Giovanni Berlinguer

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on. Giovanni Berlinguer
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Giovanni Berlinguer
Luogo nascita Sassari
Data nascita 9 luglio 1924
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Professione Docente universitario
Partito Comunista Italiano
Legislatura VI, VII, VIII
Gruppo Partito Comunista Italiano
Circoscrizione Sardegna
Collegio Cagliari - Sassari - Nuoro - Oristano
Pagina istituzionale
sen. Giovanni Berlinguer
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Sassari
Data nascita 9 luglio 1924
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Professione Docente universitario
Partito Partito Comunista Italiano
Partito Democratico della Sinistra
Democratici di Sinistra
Legislatura IX, X
Gruppo Partito Comunista Italiano
Circoscrizione Sardegna (1983), Toscana (1987)
Collegio Iglesias (1983), Livorno (1987)
Pagina istituzionale
Giovanni Berlinguer nel 1953 Segretario dell'Unione Internazionale degli studenti.

Giovanni Berlinguer (Sassari, 9 luglio 1924) è un politico e docente italiano di medicina sociale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio dell'avvocato socialista Mario Berlinguer, di famiglia appartenente alla piccola nobiltà sarda di remote origini catalane (titoli nobiliari: Cavaliere, m., Nobile mf., con trattamento di Don e di Donna per concessione il 29 marzo 1777 a Giovanni e Angelo Ignazio da Vittorio Amedeo III Re di Sardegna)[1], Giovanni si laurea a ventotto anni in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Roma ottenendo nel 1958 e nel 1964, rispettivamente, le abilitazioni all'insegnamento di Medicina sociale e di Igiene.

Nella sua carriera insegna a Sassari Medicina sociale fra il 1969 ed il 1974 ed Igiene del lavoro a Roma dal 1975 sino al 1999. Ma già dall'inizio degli anni cinquanta divenne insieme al fratello Enrico una delle più note personalità del Partito Comunista Italiano. Da studente è fra il 1949 ed il 1953 segretario e presidente della UIS (Unione Internazionale Studenti).

Nel 1965 sino al 1969 è Consigliere Provinciale di Roma e lo stesso anno è membro - sino allo scioglimento - del Comitato Centrale del PCI, nelle cui liste viene eletto deputato alla Camera nel 1972, nel 1976 e nel 1979. Nel 1983 ottiene un seggio al Senato eletto a Iglesias, confermato nel 1987 in Toscana. Sempre nel 1983 diviene Consigliere del Comune di Roma (carica ricoperta sino al 1985).

Dopo la "svolta della Bolognina" aderisce prima al Partito Democratico della Sinistra e poi ai Democratici di Sinistra (in entrambi i partiti è stato ininterrottamente membro della direzione). Nei DS è esponente di primo piano della corrente Per tornare a vincere, espressione della sinistra del partito guidata da Fabio Mussi, in opposizione alla linea centrista della corrente Fassino e laico-cattolica di Enrico Morando. Nell'autunno del 2001 è candidato alla segreteria della sua corrente, in forza della sua riconosciuta autorevolezza, a segretario dei DS, ma viene superato da Piero Fassino; Berlinguer mostra però una forza non indifferente raccogliendo il 34,1% dei suffragi.

Nonostante uno scontro interno, dovuto alla sconfitta elettorale dello stesso anno ed alla richiesta di intese più larghe che coinvolgano la società civile (2002), la dignità di Berlinguer contribuì comunque a mantenere sostanzialmente uniti i DS e a non provocare ricadute negative nell'alleanza di centrosinistra, fra cui la possibilità di una nuova scissione a sinistra. Nel maggio 2007, in seguito all'accelerazione del processo di scioglimento dei DS - che porterà alla nascita del Partito Democratico - lascia il partito ed aderisce a Sinistra Democratica di Fabio Mussi.

Fino al maggio 2009 Giovanni Berlinguer è stato deputato al Parlamento europeo di Strasburgo, nel quale ha aderito al Partito Socialista Europeo, eletto nel 2004 per la lista di Uniti nell'Ulivo nella circoscrizione centro, ricevendo 148 000 preferenze. È l'eurodeputato più anziano e per questo è stato nominato presidente del Parlamento prima dell'elezione di Josep Borrell (2004) e di Hans-Gert Pöttering (2007). A Strasburgo, è membro della Commissione per la cultura e l'istruzione; della Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Messico; della Delegazione per le relazioni ed è membro sostituto della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare.

Personalità di primo piano della cultura italiana, ha contribuito con la sua attività di docente e con i suoi numerosi libri a diffondere la cultura scientifica in settori decisivi della società nazionale, e all'analisi critica del sistema sanitario italiano (nel 1959 pubblica "La Medicina è malata"[2], scritto insieme a Severino Delogu[3]. Inoltre è professore onorario della Universidad Autonoma de Santo Domingo (1992) e Doctor honoris causa della Université de Montréal (1996) e dell'Università di Brasilia (1996); professore emerito dell'Università di Roma (2002).

Inoltre ha ricoperto gli incarichi di Responsabile del primo Piano Sanitario Nazionale nel quadro del Programma di sviluppo economico approvato dal Parlamento; vicepresidente (1992-1995) e presidente (1999) del Comitato nazionale di bioetica oltre che membro del Consiglio sanitario nazionale (1994-1996). Fa parte dell'International Bioethics Committee dell'UNESCO (2001-2007) e della Commission on the Social Determinants of Health dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (2005-2008) ed ha ricevuto dalla Presidenza della Repubblica italiana la Medaglia come Benemerito della Scienza e della Cultura Italiana.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 26 aprile 1999[4]
Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— Roma, 6 giugno 2001[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrea Borella "Annuario della Nobiltà Italiana" Edizione XXXI Teglio (SO) 2010 S.A.G.I. Casa Editrice vol. 1 pag. 605
  2. ^ Saverio Luzzi, Salute e sanità nell'Italia repubblicana pag 137
  3. ^ Libribooks - Berlinguer Giovanni-delogu Severino.: La medicina è malata
  4. ^ a b Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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