Signore e signori, buonanotte

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Signore e signori, buonanotte
Signoreesignoribuonanotte-1976-titoliditesta.jpg
Titoli di testa del film
Paese di produzione Italia
Anno 1976
Durata 118 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, satirico, grottesco
Regia Agenore Incrocci, Leo Benvenuti, Luigi Comencini, Piero De Bernardi, Nanni Loy, Ruggero Maccari, Luigi Magni, Mario Monicelli, Ugo Pirro, Furio Scarpelli, Ettore Scola
Soggetto Age, Leo Benvenuti, Luigi Comencini, Piero De Bernardi, Nanni Loy, Ruggero Maccari, Luigi Magni, Mario Monicelli, Ugo Pirro, Furio Scarpelli, Ettore Scola
Sceneggiatura Agenore Incrocci, Leo Benvenuti, Luigi Comencini, Piero De Bernardi, Nanni Loy, Ruggero Maccari, Luigi Magni, Mario Monicelli, Ugo Pirro, Furio Scarpelli, Ettore Scola
Casa di produzione Cooperativa 15 maggio
Distribuzione (Italia) Titanus
Fotografia Claudio Ragona
Montaggio Amedeo Salfa
Musiche Lucio Dalla, Antonello Venditti, Giuseppe Mazzucca e Nicola Samale
Scenografia Lucia Mirisola, Lorenzo Baraldi e Luciano Spadoni
Costumi Lucia Mirisola, Lorenzo Baraldi e Luciano Spadoni
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Episodi
  • Una lingua per tutti
  • La bomba
  • Sinite parvulos
  • L'ispettore Tuttunpezzo
  • Il personaggio del giorno
  • Il Disgraziometro
  • Santo Soglio

Signore e signori, buonanotte è un film collettivo satirico italiano del 1976, scritto e diretto da Age, Leo Benvenuti, Luigi Comencini, Piero De Bernardi, Nanni Loy, Ruggero Maccari, Luigi Magni, Mario Monicelli, Ugo Pirro, Furio Scarpelli e Ettore Scola, riuniti nella Cooperativa 15 maggio.

Si tratta della parodia, talvolta greve, di un'immaginaria giornata televisiva, con spot, inchieste giornalistiche, sceneggiati, TV dei ragazzi e un telegiornale, il TG3 (che all'epoca ancora non esisteva), a fare da filo conduttore.

La satira è indirizzata verso la politica corrotta, l'esercito, la Chiesa, la televisione, di cui vengono denunciati i mali attraverso una loro rappresentazione esasperata, grottesca e paradossale.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Paolo T. Fiume (Marcello Mastroianni)

Gli orrori di un giorno qualsiasi, raccontati attraverso la televisione.

Lo speaker del (fittizio) TG3, Paolo T. Fiume, riporta le più incredibili notizie, lancia servizi filmati nei quali svolge l'incarico d'inviato, tra cui l'intervista a un ministro corrotto che si difende sostenendo la legge del più forte e la legittimazione da parte degli elettori che l'hanno votato proprio perché è così, mostra il filmato diffuso dai rapitori dell'Avvocato nel quale il rapito afferma sicuro che il riscatto miliardario verrà pagato trattenendo alcune giornate di paga a tutti i suoi operai, flirta con la sua giovane assistente (che galantemente paragona alla Isabelle Adjani di Adèle H., una storia d'amore, film nelle sale in quel momento), interrompe la trasmissione per un vivace confronto con i vertici aziendali.

Il telegiornale viene intervallato dai seguenti programmi:

