Giovanni Berlinguer

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on. Giovanni Berlinguer
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Giovanni Berlinguer
Luogo nascita Sassari
Data nascita 9 luglio 1924
Luogo morte Roma
Data morte 6 aprile 2015
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Professione Docente universitario
Partito Comunista Italiano
Legislatura VI, VII, VIII
Gruppo Partito Comunista Italiano
Circoscrizione Sardegna
Collegio Cagliari - Sassari - Nuoro - Oristano
Pagina istituzionale
sen. Giovanni Berlinguer
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Sassari
Data nascita 9 luglio 1924
Luogo morte Roma
Data morte 6 aprile 2015
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Professione Docente universitario
Partito Partito Comunista Italiano
Partito Democratico della Sinistra
Democratici di Sinistra
Legislatura IX, X
Gruppo Partito Comunista Italiano
Circoscrizione Sardegna (1983), Toscana (1987)
Collegio Iglesias (1983), Livorno (1987)
Pagina istituzionale

Giovanni Berlinguer (Sassari, 9 luglio 1924Roma, 6 aprile 2015[1]) è stato un politico e docente italiano di medicina sociale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Berlinguer nel 1953

Figlio dell'avvocato repubblicano Mario Berlinguer, di famiglia appartenente alla piccola nobiltà sarda di remote origini catalane (titoli nobiliari: Cavaliere, m., Nobile mf., con trattamento di Don e di Donna per concessione il 29 marzo 1777 a Giovanni e Angelo Ignazio da Vittorio Amedeo III Re di Sardegna)[2], Giovanni si laurea a ventotto anni in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Roma ottenendo nel 1958 e nel 1964, rispettivamente, le abilitazioni all'insegnamento di Medicina sociale e di Igiene.

Nella sua carriera insegna a Sassari Medicina sociale fra il 1969 ed il 1974 ed Igiene del lavoro a Roma dal 1975 sino al 1999. Ma già dall'inizio degli anni cinquanta divenne insieme al fratello Enrico una delle più note personalità del Partito Comunista Italiano. Da studente è fra il 1949 ed il 1953 segretario e presidente della UIS (Unione Internazionale Studenti).

Nel 1965 sino al 1969 è Consigliere Provinciale di Roma e lo stesso anno è membro - sino allo scioglimento - del Comitato Centrale del PCI, nelle cui liste viene eletto deputato alla Camera nel 1972, nel 1976 e nel 1979. Nel 1983 ottiene un seggio al Senato eletto a Iglesias, confermato nel 1987 in Toscana. Sempre nel 1983 diviene Consigliere del Comune di Roma (carica ricoperta sino al 1985).

Dopo la "svolta della Bolognina" aderisce prima al Partito Democratico della Sinistra e poi ai Democratici di Sinistra (in entrambi i partiti è stato ininterrottamente membro della direzione). Nei DS è esponente di primo piano della corrente Per tornare a vincere, espressione della sinistra del partito guidata da Fabio Mussi, in opposizione alla linea centrista della corrente Fassino e laico-cattolica di Enrico Morando. Nell'autunno del 2001 è candidato alla segreteria della sua corrente, in forza della sua riconosciuta autorevolezza, a segretario dei DS, ma viene superato da Piero Fassino; Berlinguer mostra però una forza non indifferente raccogliendo il 34,1% dei suffragi.

Nonostante uno scontro interno, dovuto alla sconfitta elettorale dello stesso anno ed alla richiesta di intese più larghe che coinvolgano la società civile (2002), la dignità di Berlinguer contribuì comunque a mantenere sostanzialmente uniti i DS e a non provocare ricadute negative nell'alleanza di centrosinistra, fra cui la possibilità di una nuova scissione a sinistra. Nel maggio 2007, in seguito all'accelerazione del processo di scioglimento dei DS - che porterà alla nascita del Partito Democratico - lascia il partito ed aderisce a Sinistra Democratica di Fabio Mussi.

