UFO (gruppo musicale)

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UFO
Gli UFO live al Wacken Open Air 2009.
Gli UFO live al Wacken Open Air 2009.
Paese d'origine Inghilterra Inghilterra
Genere Hard rock[1][2][3]
Heavy metal[1][4][5]
Periodo di attività 1969- 1988
1992 -in attività
Album pubblicati 42
Studio 21
Live 11
Raccolte 8
Opere audiovisive 2
Sito web

Gli UFO sono un gruppo hard rock inglese formatosi nel 1969 e tuttora in attività.

Il loro impatto sulla scena heavy metal degli anni ottanta e soprattutto sulla NWOBHM (New Wave Of British Heavy Metal) fu molto forte e sono annoverati fra le influenze primarie dei Bigelf, Babylon A.D., Def Leppard, Metallica (in particolare James Hetfield), Iron Maiden (in particolare Steve Harris), Gun, Cathedral, Voivod ed altri ancora.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Inizi (1969-1972)[modifica | modifica sorgente]

Paul Raymond in concerto con gli UFO nel 2007.

La band fu formata nel 1969 dal cantante Phil Mogg, dal bassista Pete Way, dal batterista Andy Parker e dal chitarrista Mick Bolton. Il nome scelto inizialmente fu "Hocus Pocus", ma fu cambiato quasi immediatamente in UFO, in onore del locale londinese in cui vennero notati per la prima volta ed ottennero il loro primo contratto.[1] I primi due album, UFO 1 e Flying erano caratterizzati per un hard rock primordiale, ed ottennero un buon successo in Francia, Giappone e Germania, senza però ottenere grandi attenzioni in patria.[1] Buona parte di questi primi lavori era fortemente influenzata dallo space rock, che aveva un modesto seguito al tempo, ma la band capì che era necessario un cambio di direzione per avere successo. Così nel 1972 Bolton lasciò la band, e gli UFO si misero alla ricerca di un chitarrista di talento con un suono decisamente più rock. Nel frattempo pubblicarono Live, il loro primo album dal vivo.[1]

Il successo internazionale (1973-1978)[modifica | modifica sorgente]

Dopo alcuni provini a diversi chitarristi, nel 1973 la band ingaggio il diciottenne Michael Schenker, giovanissimo virtuoso delle sei corde in uscita dagli Scorpions, che aveva già un'ottima fama internazionale. Con lui, nel 1974 la band registrò Phenomenon, che segnò l'inizio di un sound più duro per la band. Quest'album ebbe subito un gran successo, e contiene diverse canzoni che ancora oggi sono dei cavalli di battaglia della band, come Doctor Doctor, Rock Bottom.[6] I due album successivi, Force It (1975) e No Heavy Petting (1976) continuarono sulla linea del precedente, e permisero alla band di farsi notare negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Nel 1977 uscì Lights Out, ritenuto da molti il lavoro di punta della band ed un classico del rock anni settanta, contenente canzoni quali Lights Out, Too Hot to Handle e Love to Love. Forti del successo sempre crescente, nel 1978 la band torno in studio e registrò Obsession, probabilmente il loro miglior album[6]. Sempre nello stesso anno, la band iniziò un tour statunitense ed incise un album live, Strangers in the Night, uscito l'anno successivo. L'album ebbe un notevole successo, testimoniando anche una grande forma della band, Schenker su tutti.

La partenza di Schenker (1978)[modifica | modifica sorgente]

A causa degli eccessi di Schenker e del carattere deciso dello stesso, iniziarono ad esserci tensioni tra il chitarrista e Mogg, verso la fine degli anni settanta. Così dopo il concerto in California nel 1978, Schenker lasciò la band. Dopo aver lasciato gli UFO, il chitarrista collaborò con gli Scorpions[6] nella realizzazione del loro album Lovedrive (1979), prima di formare il proprio gruppo, che prese il nome di Michael Schenker Group.

Dopo Schenker (1979-1990)[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'uscita di Schenker dalla band, venne preso al suo posto Paul Chapman. Con l'uscita di No Place to Run, nel 1980 (prodotto da George Martin), la band non riuscì ad eguagliare il successo ottenuto con i precedenti album, pur ottenendo discreti risultati. Nel frattempo Paul Raymond lasciò la band, e venne sostituito prima da John Sloman e poi da Neil Carter, che tentò di riempire il vuoto compositivo lasciato da Schenker. Nel 1981, la band produsse The Wild, the Willing and the Innocent, caratterizzato da un suono più alleggerito, che era popolare ai tempi. L'album riscosse un moderato successo nel Regno Unito. Nel 1982, la band pubblicò Mechanix, album contenente la canzone Back Into My Life, che ottenne un buon successo negli USA. Ma l'album fu anche un successo nel Regno Unito, dove raggiunse la posizione più alta mai raggiunta nelle classifiche inglesi. Pete Way lasciò la band e venne sostituito da Billy Sheehan. Con lui uscì l'album Making Contact (1983), che non ottenne un gran successo. Anche a causa di ciò, gli UFO decisero di sciogliersi temporaneamente.[1] Due anni dopo, Mogg assemblò una nuova formazione e realizzò l'album Misdemeanor (1985), seguito da Ain't Misbehavin' (1988). Tuttavia nemmeno questi due album godettero di grande successo, e la band si sciolse nuovamente nel 1989.

