Sediari pontifici

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« Il mio augurio, cari amici, è che possiate sempre essere, in Vaticano come a casa, in parrocchia e in ogni ambiente, persone servizievoli. »
(Papa Benedetto XVI durante l'incontro con i sediari. Sala del Concistoro, 13 gennaio 2006)

I sediari pontifici sono inservienti dell' anticamera pontificia. Rispondono agli ordini del decano di sala, responsabile dell'appartamento pontificio.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Papa Urbano VIII in sedia gestatoria, sorretto dai sediari pontifici.

I sediari ed i parafrenieri pontifici, costituirono, fin dal 1378, una confraternita, ritenuta tra le più antiche di Roma ad essa è dedicata una chiesa, quella di S.Anna dei Parafrenieri localizzata presso il varco da cui prende il nome. Nelle stampe antiche raffiguranti i cortei papali si vedono i sediari trasportare sulle spalle il papa sulla sedia gestatoria seguiti o preceduti dagli scudieri, denominati parafrenieri pontifici, con i quali condividevano, oltre all'abito, anche i servizi. Con la soppressione delle scuderie pontificie, parafrenieri e sediari furono fusi in un unico corpo facendo prevalere la denominazione comune di questi ultimi.

Nel 1968 con la riforma contenuta nella lettera apostolica Pontificalis Domus, promulgata da papa Paolo VI, venne soppressa la corte pontificia e vennero semplificate le procedure di incarico tramite biglietto di nomina del prefetto della casa pontificia. Precedentemente l'incarico veniva notificato dal maggiordomo di sua santità dopo un visto della segreteria di stato della santa sede. Un controllo di sicurezza viene comunque effettuato per tutti gli inservienti operanti a diretto contatto con la persona papa.

Sediari numerari e soprannumerari[modifica | modifica sorgente]

I sediari pontifici sono distinti in due ruoli: di "numero" e di "soprannumero". I primi prestano servizio come dipendenti dell'amministrazione vaticana mentre i secondi, sono coloro i quali una volta raggiunta la pensione sono collocati a riposo e rientrano nella categoria soprannumeraria salvo diverse esigenze di servizio. I sediari sono diretti dal decano di sala dell'anticamera pontificia e da un sottodecano, scelti solitamente tra i sediari con maggiore anzianità di servizio. In quanto famigli del papa, come gli altri inservienti, hanno sede all'interno del Palazzo Apostolico, nella sala definita appunto "dei sediari", situata tra la Sala Clementina, la Sala di Sant'Ambrogio e la Sala del Concistoro.

Funzioni[modifica | modifica sorgente]

I sediari nella loro uniforme trasportano il feretro durante i funerali di Giovanni Paolo II

Come si intuisce dalla loro denominazione, i sediari avevano in origine quale compito principale il trasporto a spalla del papa sulla sedia gestatoria in occasione delle ricorrenze del calendario liturgico cattolico.

A partire dal 1978 con la dismissione della sedia gestatoria, la funzione dei sediari è andata concentrandosi sul servizio quotidiano nell'appartamento pontificio, svolgendo compiti di accoglienza degli ospiti che si recano in visita al papa. Sono inoltre presenti con funzione di servizio e di assistenza alle udienze generali in Piazza San Pietro e in tutte quelle ricorrenze in cui il papa incontra i fedeli. Si occupano altresì del servizio di accoglienza nella gestione dell'anticamera pontificia. Quando le circostanze lo richiedono hanno il compito di trasportare sulla pedana mobile il pontefice che non possa correttamente deambulare ed infine portare sulle spalle il feretro contenente la salma del pontefice per l'esposizione dello stesso durante i novendiali.

Dal 1870, a seguito alla caduta dello Stato Pontificio, i sediari non accompagnano più il pontefice durante i suoi viaggi, ad eccezione di quando furono inviati a Venezia in occasione della traslazione della salma di papa Pio X, dove condussero le spoglie del pontefice sorreggendo il talamo funebre a spalla.

Dismissione della sedia gestatoria[modifica | modifica sorgente]

Papa Giovanni Paolo II cessò definitivamente l'utilizzo della sedia gestatoria, ma, durante gli ultimi anni di vita in cui le sue capacità deambulatorie andavano aggravandosi, i sediari iniziarono a trasportarlo con una pedana munita di ruote, facilitando così i suoi spostamenti. Questa pedana mobile è stata utilizzata anche dal suo successore, Benedetto XVI, a partire dal 2011. Durante il periodo estivo i sediari seguono il papa nella sua residenza estiva di Castel Gandolfo.

Uniforme[modifica | modifica sorgente]

Livrea del sediario[modifica | modifica sorgente]

Esempio di cravatta a farfalla (con motivo regimental)

L'attuale divisa dei sediari, entrata in vigore nel 1972 è costituita da una giacca lunga grigia al ginocchio, in tinta unita, e da un gilet grigio, guanti bianchi e cravatta bianca di tipo papillon. Sulla camicia bianca viene indossato un caratteristico "collare" d'argento raffigurante la tiara papale con le chiavi decussate, sul quale è incisa la dicitura "Anticamera Pontificia", sorretto, al centro del petto, per mezzo di quattro catene in argento.

Fino agli anni settanta i sediari indossavano un costume in seta damascata di colore cremisi e fino al 1950, indossavano un classico copricapo a bicorno di colore nero con coccarda, fascia e bottone in seta, sempre neri. La divisa era completata da una zimarra sempre di colore rosso e da un "mantellone" detto anche ferraiolo, di colore nero bordato da tre fasce di seta marezzata rossa.

Livrea del decano e sottodecano di sala[modifica | modifica sorgente]

Il decano di sala e il sottodecano, a differenza dei colleghi, vestono la marsina nera con sparato bianco . Il collare, anziché in argento, è realizzato in oro. Fino al 1972 indossavano un costume di foggia rinascimentale, sempre di colore nero, ma caratterizzato da un gonnellino plissettato indossato al di sopra di larghi pantaloni alla zuava e marsina nera decorata, ai polsi, da risvolti in pizzo di Cantù bianchi.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Probabilmente i sediari pontifici seguirono il pontefice durante il suo periodo di cattività avignonese. Alcuni sediari insieme ad altri domestici, seguirono i papi durante gli esili di Pio VI, Pio VII e Pio IX, così come seguirono Clemente VII nella fortezza di Castel Sant'Angelo durante l'assedio dei lanzichenecchi nel sacco di Roma del 1527.

Papa Pio VII concesse all'Arciconfraternita Pontificia e Reale di Gesù Nazareno di Siviglia, in Spagna, di consentire a quattro confratelli di provata fede e dottrina di indossare la divisa dei sediari pontifici per il trasporto a spalla delle reliquie durante le solenni processioni della Settimana Santa.

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