El Al

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El Al
Logo of El Al Israel Airlines.svg
El Al Boeing 737-800 Lebeda.jpg
Compagnia aerea di bandiera
Codice IATA LY
Codice ICAO ELY
Identificativo di chiamata EL AL
Descrizione
Hub Tel Aviv
Programma frequent flyer Matmid
Airport lounge King David Lounge
Flotta 39 (+8 ordini)
Destinazioni 34
Azienda
Tipo azienda Società per azioni
Fondazione 1948 a Tel Aviv
Stato Israele Israele
Sede Tel Aviv
Persone chiave
  • Israel Borovich (Presidente)
  • Eliezer Shkedi (Amministratore Delegato)
Dipendenti 5.747  (2008)
Slogan
  • Home away from home
  • It's not just an airline, it's Israel
Sito web www.elal.co.il
Bilancio economico
Borse valori Borsa di Tel Aviv: ELAL
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El Al ("אל על", in lingua ebraica verso il cielo - "إل عال", in lingua araba) è la principale compagnia aerea e la compagnia di bandiera di Israele. Esegue voli regolari sia passeggeri sia merci dal proprio hub Ben Gurion International Airport[1] in Tel Aviv verso destinazioni in Africa, Asia, Europa, e Nord America, oltre a voli interni da Eilat.

Dal suo volo inaugurale (da Ginevra a Tel Aviv - settembre 1948) a oggi ha sempre conosciuto una salda crescita economica, al punto che è arrivata a servire 48 destinazioni in quattro continenti. Come compagnia di bandiera, ha giocato un ruolo importante in varie operazioni di soccorso umanitario, recuperando ebrei da Etiopia, Yemen, e altri paesi in cui essi si trovavano in pericolo di vita. Detiene il record mondiale per il più alto numero di passeggeri in un volo commerciale[2][3]. È ampiamente ritenuta la più sicura compagnia del mondo, dopo che sono stati sventati numerosi attentati o tentativi di dirottamento, grazie a elevati protocolli di sicurezza[4].

El Al Boeing 777-200ER

Storia[modifica | modifica sorgente]

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Nel settembre 1948 il primo presidente di Israele, Chaim Weizmann, si recò a una conferenza a Ginevra (Svizzera). Era previsto che facesse ritorno in patria a bordo di un aereo di stato, ma non fu possibile, a causa di un embargo decretato a quell'epoca contro Israele. Un aereo militare da trasporto C-54 fu dunque trasformato in aereo civile per riportare a casa il presidente. Il velivolo fu ridipinto con il logo El Al / Israel National Aviation Company e munito di serbatoi supplementari che permettessero il volo senza scalo da Ginevra a Israele. Decollò dalla base aerea di Ekron (Tel Nof) il 28 settembre e fece ritorno in Israele il 30 settembre. Dopo questa particolare "missione", l'aereo fu nuovamente verniciato con colori tattici, e riprese il servizio militare[5].

La società divenne effettivamente una linea aerea il 15 novembre 1948, sebbene utilizzasse aerei in prestito fino al febbraio 1949, quando acquistò due Douglas DC-4 non pressurizzati da American Airlines. L'acquisto fu finanziato dal governo israeliano, che al tempo si chiamava Agenzia Ebraica, e da altre organizzazioni ebraiche. Il primo aereo arrivò all'aeroporto Lod (quello che poi sarebbe divenuto il Ben Gurion) il 3 aprile 1949. Aryeh Pincus, un avvocato che veniva dal Sudafrica, fu posto a capo della compagnia. Il 31 luglio 1949 si svolse il primo volo internazionale "regolare", da Tel Aviv a Parigi, con rifornimento a Roma[6]. Alla fine del 1949, la compagnia aveva trasportato passeggeri a Londra e a Johannesburg. A metà del 1950, venne inaugurato un servizio regolare di collegamento con Londra. Più tardi lo stesso anno la El Al acquistò Universal Airways, già posseduta da ebrei sudafricani. Fu fondata Arkia Israel Airlines, una compagnia aerea per i collegamenti aerei statalizzata, di cui El Al aveva una quota del 50%[7].

Sempre nel 1950 fu inaugurato un servizio cargo, che inizialmente faceva affidamento su apparecchi Curtiss C-46 Commando dismessi dall'aeronautica israeliana. Contemporaneamente furono intrapresi voli charter con gli States, presto seguiti da collegamenti regolari. Fin dal principio, l'esercizio dell'attività di aerolinea è stata motivo di attrito con il mondo ebraico più tradizionalista. Quando il premier David Ben Gurion stava formando la prima coalizione governativa, i partiti religiosi dichiararono che non vi sarebbero entrati a meno che Ben Gurion avesse promesso che la El Al avrebbe servito a bordo solo cibo kosher, e avrebbe rispettato lo Shabbat[8]

Come compagnia di bandiera, fu coinvolta in numerose operazioni clandestine. Nei primi anni cinquanta aerotrasportò oltre 160.000 immigranti in Israele da India, Iran, Iraq e Yemen nell'ambito dell'Operazione Tappeto Volante e dell'Operazione Esdra e Neemia[9]. Nel 1960, la compagnia si prestò all'estradizione sui generis dall'Argentina del criminale di guerra nazista Adolf Eichmann[10].

