Vincenzo Caianiello

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Vincenzo Caianiello

Presidente della Corte costituzionale
Durata mandato 9 settembre 1995 –
23 ottobre 1995
Predecessore Antonio Baldassarre
Successore Mauro Ferri

Ministro della Giustizia
Durata mandato 16 febbraio 1996 –
17 maggio 1996
Presidente Lamberto Dini
Predecessore Lamberto Dini (ad interim)
Successore Giovanni Maria Flick

Dati generali
Partito politico Indipendente

Vincenzo Caianiello (Aversa, 2 ottobre 1932Roma, 26 aprile 2002) è stato un giurista, magistrato e politico italiano, presidente della Corte costituzionale nel 1995 e secondo ministro della Giustizia del governo Dini.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Laureato in giurisprudenza, inizialmente lavorò giovanissimo come funzionario al Ministero dell'Interno negli anni cinquanta. In seguito fu poi vincitore del concorso in magistratura ordinaria prestando le sue funzioni presso il Tribunale di Udine. Dalla magistratura ordinaria passò per concorso alla Corte dei Conti nel 1963.

Fu poi primo in graduatoria al concorso del 1965 come referendario al Consiglio di Stato. Come magistrato amministrativo fece parte dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato e Presidente del TAR dell'Umbria, del TAR della Toscana e della seconda sezione esterna del TAR del Lazio.

Verso la fine degli anni settanta fu capo di gabinetto dei ministri Bucalossi, Gava e La Malfa e diresse l'Ufficio Legislativo della Presidenza del Consiglio nel primo e nel secondo governo Spadolini.

Ritornato al Consiglio di Stato assunse la presidenza della VI sezione giurisdizionale.
È stato eletto eletto giudice della Corte Costituzionale dal Parlamento in seduta comune il 9 ottobre 1986 e ha giurato il successivo 23 ottobre; è stato eletto Presidente l'8 settembre 1995 e ha esercitato le funzioni dal giorno dopo. È cessato dalla carica il 23 ottobre 1995.[1]


Lasciata la magistratura si dedicò all'insegnamento universitario (ordinario di Diritto Amministrativo presso la LUISS) ed all'attività accademica, iscrivendosi altresì all'albo degli avvocati ma non accettando incarichi di difesa in sede giudiziale sentendosi fondamentalmente Giudice.

A breve distanza dalla fine del suo mandato presso la Corte Costituzionale fu Ministro della Giustizia nel governo Dini, a seguito della sfiducia nei confronti di Filippo Mancuso e dell'interim dello stesso Lamberto Dini.

Ancora in piena attività lavorativa morì per una breve ed improvvisa malattia nel 2002.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 5 gennaio 1982[2]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 1973[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giudici costituzionali dal 1956, Corte costituzionale. URL consultato il 20 novembre 2012 (archiviato il 20 novembre 2012).
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
Predecessore Ministro di Grazia e Giustizia della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Lamberto Dini (ad interim) dal 16 febbraio al 16 maggio 1996 Giovanni Maria Flick


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