Le reunion (1991-2003)[modifica | modifica sorgente]

Phil Mogg (a sinistra) e Pete Way (a destra) in concerto con gli UFO, il 3 ottobre 2006.

Nel 1992, Mogg e Way decisero di resuscitare nuovamente gli UFO, ed assieme a Clive Edwards e Laurence Archer pubblicarono High Stakes & Dangerous Men, che creò sempre più attese verso una probabile riunione con i membri più illustri del passato. Cosa che avvenne nel 1995, quando Mogg, Way, Schenker, Raymond e Parker si riunirono e pubblicarono Walk on Water (1995). Con questa formazione, gli UFO intrapresero un tour mondiale, a seguito del quale i vari membri decisero nuovamente di intraprendere strade diverse. Mogg e Way, ad esempio, pubblicarono due album come Mogg/Way: Edge of the World (1997) e Chocolate Box (1999).[1]

Nel 2000 gli UFO si riunirono per realizzare Covenant, un doppio CD contenente un disco di materiale inedito ed un disco di classici live. Nel 2002, registrarono Sharks, subito dopo Schenker lasciò definitivamente il gruppo e venne sostituito da Vinnie Moore.[1]

Presente (2004-oggi)[modifica | modifica sorgente]

Vinnie Moore in concerto con gli UFO a Cercemaggiore mentre suona la chitarra acustica e quella elettrica.

Nel 2004, gli UFO realizzarono il loro diciassettesimo album in studio, You Are Here, con l'innesto in pianta stabile di Vinnie Moore ed il contributo di Jason Bonham alla batteria.[1] Nel 2005, realizzarono un doppio DVD intitolato Showtime, accompagnato da un doppio CD. A novembre dello stesso anno, Andy Parker tornò nel gruppo, contribuendo alla registrazione dell'album The Monkey Puzzle nel 2006.[1]

Nel 2009, la band pubblicò un cofanetto di sei CD live contenente sei concerti registrati tra il 1975 ed il 1982, comprese alcune canzoni inedite.[7] Il 31 marzo, inoltre, pubblicarono Beginnings, una compilation dei loro primi successi in formato doppio CD.[6][8] Sempre nel 2009 venne inciso il diciannovesimo album in studio, The Visitor, seguito da un tour al quale non partecipò Pete Way, alle prese con problemi di salute. Il bassista non figurava già nei credits dell'album, in cui le parti di basso erano suonate da Peter Pichl. Con The Visitor, gli UFO ritornarono nelle classifiche britanniche dei migliori album dopo circa 15 anni di assenza.

Dal 2010 gli UFO hanno lavorato al completamento del ventesimo album in studio dal titolo Seven Deadly, che ha visto la luce il 28 febbraio 2012.[9] Intanto, è stato prodotto The Chrysalis Years: 1973-1979 (2011), un cofanetto pubblicato da Capitol ed EMI contenente i loro primi cinque album studio.[10]

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Attuale[modifica | modifica sorgente]

Ex componenti[modifica | modifica sorgente]

  • Michael Schenker
  • Paul Chapman
  • Mick Bolton
  • Billy Sheehan
  • Atomik Tommy M
  • Laurence Archer
  • Bernie Marsden
  • Larry Wallis
  • Clive Edwards
  • Aynsley Dunbar
  • Robbie France
  • Jason Bonham
  • Simon Wright
  • Danny Peyronel
  • Neil Carter
  • Paul Gray
  • Myke Gray
  • Jim Simpson

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia degli UFO.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k (EN) UFO in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ Cesare Rizzi, Enciclopedia della musica rock.
    «Gli Ufo si indirizzano verso un hard rock più convenzionale e via via più melodico».
  3. ^ (EN) Pete Prown, HP Newquist, Legends of Rock Guitar: The Essential Reference of Rock's Greatest Guitarists.
    «In 1973, Michael left Scorpions to join the British hard rock group UFO».
  4. ^ UFO su nolifetilmetal.com
  5. ^ (EN) Heavy Metal in Allmusic, All Media Network.
  6. ^ a b c d (ENIT) Piero Scaruffi, The History of Rock Music. UFO.
  7. ^ Vintage UFO CDs Vol. 2 6-CD set, theufostore.com, 29 aprile 2010. URL consultato il 25 gennaio 2012.
  8. ^ (EN) Beginnings in Allmusic, All Media Network.
  9. ^ (EN) UFO: 'Seven Deadly' Artwork, Track Listing Revealed, 18 dicembre 2011. URL consultato il 25 gennaio 2012.
  10. ^ (EN) Press Release: UFO – The Chrysalis Years (1973-1979) box set to be released 9/13/11 on Capitol/EMI, heavymetaladdiction.com, 20 agosto 2011. URL consultato il 25 gennaio 2005.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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