Nel 1955, dopo aver usato per alcuni anni gli inaffidabili Lockheed Constellation, acquistò due aeromobili Bristol Britannia. La El Al fu il secondo vettore al mondo a impiegare quel tipo di velivolo (dopo la British Overseas Airways Corporation - BOAC). Nel 1958, lanciò negli Stati Uniti una campagna pubblicitaria in cui campeggiava un'immagine dell'Oceano Atlantico "stracciato" ("Dal 23 dicembre, l'Atlantico sarà più piccolo del 20%"), allo scopo di promuovere i propri voli transatlantici non stop. Era un passo coraggioso: l'industria aerea non aveva mai adoperato prima immagini dell'Oceano, per il timore degli incidenti aerei, diffuso nell'opinione pubblica. Lo spot, mandato una sola volta (sulla carta stampata) si dimostrò efficace. In un anno, El Al triplicò le vendite[11].

Espansione negli anni sessanta[modifica | modifica sorgente]

Malgrado l'acquisto dei Britannia e l'inaugurazione dei voli transatlantici senza scalo, la compagnia non produceva ancora utili[12]. Quando Efraim Ben-Arzi prese la compagnia alla fine degli anni '50, i Britannia furono sostituiti con jet De Havilland Comet 4, Boeing 707, e Douglas DC-8. Il primo anno in attivo fu il 1960. Quell'anno, più di metà dei passeggeri che si recavano in Israele volarono con El Al. Il 15 giugno 1961 stabilì un record mondiale per il più lungo volo commerciale senza scalo: un Boeing 707 della El Al volò da Tel Aviv a New York, coprendo 5.760 miglia nautiche (10.668 km) in 9 ore e 33 minuti . A quel tempo, El Al trasportava 56.000 passeggeri all'anno, al pari di Qantas e sopravanzando compagnie affermate come Loftleidir. Nel 1961 El Al figurava al 35º posto mondiale per numero di miglia accumulate dai passeggeri. I suoi successi proseguirono anche alla fine degli anni sessanta. Nel 1968 fu inaugurato un collegamento regolare con Bucarest, e cominciarono i voli cargo diretti in Europa e Stati Uniti d'America. La compagnia istituì pure una società ausiliaria per il catering, ovvero la Teshet Tourism and Aviation Services Ltd.. Tutte queste attività apportavano un profitto di 2 milioni di dollari per anno[13].

Dirottamenti e terrorismo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1968, El Al fronteggiò il primo di molti atti di terrorismo che sarebbero stati compiuti contro la compagnia. Il 23 luglio, avvenne il primo e unico dirottamento riuscito di un velivolo El Al, quando — in un "707" — 10 membri di equipaggio e 38 passeggeri furono presi in ostaggio da tre componenti del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP). L'aereo viaggiava da Roma a Lod. Gli attentatori lo costrinsero a far rotta su Algeri. Le trattative con i terroristi si protrassero per 40 giorni. Al termine, ritornarono liberi tanto i sequestratori quanto i passeggeri, compresi 21 israeliani[14]. Il successivo 26 dicembre, due terroristi del FPLP attaccarono un aereo El Al all'aeroporto di Atene, uccidendo un meccanico israeliano[15]. Per rappresaglia tre giorni dopo Israele attaccò con una azione notturna l'aeroporto libanese di Beirut, distruggendo al suolo quattordici aerei appartenenti alla Middle East Airlines, Trans Mediterranean Airways e Lebanese International Airways[16]. Il 18 febbraio 1969, alcuni palestinesi attaccarono un aereo El Al all'aeroporto di Zurigo, uccidendo il copilota e ferendo il pilota. Un attaccante palestinese fu ucciso, altri accusati e successivamente rilasciati[17]. Tra settembre e dicembre 1969 vi furono attentati dinamitardi a uffici El Al di Atene, Berlino e Bruxelles. Questa ondata di violenza culminò nel fallito dirottamento di un "707" della compagnia per mano di Patrick Arguello e Leila Khaled il 6 settembre 1970, nell'ambito dei cosiddetti dirottamenti di Dawson's Field[18].

Anni '70 e '80[modifica | modifica sorgente]

Un El Al Boeing 707 atterra a Zurigo, 1982.

El Al comprò il primo Boeing 747 nel 1971. Secondo l'opinione di molti, si trattava di una mossa azzardata, visto il costo elevato del mezzo e il rischio di attacchi, ma le attività della società crebbero rigogliosamente dopo tale acquisto. Un altro 747 venne consegnato nel 1973, e fu impiegato per inaugurare il collegamento non-stop Tel Aviv - New York. Con un volo di 13 ore, controvento, venne a quel tempo registrato come il più lungo volo commerciale al mondo[19].

