Cesare Marchi
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Cesare Marchi (Villafranca di Verona, 1922 – Villafranca di Verona, 7 gennaio 1992) è stato uno scrittore, giornalista e personaggio televisivo italiano. Il suo nome resta legato anche al grande e inaspettato successo della sua opera più nota, Impariamo l'italiano.
| « Se uno scrivesse regno monarchico, acqua idraulica, ghiaccio gelato, fuoco igneo, passerebbe per matto. Chi dice repubblica democratica popolare, no. » | |
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(Cesare Marchi, da Impariamo l'italiano)
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[modifica] Biografia
[modifica] Un provinciale felice
Nato a Villafranca di Verona (la "Piccola Torino", come la chiamava talvolta), non se ne staccò mai del tutto. Marchi visse a Villafranca anche nel periodo del maggior successo, quando la RAI lo invitava a numerose trasmissioni televisive e gli editori se lo contendevano.
Indro Montanelli arrivò a rimproverarlo spesso, bonariamente, di questo, durante le vacanze invernali passate insieme con lui e il comune amico Enzo Biagi a Cortina d'Ampezzo, ritenendo che il vivere in provincia ne ostacolasse la carriera. Alla fine Montanelli dovette rassegnarsi; anche per la morte improvvisa Marchi "scelse" Villafranca. Montanelli non poté, il giorno dei funerali, che andare a onorare la memoria dell'amico nel paese da cui non seppe e non volle staccarsi [1].
[modifica] Lavoro come giornalista e scrittore
Dopo la laurea in lettere all'Università di Padova, Marchi iniziò a lavorare come insegnante delle scuole medie.
Per anni fu collaboratore prima de L'Arena di Verona, poi de Il Giornale ai tempi della direzione di Montanelli. Dotato di notevole spirito umoristico e satirico, ebbe in comune con il maestro del giornalismo italiano anche la mitica macchina da scrivere Olivetti Lettera 22; con Giovannino Guareschi, altro grande giornalista, l'umorismo.
Fin da giovane i compaesani ricordano la sua partecipazione come autore alla Compagnia di Rivista villafranchese L'Aurora. Fu anche saggista ma di lui i più ricordano probabilmente soprattutto i due libri seguenti:
In Impariamo l'italiano si scagliò contro la burocrazia del linguaggio ripercorrendo le regole della nostra lingua, fornendo esempi al fine di semplificare l'apprendimento di alcune sottigliezze grammaticali che risultano ostiche ai più e dimostrando che il modo corretto di esprimersi è l'esatto contrario del "politichese" del "burocratese".
In Siamo tutti latinisti Marchi analizzò tutti i modi di dire mutuati dal latino, corredandoli di un sintetico commento storico, bibliografico e grammaticale.
[modifica] Marchi in televisione
Della sua stagione televisiva in Rai si ricorda la presenza costante nella trasmissione Almanacco del giorno dopo.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- I Segreti delle cattedrali (1972)
- Boccaccio (1975)
- L'Aretino
- Facce di Bronzital (1978) (in collaborazione con Ugo Marantonio)
- Giovanni dalle Bande Nere
- Dante
- Impariamo l'italiano (1984)
- Caro Montanelli
- Siamo tutti latinisti
- Grandi peccatori Grandi cattedrali (1987)
- Quando eravamo povera gente
- Non siamo più povera gente
- Quando siamo a tavola
- Quando l'italia ci fa arrabbiare
- Finché dura l'equivoco
- Il delatore, confidenze d'una malalingua
- Confidenze di una malelingua
- In punta di lingua (1992, pubblicato postumo con prefazione di Giulio Nascimbeni).
[modifica] Premi vinti
Cesare Marchi ha vinto i seguenti premi letterari:
- Premio Bancarella
- Dattero d'oro, premio del Salone Internazionale dell'Umorismo di Bordighera
- Selezione Estense
- Campione
- Dodici Apostoli
[modifica] Altri progetti
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