Gianfranco Barra

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Gianfranco Barra (il primo da sinistra) in un fotogramma del film Il medico della mutua.

Gianfranco Barra (Roma, 5 aprile 1940) è un attore italiano, apprezzato anche come caratterista e umorista. È attivo nel cinema e in televisione fin dagli anni settanta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei migliori caratteristi italiani in circolazione il cui volto e la cui voce, nonostante gli anni che passano, è chiaramente riconoscibile. Esordisce nel 1968 con Alberto Sordi nel film Il medico della mutua e, ben presto, si mette in mostra come interprete convincente per i ruoli più svariati, sia in quelli comici derivanti da una commedia all'italiana d'impronta sexy, sia in quelli drammatici e polizieschi. Attore versatile, adattabile ad ogni ruolo, dal mafioso al poliziotto (agente semplice fino a commissario, talvolta anche questore), mantiene le sue qualità sia in veste di prete sia come commerciante. Passa con altrettanta disinvoltura dalla parte del bidello a quella del preside.

Partecipa così a drammi come Detenuto in attesa di giudizio (1971) di Nanni Loy e perfino commedie brillanti americane come Che cosa è successo tra mio padre e tua madre? (1972) di Billy Wilder. Particolarmente apprezzato da Steno, lavora con lui ne: La polizia ringrazia (1972), La poliziotta (1974), Il padrone e l'operaio (1975), Doppio delitto (1977) e Fico d'India (1980). Ma si distingue anche ne Il sindacalista (1972) di Luciano Salce, Mordi e fuggi (1973) e il migliore di tutti Pane e cioccolata (1973) di Franco Brusati con Nino Manfredi.

Con l'arrivo dei b-movie italiani, Gianfranco Barra diventa uno dei volti di contorno che più presenziano i cinema. Da Morte sospetta d'una minorenne (1975) a La polizia accusa: il servizio segreto uccide (1975), fino alle pellicole scollacciate come La professoressa di scienze naturali (1976) di Michele Massimo Tarantini che poi lo vorrà anche ne L'insegnante viene a casa (1978) e ne La poliziotta della squadra del buon costume (1979).

Spalla di Ugo Tognazzi e Paolo Villaggio ne La mazurca del barone della santa e del fico fiorone (1975), affiancherà Monica Vitti e Adriano Celentano ne L'altra metà del cielo (1976) di Franco Rossi e poi sarà presente nella pellicola collettiva (Risi, Monicelli, Scola) I nuovi mostri (1977). Dopo essere stato diretto anche da Sergio Corbucci, sarà una delle vittime degli scherzi di Gian Burrasca (1982) di Pier Francesco Pingitore, poi con l'arrivo degli anni ottanta sarà uno degli attori più usati dai fratelli Vanzina in Eccezzziunale… veramente (1982), Sapore di mare (1983) e La partita (1988). Marino Girolami, ancora Steno (Banana Joe, 1982) e perfino Daniele Luchetti lo affiancheranno ai nuovi volti. In questo modo la carriera di Barra ha abbracciato sia la vecchia comicità, più pulita e meno aggressiva, di Tognazzi e Sordi, sia una molto più chiassosa e "parolaccesca" come quella di Paolo Hendel, Diego Abatantuono, Pippo Franco fino a quella dei giorni nostri di Luciana Littizzetto.

Ma non solo risate nella sua filmografia, spiccano le sue caratterizzazioni in pellicole drammatiche come Il muro di gomma (1991) di Marco Risi, che poi lo rivorrà per la commedia Nel continente nero (1992). Dopo Gole ruggenti (1992) di Pier Francesco Pingitore e Only You – Amore a prima vista di Norman Jewison. Interpreta uno dei suoi ruoli migliori, quello del sindaco Bellucci di un piccolo paesino italiano che vuole a ogni costo (anche con mezzi sporchi) prendere possesso del convento di un gruppo di suore (che fra l'altro ospita una finta suora e prostituta interpretata da Angela Finocchiaro) nel telefilm cult italiano Dio Vede e provvede (1996).

Sul finire degli anni novanta, la carriera di Gianfranco Barra continua in altre miniserie tv come Il barone (1995) e Positano (1996), arricchendosi di film politicamente impegnati come Giovanni Falcone (1993) di Giuseppe Ferrara o commedie all'italiana come Panni sporchi (1999) di Mario Monicelli. Dopo essere stato diretto da Ezio Greggio in Svitati (1999) con Mel Brooks, passa a Il talento di Mr. Ripley (1999) di Anthony Minghella e Heaven (2002) di Tom Tykwer con Cate Blanchett e Giovanni Ribisi. Sempre molto amato dai Vanzina, eccolo diretto ne Il pranzo della domenica (2003) e Le barzellette (2002), tornando nel piccolo schermo per le miniserie comiche Benedetti dal Signore (2002) e Un ciclone in famiglia (2005) e fiction drammatiche L'onore e il rispetto (2006). E continua ancora a bazzicare nel cinema, sempre più splendente e istrionico, in Nero bifamiliare (2006) di Federico Zampaglione, La cena per farli conoscere (2007) di Pupi Avati, La passione (2010) di Carlo Mazzacurati.

Negli ultimi anni lo si è visto spesso, anche nelle fiction, sia in Rai sia in Mediaset, nonché in famosi spot pubblicitari (alla fine degli anni novanta lo ricordiamo come interprete eccellente nel "Maresciallo delle Pagine Gialle" e, nel 2014, nella pubblicità dell'azienda "Stannah" per i montascale). È anche presente nelle "pubblicità progresso" di vari Ministeri e delle Poste Italiane.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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