21] che fu supportato anche da un tour in compagnia di Alice Cooper e dei Judas Priest.[15] L'album fu considerato da molti uno dei migliori lavori in assoluto della band, che in quel periodo stava vivendo una vera e propria seconda giovinezza.

La traccia che dà il nome all'album è un invito alla riflessione sui massacri della prima guerra mondiale. Essa è un'insolita (per lo stile del gruppo) ballata lenta e melodica, in cui la voce di Lemmy Kilmister è accompagnata da percussioni e da una tastiera elettronica. Nel disco inoltre fu inserita anche l'ormai classica R.A.M.O.N.E.S, omaggio al famoso gruppo punk Ramones.

L'anno seguente fu il turno dell'opaco March ör Die, che segnò anche l'addio definitivo alla batteria da parte di Philty Animal Taylor, sostituito dallo svedese Mikkey Dee (ex King Diamond).[15] Ci fu inoltre un altro tour con gli amici Saxon, denominato Bombers and Eagles in '92.

L'addio di Philty rimase per lungo tempo un mistero all'interno della storia della band che però, col passare del tempo, divenne più chiaro. Fu detto infatti che egli era stato licenziato dalla band per non aver imparato bene la parte batteristica della canzone I Ain't No Nice Guy, dall'album March ör Die.,[22] Un'altra tesi sostenne che le prestazioni del batterista, che andava verso la quarantina d'età, fossero notevolmente diminuite, privato di quella velocità fondamentale per un gruppo come i Motörhead. Inoltre, i due chitarristi Phil Campbell e Würzel, che si erano a lungo lamentati con il leader Lemmy Kilmister per le scarse prestazioni dietro le pelli di Taylor, provarono, in gran segreto, un altro batterista per il gruppo, quando ancora Philty era presente.[23][24] Esso rimase conosciuto come "Magpie" e si sa che era proveniente da band come i Medicine Hat e poi successivamente i The High Priest Of Hell.

Lemmy Kilmister

Risolti i problemi di formazioni, nel 1993 anche la WTG/Sony scaricò la band che, per tutta risposta, autopubblicò l'eloquente Bastards, uscito per l'etichetta indipendente ZYX Records e per la prima volta fuori dalle classifiche inglesi. Il disco segnò una notevole maturazione di Lemmy Kilmister nella scrittura dei testi, specialmente quando l'argomento si incentrava sui massacri della seconda guerra mondiale. L'autoproduzione però fu un fallimento in quanto la qualità di registrazione e la distribuzione del CD furono di basso livello.

Nel 1994 la band si esibì in un tour con i Black Sabbath e i Ramones.[25] L'anno successivo, anno del ventesimo anniversario e del cinquantesimo compleanno di Lemmy, la band pubblicò il buon album Sacrifice, dopo aver firmato per l'etichetta CMC/SPV GmbH.[15] Il disco fu considerato uno dei lavori migliori degli anni novanta della band. Il giorno successivo all'uscita dell'album però il chitarrista Würzel abbandonò la band dopo dodici anni di permanenza senza un preciso motivo per poi finire nei Disgust.[26] La formazione ritornò quindi ad essere un classico terzetto; questa line-up, formata da Lemmy, Phil Campbell e Mikkey Dee, rimase costante fino ai giorni attuali.

Intanto il 14 dicembre la band registrò a Los Angeles, insieme ai Metallica, un disco in occasione dei cinquant'anni di Lemmy. Esso fu intitolato The Lemmy's a.k.a. Metallica e venne pubblicato come bootleg, non venendo però considerato nella discografia ufficiale di nessuna delle due band. I Motörhead ritornarono alla ribalta con nuovi dischi come Overnight Sensation che, sempre legato a suoni ruvidi e mai commerciali, confermò la statura dei Motörhead in termini di grinta e potenza, in grado di competere con le nuove generazioni del rock duro.[15][27] Il disco conteneva anche la traccia Love Can't Buy You Money, dove alcuni notarono la relazione narrata in essa con la storia dell'abbandono di Würzel.

Nella fine del decennio uscirono anche l'ottimo Snake Bite Love (1998) e il successivo live, Everything Louder Than Everyone Else (1999), riassunto di 5 lustri di carriera e registrato ad Amburgo nel 1998.[15] Inoltre venne riedita, con altre nuove canzoni, la raccolta non-ufficiale uscita già nel 1993 e intitolata All the Aces.[15] A testimoniare l'importanza storica del gruppo, apparvero sul mercato anche due dischi tributo dedicati a Kilmister e compagni. Durante il 1999 la band con i Manowar, e i Dio, supportati dai Lion's Share intraprendono il Monsters of the Millenium Tour.