Fino al maggio 2009 Giovanni Berlinguer è stato deputato al Parlamento europeo di Strasburgo, nel quale ha aderito al Partito Socialista Europeo, eletto nel 2004 per la lista di Uniti nell'Ulivo nella circoscrizione centro, ricevendo 148 000 preferenze. È l'eurodeputato più anziano e per questo è stato nominato presidente del Parlamento prima dell'elezione di Josep Borrell (2004) e di Hans-Gert Pöttering (2007). A Strasburgo, è membro della Commissione per la cultura e l'istruzione; della Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Messico; della Delegazione per le relazioni ed è membro sostituto della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare.

Personalità di primo piano della cultura italiana, ha contribuito con la sua attività di docente e con i suoi numerosi libri a diffondere la cultura scientifica in settori decisivi della società nazionale, e all'analisi critica del sistema sanitario italiano (nel 1959 pubblica "La Medicina è malata"[3], scritto insieme a Severino Delogu[4]. Inoltre è professore onorario della Universidad Autonoma de Santo Domingo (1992) e Doctor honoris causa della Université de Montréal (1996) e dell'Università di Brasilia (1996); professore emerito dell'Università di Roma (2002).

Inoltre ha ricoperto gli incarichi di Responsabile del primo Piano Sanitario Nazionale nel quadro del Programma di sviluppo economico approvato dal Parlamento; vicepresidente (1992-1995) e presidente (1999-2001) del Comitato Nazionale per la Bioetica oltre che membro del Consiglio sanitario nazionale (1994-1996). Ha fatto parte dell'International Bioethics Committee dell'UNESCO (2001-2007) e della Commission on the Social Determinants of Health dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (2005-2008). È stato relatore del primo progetto (2003) della Dichiarazione Universale sulla Bioetica dell’UNESCO (2005). Ha ricevuto dalla Presidenza della Repubblica italiana la Medaglia come Benemerito della Scienza e della Cultura Italiana.

Negli anni della sua presidenza egli ha impresso al Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB) un notevole mutamento di strategia. La priorità non è stata data più, secondo il paradigma prevalente, alla “bioetica di frontiera”, ma al suo legame con la “bioetica quotidiana”[5]. Questo cambiamento ha comportato un’apertura dei “pareri” del CNB a contributi non solo specialistici, e quindi a rapporti nuovi con pubblici più vasti di cittadini e non. I riflessi del mutato orientamento si sono fatti sentire a livello locale e nazionale, con significativi echi internazionali[6].

