Black Sabbath

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Black Sabbath
I quattro componenti storici della band, nel 1970: Geezer Butler, Tony Iommi, Bill Ward, Ozzy Osbourne.
I quattro componenti storici della band, nel 1970: Geezer Butler, Tony Iommi, Bill Ward, Ozzy Osbourne.
Paese d'origine Regno Unito Regno Unito
Genere Heavy metal[1]
Hard rock[2][3]
Proto doom[4][5]
AOR[1]
Periodo di attività 1968-2006
2011-in attività
Etichetta Vertigo Records
Warner Bros.
Sanctuary
Castle
I.R.S.
EMI
Reprise
Epic
Fontana
Album pubblicati 29
Studio 18
Live 5
Raccolte 5 + 1 cofanetto
Sito web
Black Sabbath (Logo).png
« I Black Sabbath sono i Beatles dell'heavy metal[6] »
(Dave Navarro)

I Black Sabbath sono un gruppo heavy metal britannico formatosi a Birmingham nel 1968[7]. La formazione "storica" era costituita da Ozzy Osbourne (voce), Tony Iommi (chitarra), Geezer Butler (basso) e Bill Ward (batteria), rimasta invariata dal 1969 al 1978. In seguito, ci furono numerosi cambi nell'organico della band e Iommi rimase l'unico componente fisso.

I Black Sabbath, che sono stati tra i primi gruppi heavy metal della storia[8][9], hanno contribuito grandemente allo sviluppo del genere[10][11]. Dal 1970 al 2010 hanno venduto più di 100 milioni di dischi in tutto il mondo[12]. Considerati tra i gruppi più influenti di tutto il genere heavy metal, hanno contribuito in modo determinante alla nascita del suo sottogenere doom metal[13]. Nel 2003 vengono inseriti all'85º posto nella lista dei 100 migliori artisti secondo Rolling Stone[14]; 3 dei loro album sono stati citati nella lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone: Master of Reality (al 300º posto)[15], Black Sabbath (243º posto)[16] e Paranoid (131º posto)[17], ma la loro consacrazione definitiva nella storia della musica avviene nel 2006♙ quando vengono inseriti nella prestigiosissima Rock and Roll Hall of Fame[18].

I Black Sabbath sono ritenuti da alcuni la più grande band heavy metal di tutti i tempi[19][20][21].

Storia del gruppo[modifica | modifica sorgente]

Dalle origini al debutto (1966-1970)[modifica | modifica sorgente]

Il primo embrione dei Black Sabbath vide la luce nel 1966 ad Aston, un paese vicino Birmingham, in Inghilterra. La storia ebbe inizio quando il chitarrista Anthony "Tony" Iommi e il batterista William "Bill" Ward (entrambi provenienti dai "Mithology")[22] trovarono in un negozio di dischi l'annuncio di un cantante ("Ozzy Zig cerca gruppo. Possiede amplificazione propria.") che cercava membri per fondare una band. Il cantante era John "Ozzy" Osbourne che, incidentalmente, era stato un acerrimo rivale di Iommi ai tempi della scuola[23]. Iommi e Ward si recarono a casa di Ozzy e decisero di formare un complesso musicale[24]. Osbourne portò nel gruppo altri due musicisti che avevano suonato assieme a lui nel gruppo "Rare Breed": i chitarristi Terence "Geezer" Butler e Jimmy Phillips.

OzzyOsbourne.jpg Iommi.JPG Heaven And Hell 09.jpg Bill Ward.jpg
Ozzy Osbourne Tony Iommi Geezer Butler Bill Ward

In seguito, Butler prese il ruolo di bassista, e venne assoldato anche il sassofonista Alan "Aker" Clarke. Il gruppo scelse inizialmente il nome "Polka Tulk Blues Band", accorciato poi in "Polka Tulk", e iniziò a costruirsi un repertorio, prevalentemente blues[25]. Successivamente, Clarke e Phillips uscirono dal gruppo e i restanti membri decisero di cambiare nome in "Earth". La formazione si esibì in vari locali suonando cover di Jimi Hendrix, Blue Cheer, Beatles e Cream[25][26], e incise il primo demo nel 1968. Esso riscosse un discreto successo nel giro dei pub inglesi e permise al gruppo di farsi un nome anche all'estero, principalmente in Germania, grazie anche all'intraprendenza del manager Jim Simpson.

Dopo un breve periodo, il nome della band fu cambiato perché esisteva un altro gruppo che si chiamava "Earth"[27]. La scelta del nome successivo venne da un'idea di Butler, grande appassionato dei romanzi di magia nera e horror di autori come Dennis Wheatley. Butler aveva assistito al film del 1963 I tre volti della paura di Mario Bava[28], e scrisse una canzone che riprendeva il titolo della versione inglese del film, Black sabbath ("sabba nero"). Questo divenne il nuovo nome del gruppo[22].

Al nuovo nome si accompagnò una transizione dal blues ad un sound nuovo, prima con elementi di folk europeo e poi con toni sempre più forti e cupi, fino a una soluzione inedita per la quale i Sabbath sarebbero diventati famosi e sarebbero stati annoverati, da molti critici, come principali pionieri dell'heavy metal assieme ai Led Zeppelin[29]. La prima casa discografica per cui i Sabbath firmarono fu la Fontana Records, in seguito approdano all'appena originata Vertigo. Con l'apporto di questa etichetta, il 13 febbraio del 1970 fu pubblicato l'album di debutto della band, intitolato semplicemente Black Sabbath.

Il periodo "classico" (1970-1972)[modifica | modifica sorgente]

Il primo lavoro, Black Sabbath, ebbe un grande successo (n.8 nelle classifiche di vendite inglesi)[30] dovuto, in gran parte, alla presenza di composizioni storiche della band come Black Sabbath, The Wizard e N.I.B. Il disco, per molti, presentò dei tratti originali e diversi dal panorama rock di quei tempi, sia per la musica che per i testi. I loro coevi Deep Purple e Led Zeppelin, altre formazioni influenti per il metal, presentavano un sound più melodico e aperto anche ad altri stili come rock 'n' roll e blues[25]. Anche la musica dei Black Sabbath aveva caratteristiche simili ma essa presentava sonorità più pesanti e oscure, con l'aggiunta di espliciti riferimenti al Demonio e all'occulto. Da notare infatti che nella canzone Black Sabbath Tony Iommi utilizza la "Triade del Diavolo" (un giro fondato sull'intervallo di tre toni, tritono appunto, SOL - REb quelle usate dal chitarrista), un intervallo musicale fortemente dissonante e perciò disorientante, proibito nel Medioevo perché la chiesa pensava che suonandolo si sarebbe evocato il demonio[31].