Il nuovo millennio (2000-2007)[modifica | modifica sorgente]

Biglietto d'entrata per il concerto del venticinquesimo anniversario della Brixton Academy del 22 ottobre 2000

L'inossidabile Lemmy, a inizio millennio, dotò i numerosi fan di un nuovo disco, We Are Motörhead, pubblicato nel 2000.[28] Esso, anticipando una lunga serie di concerti nelle due Americhe e in Europa, contenne anche la nota cover dei Sex Pistols God Save the Queen. Il 12 settembre dello stesso anno uscì anche la raccolta The Best of Motörhead, pubblicata per la Sanctuary Records. Per il 22 ottobre invece, venne organizzato uno spettacolo in occasione del venticinquesimo anniversario della nascita del gruppo,[29] nel quale parteciparono, come ospiti speciali, anche alcuni importanti musicisti rock, tra i quali Brian May (Queen), l'ex-Motörhead "Fast" Eddie Clarke, Doro Pesch, Ace dei Skunk Anansie e molti altri, in un concerto svoltosi alla Brixton Academy di Londra. L'evento è stato ripreso per poi venire pubblicato in DVD (25 & Alive Boneshaker) e in CD (Live at Brixton Academy).

Nel 2002 fu invece la volta dell'album Hammered, a cui seguirà una serie di tour in tutto il mondo per promuoverlo. Nel 2003 verrà a mancare la madre di Phil Campbell, che quindi non parteciperà a tre date negli Stati Uniti, venendo sostituito da Todd Youth alla chitarra. Il 7 ottobre è la volta invece del box-set Stone Deaf Forever!.

Un anno dopo esce l'acclamato album Inferno, disco che riportò la band sull'onda del successo e che si rivelò essere uno degli album più heavy metal della storia del gruppo, proprio sulla scia di Sacrifice, presentando addirittura richiami al thrash metal grazie a canzoni come In the Name of Tragedy. Inoltre, l'album contiene anche una traccia acustica, poi accompagnata da un video, Whorehouse Blues, diventato ormai brano immancabile dal vivo dalla band.

Nel 2005 la band celebrò il trentennale di attività con un concerto in Germania del dicembre 2004, ripreso e poi pubblicato nel DVD Stage Fright. Sempre nello stesso anno, nel corso della quarantasettesima edizione dei prestigiosi premi statunitensi Grammy Award, i Motörhead guadagnarono, dopo le numerose nomination passate, il loro primo Grammy per la categoria Best Metal Performance, grazie alla reinterpretazione dei Metallica Whiplash.[30]

I Motörhead dal vivo al Reds di Edmonton, Canada, 2005

Inoltre, il 10 dicembre 2005 a Perth, in Australia, insieme ai Mötley Crüe suonarono Anarchy in the UK, famosa canzone dei Sex Pistols.

Il 3 giugno 2006, la band si esibì all'unico concerto italiano dell'anno, durante l'edizione del festival Gods of Metal. Nell'agosto 2006 è stato pubblicato l'album Kiss of Death, e il video della canzone Be My Baby è stato messo on-line. Dopo il rilascio di tale disco, il gruppo è partito subito per un tour europeo che ha registrato una serie incredibile di concerti tutto esaurito. Inoltre la band ha deciso di sponsorizzare una squadra di calcio inglese, il Greenbank di Lincoln, composta da bambini under-11, squadra che è attualmente al secondo posto della classifica del loro torneo. La squadra scende quotidianamente in campo sulle note della canzone Ace of Spades e ha, impresso sulla maglietta, il famoso logo del gruppo, lo Snaggletooth.[31]

Il 20 giugno i Motörhead si sono esibiti allo Stadio Olimpico di Roma di supporto agli Iron Maiden. Il 16 luglio dello stesso anno è stato pubblicato un nuovo disco dal vivo, intitolato Better Motörhead Than Dead: Live at Hammersmith. L'album, celebra in due CD il trentesimo anniversario del gruppo, registrato nel giugno del 2005 all'Hammesmith Odeon di Londra.[32]

Verso la fine dell'anno viene ripubblicato Stage Fright, nel nuovo formato HD DVD, divenendo così il primo HD DVD musicale del mondo. Il 21 settembre, Joe Petagno, disegnatore e autore insieme a Lemmy Kilmister del simbolo della band, lo Snaggletooth, ha pubblicato un comunicato in cui rifiuta di cedere al management del gruppo i diritti sull'uso dello stesso simbolo e che non lo disegnerà più. Questo rapporto di amicizia e di lavoro è stato interrotto dopo quasi trent'anni di collaborazione.

Eventi recenti (2008-oggi)[modifica | modifica sorgente]

Phil Campbell live a New York nel 2011

Nel 2008 viene pubblicato il diciannovesimo lavoro della band, Motörizer, dal quale è stato estratto il video della canzone Rock Out. La copertina del disco, non contiene, per la terza volta nella storia della band, lo Snaggletooth. Nell'agosto dello stesso anno la band ha partecipato al Metal Masters Tour, assieme a Judas Priest, Heaven & Hell e Testament. Nel mese di luglio 2009 invece il gruppo è ritornato in Italia per tre date da attrazione principale a Roma, Firenze e Piazzola sul Brenta (Padova) grazie all'enorme successo che ha ottenuto il loro ultimo album. In questo mini-tour la band è stata affiancata da Merendine Atomiche ed Extrema.[33]

Il 15 marzo è stato presentato per la prima volta il film/documentario Lemmy, realizzato da Greg Olliver e Wes Orshoski e incentrato sulla vita del bassista, dagli inizi con gli Hawkwind fino ai giorni attuali con i Motörhead. Il film è stato successivamente pubblicato in DVD il 25 gennaio 2011 ottenendo immediatamente il Disco d'Oro in Germania.

