Leopoldo Elia
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| Parlamento Italiano Senato della Repubblica |
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| Sen. Leopoldo Elia | |
| Luogo nascita | Fano, |
| Data nascita | 4 novembre 1925 |
| Luogo morte | Roma, |
| Data morte | 5 ottobre 2008 |
| Professione | Professore |
| Partito | PPI |
| Legislatura | X, XIII |
| Gruppo | Partito Popolare Italiano |
| Circoscrizione | Lazio (X), Lombardia (XIII) |
| Collegio | Roma VIII (X); 5 (Milano Baggio - Quarto Oggiaro) (XIII) |
| Incarichi parlamentari | |
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| Pagina istituzionale | |
| Parlamento Italiano Camera dei deputati |
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| Partito | PPI |
| Legislatura | XII |
| Circoscrizione | Lazio 2 |
Leopoldo Elia (Fano, 4 novembre 1925 – Roma, 5 ottobre 2008) è stato un politico e giurista italiano.
Indice |
[modifica] Biografia
Il padre fu segretario del Partito popolare a Fano nel primo dopoguerra e senatore DC nelle prime due legislature della Repubblica.
Ai tempi dell'università fu iscritto alla FUCI, nella quale fu anche il condirettore della rivista Ricerca.
Nell'immediato dopoguerra Elia aderì al gruppo dossettiano, collaborando a Cronache sociali, ed intrecciando legami con autorevoli esponenti del cattolicesimo politico della sua generazione (dai coniugi Glisenti a Carlo Alfredo Moro a Pietro Scoppola), che lo avrebbero accompagnato per tutta la vita.
Si laureò il 25 novembre del 1947 in giurisprudenza all'Università La Sapienza di Roma. Funzionario dell'Ufficio Legislativo del Senato[1] (dal quale successivamente si dimetterà per esercitare a tempo pieno la professione di docente universitario), fu segretario del Gruppo dei Parlamentari Italiani al Consiglio d'Europa ed all'Assemblea Comune della CECA, e svolse successivamente funzioni direttive nel Segretariato dell'Assemblea, incaricato di formulare una costituzione per l'Europa. Libero docente di diritto costituzionale, ordinario dal 1962, insegnò istituzioni di diritto pubblico nella facoltà di economia e commercio dell'Università di Urbino (sede di Ancona) dal 1960 al 1963 e , come professore ordinario, diritto costituzionale nella facoltà di giurisprudenza dell'Università di Ferrara nell'anno accademico 1962-1963, dell'Università di Torino dal 1963 al 1970 e dell'Università La Sapienza di Roma dal 1970 al 1997. Durante gli anni torinesi (1963-1970) si formò attorno a lui una vera e propria scuola, composta da Gustavo Zagrebelsky, Alfonso Di Giovine, Mario Dogliani, e Francesco Pizzetti.
Nel periodo romano (1970-1976) ha avuto come allievo Carlo Mezzanotte.
Fu Giuseppe Dossetti a presentarlo al costituzionalista Costantino Mortati; di cui Elia divenne allievo. Negli anni sessanta la sua attività di riflessione si concentrò attorno a due poli: l'organizzazione costituzionale e le libertà civili. Il suo saggio sulla forma di governo per l'Enciclopedia del Diritto del 1970 è forse il saggio più citato nel dopoguerra sull'argomento[2]. Fu sua la celebre formula conventio ad excludendum, per qualificare la regola non scritta secondo cui l'Italia del dopoguerra era una democrazia bloccata, in cui l'alternanza al governo era di fatto impossibile a causa della presenza nel sistema politico del più forte partito comunista d'occidente.
Fu eletto dal Parlamento giudice della Corte Costituzionale il 30 aprile 1976, giurò il 7 maggio 1976. Dal 21 settembre 1981 fu Presidente e venne rieletto il 24 settembre 1984. Cessò dalla carica di Presidente il 7 maggio 1985. Il suo periodo alla presidenza, 4 anni, fu uno dei mandati più lunghi. Nel primo periodo alla Corte costituzionale (1976-1981) ha avuto come assistente di studio Augusto Cerri.
Cessato l'incarico, ricoprì sempre ruoli di primo piano:
- Senatore nella X legislatura (1987-1992), eletto nelle liste della DC
- dal 28 aprile 1993 al 10 maggio 1994 fu Ministro per le Riforme elettorali e istituzionali nel Governo Ciampi; dal 19 aprile al 10 maggio 1994 fu anche Ministro degli Esteri ad interim, prendendo il posto di Nino Andreatta dimissionario perché candidato alle Elezioni europee
- Deputato nella XII legislatura (1994-1996)
- Di nuovo senatore nella XIII legislatura candidandosi nel Partito Popolare nel collegio di Milano (Baggio - Quarto Oggiaro). Fu presidente del gruppo del Partito popolare al Senato.
Elia è stato anche vicepresidente della Commissione per il riordino del settore radiotelevisivo.
Leopoldo Elia è stato socio fondatore del Laboratorio per la polis, rete di cultura e formazione all'impegno civile (2001).[3]
[modifica] Onorificenze
[modifica] Opere e Interventi
- La continuità nel funzionamento degli organi costituzionali, 1958
- Forma di governo e procedimento legislativo negli Stati Uniti d'America
- Libertà personale e misure di prevenzione, 1962, Giuffré, Milano
- Le misure di prevenzione tra l’art. 13 e l’art. 25 della Costituzione, in Giur. Cost., 1964, p. 938 e seg.
- La critica alla riforma costituzionale fatta dal centrodestra
[modifica] Note
- ^ Sui suoi trascorsi in Senato, come dipendente prima e come parlamentare poi, cfr. la commemorazione recata da Marco Follini in ((http://www.senato.intranet/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=312691)).
- ^ Marco Olivetti, «Elia, protagonista mite e tenace», Avvenire, 6 ottobre 2008.
- ^ L'intervista di Fabio Silvestri al presidente Elia alla Polis
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- [1]
- Consulta, è morto Leopoldo Elia, Corriere della Sera, 6 ottobre 2008.
| Predecessore: | Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Beniamino Andreatta | 1994 | Antonio Martino |
| Predecessore: | Presidente della Corte Costituzionale | Successore: |
|---|---|---|
| Leonetto Amadei | 21 settembre 1981 - 7 maggio 1985 | Livio Paladin |

