Gorilla

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Gorilla
Gorilla-kiktajm.png
Gorilla
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Sottordine Haplorrhini
Infraordine Simiiformes
Parvordine Catarrhini
Superfamiglia Hominoidea
Famiglia Hominidae
Sottofamiglia Homininae
Tribù Gorillini
Genere Gorilla
I. Geoffroy, 1852
Specie

I gorilla (Gorilla gorilla I. Geoffroy, 1852) sono un genere appartenente all'ordine dei Primati, alla superfamiglia degli Ominoidi (scimmie antropomorfe), alla famiglia degli Ominidi, alla sottofamiglia delle Ominine e alla tribù dei Gorillini, l'unico genere attualmente vivente di quest'ultima.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome generico Gorilla fu introdotto dallo scienziato francese Isidore Geoffroy Saint-Hilaire prendendo ispirazione dal greco Γόριλλαι Górillai, una popolazione di donne selvagge e pelose della Libia[1] (termine che allora indicava l'Africa conosciuta a ovest del Nilo) citata da Annone nel VI secolo a.C.[2] nel suo libro Il viaggio di Annone, comandante dei cartaginesi, intorno alle zone della Libia oltre le Colonne d'Ercole, che depositò nel tempio di Crono, tradotto in greco due secoli più tardi[1].

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Il genere comprende due specie e quattro sottospecie:

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Gorilla

È un animale grande e possente, dal caratteristico pelo nero e folto. Nonostante la mole e l'aspetto imponente, i gorilla sono animali relativamente pacifici e tranquilli. È raro vederli su due zampe: per lo più si trovano in posizione clinograda (inclinata in avanti), e hanno la caratteristica andatura di camminare sulle nocche. I gorilla femmina e i giovani maschi si costruiscono un nido fra i rami più robusti degli alberi, ma spesso non a grandi altezze. I maschi adulti (detti silverback per il color argento della schiena) invece trascorrono la maggior parte del tempo a terra, non temendo alcun pericolo, a guardia degli alberi dove vivono gli altri membri del branco. Questo atteggiamento è distintivo dei maschi adulti, ed è considerata all'interno del branco una manifestazione di potere.

Il gorilla è dotato di una notevole intelligenza. Un gorilla diventato famoso per la sua intelligenza è Koko, allevata dai ricercatori Penny Patterson, Carl Pribram, Saul Kitchener e Roger Fouts, che è in grado di esprimersi a gesti e di usare diversi oggetti umani.

Nel loro habitat i gorilla non hanno molti predatori. Talvolta i leopardi possono cacciare i cuccioli di gorilla, o anche le femmine, ma è raro che attacchino un maschio adulto.

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Dimorfismo sessuale del cranio

L'altezza media dei maschi adulti si aggira intorno ai 160-170 cm, e il peso intorno ai 140-180 kg. Le femmine adulte sono spesso di metà stazza rispetto a un silverback: la loro altezza si aggira intorno ai 140 cm, e il peso tra i 70 e i 100 kg. Eccezionalmente, è stato individuato un silverback di oltre 183 cm e 204,5 kg di peso. Talvolta in cattività i maschi adulti possono raggiungere una massa eccessiva, come nel caso di un gorilla obeso che ha registrato un peso pari a 270 kg.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

I gorilla sono animali sociali, che vivono in branchi composti in media da una decina di esemplari. A capo del gruppo vi è di solito un possente maschio silverback cioè dalla schiena d'argento, che guida il branco nei suoi spostamenti attraverso la foresta e difende gli altri membri del gruppo da eventuali attacchi.

La locomozione è in genere quadrupede e avviene poggiando a terra le nocche degli arti anteriori.