Ad agosto Mikkey Dee ha partecipato al reality show inglese Kandisdjungeln venendo quindi sostituito nelle ultime date del tour americano da Matt Sorum, già nei Guns n' Roses e nei Velvet Revolver. Il gruppo è stato presente al Gods of Metal 2010 il 27 giugno come attrazione principale, ed il giorno seguente, 28 giugno, a Villa Manin di Passariano.

Dal 12 novembre 2010 è in rotazione radiofonica la canzone Get Back in Line,[34] la cui uscita come singolo è avvenuta il 5 dicembre dello stesso anno.[35] Nello stesso mese è anche cominciato il 35th Anniversary Tour in Inghilterra, nel quale la band ha presentato anche nuovi pezzi tratti da The Wörld Is Yours[36]

Il nuovo album, intitolato The Wörld Is Yours, è stato pubblicato in patria il 13 dicembre in allegato ad un'edizione speciale del magazine Classic Rock.[37] L'edizione mondiale invece è uscita l'8 febbraio 2011.[38] Il disco segna il debutto della neonata etichetta Motörhead Music, che in questa occasione si avvale di una collaborazione con il colosso EMI Music.[39]

Il 9 luglio 2011 è deceduto Würzel, storico ex chitarrista della band, alla prematura età di 61 anni.[40] La band ha dedicato l'intero show del giorno successivo, svoltosi a Knebworth durante il Sonisphere, alla sua memoria.[40]

Nello stesso anno e quello successivo la band ha pubblicato due live album inerenti al tour dell'ultimo album, The Wörld Is Ours - Vol. 1: Everywhere Further Than Everyplace Else e The Wörld Is Ours - Vol. 2: Anyplace Crazy as Anywhere Else.

Il 2013 non è stato un anno molto positivo, la band infatti è stata costretta ad annullare molti concerti a causa della precaria salute di Lemmy, compreso un live al Wacken Open Air interrotto dopo sole 6 canzoni[41] Sotto consiglio dei medici dunque Kilmister è rimasto a riposo. Il 21 ottobre però il torto è stato perdonato con la pubblicazione del 21° lavoro in studio, ossia Aftershock, preceduto dal singolo "Heartbreaker".[42]

Sostenitori[modifica | modifica sorgente]

Motörheadbangers[modifica | modifica sorgente]

Nel 1979 in Gran Bretagna, durante il tour di Bomber, la band fa la conoscenza dello scrittore Alan Burridge, il quale stava appena producendo il primo Motörhead Magazine. Nello stesso periodo, grazie a Helen Taylor (sorella del batterista Phil "Philty Animal" Taylor), nacque Motörheadbangers, il fan club ufficiale della band. Allora, Burridge e Helen cominciarono a lavorare insieme pubblicando il primo numero della fanzine nel gennaio 1980. Dal 1983 però, Helen Taylor abbandonerà il progetto lasciando il tutto nelle mani di Alan, che lo continua tuttora. Motörheadbangers viene pubblicato tre volte l'anno e ad oggi conta 3.000 iscritti.

Recentemente, nel luglio 2007, è morto nella sua abitazione a Leeds (Inghilterra) Paul Hadwen, disegnatore che aveva lavorato con Chris Harris sui primi numeri della fanzine (al periodo della direzione di Helen Taylor) e che aveva inoltre fatto la striscia comica contenuta nell'album Another Perfect Day.

World Wrestling Entertainment[modifica | modifica sorgente]

Triple H

I Motörhead, oltre che nell'ambiente musicale, sono molto noti anche fra i fan della World Wrestling Entertainment: hanno infatti inciso la musica d'ingresso del wrestler Triple H, grande amico di Lemmy. Nel Natale del 2001 il gruppo incise The Game, sigla che oggi è tra le più apprezzate del wrestling internazionale e che ha contribuito a far conoscere ancora di più la band. Oltre ad averla registrata, Kilmister e compagni l'hanno anche eseguita due volte dal vivo, nelle edizioni 17 e 21 del pay-per-view WrestleMania. Questa canzone è stata pubblicata prima nel disco WWF The Music, Vol. 5, e successivamente come traccia bonus nell'album Hammered.

Inoltre, hanno registrato anche Line in the Sand, musica d'ingresso della stable di Triple H chiamata Evolution, di cui fanno parte, oltre allo stesso HHH anche Ric Flair, Batista e Randy Orton. Questa canzone è stata pubblicata nell'album WWE ThemeAddict: The Music, Vol. 6. Inoltre, la canzone Rock Out è stata usata come musica di presentazione per il Pay-per-view Unforgiven 2008.