Sebbene cenni di questo tipo si potessero trovare anche nei lavori di altri gruppi dell'epoca, come i Led Zeppelin o i Beatles, i Sabbath si spinsero oltre, sia per l'insistenza su questi argomenti che per il modo diretto in cui erano affrontati, tant'è che questi divennero, in seguito, alcuni degli stereotipi che caratterizzeranno il metal. Questo tipo di testi portò alla band numerose critiche, accuse di satanismo e in generale la disapprovazione di molta parte dell'opinione pubblica. Tuttavia queste contestazioni non fecero altro che contribuire al fascino che la band esercitava sul suo vasto pubblico di giovani.

Il successivo Paranoid rappresentò (e rappresenta tuttora) il maggior successo commerciale del gruppo (n.1 nella classifica inglese e con sette dischi di platino e uno d'oro all'attivo)[32] ed è considerato di rilevante importanza per la nascita dell'heavy metal[25]. Il lavoro conquistò milioni di fans in tutto il mondo, grazie a brani di successo come l'omonimo Paranoid, Iron Man, Electric Funeral e War Pigs. Con questo lavoro, il gruppo mostrò di andare oltre l'immagine "nera" che lo accompagnava, componendo brani con argomenti più maturi, come War Pigs, il quale critica i politici ritenuti responsabili degli orrori in guerra, oppure Iron Man che ha un testo puramente fantascientifico.

Nel 1971, i Black Sabbath pubblicarono un terzo album di notevole successo Master of Reality, probabilmente l'album più oscuro ed introspettivo della band. Questo lavoro, assieme ai precedenti Black Sabbath e Paranoid, è considerato fondamentale per la nascita del doom metal[33]. Oltre ai brani del classico stile sabbathiano (Children of the Grave e After Forever), Master of Reality è noto, soprattutto, per i suoi stilemi "sinistri" (riscontrabili in brani come Sweet Leaf, Lord of This World, Solitude e Into the Void), che fungeranno da base per questo genere portato in auge da Saint Vitus e Candlemass.

Da notare che il disco presenta una particolare innovazione. Iommi, infatti, suona con la chitarra accordata in Do diesis (un tono e mezzo più bassa dell'accordatura tradizionale), idem Butler con il basso. Questo cambiamento, su stessa dichiarazione del chitarrista, venne effettuato per due motivi, per adattarsi allo stile vocale di Ozzy e per dare un suono più pesante alla loro musica[34] (successivamente, a partire dall'album Heaven and Hell, la chitarra ed il basso saranno accordati in Re diesis). Sebbene musicisti come Jimi Hendrix avessero adottato tale pratica già in passato, i Black Sabbath furono tra i primi a fare uso del cosiddetto "downtuning", una pratica che diverrà quasi uno standard per numerosi gruppi rock e heavy metal.

Sperimentazioni (1972-1976)[modifica | modifica sorgente]

Il seguente Black Sabbath, Vol. 4 del 1972 mostrò le prime delle varie modifiche nel sound della formazione, per via di una evidente contaminazione di rock progressivo. Uno dei punti di forza del prodotto è la ballad Changes, dove Osbourne canta accompagnato da pianoforte e archi[25]. Il brano è un esempio di come le sonorità della formazione si siano evolute, ma pezzi come Tomorrow's Dream, Snowblind e Supernaut mostrano ancora il loro lato musicale più roccioso.

Nel 1973 pubblicarono Sabbath Bloody Sabbath, album caratterizzato da atmosfere progressive rock ancor più nette. Ciò si deve anche alla presenza di Rick Wakeman degli Yes che compariva alle tastiere, come membro esterno. Fra i brani più evidentemente progressivi si possono citare Spiral Architect e A National Acrobat ma non mancava comunque il "classico" sound della formazione con Sabbath Bloody Sabbath e Killing Yourself to Live. Il disco, tutto sommato, fu un altro grande successo e considerato un punto importante della loro carriera artistica.

In questo periodo ci furono una serie di sbandamenti per la band. Tutti i membri ebbero seri problemi di dipendenza da droghe, in particolare Osbourne e Ward, i quali, su ammissione del cantante, fecero uso di LSD tutti i giorni per due anni[35]. Un cambiamento di etichetta (da Vertigo a WWA) fece slittare l'uscita del nuovo album, Sabotage[25], pubblicato solamente nel 1975. Dal punto di vista musicale, Sabotage è uno degli album più variegati del gruppo, alternando pezzi heavy metal come Hole In The Sky e Symptom Of The Universe a sperimentazioni originali e spiazzanti, ad esempio i cori in stile russo di Supertzar e le sonorità pop rock di Am I Going Insane (Radio).

Il declino e l'addio di Osbourne (1976-1979)[modifica | modifica sorgente]

« Nessuno di noi pensava più alla musica. Ricordo che ogni singolo giorno ero fatto o ubriaco[36]»
(Ozzy Osbourne, parlando dei Black Sabbath durante il periodo '76-78)

L'album successivo, Technical Ecstasy del 1976, fu oggetto di accese discussioni da parte dei loro sostenitori, per via di un sound più duttile e per la presenza di musica d'orchestra e sintetizzatori. Per quanto alcuni considerino positivamente il disco come molto ambizioso e innovativo[37], esso contribuì a disilludere i fan dello stile iniziale del gruppo.

Nel 1977, al termine del tour di Technical Ecstasy, Osbourne abbandonò il gruppo, a seguito di tristi vicissitudini personali dovute alla morte del padre, oltre ai problemi derivati dalla sua dipendenza da alcool e droghe ormai inarrestabile. I restanti membri del gruppo arrivarono a provare per pochi mesi con il cantante Dave Walker (ex Fleetwood Mac e Savoy Brown), con cui iniziarono a lavorare a nuove canzoni, prima del momentaneo rientro di Osbourne alla voce nel 1978 con l'album Never Say Die!.

Questo lavoro ricalca la scia del precedente, con suoni elettronici e sperimentali (Don Airey suonò le tastiere nel disco), lontani da quelli più massicci e sulfurei di Paranoid e Master of Reality. In ogni caso, la risposta del pubblico fu negativa e certi lo giudicarono come uno dei peggiori della formazione di Birmingham[38], con la sola title-track Never Say Die a godere di una buona popolarità tra i loro fans, sebbene oggi molti critici e fan lo abbiano rivalutato, considerandolo un album raffinato e ispirato[39][40].