È morto a Roma all'età di 90 anni[7].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Automazione e salute. Problemi medico-sociali del progresso tecnico, Roma, Istituto di medicina sociale, 1958.
  • La medicina è malata, con Sergio Delogu, Bari, Laterza, 1959.
  • Borgate di Roma. Urbanesimo ed emigrazione interna, incremento demografico e speculazione edilizia, il fascismo e la segregazione degli indesiderabili, origine regionale e profilo psico-sociale dei baraccati, struttura familiare e consumi, le borgate nella vita politica romana, con Piero Della Seta, Roma, Editori Riuniti, 1960; 1976.
  • La macchina uomo, Roma, Editori Riuniti, 1961.
  • Malattie e igiene del lavoro degli autoferrotramvieri, Roma, Istituto italiano di medicina sociale, 1962.
  • Riforma sanitaria e sicurezza sociale. Relazione e conclusioni del convegno nazionale indetto dal PCI, Roma, 28 febbraio, 1-2 marzo 1963, con Luigi Longo, Roma, a cura della sezione stampa e propaganda del Comitato centrale del Partito comunista italiano, 1963.
  • Aphaniptera d'Italia. Studio monografico, Roma, Il pensiero scientifico, 1964.
  • La sanità pubblica nella programmazione economica. 1964-1978, Roma, Leonardo edizioni scientifiche, 1964.
  • Enti locali e politica sanitaria, Roma, Editori Riuniti, 1966.
  • Sicurezza e insicurezza sociale, Roma, Leonardo edizioni scientifiche, 1968.
  • Psichiatria e potere. [Le malattie mentali e la manipolazione dell'uomo, i rapporti fra contestazione psichiatrica e movimento operaio], Roma, Editori Riuniti, 1969.
  • La salute nelle fabbriche, a cura di, Bari, De Donato, 1969; 1973.
  • Politica della scienza, Roma, Editori Riuniti, 1970.
  • La strage degli innocenti. Indagine sulla mortalità infantile in Italia, con Ferdinando Terranova, Firenze, La Nuova Italia, 1972.
  • Medicina e politica, Bari, De Donato, 1973.
  • La riforma sanitaria, con Sergio Scarpa, Roma, Editori Riuniti, 1974.
  • La ricerca scientifica e tecnologica, Roma, Editori Riuniti, 1974.
  • Per la scienza. Tra oppressione ed emancipazione, Bari, De Donato, 1975.
  • Psichiatria e società. [Il rapporto tra elemento biologico e ambiente sociale nella genesi delle malattie mentali], a cura di e con Sergio Scarpa, Roma, Editori Riuniti, 1975.
  • Malaria urbana. Patologia delle metropoli, Milano, Feltrinelli, 1976.
  • Sesso e società. Materiali del Seminario nazionale del PCI su Educazione sessuale: esperienze e prospettive nel campo dei consultori familiari e dell'attività scolastica, Istituto di studi comunisti Palmiro Togliatti, Roma 11-13 novembre 1975, con Giorgio Bini e Antonio Faggioli, Roma, Editori Riuniti, 1976.
  • Gli infortuni sul lavoro dei minori, con Luca Cecchini e Ferdinando Terranova, Roma, Il pensiero scientifico, 1977.
  • Medicina e società, presentazione di, Milano, Le Scienze, 1977.
  • Dieci anni dopo. Cronache culturali, 1968-1978, Bari, De Donato, 1978.
  • Il dominio dell'uomo, Milano, Feltrinelli economica, 1978.
  • Donna e salute, Roma, Il pensiero scientifico, 1978.
  • La legge sull'aborto. [Dalle prime proposte al voto del Parlamento; il testo commentato della legge e le sue applicazioni], Roma, Editori Riuniti, 1978.
  • La scienza e le idee, Roma, Editori Riuniti, 1978.
  • Una riforma per la salute. Iter e obiettivi del servizio sanitario nazionale, Bari, De Donato, 1979.
  • La droga fra noi, Roma, Editori Riuniti, 1980.
  • Un eurocomunista in America. Note di viaggio, Bari, De Donato, 1980.
  • Gli anni difficili della riforma sanitaria, Bari, De Donato, 1982.
  • La professione del medico, Milano, Feltrinelli, 1982.
  • La malattia, Roma, Editori Riuniti, 1984.
  • Le mie pulci, Roma, Editori Riuniti, 1988. ISBN 88-359-3236-X; Pordenone, Studio Tesi, 1995. ISBN 88-7692-505-8; Torino, UTET libreria, 2005. ISBN 88-02-07164-0.