Recentemente, hanno registrato anche King of Kings, la nuova musica d'entrata di Triple H, che ha debuttato in occasione della ventiduesima edizione del pay-per-view WrestleMania. È stata pubblicata nell'album WWE Wreckless Intent nel 2006.

Triple H ha dichiarato che è stato, è, e sarà sempre un fan dei Motörhead, ed infatti mette in mostra una barba simile a Lemmy; inoltre è apparso per fare gli auguri alla band nel secondo disco del DVD Stage Fright.

Logo ed immagine[modifica | modifica sorgente]

Il logo del gruppo è solitamente scritto in un carattere minuscolo ed in uno stile gotico. L'umlaut sulla seconda lettera "O" deriva probabilmente dall'umlaut dell'heavy metal, e non altera comunque la pronuncia del nome del gruppo, che va quindi letto semplicemente come se fosse presente una "O" normale.

Snaggletooth[modifica | modifica sorgente]

Snaggletooth

Lo Snaggletooth (conosciuto anche come Snaggletooth B. Motörhead e Warpig) è la mascotte ufficiale dei Motörhead. È stato creato graficamente dall'artista Joe Petagno da un'idea di Lemmy, ed è apparso per la prima volta nel 1977 nell'album Motörhead. Inoltre, il dente tagliato dello Snaggletooth rispecchia proprio il dente rotto di Kilmister.

Petagno ha creato quest'immagine che è un misto tra un cinghiale, un cane feroce, un gorilla e che come risultato ha dato vita a questa figura che risulta un ibrido cane-gorilla con i denti sporgenti di un cinghiale. Successivamente sono stati aggiunti, sempre su consiglio di Lemmy, l'elmetto e la catena.[43]

Petagno, nel corso degli anni ha creato anche delle variazioni dello Snaggletooth, come possiamo vedere per esempio negli album Overkill, Another Perfect Day e Orgasmatron. Inoltre, nella raccolta No Remorse è presente una canzone dal titolo "Snaggletooth", recentemente rimessa nelle scalette dei concerti del gruppo.

Nel manga fantasy Bastard!, pesantemente influenzato da citazioni metal, l'autore prende in prestito il grugno dello Snaggletooth usandolo come testa di una serie di golem animati dal protagonista, lo stregone Dark Schneider.

Il 21 settembre 2007, il "teschio è morto". Infatti, Joe Petagno, disegnatore e autore insieme a Lemmy Kilmister di questo simbolo, ha pubblicato un comunicato in cui si dice che rifiuta di cedere al management del gruppo i diritti sull'uso dello stesso simbolo e che non ne disegnerà più.

Questo lungo rapporto di amicizia e di lavoro durato più di trent'anni, è stato concluso appunto con l'album Kiss of Death. Tuttavia nei successivi due album, la forma originale dello Snaggletooth è riapparsa, perché la band poteva continuare ad usare le versioni vecchie.

Nell'album del 2013 Aftershock però la mascotte è riapparsa in nuovo disegno, ad opera di Terje Aspmo.

Produzioni sceniche[modifica | modifica sorgente]

Mikkey Dee durante un concerto in Canada nel 2005

Nel corso della loro carriera, in modo particolare negli anni ottanta, i Motörhead hanno avuto alcune famose produzioni sceniche, come ad esempio alcuni particolari dispositivi luminosi, usati dal vivo durante i concerti.

Il noto Bombardiere (Bomber) venne ideato nel 1979 dal loro manager d'epoca Douglas Smith. Si trattava della replica di un bombardiere tedesco della seconda guerra mondiale, costruita con pesanti tubi di alluminio, per una superficie di più di 200 metri quadrati. Era in grado di "volare" in ben quattro direzioni, avanti, indietro, destra e sinistra, e all'epoca, era il primo impianto di illuminazione capace di fare tanto. Era un dispositivo impressionante, anche se di per sé molto pesante, difatti venne usato in molti tour svolti del gruppo, eccetto che negli Stati Uniti, perché era troppo grande per i locali in cui la band suonò. Questo primo e originale bombardiere venne però rubato da alcuni zingari, entrati una notte all'interno del magazzino in cui era tenuto, e asportandone diverse parti, che usarono molto probabilmente come pezzi di ricambio.

Alcuni anni dopo venne costruito un secondo Bomber, che debuttò in un concerto il 7 maggio 1984 all'Hammersmith Odeon di Londra. In questa riproduzione venne però in seguito scoperta una spaccatura nel metallo che si trovava sul retro dell'ala, dimostrando che l'apparecchio sarebbe potuto cadere in un qualsiasi momento.