Nel 1979, a causa di conflitti irreversibili con gli altri membri della band, Osbourne venne licenziato per la sua tendenza ad abusare con gli stupefacenti e l'alcool[41]. Dopo l'uscita definitiva di Osbourne, i Black Sabbath non presentarono più una formazione salda, raggiungendo molte volte il punto di instabilità e assoldando vari musicisti nel corso della loro seguente carriera.

I Black Sabbath con Ronnie James Dio (1980-1982)[modifica | modifica sorgente]

L'addio di Osbourne, tuttavia, preoccupò i Black Sabbath, dato che Ozzy contribuì molto alla realizzazione delle canzoni e, soprattutto, fu un ottimo intrattenitore del pubblico durante le performance dal vivo, quindi trovare un degno rimpiazzo fu un'impresa ardua. Dopo la sua uscita, fu contattato Ronnie James Dio, ex cantante di Elf e Rainbow.

Il primo album con Dio, Heaven and Hell, fu un eccellente successo, permettendo al gruppo di risalire la china e in fatto di vendite costituì il miglior risultato della band dal 1975, con Neon Knights, Heaven and Hell e Die Young che divennero altri pezzi significativi della loro discografia. L'album fu anche caratterizzato dall'ingresso di Geoff Nicholls alle tastiere. Benché non sempre riconosciuto come membro ufficiale del gruppo, e costretto a suonare nel backstage dei concerti per "motivi estetici" (caso non isolato nel panorama del metal), Nicholls ebbe da allora un'indiscutibile influenza sul gruppo, anche a livello compositivo.

Il tour del disco si dimostrò molto seguito, merito anche del carisma del nuovo cantante, nonché delle sue ottime doti vocali. Sempre durante quel tour, Bill Ward dovette abbandonare per motivi personali (i suoi genitori morirono uno dopo l'altro in un breve lasso di tempo, cosa che peggiorò i già notevoli problemi di Ward con l'alcool)[42] e venne sostituito da Vinny Appice (fratello di Carmine, famoso batterista di Vanilla Fudge, Cactus, Rod Stewart e King Kobra).

Fu durante questo tour che Dio rese celebre il gesto delle corna, in seguito adottato come una sorta di "segno di riconoscimento" dagli amanti dell'heavy metal. Tuttavia, la paternità di questo gesto è oggetto di discussione dato che è stata anche rivendicata da Gene Simmons dei KISS[43]. Tuttavia, i critici sostengono che questo non è stato introdotto in musica né da Dio né da Simmons, ma dai Beatles nel 1967[43]. Infatti la foto promozionale del film animato Yellow Submarine mostra John Lennon nell'intento di fare questo cenno. Esso è anche visibile nella copertina del lungometraggio, ove Lennon fa le corna a Paul McCartney[44]. Al di là di ciò, Dio disse che questo segno manuale lo imparò da sua nonna, la quale ne faceva uso per scongiurare il malocchio[45].

Tornando all'attività artistica della band, Iommi e soci, con l'apporto di Appice, partorirono dalle loro menti un successivo album, Mob Rules nel 1981, anch'esso un successo che confermò il nuovo stile acquisito dai Sabbath grazie all'apporto sia tecnico che compositivo di Dio. La titletrack dell'album fu scelta per la colonna sonora del film Heavy Metal.

L'uscita e la rapida diffusione del bootleg Live at Last (registrato dai Sabbath con Ozzy in un tour del 1973), convinse il gruppo a rispondere con un live "ufficiale". Live Evil (1982) raccoglie gran parte dei brani più celebri del gruppo (da Black Sabbath a Mob Rules). Questa pubblicazione tuttavia portò nuovi problemi: Iommi e Dio diedero vita ad accese discussioni per quanto riguarda il mixaggio sonoro, poiché il leader dei Black Sabbath accusò il cantante di essersi recato in studio nelle ore notturne per alzare il volume della sua voce e lo definì un "piccolo Hitler". Tutto questo innescò una serie di litigi che convinsero il cantante ad abbandonare la band, portando con sé Appice.

"Black Purple" (1983-1984)[modifica | modifica sorgente]

L'uscita di Appice e Dio generò ancora instabilità nell'organico. Per il ruolo di batterista fu contattato Cozy Powell, ma la risposta fu negativa (tuttavia Powell si unirà al gruppo in seguito per incidere Headless Cross nel 1989)[46]. Questa lacuna venne colmata dal tempestivo rientro di Bill Ward, ma trovare un nuovo cantante fu più arduo del previsto. Vennero audizionati Nicky Moore dei Samson e John Sloman dei Lone Star ma non vennero presi[46]. Iommi desiderava avere David Coverdale dei Whitesnake nella propria band ma il cantante rifiutò la proposta[46].

Così, le ricerche effettuate da Iommi e Butler si orientarono verso Ian Gillan, da tempo uscito dai Deep Purple e in quel momento libero da impegni musicali a causa di problemi con la voce[47]. Il contatto tra le due parti è rappresentato da un aneddoto alquanto bizzarro. Gillan raccontò di aver ricevuto una telefonata da Iommi, il quale gli chiese di incontrarsi con lui per fare una chiacchierata. I due si videro in un pub chiamato "The Bear" a Woodstock[47] e finirono con l'ubriacarsi. Il giorno dopo, Gillan si risvegliò confuso, a causa dei bagordi etilici del giorno precedente, e ricevette una telefonata dal suo manager, Phil Banfield, il quale gli disse di incontrarsi con i Black Sabbath per discutere con loro avendo lui accettato l'offerta di diventare il loro nuovo cantante. Praticamente, Gillan aveva fatto questa scelta in pieno stato di ebbrezza e non ricordava nulla di tutto ciò[47].

Assoldato Gillan nelle vesti di vocalist, fu possibile la realizzazione di Born Again (1983), album decisamente più massiccio rispetto a quelli prodotti con Osbourne e Dio, il quale registrò un considerevole successo nelle vendite e si piazzò al 4º posto nelle classifiche inglesi[48]. Questo lavoro, come quelli del periodo di Ozzy, suscitò tante polemiche, lanciate dall'associazione di censura P.M.R.C. Il brano Trashed venne accusato di istigazione all'abuso di alcool e inserito in una lista (chiamata "The Filthy Fifteen") emessa dall'associazione per indicare i 15 brani considerati da loro più scandalosi del periodo[49]. Gillan risponderà a queste accuse dicendo che il brano parla di sé stesso quando, guidando l'auto di Bill Ward in pieno stato di ebbrezza fuori dallo studio di registrazione, la distrusse, finendo in un canale e mettendo la sua vita in grave rischio[50].

