Cesare Ruperto
| Cesare Ruperto | |
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| Presidente della Corte Costituzionale | |
| Durata mandato | 5 gennaio 2001 – 2 dicembre 2002 |
| Predecessore | Cesare Mirabelli |
| Successore | Riccardo Chieppa |
Cesare Ruperto (Filadelfia, 28 maggio 1925) è un giurista italiano, presidente emerito della Corte costituzionale, già presidente di sezione della Corte di cassazione.
[modifica] Biografia
Consegue la laurea in giurisprudenza con lode il 22 luglio 1948, presso l'Università "La Sapienza" di Roma, discutendo una tesi in diritto privato, poi pubblicata in sintesi sulla Rivista di diritto commerciale, col titolo «La successione universale tra vivi». Nell'ottobre 1948 viene chiamato alla cattedra di istituzioni di diritto privato e di diritto agrario, di cui era titolare il relatore della sua tesi, il prof. Maroi, e inserito nel ruolo degli assistenti volontari.
Svolge il suo compito per due anni a tempo pieno, aiutando nell'attività didattica il titolare di cattedra; regge la redazione del Dizionario pratico di diritto privato, di cui scrive anche molte voci; cura la nona edizione delle Istituzioni di diritto privato, di De Ruggiero e Maroi, purgando definitivamente il testo dalle incongruenze residue dopo la pur attenta e intelligente conformazione al nuovo codice civile, da parte del Maroi, di un manuale scritto da De Ruggiero, vigente il codice civile del 1865.
Nel 1950 entra in Magistratura ma continua, parallelamente, l'attività di assistentato, dismesso soltanto a seguito dei moti studenteschi del 1968. Negli anni ottanta viene chiamato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Firenze, dove insegna, quale professore a contratto per due anni presso la cattedra di diritto civile e per un anno presso la cattedra di istituzioni di diritto privato, cessando, poi, perché viene nominato presidente di sezione presso la Corte di cassazione.
[modifica] Attività giurisdizionale
Entrato in Magistratura nel 1950, viene assegnato come uditore giudiziario al Tribunale di Roma, dove prende possesso nell'ottobre. Dopo un lungo uditorato, inizia l'esercizio delle funzioni di giudice nel gennaio 1952 presso il Tribunale di Genova, passando poi alla Pretura unificata della stessa città, dove svolge attività penale prima e civile poi, anche come giudice tutelare. In quest'ultima veste, partecipa al concorso fra i magistrati del distretto per una monografia inedita sulla riforma del diritto minorile, e vince il Premio "Otero 1953". Quindi, nel novembre 1954, viene chiamato a dirigere la Pretura monumentale di Sezze, dove rimane sino all'aprile 1956. A seguito di una vivace polemica col Ministero di grazia e giustizia nella propria qualità di giudice tutelare, a proposito di una contrastata tutela per interdizione, viene comandato presso lo stesso Ministero e assegnato all'Ufficio I affari civili, dove si occupa prevalentemente di parerio e progetti di legge. Nel marzo 1962, viene richiamato in ruolo e destinato al Tribunale di Roma, dove rimane sino all'ottobre 1965, quando, a seguito di un concorso per esami, viene assegnato alla Corte d'appello di Roma con funzioni di presidente di sezione, e nell'ottobre 1987, viene richiamato in Corte di cassazione come presidente di sezione. E' presidente titolare della sezione lavoro nonché presidente facente funzioni delle sezioni unite civili, quando, nel novembre 1993, viene eletto, a primo scrutinio e a stragrande maggioranza, giudice della Corte costituzionale. Il 2 dicembre successivo presta giuramento in Quirinale. Il 5 gennaio 2001 viene eletto presidente della Corte: con un solo voto di maggioranza perché, in deroga alla prassi abituale, i giudici non seguirono il criterio della mera anzianità e, dunque, saltarono due giudici più anziani. La piuttosto lunga presidenza così ottenuta gli consente molte iniziative, alcune delle quali danno particolare visibilità alla Corte, con conseguente maggiore conoscenza di essa da parte del pubblico, vieppiù accresciuta dalla distribuzione in tutte le scuole italiane dell'aureo volumetto "Che cos'è la Corte costituzionale", scritto solidalmente da tutti i suoi componenti. L'istituzione, inoltre, subisce una profonda riforma regolamentare, dalla quale, tuttavia, è rimasta ancora una volta fuori la dissenting opinion , pur nella forma "impersonale" caldeggiata dal Presidente. La più clamorosa delle iniziative presidenziali fu peraltro la sostituzione del crocefisso, pendente dalla parete frontale della sala d'udienza, con una Sacra famiglia del cinquecentesco di Perin del Vaga, e il suo trasferimento nel riservato studio presidenziale dell'ultimo piano del Palazzo. La polemica suscitata all'interno e all'esterno della Corte, di cui si impadronirono i mass-media, durò piuttosto a lungo, ma lasciando immutata la situazione anche dopo la scadenza del mandato di Ruperto in data 2 dicembre 2002.