Il Bomber tornò poi di scena verso l'inizio del nuovo millennio. Il gruppo lo usò nuovamente per esempio nello show del venticinquesimo anniversario, come si può anche vedere dal DVD 25 & Alive Boneshaker del 2001.[44]

L'Asso di Picche fu invece una non molto fortunata produzione scenica. Anch'essa venne ideata da Douglas Smith, dopo l'uscita dell'album Ace of Spades, nel 1980, ed era formato da tubazioni luminose che formavano appunto un gigantesco asso di picche. Come già detto però, era molto fragile e non durò molto a lungo.[45]

Il Pugno di Ferro, è stata un'altra sfortunata produzione scenica prodotta sempre da Douglas Smith, in seguito all'album Iron Fist. La prima sera di messa in atto, i tendoni si aprirono rivelando una scena vuota, la band era sul soffitto, insieme al palco e tutta l'attrezzatura. Poi, appena partita la musica, il gruppo veniva fatto scendere in mezzo a nubi di fumo e luci colorate, e intanto, si spalancava un pugno enorme, rivelando dei faretti sulle punte dei polpastrelli. La prima sera il pugno non funzionò correttamente, lasciando il gruppo per più di mezz'ora a mezz'aria, ma nelle successive due funzionò molto bene. Tuttavia, ritornò inspiegabilmente al negozio dove era stato preso e non fece altre apparizioni. Una dimostrazione di esso si ha nel video della canzone Iron Fist.[46]

Il Treno Orgasmatron è stata la quarta e ultima produzione scenica di Douglas. La batteria si trovava nella parte anteriore del treno e usciva su rotaia nel bel mezzo della scena, ma, per motivi tecnici, non funzionò mai. Comunque sia, quel treno accompagnò il gruppo durante il tour di Orgasmatron in giro per tutta l'Europa, nel 1986.[47]

Critiche e ostilità[modifica | modifica sorgente]

Le polemiche[modifica | modifica sorgente]

La croce di ferro

Nel corso della loro carriera i Motörhead, (in modo particolare Lemmy) sono stati a volte accusati di propaganda nazista. Inoltre, la mascotte della band (lo Snaggletooth) è caratterizzata, perlopiù, da una croce di ferro; che è, tra l'altro, uno degli oggetti che Lemmy Kilmister porta spesso al collo, ma anche uno dei simboli del wrestler Triple H.

Kilmister dal canto suo, ha sempre ammesso di avere una maestosa collezione di oggetti della seconda guerra mondiale, in modo particolare opere tedesche del periodo nazista, come il suo pezzo più pregiato, che è un pugnale Damascus della forza aerea tedesca Luftwaffe, valutato da un esperto almeno 10.000 dollari. Ecco come definisce il suo rapporto con il nazismo:

« Sono nato nel '45, l'anno in cui la guerra finì. Per me non è storia antica, e non vedo le cose come "i buoni americani ed inglesi" e "i cattivi tedeschi". Comunque Hermann Goering è l'unico che ammiro. Il suo suicidio a Norimberga fu fantastico. Hitler invece era un bastardo. »
(Lemmy Kilmister[48])

Motörhead e W.A.S.P.[modifica | modifica sorgente]

Blackie Lawless, leader degli W.A.S.P

Nel 1997 i Motörhead condivisero un'importante tournée mondiale con l'affermata band hard rock/heavy metal W.A.S.P. Questo tour, più che per la qualità musicale espressa, rimase famoso per il violento contrasto che nacque tra i due gruppi, conclusosi addirittura con una rissa, che stupì il mondo della musica.

Motörhead e W.A.S.P. si erano accordati prima di iniziare il tour per alternarsi il ruolo di headliner durante le varie tappe. Gli W.A.S.P. però non avevano del tutto accettato questa divisione e iniziarono ad ostacolare i compagni di tour.[49] In un primo momento gli W.A.S.P. cercarono di discutere verbalmente di questo fatto con gli stessi Motörhead, che però non accettarono di lasciare il ruolo di attrazione principale in mano solo alla band statunitense. Così, non dandosi per vinti, Lawless e compagni sabotarono il sistema di amplificazione della band rivale, sperando che il gruppo subisse un ritardo organizzativo tale da assicurargli lo spazio musicale dell'intero spettacolo.[49] Fallito anche questo "piano", la band continuò ad infastidire i Motörhead spargendo nei loro camerini piume di gallina e altre sorprese, rendendo di fatto la vita on tour della band insopportabile.[49] Il gruppo però sorvolò nuovamente sull'accaduto e proseguì la tournée.

Inoltre durante il tour, dopo un concerto a Cincinnati, Blackie Lawless attese Lemmy Kilmister giù dal palco, lo aggredì e lo prese a pugni. Blackie Lawless intervistato in merito alla vicenda non ha confermato né smentito, limitandosi ad affermare di essere in buoni rapporti con Lemmy Kilmister.[50]

Il comunicato ufficiale degli W.A.S.P. nascose i fatti accaduti giustificando l'abbandono dei Motörhead per motivi di soldi.[49] Infatti secondo questa versione gli incassi del tour, che sarebbero stati da spartire tra W.A.S.P. e Motörhead, non erano così elevati da soddisfare entrambe le band, e quindi questi ultimi, avendo calcolato circa 40.000 dollari di perdita, decisero di concludere il viaggio promozionale anzitempo.[49]