Il sodalizio tra Gillan e i Black Sabbath venne soprannominato, ironicamente, da molte testate giornalistiche "Black Purple", nome dato dalla fusione di Black Sabbath e Deep Purple[51]. Successivamente, venne intrapreso il tour, Ward si ritirò di nuovo e venne rimpiazzato da Bev Bevan, ex Electric Light Orchestra. Al termine, Gillan tornò nei Deep Purple, in quel momento freschi di riunione.

Instabilità e controversie (1984-1986)[modifica | modifica sorgente]

Con la dipartita di Gillan, si riprese con la ricerca di un nuovo cantante. Spencer Proffer, in quel momento nuovo produttore della band, contattò Ron Keel (ex Steeler e Keel) per un'audizione ma alla fine non fu scelto. La band, su ammissione di Keel, desiderava il ritorno di Ozzy alla voce[52]. Altro candidato era George Criston dei canadesi Kick Axe[53] (altra band gestita da Proffer).

Nuovo cantante ufficiale del gruppo divenne quindi David Donato, il quale militò per circa 6 mesi con i Black Sabbath ma non arrivò a incidere alcun album, per via del suo inaspettato licenziamento. I motivi del suo abbandono sono avvolti nel mistero; si diceva che fu licenziato in seguito ad un'intervista "orribile" rilasciata per la rivista Kerrang! ma venne tutto smentito, mentre altri sostenevano che Donato se ne andò dopo aver litigato con il management della band. Tuttavia Iommi, in un'intervista, preferì non dire nulla riguardo a questo evento[54].

Tra le poche e rare testimonianze dei Black Sabbath con Donato vi è il brano No Way Out, il quale altro non è che una versione iniziale di The Shining (contenuto in The Eternal Idol, pubblicato nel 1987)[55]. Donato in seguito, nel 1986, fonderà una hair metal band chiamata White Tiger, assieme all'ex chitarrista dei KISS Mark St. John[56].

Anche Geezer Butler, dopo una lunga e permanente militanza, abbandonò, formando una band (i "Geezer Butler Band"), che però non incise nessun album. La formazione originaria dei Black Sabbath tornò, momentaneamente, sul palco in occasione del Live Aid nel 1985, festival organizzato da Bob Geldof e Midge Ure ove il gruppo condivise il palco assieme ad artisti come Elton John, Queen, David Bowie, The Who, Madonna e U2. Iommi, rimasto ormai l'unico membro originario del gruppo, decise di stoppare, momentaneamente, l'attività dei Black Sabbath in favore di un progetto solistico assieme a Nicholls. Reclutati il bassista Dave Spitz e il batterista Eric Singer, il chitarrista volle incidere un disco da solista ingaggiando vari cantanti come Rob Halford, Glenn Hughes e Ronnie James Dio ma si accorse della difficoltà di impiegare più voci per il nuovo album. Dopo aver provato un pezzo con Hughes, Iommi decise di assumerlo per cantare tutti i brani del lavoro[57].

Così fu pubblicato Seventh Star nel 1986, che inizialmente dovette uscire a nome di Iommi ma in seguito fu pubblicato, per motivi contrattuali con la casa discografica, sotto il nome Black Sabbath featuring Tony Iommi[58]. Questo album marcò ancor di più la svolta iniziata con Ronnie James Dio, con le tastiere che diventarono un elemento fondamentale per il loro nuovo corso stilistico. Tuttavia, rispetto al precedente Born Again, Seventh Star ebbe uno scarso successo di vendite. Inoltre, i crediti del lavoro furono oggetto di discussione tra Iommi e Jeff Fenholt[59], un cantante che militò nei Black Sabbath per circa sette mesi, prima dell'arrivo di Hughes, il quale sostenne di aver partecipato alla composizione dei brani del disco. Fenholt, infatti, incise una demo con la band, "Star of India" nel 1985[60], ed i pezzi qui contenuti fanno parte della tracklist di Seventh Star.

Nella fase iniziale del tour del 1986, Hughes abbandonò la band, si vocifera per seri problemi con la voce dopo aver ricevuto un pugno alla gola dal manager del gruppo, Don Arden, durante una lite e fu sostituito da Ray Gillen. Nel frattempo, la carriera solista di Osbourne andava a gonfie vele (aveva già pubblicato classici dell'heavy metal come Blizzard of Ozz e Diary of a Madman) e la crescente fama del cantante stava per oscurare sempre più quella della sua band di un tempo.

L'arrivo di Tony Martin (1986-1990)[modifica | modifica sorgente]

La preparazione dell'album successivo (The Eternal Idol), vide la ricomparsa, come percussionista, del batterista Bev Bevan e si aggiunse come bassista Bob Daisley (che suonò anche con Ozzy Osbourne). Nel bel mezzo delle registrazioni, Gillen uscì dai Black Sabbath. Gillen fu sostituito da Tony Martin e fu quest'ultimo a cantare (su brani originariamente scritti per Gillen) nell'album The Eternal Idol, anche se tra i collezionisti è possibile trovare la versione originale cantata da Gillen. L'incontro tra il neocantante e Iommi avvenne tramite il manager di Martin, ex compagno di scuola del leader dei Black Sabbath[61].

Martin fu molto apprezzato, le sue doti canore vennero comparate, da molti, a quelle di Ronnie James Dio e partecipò attivamente alla stesura dei pezzi. L'album presenta alcuni riferimenti al passato (l'omonima Eternal Idol rimembra le sonorità oscure di Master of Reality), conservando lo stile adottato negli ultimi anni (il grande apporto di tastiere). Anche questo album, sebbene molti lo considerino di buon livello, non ebbe il successo sperato.

Dopo l'uscita dell'album, la band si trovò di nuovo alla deriva e scossa da una serie di defezioni; Iommi, Martin e Nicholls dovettero reclutare un nuovo bassista, (Jo Burt), e un nuovo batterista, (Terry Chimes dei Clash), per il breve tour promozionale, che ebbe luogo nel 1987, quasi esclusivamente con date europee.

Nonostante questi continui cambi, la band iniziò a stabilizzarsi attorno alle figure di Iommi (ormai unico membro originario), Martin e Nicholls, ai quali si aggiunse poi (sostituendo Chimes) l'eclettico batterista Cozy Powell (il quale ricevette già un'offerta da Iommi dopo l'uscita di Appice, ma in quel momento non accettò)[46]. Con l'aggiunta di Laurence Cottle al basso, i Sabbath pubblicarono Headless Cross (1989), album che riscosse un buon successo, maggiore rispetto a quello di Seventh Star e The Eternal Idol. Dalla title track dell'album venne tratto un video che venne mandato in onda per un certo periodo su MTV.

