Serbia e Montenegro
| Serbia e Montenegro | |||||
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| Motto: | |||||
| Dati amministrativi | |||||
| Nome completo | Unione Statale di Serbia e Montenegro | ||||
| Nome ufficiale | Државна заједница Србија и Црна Гора Državna zajednica Srbija i Crna Gora |
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| Lingue parlate | Serbo | ||||
| Capitale | |||||
| Politica | |||||
| Forma di governo | Confederazione | ||||
| Presidente | Svetozar Marović (2003-2006)[1] |
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| Organi deliberativi | Parlamento | ||||
| Nascita | 4 gennaio 2003 | ||||
| Causa | Trasformazione dalla Repubblica Federale di Jugoslavia | ||||
| Fine | 3 giugno 2006 | ||||
| Causa | Indipendenza del Montenegro | ||||
| Territorio e popolazione | |||||
| Bacino geografico | Penisola balcanica | ||||
| Massima estensione | 102.350 km² nel 2006 | ||||
| Popolazione | 10.832.545 nel 2004 | ||||
| Economia | |||||
| Valuta | Dinaro serbo (Serbia centrale e Vojvodina); Euro (Montenegro e Kosovo) |
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| Varie | |||||
| TLD | .yu | ||||
| Prefisso tel. | +381 | ||||
| Sigla autom. | SCG | ||||
| Religione e società | |||||
| Religioni preminenti | Chiesa ortodossa serba | ||||
| Religioni minoritarie | Islam (Kosovo) | ||||
| Evoluzione storica | |||||
| Preceduto da | |||||
| Succeduto da | |||||
La Serbia e Montenegro la cui denominazione ufficiale era Unione Statale di Serbia e Montenegro (in serbo-croato; Državna zajednica Srbija i Crna Gora; cirillico: Државна заједница Србија и Црна Гора) era una confederazione della Penisola balcanica, composta dalle repubbliche di:
Serbia (Србија/Srbija);
Montenegro (Црна Гора/Crna Gora).
La Serbia e Montenegro confinava a Nord con l'Ungheria e a Est con Romania e Bulgaria, a Sud con Macedonia e Albania, a Sud-Ovest con il Mare Adriatico e ad Ovest con Croazia e Bosnia ed Erzegovina.
L'Unione di Serbia e Montenegro sostituì la Repubblica Federale di Jugoslavia costituitasi il 28 aprile 1992, sulle ceneri della dissolta Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia e venne approvata dalle due camere del Parlamento jugoslavo il 4 febbraio 2003.
In seguito al referendum del 21 maggio 2006 la Repubblica del Montenegro è diventata nuovamente uno stato indipendente, ponendo fine, di fatto, alla Serbia e Montenegro.
Pochi giorni dopo la confederazione fu disciolta ufficialmente e, come previsto dalla sua Costituzione, sua erede diretta nel consesso internazionale divenne la Serbia. Il Montenegro, come nuovo Stato, ha dovuto invece ottenere il riconoscimento degli altri Stati e delle organizzazioni internazionali come l'ONU e il Consiglio d'Europa.
Indice |
Ordinamento dello Stato[modifica]
| Per approfondire, vedi Presidenti della Serbia e Montenegro e Primi ministri della Serbia e Montenegro. |
Secondo la Costituzione, a capo della federazione era posto il Presidente federale, eletto per 4 anni dal Parlamento federale. Quest'ultimo contava 126 membri di cui 91 serbi e 35 montenegrini distribuiti tra i partiti secondo la propria consistenza nei parlamenti delle due repubbliche; quindi, il rinnovamento del parlamento di una delle due repubbliche coincideva con il rinnovamento parziale del parlamento federale. Il Governo federale aveva solo 5 ministri, per la limitazione delle sue competenze a difesa e politica estera. Ciascuna delle due repubbliche, riconosciute come due stati sovrani, aveva una propria Costituzione, con un Parlamento ed un Governo che avevano poteri esclusivi su tutte le materie non riservate alla Confederazione.
Referendum[modifica]
Al referendum per l'indipendenza del Montenegro, che si è svolto il 21 maggio 2006, ha partecipato la percentuale del 86,5% del corpo elettorale, cioè 419.240 votanti, a seguito del quale il 55,5% degli stessi, pari a 230.661 voti, si è espresso a favore dell'indipendenza del paese: si tratta dunque di una percentuale superiore alla soglia del 55% concordata con l'Unione Europea per rendere valido il referendum; in valore assoluto la soglia minima necessaria è stata superata per 2300 voti.
Di conseguenza, il Parlamento del Montenegro ha intrapreso le procedure legali per dichiarare l'indipendenza. L'iter si è chiuso il 3 giugno 2006 con la dichiarazione d'indipendenza, seguita, quindi confermata il giorno successivo da un analogo atto da parte della Serbia.
Note[modifica]
- ^ Marović fu l'unico presidente dell'Unione statale e ricoprì anche la carica di Primo Ministro, poiché gli uffici vennero fusi.
Voci correlate[modifica]
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