Nel settembre del 2012, Blackie Lawless è tornato a parlare della vicenda, in un aneddoto tratto dal suo diario, chiudendola però definitivamente. Lui e Lemmy Kilmister pare che abbiano dunque chiarito e siano tornati ad essere in buoni rapporti; tutto quello che è successo in quell'occasione, sempre a detta di Blackie, è stato un grande malinteso nato per colpa degli organizzatori che hanno detto alcune cose ai Motörhead, ed altre agli W.A.S.P.[51]

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Formazione dei Motörhead.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Motörhead.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • 2 Metal Hammer Awards
  • 1 Metal Hammer Golden God Award
  • 1 Revolver Golden God Award
  • 1 Classic Rock Award
  • 1 Mojo Hero Award:
  • 1 Grammy Award:
  • 2 candidature ai Grammy Award:
  • Votati "Miglior Peggiore Band del Mondo" nel 1975 dal magazine inglese Sounds.[58]
  • Band of the Year 1980, nella classifica gestita dal magazine Sounds.[59]
  • Premiati con l'ingresso nella Rock Walk of Fame, il 1º settembre 2003.[60]
  • Posizione numero 8 nella classifica speciale Greatest Metal Bands gestita da MTV.[61]
  • posizione numero 26 nella classifica speciale "100 Greatest Artists of Hard Rock", gestita dalla rete televisiva VH1.
  • L'album Overkill è stato inserito tra "i 50 album più pesanti e rumorosi di tutti i tempi" nella classifica speciale gestita da Q Magazine e chiamata Q 50 Heaviest Albums of all Time.[62]
  • L'album Ace of Spades è stato inserito nella posizione numero 10 della classifica speciale stilata da IGN e riguardante i "25 migliori album metal di sempre".[63]
  • Sempre Ace of Spades, è stato invece inserito nella posizione numero 37 di un'altra classifica speciale (stilata dal sito britannico Metal-Rules) e riguardante i "100 migliori album heavy metal di tutti i tempi".[64]
  • La canzone Ace of Spades è stata inserita nella posizione numero 10 della classifica speciale della rete televisiva VH1 40 Greatest Metal Songs.
  • L'album Kiss of Death è stato inserito nella posizione numero 8 della classifica speciale stilata dal magazine canadese Brave Words & Bloody Knuckles e riguardante "I migliori 66 album metal del 2006".[65]
  • Sempre Kiss of Death, è stato invece inserito nella posizione 23 di un'altra classifica speciale, stilata dalla rivista britannica Metal Hammer, e riguardante anch'essa i migliori album metal dell'anno appena trascorso.[66]
  • Il cantante e bassista Lemmy Kilmister, è stato inserito nella posizione numero 48 della classifica speciale redatta dal giornale specializzato Hit Parader e riguardante i "100 migliori cantanti dell'heavy metal"[67] e nella posizione 8 nella classifica riguardante i "migliori 10 bassisti metal & hard rock" redatta da Gibson[68]
  • L'ex chitarrista della band, "Fast" Eddie Clarke, è stato inserito nella posizione 43 della classifica speciale stilata dal giornale di settore Guitar World e riguardante i "100 migliori chitarristi metal".[69]
  • Il nome della band è stato inserito nella posizione #1 nella speciale classifica condotta dal magazine Spin nel 2012 "The 40 Greatest Band Names of All Time", ossia i migliori 40 nomi di gruppi di tutti i tempi.[70]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Stephen Thomas Erlewine, Motörhead, Allmusic.com. URL consultato il 27 maggio 2010.
  2. ^ Motörizer, Rockline.it. URL consultato il 27 maggio 2010.
  3. ^ Peter Buckley, op. cit., p. 587-588.
  4. ^ (EN) Jeb Wright, Better Motorhead Than Dead: An Interview with Lemmy Kilmister, Classicrockrevisited.com. URL consultato il 4 dicembre 2010.
  5. ^ Motorhead 28 giugno 2010 a Villa Manin
  6. ^ Lemmy Kilmister & Janiss Garza, op. cit., p. 94.
  7. ^ Guglielmi & Rizzi, 2002, op. cit., p. 555.
  8. ^ Motörhead: Bio, MTV.it. URL consultato il 27 maggio 2010.
  9. ^ Lemmy Kilmister & Janiss Garza, op. cit., p. 99.
  10. ^ Lemmy Kilmister, Janiss Garza & R. Vianello, op. cit., pag. 105.
  11. ^ Harry Shaw, op. cit., p. 23.
  12. ^ (EN) Past Tour Dates: 1975, Imotorhead.com. URL consultato il 4 dicembre 2010.
  13. ^ Daniel Bukszpan & Ronnie James Dio, op. cit., p. 165.
  14. ^ Alessandro Bonini & Emanuele Tomagnini, op. cit., p. 83.
  15. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Guglielmi & Rizzi, 2002, op. cit., p. 557.
  16. ^ (EN) Past Tour Dates: 1977, Imotorhead.com. URL consultato il 4 dicembre 2010.
  17. ^ a b c d Tommaso Franci, Motörhead: La furia incendiaria del metallo, Ondarock.it. URL consultato il 1º dicembre 2010.
  18. ^ a b c d e f g h Cesare Rizzi, op. cit., p. 382.
  19. ^ David Konow, op. cit., p. 226.
  20. ^ Recensione Motorhead - No Sleep ’til Hammersmith - Metallized.it
  21. ^ Lemmy Kilmister, Janiss Garza & R. Vianello, op. cit., p. 248.