Nel 1990 (ancora una volta con un nuovo bassista: Neil Murray dei Whitesnake, il quale già suonò nel tour di Headless Cross), i Sabbath consolidarono questa "rinascita" con un altro album, Tyr, che vendette abbastanza bene e a cui seguì un tour molto seguito nello stesso anno.

Riunioni (1992-2005)[modifica | modifica sorgente]

I Black Sabbath in una recente apparizione live

Nonostante i buoni risultati conseguiti con Headless Cross e Tyr, nel 1992 Iommi decise di riunire la formazione dei primi anni ottanta (quella di Mob Rules) con Geezer Butler, Ronnie James Dio e Vinny Appice. L'album che ne scaturì, Dehumanizer (1992), fu un lavoro dal sound molto ruvido e che portò un più che buon riscontro di pubblico e critica. La band preparò un tour di grande successo, che culminò con una memorabile apparizione al festival metal Monsters of Rock.

In quel periodo Osbourne annunciò l'intenzione di ritirarsi dalla musica facendo un tour (in seguito cambiò idea, organizzando un altro tour chiamato Retirement Sucks) e chiese al suo ex gruppo di aprire le ultime due date a Costa Mesa in California del 14 e 15 novembre. Dio non fu d'accordo e finì per abbandonare di nuovo, anche perché il suo contratto scadeva il 13 novembre, un giorno prima degli ultimi due concerti di Ozzy. Dio, tuttavia, sostenne che la vera ragione della sua uscita furono le continue divergenze con Iommi, come ai tempi di Heaven and Hell e Mob Rules[62]. Per completare la tournée, Iommi chiamò all'ultimo minuto Rob Halford dei Judas Priest.

I Black Sabbath durante la grande reunion del 16 dicembre 1999

L'uscita di Dio convinse anche Appice a ritirarsi. Con l'uscita di questi ultimi due, i Black Sabbath riacquisirono Tony Martin e Geoff Nicholls e, col nuovo batterista Bobby Rondinelli, incisero Cross Purposes, accompagnato da Cross Purposes Live, un cofanetto di CD e video, pubblicato nel 1994 e, attualmente, fuori catalogo. Quando Rondinelli abbandonò il gruppo fu sostituito, a sorpresa, dal batterista della formazione originale, Bill Ward, che subentrò in tempo per suonare le ultime 4 date del tour in Sud America.

Ancora una volta Ward e Butler abbandonarono, e per il 1995 tornò a raggrupparsi la formazione di Tyr, con Powell e Murray, che incise Forbidden, il quale non ricevette buoni pareri da pubblico e critica. Il rapper Ice-T venne ospitato alla voce nel brano Illusion of Power. La relativa tournée vide Powell partecipare solamente alle date americane del tour mentre per quelle europee al suo posto suonò Rondinelli.

Nel 1996, la Castle Records pubblicò, in versione rimasterizzata, alcuni pezzi della band da Born Again fino a Forbidden, nonché una raccolta dal titolo The Sabbath Stones.

Nel 1997 Ozzy Osbourne diede vita al suo fortunato festival, l'Ozzfest. Nell'ultima parte dello show, Butler e Iommi (e in seguito anche Ward) apparivano sul palco per suonare alcuni pezzi classici dei Sabbath. La formazione originale, così reincontratasi sotto lo "stendardo di Ozzy", incise nel 1998 un album doppio, Reunion, composto esclusivamente da brani dell'era Osbourne in versione live, ma su cui comparivano anche due canzoni nuove in studio. Nel 2000, la band venne premiata con un grammy della categoria "Best Metal Performance", grazie al brano Iron Man.

Sembrò che la formazione storica dovesse tornare unita per l'incisione di un nuovo album, ma non finì così. La preparazione di un nuovo lavoro discografico venne iniziata nel 2001, ma, probabilmente a causa di vincoli imposti dai contratti di Osbourne nella sua attività solista, non c'è stato alcun seguito. Nel 2004 i Sabbath hanno suonato in un nuovo tour Ozzfest (con Adam Wakeman, figlio di Rick, alle tastiere, in sostituzione di Geoff Nicholls), celebrando il loro 35º anniversario, ed anche il 2005 li ha visti partecipare al carrozzone itinerante, in aggiunta ad alcune date in Europa.

Eventi recenti (2006-2009)[modifica | modifica sorgente]

Gli Heaven & Hell dal vivo

Il 13 marzo del 2006 i Black Sabbath entrarono nella Rock and Roll Hall of Fame. Vennero introdotti dai Metallica, che suonarono anche due pezzi della formazione di Iommi (Hole in the Sky e Iron Man).

Quando sembrava che oramai la formazione fosse arrivata al suo definitivo declino e al ritiro dalle scene musicali, nell'ottobre 2006 venne annunciato un tour estivo nei principali festival heavy metal europei con la formazione dell'album Heaven and Hell: Dio, Iommi, Butler e Ward.

Tony Iommi nel 2009

Paradossalmente, il loro nome per questa tournée fu proprio Heaven & Hell. Nel novembre 2006 Ward abbandonò il progetto perché dichiarò, in maniera molto vaga, che ci fossero speculazioni sul nuovo nome del gruppo[63] e venne sostituito da Vinny Appice. Il 3 aprile 2007, il gruppo ha pubblicato Black Sabbath: The Dio Years, compilation di brani composti con Dio e contenente anche pezzi inediti.

Il 28 aprile 2009 viene pubblicato The Devil You Know, il primo album in studio degli Heaven & Hell, gruppo formato dai vecchi membri dei Black Sabbath.

La morte di Ronnie James Dio (2010)[modifica | modifica sorgente]

Il 16 maggio 2010 arriva la tristissima notizia della scomparsa di Ronnie James Dio, dopo cinque mesi di lotta al cancro allo stomaco. Queste le parole della moglie Wendy:

« Oggi ho il cuore infranto, Ronnie si è spento alle 7.45 di domenica 16 maggio. Tantissimi amici e membri della nostra famiglia hanno potuto dargli l'ultimo addio in privato prima che se ne andasse in pace.

