Ivan Scalfarotto

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Ivan Scalfarotto
Ivan Scalfarotto a Manfredonia il 7 dicembre 2013 per la campagna elettorale delle primarie del PD a sostegno di Matteo Renzi.

Ivan Scalfarotto a Manfredonia il 7 dicembre 2013 per la campagna elettorale delle primarie del PD a sostegno di Matteo Renzi.


Vicepresidente del Partito Democratico
con Marina Sereni
Durata mandato 7 novembre 2009 –
15 dicembre 2013
Successore Matteo Ricci
Sandra Zampa

Sottosegretario di Stato al Ministero delle Riforme costituzionali e Rapporti con il Parlamento
In carica
Inizio mandato 28 febbraio 2014
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Sabrina De Camillis
Successore in carica

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
on. Ivan Scalfarotto
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Partito Partito Democratico
Legislatura XVII
Gruppo Partito Democratico
Coalizione Italia Bene Comune
Pagina istituzionale

Ivan Scalfarotto (Pescara, 16 agosto 1965) è un politico e attivista italiano, impegnato per i diritti LGBT.[1]

È stato candidato alla leadership nazionale del centrosinistra alle elezioni primarie de L'Unione del 2005 e dal 2009 al 2013 è stato vicepresidente del Partito Democratico. Alle Politiche del 2013 è stato eletto deputato. Dal 28 febbraio 2014 è Sottosegretario di Stato al Ministero delle Riforme costituzionali e Rapporti con il Parlamento nel Governo Renzi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

All'età di tre anni, la sua famiglia si trasferisce a Foggia. Nel 1988 nella stessa città ha un'esperienza come consigliere comunale, eletto con i Verdi. Dopo la laurea in giurisprudenza lavora per qualche tempo nella Banca Commerciale Italiana per poi trasferirsi in varie parti d'Italia (Barletta, Viareggio, Padova, Monza, Biella). Nel 1992 si reca a Milano, dove lavora presso la Direzione Centrale della Comit, che lascerà nel 1995 per il Banco Ambrosiano Veneto. Dopo altre esperienze lavorative, tra cui la direzione del personale ligure, dal 2002 è a Londra per dirigere le "risorse umane" della Citigroup.

Nel 1996, la pubblicazione di una sua lettera su La Repubblica, in cui esprime la propria delusione rispetto alle aspettative suscitate dal Governo Prodi I,[2] non passa inosservata: essa raccoglie varie adesioni e comincia a far parlare di "delusi dell'Ulivo",[3] fatto che induce Romano Prodi e Walter Veltroni a convocare Scalfarotto a Palazzo Chigi per ricevere maggiori spiegazioni. Cinque anni dopo, nel 2001, fonda il movimento "Adottiamo la Costituzione", con l'intento di battersi a difesa della carta costituzionale.

Nel 2003 dà vita, nella capitale britannica, al primo circolo straniero dell'associazione Libertà e Giustizia, che due anni dopo gli chiede di candidarsi alle elezioni primarie dell'Unione: Scalfarotto accetta e, dopo qualche difficoltà iniziale a raggiungere il numero sufficiente di firme per la sottoscrizione, riesce a presentare la candidatura. Le primarie si svolgono il 16 ottobre 2005 con sette candidati: Scalfarotto arriva sesto, raccogliendo 26.912 voti (lo 0,6% dei consensi), alle spalle di Romano Prodi, che ha ricevuto l'investitura di candidato premier della coalizione, di Fausto Bertinotti, Clemente Mastella, Antonio Di Pietro e Alfonso Pecoraro Scanio.

Ivan Scalfarotto al sit-in contro l'omofobia a Milano il 14 maggio 2009

Tra le idee che ispirano la sua campagna elettorale le principali sono l'attenzione al merito personale, nella pubblica amministrazione e nella politica, la lotta alle gerontocrazie e il sostegno della laicità. Dichiaratamente omosessuale, è un sostenitore dell'introduzione del "matrimonio" e la possibilità di richiedere figli in adozione per le coppie omosessuali.[4] Successivamente ritorna al suo lavoro, trasferendosi però nella sede di Mosca, mentre i suoi sostenitori fondano un'associazione politica, "Io Partecipo", di cui Scalfarotto è presidente, per portare avanti le idee che hanno alimentato la sua campagna anche oltre le primarie del 2005.

Il suo modo di fare politica è basato sulla comunicazione diretta via internet: il suo blog rappresenta il mezzo principale di diffusione di idee in campagna elettorale. È autore del pamphlet Contro i Perpetui, uscito nel marzo 2006 per Il Saggiatore, in cui riassume i temi principali della sua iniziativa e analizza la situazione politica italiana. In occasione delle elezioni politiche del 2006, intervenendo ad una convention pubblica, ha dichiarato di votare per i Verdi. Nell'aprile 2007, in una lettera a l'Unità indirizzata a Piero Fassino, chiede di iscriversi ai Democratici di Sinistra in prospettiva di aderire al futuro Partito Democratico.

