Negazione (psicologia)

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La negazione in psicologia è un meccanismo di difesa, meno grave della denegazione (o diniego o forclusione).

La negazione determina una compromissione dell'esame di realtà, fino alla completa scotomizzazione dalla coscienza del dato di fatto conflittuale o intollerabile, senza alcuna consapevolezza di ciò.

Presente in genere solo nel caso di psicosi o di gravi traumi[1], viene utilizzata quando il pericolo potenziale per il mantenimento della struttura psichica è estremo[senza fonte]. Ovviamente, l'uso della negazione produce conseguenze negative nei confronti della possibilità di risoluzione di un problema sul piano di realtà; per cui questo meccanismo è in genere gravemente disadattativo e disfunzionale. È disadattivo perché non permette la risoluzione di un problema, e disfunzionale in quanto provoca un danno all'individuo[senza fonte].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La morte e il morire, 13ª ed., Assisi, Cittadella [1976], 2005, ISBN 8830802476;9788830802476.

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