Ronnie sapeva quanto tutti lo amavano. Siamo tutti molto riconoscenti per l'amore e il sostegno che ci avete dato tutti. Vi preghiamo di concederci qualche giorno di privacy, per essere in grado di sopportare questa enorme perdita. Vi preghiamo di ricordare che lui vi amava tutti, e la sua musica vivrà per sempre. »

(Wendy Dio)

Tutto il mondo del rock in generale si è stretto alla famiglia del leggendario cantante esprimendo il proprio sgomento non appena appresa la notizia. Queste le parole di Ozzy Osbourne:

« Sono molto triste nell'apprendere della scomparsa di Ronnie James Dio... Il metal ha senza dubbio perso una delle più grandi voci di sempre. Il mio cuore è vicino alla sua famiglia e ai suoi tantissimi fan. »
(Ozzy Osbourne)

A volerlo ricordare anche quello che fu di fatto il suo storico scopritore, Ritchie Blackmore, che lo lanciò nei Rainbow dopo la sua carriera negli Elf:

« Ronnie aveva una voce unica e fantastica. Il mondo del rock'n'roll ne sentirà tristemente la mancanza. »
(Ritchie Blackmore)

Queste le parole di un altro storico compagno di band di Ronnie, ovvero Tony Iommi:

« Ieri 16 maggio 2010 il mio caro, caro amico Ronnie James Dio si è spento alle 7.45 del mattino, ora di Los Angeles [16.45 ora italiana, ndr] . Sono rimasto totalmente scioccato perché non riuscivo a credere che fosse vero, che Ronnie se ne fosse andato. Ronnie era una delle persone più gentili che io abbia mai conosciuto, abbiamo vissuto dei momenti fantastici insieme. Ronnie amava quello che faceva, fare musica e dare tutto sul palco. Amava i suoi fan. Era un uomo generoso e metteva tutto se stesso per aiutare gli altri. Posso dire sinceramente che è stato un vero onore suonare al suo fianco per tutti questi anni. La sua musica vivrà per sempre. Il mio pensiero va a Wendy che è stata al fianco di Ronnie fino alla fine; lui la amava tanto. L'uomo con la voce magica è ora una stella tra le stelle. È stato un vero professionista. Mi mancherai tanto, Ronnie, mio grande amico. Riposa in pace. »
(Tony Iommi)

Riunione con Ozzy Osbourne e il nuovo album (2011-presente)[modifica | modifica sorgente]

Logo della grande reunion dell'11 novembre 2011.

Nell'agosto del 2011 il chitarrista dei Black Sabbath Tony Iommi ha confermato al Birmingham Mail che la line-up originale del gruppo si è riunita e sta attualmente provando per un tour e un nuovo album in studio. Iommi e Ozzy Osbourne hanno composto nuovo materiale a giugno e contano di pubblicare il disco il prossimo anno. «Non vediamo l’ora e penso che ciò che stiamo preparando sia davvero valido» ha dichiarato Iommi. «È un ritorno alle origini»[64]. Successivamente però, sul suo sito, lo stesso Iommi ha smentito di avere reso queste dichiarazioni, dicendosi dispiaciuto per un caso di cattiva informazione giornalistica nato da alcune sue affermazioni decontestualizzate e distorte[65][66]. L'11 novembre successivo, durante una conferenza stampa convocata al Whisky a Go Go di West Hollywood, la band comunica la volontà di riunirsi con la formazione originale in vista del 2012 per un tour mondiale e l'incisione di un album, il primo con Osbourne alla voce dopo 33 anni[67]; questo album sarà il diciannovesimo album discografico del gruppo, pubblicato a distanza di 18 anni dall'ultimo album Forbidden (1995), con Tony Martin alla voce. Il nuovo album, secondo alcune recenti notizie, verrà pubblicato nel corso del 2013. Per quanto riguarda il tour la band ha intrapreso alcuni concerti tra i mesi di maggio e giugno del 2012.

Il 3 febbraio 2012 Bill Ward si è separato dal gruppo[68]. Il 17 febbraio 2012 i Black Sabbath dovettero annullare le date del tour europeo a causa di un linfoma precedentemente diagnosticato a Tony Iommi. I Black Sabbath terranno comunque tre concerti, tra i quali l'esibizione al Download Festival il 10 giugno. Al posto di Ward dietro le pelli si è seduto l'attuale batterista della band di Ozzy, Tommy Clufetos. Per non deludere i fan Ozzy Osbourne si esibirà nelle date precedentemente confermate con il nome di "Ozzy and Friends" seguito da vari ospiti quali ad esempio Geezer Butler, Zakk Wylde e Slash. Nessun cambiamento è stato riportato per le registrazioni del nuovo album che continuano senza problemi[69]. Il 13 gennaio 2013, tramite il profilo Twitter ufficiale della band, viene annunciato 13, il nuovo album dello storico gruppo britannico, che sarà pubblicato a giugno[70]. Il 19 aprile dello stesso anno la band pubblica il primo singolo estratto dal nuovo album, intitolato God Is Dead?[71].

Eredità musicale[modifica | modifica sorgente]

Chitarra firmata Black Sabbath esposta all'Hard Rock Cafe di Copenaghen.
« A mio parere, i Black Sabbath sono coloro che hanno dato vita a ciò che siamo soliti considerare heavy metal, e non c'è una band in giro oggi che non sia influenzata, in una qualsivoglia misura, dal gruppo di Tony Iommi[72] »
(Peter Steele, leader dei Type O Negative)

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I Black Sabbath hanno avuto un enorme impatto sulle generazioni future. A loro vengono riconosciute influenze dirette ed indirette su diversi generi musicali: Heavy metal, Thrash, Stoner rock, Doom. Eppure, nonostante abbiano segnato la nascita di questi generi, essi non vengono mai annoverati in nessuno di essi. Ciò perché la loro musica presenta caratteristiche sonore che, da un punto di vista stilistico, li vede, a turno, rappresentanti dell'uno o dell'altro genere. In risposta a domande con cui gli veniva chiesto quale fosse il genere da essi suonato, Tony Iommi ha più volte citato l'espressione Heavy Rock, non a torto visto che, probabilmente, è l'unica in assoluto più confacente.

Heavy metal[modifica | modifica sorgente]

Pur essendo caratterizzato da molteplici sottogeneri, è pacifico che il movimento heavy metal sia stato influenzato da loro. Quanto a chitarre distorte, band come Judas Priest[73], Iron Maiden[74], Venom[75], Electric Wizard[76], Opeth[77], Saxon, Samson, Angel Witch, Demon, Fear Factory[78] Type O Negative[72], giusto per citarne alcune, sono loro fortemente debitrici.

Thrash metal[modifica | modifica sorgente]

Moltissime bands thrash hanno dichiarato che i Black Sabbath sono stati i loro principali ispiratori: tra questi, vanno citati almeno Megadeth, Celtic Frost[79], Pantera, Slayer[80], Anthrax[81], Deftones[82], Slipknot, System of a Down[83], Opeth[77], Bathory[84], Fear Factory[78], Disturbed[85] e Biohazard[86]. Non sono esenti i Metallica, naturalmente, che hanno asserito come tutto sia cominciato dai Black Sabbath, "senza i quali noi non saremmo qui oggi"[87].

