Valerio Onida

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Valerio Onida
Valerio Onida 2012.jpg

Presidente della Corte costituzionale
Durata mandato 22 settembre 2004 –
30 gennaio 2005
Predecessore Gustavo Zagrebelsky
Successore Piero Alberto Capotosti

Valerio Onida (pronuncia [o'nida]) (Milano, 30 marzo 1936) è un giurista italiano, giudice costituzionale dal 1996 al 2005 e professore di Diritto Costituzionale presso l'Università degli Studi di Milano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Valerio Onida nasce a Milano da padre sardo e madre siciliana, ed è fratello dell'economista Fabrizio Onida, professore di economia presso l'Università Commerciale Luigi Bocconi, e padre del fisico Giovanni Onida e del segretario generale della Convenzione delle Alpi Marco Onida, professore all'Università degli Studi di Milano. Ha cinque figli e sei nipoti[1].

Professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Milano dal 1983 al 2009, venne eletto giudice costituzionale dal Parlamento in seduta comune il 24 gennaio 1996, diviene presidente della Corte costituzionale il 22 settembre 2004. Cessa dalla carica di presidente il 30 gennaio 2005.[2]

Nel 2010 si è candidato alle primarie del centrosinistra per le elezioni del sindaco di Milano, arrivando terzo con il 13,41% dei voti. Il vincitore è stato Giuliano Pisapia, il secondo Stefano Boeri, il quarto Michele Sacerdoti.[3]

Il 25 giugno 2011, il Consiglio generale dell'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia lo ha eletto alla presidenza dell'istituto, nella quale è succeduto al presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.[4]

Nel corso della sua carriera è stato presidente dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti.

È il presidente del comitato direttivo della Scuola Superiore della Magistratura.

Il 30 marzo 2013 viene invitato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a far parte del "gruppo ristretto" che si occuperà di preparare iniziative di leggi nel campo economico e sociale[5]. Attualmente presiede la Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Giudice costituzionale. Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 19 febbraio 2001[6]

Nel 2008 ha ricevuto il Premio Art. 3 (2007) "per il suo quotidiano impegno a far sì che le garanzie previste dalla nostra Costituzione siano concretamente estese anche a chi ha violato le leggi del nostro Paese, in pieno rispetto e attuazione degli articoli 2 e 3 della Costituzione italiana".[7]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli statuti regionali di fronte al Parlamento: rilievi critici su una vicenda parlamentare (con Franco Bassanini), Giuffrè, 1971
  • Problemi di diritto regionale (con Franco Bassanini), Giuffrè, 1971
  • L'ordinamento costituzionale italiano dalla caduta del fascismo all'avvento della costituzione repubblicana. Testi e documenti, Coop. libraria universitaria, 1976
  • L'ordinamento costituzionale italiano: materiali e documenti, UTET, 1990
  • Costituzione. Perché difenderla, come riformarla (con Giancarlo Bosetti), Ediesse, 1995
  • Il giudizio di costituzionalità delle leggi (con Marilisa D'Amico), Giappichelli, 1998
  • Viva vox Constitutionis, Giuffrè, 2003
  • La Costituzione, il Mulino, 2004
  • Compendio di diritto costituzionale (con Maurizio Pedrazza Gorlero), Giuffrè, 2009

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biografia
  2. ^ Sito web della Corte costituzionale: note biografiche presidente.
  3. ^ Candidato Sindaco alle Primarie di Milano. URL consultato il 20 settembre 2010.
  4. ^ Valerio Onida nuovo Presidente INSMLI
  5. ^ Definiti i componenti dei gruppi di lavoro
  6. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  7. ^ Premio Art. 3 Anno 2008

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]