La longevità è compresa tra 30 e 40 anni in natura e può arrivare a 50 anni in cattività.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

I Gorilla sono onnivori anche se prevalentemente vegetariani. Alcune specie come il gorilla di pianura orientale G. beringei graueri, introducono in quantità, nella loro dieta alimenti animali, prevalentemente invertebrati e, tra tutti, i gorilla di montagna G. beringei beringei sono quelli a minor introito dietetico animale alimentandosi solo in piccola parte di formiche e chiocciole (meno dell'1% dell'introito giornaliero). La loro dieta comprende foglie, germogli e steli di bambù, sedano selvatico, ortiche, cardi, frutti, radici, cortecce tenere e funghi.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Areale del gorilla (arancio Gorilla gorilla, giallo Gorilla beringei)

I gorilla vivono in alcune zone dell’Africa equatoriale. Gli areali delle due specie, rappresentati dalle macchie rosse in figura, sono a circa 1.000 km di distanza.

I gorilla occidentali vivono in un areale di circa 710.000 km² che comprende parti di Nigeria, Camerun, Repubblica centrafricana, Guinea Equatoriale, Gabon, Repubblica del Congo, Angola e l'estremità occidentale della Repubblica Democratica del Congo. Le foreste dell'Africa dell'Ovest ospitano la popolazione della sottospecie più abbondante (Gorilla gorilla gorilla, anche detto waren) e stimata fra 40.000 e 80.000 individui. Una popolazione di appena 250 individui del gorilla di Cross River (Gorilla gorilla diehli) sussiste nel sud della Nigeria alla frontiera con il Camerun.

I gorilla orientali vivono in una zona più ristretta, di circa 112.000 km², che comprende parti dell'estremità orientale della Repubblica Democratica del Congo, di Uganda e Ruanda. In particolare circa 12.000 gorilla orientali di pianura (Gorilla beringei graueri) sussistono in diverse popolazioni isolate nell'attuale Repubblica Democratica del Congo. Infine restano soltanto 600 esemplari di gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei) suddivisi in due popolazioni, l'una nel Parco nazionale impenetrabile di Bwindi, in Uganda e l'altra in una piccola zona presso il triplo confine di Uganda, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo.

Il gorilla nella cultura e nell'immaginario popolare[modifica | modifica sorgente]

Sui gorilla si sono diffuse molte leggende, quasi tutte false, gran parte inventate dai primi colonizzatori europei che li scoprirono. Li si dipingeva ad esempio come animali feroci e violenti, e si riteneva inoltre che non si potessero portare le donne nelle spedizioni africane perché i gorilla le avrebbero violentate. Oggi tali credenze sono state superate.

Una delle principali studiose di gorilla del XX secolo fu Dian Fossey, uccisa probabilmente dai bracconieri. La sua vita ha ispirato il film Gorilla nella nebbia.

Il gorilla è un animale molto famoso ed è spesso simboleggiato nella cultura popolare; basti pensare ad esempio al personaggio dei cartoni animati Magilla Gorilla o al leggendario King Kong. Al gorilla si ispira anche il personaggio di Donkey Kong, noto videogioco della Nintendo.

Nei film basati sul Pianeta delle Scimmie, i gorilla sono raffigurati come l'etnia di primati che svolgono lavori principalmente pesanti per via della loro stazza e potenza, venendo così messi come corpo della polizia, guardie e soldati.

Un gorilla è anche il protagonista della canzone Le gorille di Georges Brassens, tradotta in dialetto milanese da Nanni Svampa e in italiano da Fabrizio de André, e da quest'ultimo pubblicato nell'album Il gorilla/Nell'acqua della chiara fontana del 1968.

Il termine "gorilla" oggi è spesso usato per indicare le guardie del corpo, a sottolineare la loro possanza fisica. Uno Zord usato nei Power Rangers Wild Force è ispirato a un gorilla. Anche alcuni veicoli presenti in Gorilla Force, una serie animata, sono ispirati ai gorilla.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Franco Montanari, Vocabolario della lingua greca, Torino, Loescher, 1995, p. 1539.
  2. ^ Giacomo Devoto, Avviamento all'etimologia italiana, Milano, Mondadori, 1979.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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