  22. ^ Lemmy Kilmister, Janiss Garza & R. Vianello, op. cit., p. 252.
  23. ^ Lemmy Kilmister, Janiss Garza & R. Vianello, op. cit., p. 250-252.
  24. ^ Magpie interview, February 2005, Motorhead.it, febbraio 2005. URL consultato il 27 maggio 2010.
  25. ^ Lemmy Kilmister, Janiss Garza & R. Vianello, op. cit., p. 276-277.
  26. ^ Lemmy Kilmister, Janiss Garza & R. Vianello, op. cit., p. 281-284.
  27. ^ Lemmy Kilmister & Janiss Garza, op. cit., pp. 276-277.
  28. ^ Luca Signorelli, 2001, op. cit., p. 124.
  29. ^ (EN) Past Tour Dates: 2000, Imotorhead.com. URL consultato il 4 dicembre 2010.
  30. ^ (EN) Grammy Award winners, Grammy.com. URL consultato il 27 maggio 2010.
  31. ^ (EN) Rockers to sponsor under-10 team, News.bbc.co.uk, 15 novembre 2006. URL consultato il 27 maggio 2010.
  32. ^ (EN) MOTÖRHEAD: 'Better Motörhead Than Dead' Double Live Album Due Next Month, Roadrunnerrecords.com, 17 giugno 2007. URL consultato il 27 maggio 2010.
  33. ^ (EN) Past Tour Dates: 2009, Imotorhead.com. URL consultato il 4 dicembre 2010.
  34. ^ DA OGGI IN RADIO IL NUOVO SINGOLO DEI MOTORHEAD GET BACK IN LINE!, Emimusic.it, 12 novembre 2010. URL consultato il 30 novembre 2010.
  35. ^ (EN) The Wörld Is Yours, Lemmymovie.co.uk. URL consultato il 30 novembre 2010.
  36. ^ (EN) Tour Motörhead 2010, Imotorhead.com. URL consultato il 30 novembre 2010.
  37. ^ (EN) Classic Rock Presents: Motorhead - The World is Yours, Myfavouritemagazines.co.uk. URL consultato il 30 novembre 2010.
  38. ^ (EN) THE WORLD IS YOURS, Imotorhead.com. URL consultato il 30 novembre 2010.
  39. ^ Motorhead: il nuovo disco esce a dicembre, Rockol.it, 2 novembre 2010. URL consultato il 30 novembre 2010.
  40. ^ a b (EN) Former Motorhead guitarist Michael 'Würzel' Burston dies aged 61, NME.com, 10 luglio 2011. URL consultato il 28 luglio 2011.
  41. ^ Motorhead al Wacken Open Air festival 2013 | problemi di salute per Lemmy Kilmister
  42. ^ Motorhead - Aftershock :: Le recensioni di OndaRock
  43. ^ About Joe Petagno – intervista tratta dal bonus DVD dell'album Inferno, uscito in occasione del trentennale della band
  44. ^ Lemmy Kilmister, Janiss Garza & R. Vianello, op. cit., pp. 139, 183-184.
  45. ^ Lemmy Kilmister, Janiss Garza & R. Vianello, op. cit., p. 147.
  46. ^ Lemmy Kilmister, Janiss Garza & R. Vianello, op. cit., pp. 162-163.
  47. ^ Lemmy Kilmister, Janiss Garza & R. Vianello, op. cit., p. 202.
  48. ^ Lemmy dei Motorhead difende la sua collezione di cimeli nazisti, Rockol.it, 14 marzo 2005. URL consultato il 4 dicembre 2010.
  49. ^ a b c d e (EN) W.A.S.P., W.A.S.P. NORTH AMERICAN TOUR 1997, Waspnation.com. URL consultato il 3 dicembre 2010.
  50. ^ (EN) Interview with Blackie Lawless, Earcandy_mag.tripod.com, 20 maggio 2001. URL consultato il 27 maggio 2010.
  51. ^ W.A.S.P.: Blackie Lawless, 'Vorrei non aver mai litigato con Lemmy' - TrueMetal.it
  52. ^ http://www.blabbermouth.net/news/metallica-jeff-hanneman-doro-pesch-honored-at-germanys-metal-hammer-awards/
  53. ^ Bravewords.com > News > Metal Hammer Germany - List Of 2010 Award Winners Available, Video Messages From Wendy Dio, Kerry King And Lemmy Online
  54. ^ http://www.blabbermouth.net/news.aspx?mode=Article&newsitemID=191418
  55. ^ (EN) AND THE WINNERS OF THE REVOLVER GOLDEN GODS AWARDS 2013 ARE…, metalinsider.net, 3 maggio 2013. URL consultato il 3 maggio 2013.
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  57. ^ (EN) 47th Grammy Awards - 2005, Rockonthenet.com, 13 febbraio 2005. URL consultato il 4 dicembre 2010.
  58. ^ Lemmy Kilmister, Janiss Garza & R. Vianello, op. cit., p. 107.
  59. ^ Stefano Ricetti, Motorhead (1981), Truemetal.it, 26 gennaio 2007. URL consultato il 27 maggio 2010.
  60. ^ (EN) Motorhead, Rockwalk.com, 1º settembre 2003. URL consultato il 27 maggio 2010.
  61. ^ (EN) Greatest Metal Bands, MTV.com, 14 luglio 2006. URL consultato il 27 maggio 2010.
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  63. ^ (EN) Top 25 Metal Albums, Music.ign.com. URL consultato il 27 maggio 2010.
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  65. ^ I migliori 66 album metal del 2006 per la rivista 'Brave Words', Rockol.it, 16 gennaio 2007. URL consultato il 27 maggio 2010.
  66. ^ Il meglio del 2006: le scelte di 'Metal Hammer' (arrivano i nostri), Rockol.it. URL consultato il 27 maggio 2010.
  67. ^ (EN) Hit Parader’s Top 100 Metal Vocalists of All Time, Hearya.com, 4 dicembre 2006. URL consultato il 27 maggio 2010.
  68. ^ (EN) Top 10 Metal and Hard Rock Bass Players, Gibson.com, 3 settembre 2012. URL consultato l'11 settembre 2012.
  69. ^ Ecco a voi i 100 migliori chitarristi metal, Rockstar.it, 18 settembre 2003. URL consultato il 27 maggio 2010.
  70. ^ Making the Brand: The 40 Greatest Band Names of All Time | SPIN | Best of SPIN | All Time

