Mario Berlinguer
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(Mario Berlinguer)
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Mario Berlinguer (Sassari, 29 agosto 1891 – Roma, 5 settembre 1969) è stato un avvocato e politico italiano, padre di Enrico e Giovanni Berlinguer.
Entrò giovanissimo nella politica sassarese, aderendo ai gruppi repubblicani. Dopo la laurea in giurisprudenza, esercitò la professione di avvocato e collaborò con il quotidiano La Nuova Sardegna, di cui era comproprietario, e anche con testate nazionali. Favorevole all’entrata in guerra nella I guerra mondiale, fu volontario al fronte e fu poi ostile al neonato movimento fascista. Nel dopoguerra si schierò con le forze democratiche e liberali, e nel 1924 si candidò al parlamento e aderirì al gruppo di “opposizione costituzionale” guidato da Giovanni Amendola. Durante il fascismo continuò l’opposizione e mantenne molti rapporti con gli esiliati (Emilio Lussu, i fratelli Carlo e Nello Rosselli) e con gli antifascisti che erano reclusi nelle carceri o inviati al confino. Si iscrisse alla massoneria agli inizi degli anni 20 nel momento in cui la massoneria fu vietata dal fascismo, quindi in funzione antifascista. Negli anni 1942-43 fondò clandestinamente il giornale Avanti Sardegna. Dopo l’armistizio dell’8 settembre e la liberazione di Roma entrò nel governo Badoglio II come Alto commissario aggiunto all’epurazione. Eletto nel 1945 alla Consulta Nazionale, fu vice-presidente della Commissione giustizia. Dopo lo scioglimento del Partito d'Azione, aderì al Partito socialista e fu ancora deputato fino al 1963.

