Achille Occhetto

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Monogramma del Senato della Repubblica Italiana Parlamento Italiano
Senato della Repubblica
Sen. Achille Occhetto

Luogo nascita Torino
Data nascita 3 marzo 1936 (1936-03-03) (73 anni)
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Titolo di studio
Professione pubblicista, politico
Partito DS poi Indipendente
Legislatura XIV
Gruppo Misto
Coalizione L'Ulivo poi L'Unione
Circoscrizione Calabria
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari

13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali)

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Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Achille Occhetto
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Luogo morte
Data morte
Titolo di studio
Professione
Partito PDS poi DS
Legislatura VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII.
Gruppo PDS
Coalizione nessuna
Circoscrizione XI - Emilia-Romagna
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Achille Occhetto (Torino, 3 marzo 1936) è un politico italiano. Già esponente del Partito Comunista Italiano, è stato il primo segretario e autore della svolta che condusse alla nascita del Partito Democratico della Sinistra, oggi è membro di Sinistra Democratica.

Indice

[modifica] Biografia

All'anagrafe il padre avrebbe voluto chiamarlo Akel, in onore di uno scopritore danese del Mare Glaciale Artico, ma la burocrazia di regime vigente nell'Italia degli anni Trenta del Novecento impose un più italiano "Achille". Ha conseguito la maturità classica nel 1953.

Occhetto è stato l'ultimo segretario del Partito Comunista Italiano (dal 1988) e il primo segretario del Partito Democratico della Sinistra (fino al 1994); è stato co-fondatore e vicepresidente del Partito del Socialismo Europeo nel 1990, deputato e presidente della Commissione Affari esteri della Camera (dal 1996 al 2001); membro del Consiglio d'Europa dal 2002 al 2006.

Fu segretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana dal 1963 al 1966, ed in seguito ebbe l'incarico di segretario regionale del PCI in Sicilia e venne eletto consigliere comunale di Palermo nel 1971. In questo periodo si distinse nella sua lotta contro la mafia. In Sicilia ebbe anche due figli con Elisa "Kadigia" Bove, Massimiliano e Malcolm. Coordinatore nazionale del PCI nel 1986, due anni dopo ne divenne Segretario Generale subentrando ad Alessandro Natta. Durante la sua segreteria il partito assistette al crollo del muro di Berlino e allo scioglimento dell'Unione Sovietica e diede vita al Governo ombra del Pci. Considerata finita l'esperienza del comunismo, egli decise di sciogliere il PCI per fondare un nuovo movimento della sinistra progressista italiana, chiamandolo Partito Democratico della Sinistra (dopo aver a lungo meditato di chiamarlo Comunità e Libertà a imitazione di Comunione e Liberazione ritenuta delle «stesse radici»[1]).

La svolta dal PCI al PDS (Partito Democratico della Sinistra), detta "della Bolognina", non fu accettata da circa un terzo dei militanti comunisti che diedero vita al Partito della Rifondazione Comunista.

Alle elezioni politiche del 1994 venne indicato come leader della coalizione di sinistra, denominata Alleanza dei Progressisti, che si contrappose al raggruppamento centrista dell'ex Democrazia Cristiana (il Patto per l'Italia) e al nascente centrodestra (Polo delle Libertà) di Silvio Berlusconi. Il risultato elettorale deludente e la vittoria del centrodestra lo spinsero a lasciare la segreteria del partito.

Negli anni successivi Occhetto ha continuato a occuparsi di politica, seppur senza ricoprire ruoli dirigenziali all'interno del PDS prima e dei DS dopo.

Si è definitivamente allontanato dal partito nel 2004, quando decide di aderire ad un progetto unitario con Antonio Di Pietro, dando vita alla lista Di Pietro-Occhetto che si presenta alle elezioni europee del 2004 e raccoglie il 2,1% dei consensi. Anche in questo caso il risultato non è incoraggiante, in quanto il solo movimento di Di Pietro, l'Italia dei Valori, precedentemente aveva raggiunto risultati maggiori.

Occhetto, candidato in tutte le circoscrizioni, sebbene eletto deputato europeo, lascia l'incarico in favore di Giulietto Chiesa. Il 9 luglio la «separazione consensuale»: Di Pietro riprende in mano la sua Italia dei Valori e Occhetto costituisce il 6 novembre l'associazione Il Cantiere per il bene comune, di cui lo stesso Chiesa fa parte, insieme a personaggi come Antonello Falomi, Diego Novelli, Paolo Sylos Labini ed Elio Veltri. Non si tratta di un partito che si presenta regolarmente alle elezioni, ma che fornisce una indicazione di voto per i partiti della sinistra dell'Unione.

Il suo dichiarato obiettivo è quello di condurre alla nascita di un nuovo soggetto politico di sinistra, europeo e socialista, alludendo anche ad una "Rifondazione della Sinistra" che comprenda gli attuali partiti che si riconoscono in quell'area, come i DS, i Verdi, lo SDI e Rifondazione.

A maggio del 2006, quando Di Pietro viene nominato ministro e abbandona l'incarico di europarlamentare, Occhetto subentra al Parlamento europeo, aderendo al gruppo del Partito del Socialismo Europeo (da indipendente) e coinvolto nella Commissione giuridica e nella Commissione per gli affari esteri. Inizia una querelle con Beniamino Donnici, che afferma di essere lui il primo dei non eletti e rivendica il posto di europarlamentare, in quanto Occhetto vi avrebbe rinunciato (in favore di Chiesa) in maniera definitiva e per l'intera legislatura. Il 3 maggio la Commissione giuridica presieduta da Giuseppe Gargani ritiene che l'unico organo a stabilire la legittimità dei suoi membri sia lo stesso Parlamento europeo; così il 24 maggio viene posta ai voti la relazione Gargani che ritiene che il seggio vada assegnato ad Occhetto: essa ottiene 406 voti favorevoli e 125 contrari. Donnici deve, dunque, lasciare il seggio.

Di Pietro interviene in difesa di Donnici, chiedendo al Consiglio dei Ministri di ricorrere alla Corte di Giustizia Europea, in quanto si tratterebbe di «un affare di Stato che rischia di calpestare le basi costituzionali della sovranità nazionale rispetto a quella europea». La vicenda si chiude definitivamente il 14 novembre 2007, quando il Tribunale di primo grado della Corte europea del Lussemburgo sospende l'esecuzione della precedente decisione del Parlamento europeo e accoglie il ricorso del subentrante. Occhetto, dunque, dopo 18 mesi, lascia il seggio di deputato europeo.

Il 14 dicembre 2007 ha aderito al movimento Sinistra Democratica di Fabio Mussi.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Note

  1. ^ Notizia riportata da Pierluigi Bersani in Sandro Magister, Da Giussani a Bersani, L'espresso n.33 del 18-25 agosto 2006.

[modifica] Collegamenti esterni

MPE italiano Gruppo Lista di elezione Partito italiano Area Preferenze
1989 - 1994

1994 - 1999


maggio 2006-
novembre 2007

Sinistra Un. Eur., PSE

PSE


PSE

PCI

PDS


Di Pietro-Occhetto

PCI, PDS

PDS, DS


Indipendente

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Sud

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