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Enciclopedie[modifica | modifica sorgente]

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  • Garry Sharpe-Young, Rob Halford, Metal: The Definitive Guide, Jawbone Press, 2007, ISBN 978-1-906002-01-5.
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  • Alessandro Bonini, Emanuele Tomagnini, Enciclopedia discografica: dal rock al soul, dal pop alla new wave, dal punk al metal al jazz, Gremese Editore, 2004, ISBN 88-8440-314-6.
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  • Deena Weinstein, Heavy metal: the music and its culture, Da Capo Press, 2000, ISBN 978-0-306-80970-5.
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  • (EN) Robert Walser, Running with the Devil: power, gender, and madness in heavy metal music, Wesleyan University Press, 1993, ISBN 978-0-8195-6260-9.
  • (EN) Colin Larkin, The Guinness Encyclopedia of Popular Music, Guinness, 1992, ISBN 0-85112-939-0.
  • Riccardo Bertoncelli, Enciclopedia rock anni '80, Arcana, 1989, ISBN 88-85859-34-8.

Testi monografici[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Alan Burridge, Motörhead: Live to Win, Cleopatra, 2012, p. 220, ISBN 978-0-9636193-8-9.
  • (EN) Joel McIver, Overkill: The Untold Story of Motörhead, 2012, p. 272.
    • Joel McIver, La Storia dei Motörhead, tradotto da M. Baroni, Milano, Tsunami Edizioni, 2012, p. 272, ISBN 978-88-96131-39-8.
  • (EN) Jake Brown, Lemmy Kilmister, Motörhead: In the Studio, John Blake, 2010, ISBN 978-1-84454-978-8.
  • (EN) Seamus Craic, Motörhead, Artnik Media, 2006, ISBN 978-1-905382-19-4.
  • (EN) Joe Petagno, Lemmy Kilmister, Steffan Chirazi, Orgasmatron: The Heavy Metal Art of Joe Petagno, Feral House, 2004, ISBN 978-1-932595-00-0.
  • (EN) Harry Shaw, Lemmy: in his own words, Londra, Omnibus Press, 2002, ISBN 978-0-7119-9109-5.
    • Harry Shaw, Parola di Lemmy, tradotto da M. Baroni, Milano, Tsunami Edizioni, 2008, ISBN 978-88-96131-00-8.
  • (EN) Alan Burridge, Mick Stevenson, Illustrated Collector's Guide to Motorhead, Collector's Guide Pub., 1995, ISBN 978-0-9695736-2-3.
  • (EN) Alan Burridge, Motörhead, Babylon Books, 1981, p. 272, ISBN 978-0-86001-935-0.

Autobiografie[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Lemmy Kilmister, Janiss Garza, White Line Fever: The Autobiography, Pocket, 2003, ISBN 978-0-671-03331-6.
    • Lemmy Kilmister, Janiss Garza, La sottile linea bianca, tradotto da R. Vianello, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2004, ISBN 978-88-8490-575-8.

Libri fotografici[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Pep Bonet, Motörhead: Röadkill, a, 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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