Doom metal[modifica | modifica sorgente]

Insieme ai meno conosciuti Pentagram, altro gruppo musicale nato negli anni settanta, i Sabbath sono inoltre considerati i padrini del doom metal[33], sottogenere dell'heavy metal caratterizzato da melodie cupe e ritmiche lente. In realtà, i Black Sabbath sono anche artefici di pezzi caratterizzati da ritmi serrati (come Paranoid). Tuttavia, brani lenti come l'omonimo o anche Iron Man hanno palesemente influenzato band quali i Saint Vitus, Cathedral[88], i Candlemass, gli Anathema, i My Dying Bride, Paradise Lost e Sleep.

Stoner rock[modifica | modifica sorgente]

Il quartetto è anche padre dello Stoner rock, nato all'inizio degli anni'90, anch'esso ricco di ritmi lenti e chitarre con accordature basse, ma caratterizzato dalla commistione di rock psichedelico, acid rock, heavy metal classico, doom metal e blues-rock. Tra i gruppi del genere che si sono ispirati ai nostri, vanno certamente citati i Kyuss, Unida, Slo Burn, Hermano, Fu Manchu, Karma to Burn, Master of Reality, Monster Magnet, Nebula, Orange Goblin e Sleep. Taluni ritengono che i Black Sabbath siano anche tra gli ispiratori del movimento Grunge, forse a causa della minor sofisticatezza che accomuna quest'ultimo allo Stooner[89].

I cloni dei Black Sabbath[modifica | modifica sorgente]

Non esistono veri e propri cloni del quartetto di Birmingham. Ciò perché, a differenza di altri gruppi la musica del quartetto di Birmingham presenta delle peculiarità (la voce cantilenante di Ozzy, il tocco jazzy della batteria di Bill Ward, la greve pesantezza del basso di Geezer Butler, il suono secco della chitarra di Tony Iommi dovuto alle sue falangi mancanti e alle corde particolari da egli usate) che la rendono difficilmente imitabile. Tuttavia, ci sono gruppi che promulgano lo stesso linguaggio sonoro, riproducendone, se non fedelmente quantomeno in maniera molto simile, il sound di insieme, soprattutto per quanto concerne il trittico chitarra/basso/batteria (la voce di Ozzy, invece, viene raramente imitata: se da una lato non è paragonabile, da un punto di vista squisitamente tecnico, a quella di più dotati colleghi come Ian Gillan o Robert Plant, dall'altro è certamente inusuale, assai personale e, pertanto, difficilmente imitabile): tra i gruppi interessanti in tal senso, vanno certamente citati gli statunitensi Masters of Reality (qui citati relativamente al solo primo album, giacché gli album successivi sono più indirizzati verso lo Stoner rock), gli inglesi Pagan Altar e, più recentemente, i canadesi Sheavy e Blood Ceremony, gli svedesi Count Raven, gli italiani Anno Mundi[90], i tedeschi Kadavar[91]..

Cover incise da altri gruppi[modifica | modifica sorgente]

Omaggi e tributi[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1987, i Butthole Surfers incisero Sweat Loaf (il titolo è una variante di Sweet Leaf) per il loro album Locust Abortion Technician.
  • Nel 1994, John Christ, chitarrista dei Danzig, disse che il brano della sua band, Her Black Wings (dall'album Danzig II: Lucifuge), contiene un riff di Zero the Hero[93].
  • Si dice che il gruppo gothic metal After Forever prenda il suo nome dal brano omonimo dei Sabbath[94].
  • L'attore Jack Black è un grande ammiratore dei Black Sabbath[95] ed in particolare di Ronnie James Dio, al punto che, in seno alla sua band Tenacious D, ha composto un brano che porta il nome del cantante, Dio, in onore di Ronnie James Dio.
  • Nel 2002, l'ex bassista delle Hole e Smashing Pumpkins, Melissa Auf der Maur, formò una tribute band dei Black Sabbath chiamata Hand of Doom, titolo di un brano di Paranoid.
  • Il film documentario del 1984 This Is Spinal Tap contiene vari riferimenti al gruppo di Birmingham. Ad esempio, la scenografia di Stonehenge presente nella pellicola era ispirata alla coreografia usata dai Black Sabbath durante il Born Again Tour.
  • Il nome del gruppo death metal cremonese "Hand of Doom" è ispirato all'omonimo brano dei Black Sabbath.
  • Give it Away dei Red Hot Chili Peppers contiene, nella parte finale, il riff principale di Sweet Leaf.
  • Lo stesso riff appare anche nella canzone Busted in Baylor County sull'album Put the "O" Back in Country di Shooter Jennings.
  • Nel 1991, Marilyn Manson incise Sam Son of Man, una reinterpretazione di Iron Man, col testo leggermente modificato.
  • Come esplicito tributo al gruppo di Birmingham, gli Anno Mundi hanno inserito in Dwarf Planet (contenuto nell'album Cloister Graveyard In The Snow del 2011), il primo verso del brano Black Sabbath (What is this that stands before me?).
  • Il 28 ottobre 2013 viene inaugurata ad Hollywood una sala dell'orrore dedicata ai Black Sabbath. Compaiono in sequenza le celebri canzoni Paranoid, Electric Funeral e Heaven and Hell.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Formazione dei Black Sabbath.

Formazione principale

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Black Sabbath.