[modifica] Attività collaterali e successive
Dal 1963 al 1974, Cesare Ruperto dirige i gruppi degli uditori giudiziari che svolgono la pratica nel distretto della Corte d'appello di Roma. Dal 1969 al 1978 (e poi nel 1984), per complessive sedici sessioni, presiede la Commissione d'esami dei giornalisti professionisti, tenendo anche dei corsi di diritto processuale penale presso il Consiglio nazionale, a Roma e a Urbino. Negli stessi anni presiede anche varie altre Commissioni: particolarmente delicata, nel 1975, la presidenza della Commissione elettorale centrale dell'Università "La Sapienza" di Roma per le prime elezioni delle rappresentanze studentesche negli organi collegiali dell'Ateneo, elezioni contrastate duramente dalle forze extraparlamentari dell'epoca. La prudenza e insieme la coraggiosa fermezza con cui affrontò le manifestazioni violente, prottrattesi più di un mese, portando felicemente a termine il suo compito, gli valsero la medaglia d'oro dello "Studium Urbis", deliberata dal Senato accademico nel febbraio 1975. Dal 1976 al 1981 è presidente dellUnione Magistrati Italiani,: ultimo presidente, perché riesce nella difficile impresa di riunificazione con l'Asssociazione Nazionale Magistrati, dalla quale un ventennio prima si era distaccata la stragrande maggioranza dei magistrati d'appello e di cassazione, fondando lUnione delle Corti, successivamente aperta a tutti i magistrati col nome appunto di Unione Magistrati Italiani. A più di un triennio dalla cessazione del mandato preso la Consulta, nel giugno del 2006, viene nominato presidente della Corte d'appello federale (C.A.F.) e subito presiede il collegio giudicante nel maxiprocesso relativo a calciopoli, emettendo nel mese di luglio una rigorosa sentenza di condanna. Nell'ottobre successivo, però, si dimette, per dedicarsi ad altre attività, pubbliche e private. Mai dismettendo l'abito professionale acquisito in più di mezzo secolo di attività giurisdizionale, egli si tiene tuttora lontano da ogni militanza politica, partecipando invece, con discrezione ma con entusiasmo giovanile, al dibattito culturale: attraverso conferenze e incontri presso molte Università con studenti e dottorandi in giurisprudenza o partecipazione a convegli giuridici veri. Ma nel contempo svolge una notevole attività consultiva (particolarmente per gli organi costituzionali) e una limitata ma efficace attività arbitrale. Notevole risonanza mediatica ha avuto recentemente l'opera conciliativa spiegata nella controversia fra Unicredit e Italpetroli che ha tra l'altro portato al trasferimento della Società sportiva Roma, a chiusura di un arbitrato conclusosi nell'ottobre 2011 . Frutto del suo indefesso lavoro di questi ultimi annisono inoltre gli scritti giuridici che risultano da lui pubblicat, alcuni dei qiali si possono consultare nella raccolta, curata e introdotta dall'eminente giurista Guido Alpa, Dalla legge al diritto. 1950-2010. Ma anche, parallelamente, le continue nuove edizioni del Codice civile annotato (pervenuto alla XV edizione) e della Giurisprudenza sul codice civile coordinata con la dotttrina, opera monumentale di circa quaranta volumi, realizzati con la collaborazione di un folto gruppo di valentissimi civilisti, scelti fra magistrati e docenti universitari (v. Opere principali). Il titolo della raccolta sucitata dedicatagli dall'Editore Giuffrè per onorarne il loro lungo rapporto di perdurante collaborazione, sorto nel 1956 è inteso a evidenziare icasticamente, come si legge nella prefazione,un connotato saliente dell'intero itinerario culturale dell'Autore, cioè il passaggio dall'idea del diritto come mero prodotto legislativo all'idea del diritto come esperienza valutativa, nella quale si realizzano le sintesi di contenuti e di forma attraverso intermediazioni dei diversi protagonisti, ciascuno secondo il proprio ruolo. Assai significativo è anche quanto si può leggere negli scritti di cinque illustri giuristi di diversa provenienza, che risultano pubblicati nella Rivista internazionale di filosofia del diritto - a cura di A. Punzi -, col titolo Arte e prudenza del giudicare. Dialogo a più voci su un recente libro di Cesare Ruperto (ivi, 2005, n. 2, pagg. 283-341). Molti sono i riconoscimenti che l'opera complessiva ha continuato a procurargli anche dopo cessate le funzioni giurisdizionali: sempre accolti con compiacimento misto a quell'autoironia che i suoi amici ben conoscono. Fra i più prestigiosi è stato il premio internazionale Maestro del diritto - Duca di Amalfi, conferitogli nel settembre 2007, a conclusione di un grande spettacolo popolare dalla vasta risonanza mediatica.
| Predecessore: | Presidente della Corte costituzionale | Successore: | |
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| Cesare Mirabelli | 5 gennaio 2001 - 2 dicembre 2002 | Riccardo Chieppa |
| Presidenti della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana | ||||
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