Enrico Morando

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Monogramma del Senato della Repubblica Italiana Parlamento Italiano
Senato della Repubblica
Sen. Enrico Morando

Luogo nascita Arquata Scrivia, AL
Data nascita 30 settembre 1950
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Data morte {{{data_morte}}}
Titolo di studio Laurea in scienze politiche
Professione Funzionario di partito, pubblicista
Partito Pd
Legislatura XII, XIII, XIV, XV, XVI Legislatura
Gruppo Partito Democratico
Coalizione
Circoscrizione (VENETO)
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari

Componente - V Commissione (Bilancio)

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Enrico Morando (Arquata Scrivia, 30 settembre 1950) è un politico italiano.

Segretario provinciale del Partito Comunista Italiano di Alessandria nel 1976, dopo una breve esperienza di giornalista a l'Unità. Membro della segreteria regionale tra il 1983 e il 1991, è l’estensore del Manifesto federalista del PCI piemontese (1988), che propone una svolta federalista nella linea di politica istituzionale del partito.

Esponente della corrente del Migliorismo, nel 1986 durante la riunione del Comitato Centrale del PCI che prepara le Tesi per il congresso di Firenze di quell'anno, propone due emendamenti. Con il primo chiede che PCI – che in quel congresso si dichiarava «parte integrante della sinistra europea» – stabilisca «rapporti anche organizzativi con i partiti dell’Internazionale Socialista». Con il secondo propone il superamento del centralismo democratico. Entrambi vengono respinti a larga maggioranza. Ma dopo appena quattro anni, con il crollo del Muro di Berlino e la svolta della Bolognina, il Partito Democratico della Sinistra aderirà all’Internazionale Socialista e abbandonerà il centralismo democratico, dando vita ad un ricco pluralismo interno.

Dopo il congresso di Rimini del Partito Comunista Italiano è vice responsabile dell’organizzazione nazionale del partito. Aderisce con entusiasmo ai referendum elettorali (preferenza unica e maggioritario) e dà vita, con altre personalità della sinistra, al Comitato del socialismo democratico e liberale in Alleanza Democratica, contribuendo a stenderne il Manifesto, con Giorgio Ruffolo, Salvatore Veca e Michele Salvati. In quel documento viene proposto l’incontro delle tre grandi tradizioni del riformismo – il liberalsocialismo, il cristianesimo sociale e il liberalismo riformista – in un nuovo soggetto politico, l’Alleanza Democratica, che si candidi a governare l'Italia in alternativa alle forze conservatrici. Una chiara anticipazione del futuro progetto del Partito Democratico.

Eletto Senatore per la prima volta nel 1994 (XII Legislatura), entra a far parte della segreteria nazionale del Partito Democratico della Sinistra, prima come responsabile per le politiche sociali, poi – con Walter Veltroni segretario – come responsabile del dipartimento economico. È rieletto Senatore anche nel 1996 (XIII Legislatura), nel 2001 (XIV Legislatura), nel 2006 (XV Legislatura) e nel 2008 (XVI Legislatura) capolista nella circoscrizione Veneto, ricoprendo vari incarichi istituzionali.

Al congresso di Pesaro dei Democratici di Sinistra del 2001, successivo alla sconfitta elettorale dell'alleanza di centro sinistra, è primo firmatario e candidato Segreatrio di una delle tre mozioni congressuali, liberalsocialista e ulivista: "Per salvare i Ds, consolidare l'Ulivo e costruire un nuovo, unitario partito del riformismo socialista". La mozione ottiene circa diecimila voti di iscritti ai Democratici di Sinistra, poco più del 4%. A partire da quella esperienza è riconosciuto leader della componenete Liberal del suo partito.

Con l’obiettivo di dar vita a gruppi parlamentari unici dell’Ulivo, promuove con altri parlamentari del suo partito, della Margherita e dei Socialisti Democratici Italiani, al Gruppo Artemide (dal nome dell’Albergo romano dove si tenne la prima riunione). I tentativi di Artemide caduti nel vuoto scavano in profondità: dopo la vittoria de L'Unione alle elezioni del 9 e 10 aprile 2006, gli organismi dirigenti dei Democratici di Sinistra e della Margherita scelgono di costituire gruppi unici parlamentari alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica.

Al congresso di Roma dei Democratici di Sinistra del 2005, prendendo atto del coerente impegno di Piero Fassino per la costruzione della Federazione dell’Ulivo, ne sostiene la mozione, conducendo la componente Liberal nella maggioranza fassiniana che guida il partito.

Nello stesso anno diviene presidente dell’associazione di cultura politica LIBERTA'eguale, che ha contribuito a far nascere nel 1999, di cui fanno parte politici ed intellettuali della sinistra liberale italiana.

Dal 23 maggio 2007 è uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che giuda il processo di costituzone del nuovo partito. Alle Primarie del 14 ottobre 2007 sostiene il candidato segretario Walter Veltroni e viene eletto delegato all'Assemblea costituente nazionale. È a fianco di Veltroni nelle elezioni politiche del 13 e del 14 aprile 2008, che lo incarica di redigere il programma elettorale del partito. Coordinatore del Governo Ombra voluto da Veltroni fino alle dimissioni di quest'ultimo, il 5 gennaio 2009, su incarico diretto del Segretario e del Coordinamento nazionale, è nominato Commissario straordinario del Partito Democratico a Napoli.

Attualmente è in Senato membro della quinta commissione Bilancio e Programmazione economica.

[modifica] Collegamenti esterni

  • Scheda su openpolis.it di Enrico Morando
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