Tour[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Black Sabbath in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ Tommaso Franci, Black Sabbath. Le messe nere dell'hard-rock, OndaRock.it. URL consultato il 13 aprile 2012.
  3. ^ Piero Scaruffi. A History of Rock Music: 1951-2000 - Hard rock. iUniverse, 2003. ISBN 0-595-29565-7. p. 105
  4. ^ Band proto doom su doom-metal.com
  5. ^ Proto doom su metal.it
  6. ^ 100 Greatest Artists: Black Sabbath | Rolling Stone
  7. ^ Joe Siegler, Timeline del gruppo, Black-sabbath.com.
  8. ^ Ian Christe, Sound of the Beast, Allison & Busby, pg. 2. ISBN 0-7490-8351-4.
  9. ^ Chris Ingham, The Book of Metal, Thunder's Mouth Press, pg. 1. ISBN 978-1-56025-419-5.
  10. ^ I Black Sabbath su Vh1
  11. ^ Storia dell'heavy metal, Metalstorm.com.
  12. ^ My Village - Ozzy Osbourne
  13. ^ Explore: Doom Metal - AllMusic
  14. ^ Lista completa dei 100 migliori artisti secondo Rolling Stone
  15. ^ 300º posto (su 500): Master of Reality
  16. ^ 243º posto (su 500): Black Sabbath
  17. ^ 131º posto (su 500): Paranoid
  18. ^ Black Sabbath introdotti nella R&R Hall of Fame
  19. ^ Classifica delle più grandi band heavy metal di MTV
  20. ^ Classifica delle 100 più grandi band heavy metal di DigitalDreamDoor.com
  21. ^ Lista delle migliori band heavy metal su Listology
  22. ^ a b Intervista a Bill Ward su www.classicrockrevisited.com
  23. ^ Biografia di Ozzy su www.xtrememusician.com
  24. ^ Intervista a Tony Iommi sul sito della CNN
  25. ^ a b c d e f Metallus - Il libro dell'Heavy metal, pagg. 31 e 32. A cura di Luca Signorelli - ed. Giunti - 2001 ISBN 978-88-09-02230-0
  26. ^ Storia dei membri dei Black Sabbath
  27. ^ Biografia dei Black Sabbath su All Music
  28. ^ Intervista a Tony Iommi su www.modernguitars.com
  29. ^ allmusic.com - Heavy metal
  30. ^ I Black Sabbath su www.rockhall.com
  31. ^ Mclver, Joel. Black Sabbath, Tsunami Edizioni, 2009, pag. 51, ISBN 978-88-96131-09-1
  32. ^ www.riaa.com (sito ufficiale della Recording Industry Association of America
  33. ^ a b Storia del doom metal tratta da www.doom-metal.com
  34. ^ Biografia e mini-interviste a Tony Iommi su www.korg.com
  35. ^ Intervista ad Ozzy Osbourne su www.levity.com
  36. ^ Frase durante un'intervista a Rockol
  37. ^ Martin Popoff, The Collector's Guide to Heavy Metal, Volume 1: The Seventies, Collector's Guide Publishing Inc., P. 47.
  38. ^ (EN) Never Say Die! in Allmusic, All Media Network.
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  40. ^ Never Say Die!, Rockedintorni.it.
  41. ^ Biografia dei Black Sabbath, Rockdetector.com.
  42. ^ Booklet di Heaven and Hell, versione rimasterizzata nel 1996 dalla Castle Communications
  43. ^ a b Storia del gesto delle corna dal sito www.roadrunnerrecords.com
  44. ^ Immagine di Yellow Submarine
  45. ^ Intervista a Ronnie James Dio su Metal Rules
  46. ^ a b c d I Black Sabbath su www.rockdetector.com
  47. ^ a b c Nozioni biografiche del gruppo da www.black-sabbath.com
  48. ^ Sito dedicato all'album "Born Again"
  49. ^ The PMRC Filthy Fifteen
  50. ^ Intervista a Ian Gillan su www.rockdetector.com
  51. ^ Intervista a Ian Gillan su www.deep-purple.it
  52. ^ Ron Keel parla del suo breve periodo con i Black Sabbath
  53. ^ kickaxe.wz.cz - Bio dei Kick Axe dal fansite ufficiale
  54. ^ Intervista a Tony Iommi
  55. ^ David Donato su www.black-sabbath.com
  56. ^ rockdetector.com - White Tiger bio
  57. ^ Steven Rosen, The Story of Black Sabbath: Wheels of Confusion, pag. 123, Castle Communications, 1996. ISBN 1-86074-149-5
  58. ^ Scheda di "Seventh Star" su www.black-sabbath.com
  59. ^ Scheda biografica su Jeff Fenholt
  60. ^ Scheda di "Star of India", demo session di "Seventh Star"
  61. ^ Intervista a Tony Martin
  62. ^ Biografia dei Black Sabbath da un fansite di Ronnie James Dio
  63. ^ Bill Ward lascia gli Heaven and Hell
  64. ^ (EN) Andy Coleman, Black Sabbath to reform with original line-up and new studio album, Birmingham Mail.net. URL consultato il 16 agosto 2011.
  65. ^ (EN) Black Sabbath Reunion Speculation, Tony Iommi Official Website. URL consultato il 24 agosto 2011.
  66. ^ (EN) BLACK SABBATH: Tony Iommi smentisce la reunion!, MetalItalia.com. URL consultato il 24 agosto 2011.
  67. ^ (EN) blabbermouth.net, BLACK SABBATH Reunion Press Conference: Video Footage Available - Nov. 11, 2011, 11 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  68. ^ BLACK SABBATH: andiamo avanti senza Bill Ward | Metalitalia.com
  69. ^ BLACK SABBATH: solo il Download per loro
  70. ^ BLACK SABBATH ‘13’ DUE OUT JUNE 2013
  71. ^ Black Sabbath, God Is Dead? - ascolta il nuovo singolo, con il testo
  72. ^ a b Intervista a Peter Steele su www.stradanove.net
  73. ^ Judas Priest su allmusic.com
  74. ^ Iron Maiden su allmusic.com
  75. ^ Intervista a Mantas su www.fortunecity.com
  76. ^ Electric Wizard su allmusic.com
  77. ^ a b Intervista agli Opeth su www.roadrunnerrecords.com
  78. ^ a b Intervista a Dino Cazares su www.roadrunnerrecords.com
  79. ^ Intervista a Thomas Gabriel Fischer su www.pyromusic.net
  80. ^ Slayer su allmusic.com
  81. ^ Anthrax su allmusic.com
  82. ^ Greg Prato, allmusic ((( Deftones > Overview ))), www.allmusic.com. URL consultato il 16 agosto 2010.
  83. ^ Intervista a Serj Tankian su www.nyrock.com
  84. ^ Intervista a Quorthon su www.anus.com
  85. ^ Intervista ai Disturbed su www.thescenela.com
  86. ^ Intervista ai Biohazard su www.tartareandesire.com
  87. ^ Dichiarazione di Lars Ulrich su www.metalunderground.com
  88. ^ Doom-metal.com: Reviews - Cathedral
  89. ^ Carden, Andrew. "Black Sabbath." Q: Nirvana and the Story of Grunge. December 2005. p. 34
  90. ^ Anno Mundi su truemetal.it
  91. ^ Kadavar su www.downtunedmag.com
  92. ^ Melvins's Symptom of the Universe cover of Black Sabbath's Symptom of the Universe | WhoSampled
  93. ^ Intervista a John Christ
  94. ^ Biografia degli After Forever
  95. ^ Intervista a Jack Black su www.webwombat.com.au

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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