Il 18 giugno annuncia la sua partecipazione alle primarie del Partito Democratico, in sostegno alla candidatura alla segreteria di Walter Veltroni. Insieme ad altri, tra cui Marco Simoni, docente universitario, già direttore della sua campagna elettorale del 2005, Luca Sofri, e l'astrofisica Sandra Savaglio[5] fonda un movimento, chiamato iMille, con l'obiettivo di rinnovare la classe dirigente del centrosinistra italiano. Eletto nell'Assemblea Costituente nazionale durante le primarie del 14 ottobre 2007, entra a far parte della Commissione Statuto del PD,[6] ove propone gli emendamenti - poi approvati - che prevedono l'inserimento di una norma anti-omofobia, la creazione del SIPA (Sistema per la partecipazione), e il via libera ai circoli online.

È proprio su istanza del primo circolo online in Italia (Circolo PD "Barack Obama"[7]), che viene candidato alla Camera dei deputati nel collegio Lombardia 1 nelle file del Partito Democratico: data la posizione in lista, risulterà essere il primo dei non eletti. Collabora col quotidiano l'Unità, è stato ospite fisso delle ultime tre stagioni del programma televisivo Crozza Italia Live andate in onda su LA7 nel 2007 e nel 2008. Torna a vivere a Milano nel febbraio del 2009, e ad aprile è candidato dal PD alle elezioni del Parlamento Europeo del 6-7 giugno 2009, circoscrizione Nord Ovest. Non viene eletto, ma raccoglie più di 22000 preferenze.[8]

Dal 7 novembre 2009 è vicepresidente dell'assemblea del PD, insieme a Marina Sereni.[9] Insieme a Sandro Mangiaterra ha scritto In nessun paese - Perché sui diritti dell'amore l'Italia è fuori dal mondo.[1] Il libro è stato edito nel 2010 da Piemme e tratta del tema dei diritti civili, confrontando la legislazione presente in Italia con quella degli altri paesi d'Europa e del mondo. Scalfarotto propone dieci punti per modificare la situazione attualmente vigente.[10] Essi includono l'estensione del matrimonio alle coppie omosessuali, una più forte lotta all'omofobia, l'istituzione di un congedo di paternità e la possibilità di chiedere la rettifica dell'attribuzione di sesso anche senza intervento chirurgico. Il 25 settembre 2012 annuncia di appoggiare Matteo Renzi alle primarie del PD.[11]

Ha annunciato di appoggiare Lorenzo Frattarolo come candidato sindaco di Foggia alle primarie del PD del 9 Marzo 2014.[12]

Elezioni politiche 2013[modifica | modifica sorgente]

Candidato alle Politiche del 2013 nella lista del PD in Puglia, risulta eletto alla Camera dei Deputati.

Dal 7 maggio 2013 è componente della II Commissione giustizia della Camera.

Sottosegretario di Stato per le riforme[modifica | modifica sorgente]

Il 28 febbraio 2014 viene nominato sottosegretario di Stato alle Riforme costituzionali e ai rapporti con il Parlamento nel Governo Renzi[13].

Opere[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Ivan Scalfarotto, Il mio libro - In nessun paese. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  2. ^ Ivan Scalfarotto (risponde Barbara Palombelli), Manca qualcosa al governo dell'Ulivo in la Repubblica, 5 novembre 1996, p. 10. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  3. ^ Sebastiano Messina, "L'Ulivo sfiorisce" Tra elettori e amici cresce la delusione in la Repubblica, 6 novembre 1996, p. 15. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  4. ^ Ivan Scalfarotto, Scalfarotto risponde a Severgnini: Matrimoni e adozioni gay, iMille, 9 febbraio 2011. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  5. ^ Chi siamo, iMille. URL consultato il 17 maggio 2009.
  6. ^ Commissione Statuto - I membri, Partito Democratico, 27 maggio 2008. URL consultato il 19 giugno 2008.
  7. ^ Circolo Pd Barack Obama. URL consultato il 20 luglio 2012.
  8. ^ Blog di Ivan Scalfarotto. URL consultato il 9 giugno 2009.
  9. ^ Pd, Bersani proclamato segretario "Adesso prepariamo l'alternativa", Repubblica, 7 novembre 2009. URL consultato il 7 novembre 2009.
  10. ^ Dieci cose da fare subito - Ivan Scalfarotto. URL consultato il 13 novembre 2010.
  11. ^ Matteo Renzi - Ivan Scalfarotto. URL consultato il 25 novembre 2012.
  12. ^ http://www.foggiatoday.it/politica/ivan-scalfarotto-sottosegretario-governo-renzi.html; http://www.freenewspos.com/italia/video/foggia/zCHvw2aZvjk
  13. ^ Governo, via libera del Cdm a nomine di 44 sottosegretari: 9 sono viceministri da Repubblica.it

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Sottosegretario di Stato per le Riforme e dei Rapporti con il parlamento Successore Emblem of Italy.svg
28 febbraio 2014 in carica
Predecessore Vice Presidente del Partito Democratico Successore
2009 - 2013