Radio Vaticana

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Radio Vaticana
Radio Vaticana logo.png
Data di lancio 12 febbraio 1931
Editore Compagnia di Gesù
Motto Laudetur Jesus Christus
Sito web http://www.radiovaticana.org/
Diffusione
Terrestre
Analogico MW, SW
Analogico FM
Digitale DRM
Digitale DAB
Satellitare
Hot Bird 2
Streaming web
Internet in formato WMP e RealPlayer

Radio Vaticana è un'emittente radiofonica cattolica che ha sede nello Stato della Città del Vaticano. Pur riflettendo l'identità e l'opinione della Chiesa cattolica, non è uno dei suoi organi ufficiali d'informazione e di conseguenza è interamente responsabile per i contenuti che diffonde[1]. La gestione è affidata alla Compagnia di Gesù. Il direttore generale è padre Federico Lombardi; il direttore dei programmi è padre Andrzej Koprowski.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Guglielmo Marconi (1874-1937) e Papa Pio XI con la prima antenna della Radio Vaticana.

La radio fu inaugurata da papa Pio XI con il radio messaggio "Qui arcano Dei"[2] il 12 febbraio 1931: a Guglielmo Marconi fu affidata inizialmente la realizzazione della struttura radiofonica vaticana, affidandola poi ai Gesuiti, che ancora oggi ne curano la gestione. Uno dei primi programmi, in latino, intitolato "Scientiarum Nuncius Radiophonicus", era una rassegna dell'attività della Pontificia accademia delle scienze. Nel 1933 venne inaugurata la Stazione Radio a onde ultracorte.

Nel 1939, dopo la morte di Pio XI, la Radio seguì il conclave e poi la cerimonia di insediamento del nuovo pontefice Pio XII. Nel corso della Seconda guerra mondiale la radio si rivelò - nonostante il tentativo di ridurla in silenzio da parte del ministro tedesco della propaganda, il nazista Joseph Goebbels - un importante strumento d'informazione[senza fonte]: durante gli anni di guerra vennero infatti trasmessi appelli per ritrovare civili e militari dispersi durante il conflitto[3]; si stima che dal 1940 al 1946 furono inviati oltre 1 milione e 200 mila messaggi, pari a più di 12 mila ore di trasmissione[senza fonte]. Dopo la fine del conflitto e l'inizio della guerra fredda, vennero inaugurati programmi in altre lingue; nel 1957 Pio XII inaugurò il Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria, ancora oggi in funzione e di proprietà della Santa Sede. Si potenziarono le trasmissioni rivolte verso Africa, America Latina e Asia.

Dopo l'elezione di papa Giovanni XXIII, la Radio dedicò le proprie trasmissioni ai lavori del Concilio Vaticano II in trenta lingue; nel 1964 la Radio Vaticana seguì il primo viaggio di un Papa all'estero in occasione del viaggio in Terra santa di papa Paolo VI. Sotto Paolo VI la Radio collocò parte dei suoi uffici nella nuova sede di Palazzo Pio, all'inizio di via della Conciliazione. Nel 1970 la Radio trasmetteva 20 ore al giorno in 32 lingue diverse. In quel periodo, mentre nei programmi Rai infuriava la censura [4], Radio Vaticana mandò in onda alcuni brani di Fabrizio De André e di altri cantautori vietati nella televisione e nella radio di stato. L'esempio più famoso riguarda il brano Dio è morto di Francesco Guccini, trasmesso da questa emittente radiofonica già nel 1967 quando fu cantata per la prima volta da i Nomadi. Il primo brano di musica leggera trasmesso da questo network fu Ragazzo triste di Patty Pravo nel 1966, brano anch'esso censurato dalla RAI[senza fonte].

Negli anni novanta hanno avuto inizio le trasmissioni satellitari e quelle via Internet. Migliaia di emittenti di vario genere e dimensione, soprattutto cattoliche, ritrasmettono i programmi della Radio Vaticana[1]. Nel 2006 la Radio ha festeggiato il suo settantacinquesimo anniversario con la visita di papa Benedetto XVI. Attualmente vi lavorano circa quattrocento persone di sessanta nazionalità, con trasmissioni autonome in trentotto lingue. Dal mese di luglio 2009 la radio - visti i bilanci in rosso[5] - introduce nelle proprie trasmissioni, per la prima volta, la pubblicità; il primo inserzionista sarà Enel,[6][7][8]: in nessun modo comunque i messaggi del papa saranno interrotti[9].

Nel 2014 è stata completata la digitalizzazione delle registrazioni sonore relative ai pontefici. L'archivio, denominato «La voce dei Papi», raccoglie le voci di tutti i pontefici che si sono succeduti da Pio XI ad oggi.

All'inizio di maggio 2014 è stata abbattuta la storica antenna di Santa Maria di Galeria che irradiava il segnale dell'onda media su 1 530 kHz con programmi destinati all'Italia, all'Europa e al bacino del Mediterraneo[10].