  • Una lingua per tutti / La lezione d'inglese. Televisione didattica. Un'insolita lezione di lingua, in cui l'insegnante recita i nomi delle varie parti del corpo in inglese, fino a mostrare anche seno e natiche nudi, si trasforma in un attentato di un agente della CIA a un dignitario nero davanti a un'ambasciata. Ma anche l'insegnante si rivela essere un agente segreto ed elimina il collega.
  • La bomba. Telefilm. Una stazione di polizia viene evacuata per il sospetto che vi sia una bomba ma, quando gli artificieri scoprono che è un falso allarme (è solo una sveglia dimenticata da un'anziana signora), i vertici della polizia non vogliono ammettere l'errore, perché hanno constatato come l'episodio stia migliorando la considerazione delle forze dell'ordine nell'opinione pubblica e non sono disposti a rovinare tutto. Si procurano quindi un vero ordigno esplosivo, ma questo esplode prima che possano lasciare l'edificio.
  • Trittico napoletano
    • Sinite parvulos. Film-inchiesta. A Napoli, il vescovo premia le famiglie numerose. Ma un bambino, costretto a lavorare per mantenere gli 8 fratelli, dopo essere stato premiato si suicida gettandosi dal balcone della sua casa.
Il professor Schmidt (Paolo Villaggio)
    • Mangiamo i bambini. Intervista. Per combattere il problema del sovrappopolamento, il professor Schmidt, di fronte all'incredula interlocutrice, propone in tutta serietà di mangiare i bambini poveri, prendendo a ispirazione da quanto sostenuto in passato da Jonathan Swift (Una modesta proposta).
    • Paolo T. Fiume fa da moderatore a una tavola rotonda con quattro degli ultimi amministratori di Napoli, curiosamente tutti con lo stesso cognome, Lo Bove, a cui non riesce a rivolgere alcuna domanda da parte dei telespettatori, perché sono solo una sequela d'insulti nei confronti di quei politici corrotti che, alla fine, perdono il controllo e si mangiano letteralmente la città di Napoli, in una sua ricostruzione di torrone, e addirittura rubano l'orologio al giornalista.
  • Il generale in ritirata. In attesa di sfilare in una parata militare, un generale espleta i suoi bisogni fisici in un gabinetto, ma il malfunzionamento dello sciacquone dà inizio a un incredibile crescendo d'inconvenienti, che culmina nella perdita delle decorazioni giù per lo scarico, e il militare finisce per uccidersi con la propria arma.
  • L'ispettore Tuttumpezzo. Televisione dei ragazzi. Un integerrimo poliziotto si reca nella villa di un potente corrotto per arrestarlo, ma è in corso una festa e non solo non riesce a svolgere il proprio dovere, ma è a tal punto sensibile al potere da ritrovarsi a fare da cameriere.
Il pensionato (Ugo Tognazzi)
  • Il personaggio del giorno - Poco per vivere, troppo per morire. Reportage giornalistico. Un giornalista segue per una giornata la vita di Menelao Guardabassi, un pensionato milanese costretto a ricorrere ai più diversi espedienti per sopravvivere con la sua miserabile pensione di trentaduemila lire al mese, ma che sostiene sempre di non avere nulla da lamentarsi, almeno finché il giornalista non gli nomina il filetto e lo fa scoppiare a piangere.
  • Il Disgraziometro. Quiz. In un cinico gioco a premi condotto da un presentatore il cui invito ai telespettatori è "Malinconia!", vince chi è afflitto dal maggior numero di disgrazie. Fra i concorrenti, uno è squalificato perché è stronzo, non disgraziato. A vincere è quello che rimane fulminato nel premere il pulsante della sua cabina.
Felicetto de li Caprettari (Nino Manfredi), in bianco, tra i porporati Piazza-Colonna (Mario Scaccia) e Canareggio (Sergio Graziani)
  • Il Santo Soglio. Sceneggiato. Nel '500, i cardinali Piazza-Colonna e Canareggio sono disposti a tutto per ascendere al soglio pontificio (il secondo ha addirittura avvelenato il cardinal Pizzuti, l'ultimo papa). Dopo aver tentato invano di ottenere il voto del povero e moribondo Felicetto de li Caprettari, durante il conclave ottengono lo stesso numero di voti e cominciano a eliminare i cardinali che credono abbiano sostenuto l'avversario. Per interrompere la carneficina, il cardinale decano propone di eleggere qualcuno che non abbia molto da vivere, per un papato di transizione, ed entrambi pensano subito a Felicetto de li Caprettari. Ma quando viene annunciata la grande notizia al moribondo, questi rivela che il suo stato di salute era solo una finzione, portata avanti per dieci anni, secondo un piano accuratamente architettato proprio per arrivare a quel risultato. La sua prima azione come pontefice è quella di far giustiziare entrambi i cardinali che aspiravano a quella carica.
  • La cerimonia delle cariatidi / Il salone delle cariatidi. All'inaugurazione dell'"Anno Pregiudiziario" i massimi rappresentanti dello Stato e della Chiesa (tra cui il presidente Giovanni Leone e il papa Paolo VI) si scatenano nella tarantella, sulle note di "Funiculì funiculà".

La giornata si conclude con la tradizionale espressione «Signore e signori, buonanotte».

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

  • La colonna sonora del film è stata pubblicata dalla RCA in formato LP, oggi molto ricercato dai collezionisti (RCA SP 8058).

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Per il Dizionario Mereghetti, è una satira che nelle intenzioni doveva essere spietata e che «di fatto graffia tuttora, anche se gli episodi sono di vario livello».[1] Per il Dizionario Morandini il film, malgrado i nomi coinvolti, «non [è] superiore alla media».[2]

Alberto Pezzotta, sul Corriere della Sera, nel presentare l'edizione DVD del film, a distanza di oltre trent'anni dall'uscita nelle sale, lo definisce «una satira violentissima del Belpaese dell'epoca», un cinema «puntuale, coraggioso e provocatorio» da rimpiangere.[3]

Distribuzione home video[modifica | modifica wikitesto]

Il film è rimasto inedito per l'home video in Italia fino al 20 maggio 2009, quando è stata distribuita l'edizione in DVD prodotta dalla 01 Distribution. In precedenza era disponibile solo in paesi stranieri, tra cui la Grecia e la Russia.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • L'episodio Santo Soglio diretto da Luigi Magni con Nino Manfredi è ispirato alla vicenda di papa Sisto V.
  • I titoli di coda sono stati disegnati da Alfredo Chiappori.
  • Viene presa come colonna sonora del film anche la parte strumentale della canzone Lo stambecco ferito di Antonello Venditti (le musiche sono composte, oltre che dallo stesso Venditti, da Lucio Dalla e dai maestri Giuseppe Mazzucca e Nicola Samale).
  • Nell'episodio del pensionato quando Tognazzi si reca all'ambulatorio per farsi fare l'iniezione ricostituente saltando la fila con uno stratagemma, una anziana signora chiede a un vicino di fila "Ma chi è? Il federale!", quasi a riconoscere l'invecchiato Tognazzi nel ruolo che aveva interpretato tanti anni prima.
  • L'episodio del bambino in bicicletta col padre era una parodia di una pubblicità televisiva di una compagnia di assicurazioni molto conosciuta e il cui spot divenne molto popolare in quel periodo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008. Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007. ISBN 978-88-6073-186-9 p. 2710
  2. ^ Il Morandini - Dizionario dei Film 2000. Bologna, Zanichelli editore, 1999. ISBN 88-08-02189-0 p. 1222
  3. ^ Alberto Pezzotta, Il Corriere della Sera, 31 maggio 2009.

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