  • Il Leopardo in salotto. Chiacchiere sulla scienza, sulla natura, sui corpi umani e di altri animali. E anche sulla politica e su altre cose, Roma, Editori Riuniti, 1990. ISBN 88-359-3399-4.
  • Le malattie e gli infortuni degli artigiani, con Giorgio Bollini, Roma, Il pensiero scientifico, 1990. ISBN 88-7002-448-2.
  • I duplicanti. Politici in italia, Roma-Bari, Laterza, 1991. ISBN 88-420-3844-X.
  • Questioni di vita. Etica, scienza, salute, Torino, Einaudi, 1991. ISBN 88-06-12172-3.
  • Storia e politica della salute, Milano, F. Angeli, 1991. ISBN 88-204-6776-3.
  • Etica della salute, Milano, Il Saggiatore, 1994. ISBN 88-428-0171-2.
  • La milza di Davide. Viaggio nella malasanità tra ieri e domani, Roma, Ediesse, 1994. ISBN 88-230-0122-6.
  • La merce finale. Saggio sulla compravendita di parti del corpo umano, con Volnei Garrafa, Milano, Baldini & Castoldi, 1996. ISBN 88-8089-076-X; Il nostro corpo in vendita. Cellule, organi, DNA e pezzi di ricambio, Milano, Baldini & Castoldi, 2000. ISBN 88-8089-875-2.
  • La salute in Italia. Rapporto 1997, a cura di e con Marco Geddes, Roma, Ediesse, 1997. ISBN 88-230-0267-2.
  • Lezioni di bioetica, con M. Callari Galli, E. Lecaldano, A. Oliverio, Stefano Rodotà e C. A. Viano, Roma, Ediesse, 1997. ISBN 88-230-0277-X.
  • La salute in Italia. Rapporto 1998. Coniugare risparmio e qualità, a cura di e con Marco Geddes, Roma, Ediesse, 1998. ISBN 88-230-0313-X.
  • La salute in Italia. Rapporto 1999. L'integrazione socio-sanitaria, a cura di e con Marco Geddes, Roma, Ediesse, 1999. ISBN 88-230-0345-8.
  • Bioetica quotidiana, Firenze, Giunti, 2000. ISBN 88-09-01872-9.
  • Nascita, cura e morte. Lezioni di bioetica, a cura di e con Bruno Morcavallo, Roma, Università degli studi di Roma La Sapienza, 2000.
  • Il futuro che vorrei. Riflessioni raccolte da Piero Sansonetti, Roma, Editori Riuniti, 2001. ISBN 88-359-5118-6.
  • Per tornare a vincere. La mozione Berlinguer al Congresso dei DS. Pesaro, 16-18 novembre 2001, Milano, Baldini & Castoldi, 2002. ISBN 88-8490-161-8.
  • Storia della salute. Da privilegio a diritto, Firenze-Milano, Giunti, 2011. ISBN 978-88-09-05365-6.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 26 aprile 1999[8]
Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— Roma, 6 giugno 2001[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Addio a Giovanni Berlinguer. L'ex deputato aveva 90 anni
  2. ^ Andrea Borella "Annuario della Nobiltà Italiana" Edizione XXXI Teglio (SO) 2010 S.A.G.I. Casa Editrice vol. 1 pag. 605
  3. ^ Saverio Luzzi, Salute e sanità nell'Italia repubblicana pag 137
  4. ^ Libribooks - Berlinguer Giovanni-delogu Severino.: La medicina è malata
  5. ^ Giovanni Berlinguer, Bioetica quotidiana, Firenze, Giunti, 2000. (Tr. spagnola: Bioética Cotidiana, México, Siglo XXI, 2002. Tr. inglese: Everyday bioethics. Reflections on bioethical choices in daily life, Amityville, New York, Baywood, 2003. Tr. portoghese: Bioética Cotidiana, Brasilia, Editora Universidade de Brasília, 2004). Giovanni Berlinguer, “Bioethics education, training and information” in: The UNESCO Universal Declaration on Bioethics and Human Rights, Paris, UNESCO, 2009,.
  6. ^ Giovanni Incorvati, “Identity and status of the Italian National Bioethics Committee : contrasting paradigms (1990-2006)”, Journal International de Bioéthique, 18, 2007, 1-2, p. 59-83. Giovanni Incorvati, Carlo Petrini, “The Italian National Bioethics Committee (CNB) abroad. A bibliography in foreign languages 1990-2007”, Ibid., p. 85-111.
  7. ^ Morto a Roma Giovanni Berlinguer in Repubblica.it, 6 aprile 2015. URL consultato il 6 aprile 2015.
  8. ^ a b Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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