Controversie sulle emissioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Inquinamento elettromagnetico.
L'ingresso del Centro Radio a Santa Maria di Galeria

Radio Vaticana occupa una vasta superficie all'interno del Comune di Roma nei pressi di Cesano chiamata Santa Maria di Galeria, a beneficio di extraterritorialità, come stabilito dalla Legge n. 680 del 13 giugno 1952. Per riuscire a coprire praticamente l'intero Globo Terrestre, la radio dispone di una trentina di antenne alte più di 100 metri, in grado di produrre emissioni elettromagnetiche che in alcuni casi raggiungono il doppio del limite stabilito dalla legge italiana, come è stato rilevato da una verifica ufficiale del Dipartimento Ambiente e Protezione Civile della Regione Lazio nel 1999.

Tale situazione è stata connessa da alcuni anche all'elevata incidenza di leucemie fra la popolazione abitante nelle zone circostanti, come rilevato da due diverse indagini condotte dalla Regione Lazio[11]. Va tuttavia considerato che la correlazione tra emissioni da radiodiffusione e l'aumento d'incidenza dei tumori è argomento controverso e comunque riguarda tutti gli impianti di trasmissione di questo genere. Altri studiosi individuano differenti cause ambientali per l'aumento dei tumori.[12]

Condanna definitiva per "getto pericoloso di cose"[modifica | modifica wikitesto]

Sede amministrativa e di alcune trasmissioni, all'interno della Città del Vaticano.

Nel 1999, dopo una denuncia della ASL, è stato aperto un procedimento contro Radio Vaticana per "getto pericoloso di cose" (art. 674 C.P.). Tale procedimento si è concluso in via definitiva il 24 febbraio 2011: la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza emessa dalla II Corte d'Appello di Roma, la quale certifica che "sono stati superati i limiti di esposizione e i valori di attenzione previsti da tutte le leggi speciali in materia", riconoscendo la sopravvenuta prescrizione nei confronti dell'unico imputato superstite, cardinale Roberto Tucci (ex presidente del comitato di gestione di Radio Vaticana), e il non luogo a procedere per padre Pasquale Borgomeo (ex direttore generale), in quanto deceduto nel 2009, ma nondimeno condannando l'emittente al risarcimento dei danni.

Il 9 giugno 2011 è stata infatti depositata, dalla IV Sezione Penale, la sentenza n. 23262[13] che respinge definitivamente l'istanza di ricorso presentata presso la Corte d'Appello di Roma dai legali degli imputati: le motivazioni affermano che risulta provato "il carattere indubitabile, intenso e disturbante delle emissioni di onde" da parte di Radio Vaticana, causa delle molestie arrecate agli abitanti di Cesano, ed è accertata la consapevolezza dei due imputati che, pur responsabili delle emissioni, non ne dismisero la produzione.

Procedimento penale per omicidio colposo e lesioni colpose[modifica | modifica wikitesto]

Nel Marzo 2001 la Procura della Repubblica di Roma ha aperto una seconda inchiesta, inizialmente a carico di ignoti, per Omicidio colposo[14], tesa ad accertare la relazione di causa ed effetto tra l'incidenza delle leucemie e le morti per cancro avvenute nella zona e la potenza degli impianti di Radio Vaticana. Nell'ottobre 2003 il cardinale Roberto Tucci, padre Pasquale Borgomeo e Costantino Pacifici ricevono avvisi di garanzia in quanto indagati per i ruoli rivestiti all'interno dell'emittente, rispettivamente presidente del comitato di gestione, direttore generale e vicedirettore tecnico. Il 13 novembre 2010 si è concluso l'incidente probatorio richiesto nel 2006 dalla Procura[15].

I risultati indicano una associazione «coerente, importante e significativa» di rischio di morte per leucemia o di rischio di ammalarsi di leucemia, linfoma e mieloma per lunga esposizione residenziale ai ripetitori dell'emittente della Santa Sede fino a 12 chilometri di distanza da questa. L'accertamento è stato condotto da Andrea Micheli, della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Radio Vaticana ha presentato la perizia dei propri consulenti Umberto Veronesi, Direttore Scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia, Milano e Susanna Lagorio, Primo Ricercatore, Centro Nazionale di Epidemiologia, Istituto Superiore di Sanità, nella quale si criticano i metodi usati nell'incidente probatorio.[16]

Nel giugno 2012 padre Federico Lombardi, portavoce ufficiale della Sala Stampa Vaticana, ha annunciato che dal 1º luglio 2012 sarebbero finalmente cessate le trasmissioni in onde medie e in onde corte rivolte al continente europeo e al Nord America[17] spiegando come "ciò rientri nelle nuove strategie che prevedono la copertura tramite ritrasmissioni da parte di radio regionali e locali e l'accesso via Internet".

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]