A metà anni settanta, El Al cominciò a programmare voli da aeroporti fuori Israele che partivano nel sabato ebraico e atterravano in Israele dopo la fine del medesimo. I partiti religiosi reclamarono, sostenendo che ciò costituisse violazione della legge ebraica, oltre che dell'accordo specifico sottoscritto con il governo nei primi anni dello stato (vedasi sopra). Nel 1981, il premier Menachem Begin, appena riconfermato, promise di riallinearsi a quel patto. La componente laica della società israeliana ne rimase indignata, e minacciò di boicottare la linea aerea. Nell'agosto del 1982, i lavoratori di El Al impedirono agli ebrei ortodossi e chassidici di entrare in aeroporto[20].

Nel 1977, El Al fondò una società ausiliaria specializzata nei voli charter, allora chiamata El Al Charter Services Ltd., ma poi ribattezzata Sun D'Or International Airlines Ltd.. Due anni prima, la linea aerea aveva subito le sue prime perdite dagli anni '50, in larga misura conseguenti alla recessione globale del periodo. La dirigenza cambiò tre volte verso la fine degli anni '70, fino alla nomina a presidente di Itzhak Shander. Al deteriorarsi della situazione politica in Iran, El Al prese a rimpatriare gli ebrei che vi si trovavano. Tutte le infrastrutture di El Al in Iran furono progressivamente distrutte[19].

I voli per Il Cairo furono inaugurati nell'aprile 1980, in seguito al Trattato di pace Israele-Egitto[19]. Alla fine del 1982, dopo un lungo periodo di aspre dispute sindacali, El Al sospese le proprie attività. Il governo incaricò Amram Blum di dirigere la compagnia, che perse 123,3 milioni di dollari nel 1983[19]. La compagnia, sempre in questo periodo, vendette la propria partecipazione azionaria in Arkia[21].

L'attività riprese (in amministrazione controllata) nel gennaio 1983. Il governo acquistò due nuovi Boeing 737, preannunciando di volerli affiancare con quattro Boeing 767 per una spesa di 200 milioni di dollari. Nel giro di quattro anni, la compagnia tornò in attivo[19]. Stabilì un nuovo record (maggio 1968) con il volo senza scalo Los Angeles - Tel Aviv (7.000 miglia nautiche, ossia 13.000 km, in 13 ore e 41 minuti[13]). I voli verso la Polonia e la Jugoslavia furono inaugurati nel 1989[19].

Anni '90 e primi anni 2000[modifica | modifica sorgente]

Nel gennaio 1990, la North American Airlines cominciò a fornire servizi logistici aeroportuali per gli scali americani di El Al.

La El Al utilizzò Boeing 747 per i passeggeri tra gli anni '70 e i '90. Attualmente li adopera come cargo.

La El Al mantenne una quota del 24,9 % nell'altra linea aerea fino a che la rivendette a Dan McKinnon in luglio 2003. All'epoca, El Al impiegava una flotta di 20 velivoli, tra cui nove Boeing 747, e aveva cominciato a rimpiazzarli con i Boeing 757. Al principio dell'anno, a seguito del collasso[22] dell'Unione Sovietica, El Al inaugurò collegamenti regolari con Mosca. Nessun trasporto aereo da Mosca era possibile all'epoca, ma il permesso venne accordato nel 1991. I voli charter cominciarono in agosto di quell'anno, con gli immigranti che occupavano anche tutti i posti disponibili sui voli El Al programmati. In cooperazione con Aeroflot, El Al trasportò in Israele oltre 400.000 immigranti ebrei in un periodo di tre anni[23].

Il 24 maggio 1991, un B-747 della compagnia — con un volo record che abbiamo già menzionato — trasferì più di mille ebrei etiopi da Addis Abeba a Tel Aviv, nell'ambito dell'Operazione Salomone[19]. Durante il volo nacquero due bambini. L'aereo trasportò un numero di passeggeri doppio rispetto a quello di omologazione[24]. In meno di 36 ore, furono evacuati 14.500 ebrei etiopi[25].

I voli con l'Estremo Oriente furono inaugurati nel medesimo periodo e, nel 1995, El Al concluse il primo accordo di code sharing con American Airlines[19]. Nel febbraio 1995, l'amministrazione controllata sotto la quale El Al aveva operato dal 1982 terminò[26]. Nel giugno 1996, va posta un'altra pietra miliare nella storia della compagnia: il primo volo da Israele ad Amman, Giordania[13]. Sempre nel 1996, registrò perdite per 83,1 milioni di dollari, a causa della recrudescenza di attentati e della politica open skies (cieli aperti)[27] del governo. Per mantenere in volo i propri aerei in questo periodo, El Al escogitò i voli "verso nessun luogo": si offrivano ai passeggeri intrattenimenti di vario genere a bordo di velivoli che "circuitavano" sul Mar Mediterraneo. Si cercarono anche di favorire voli-shopping di un solo giorno a Londra e visite a siti religiosi nell'Europa orientale[19].

Nel 1997 inaugurò un'autonoma divisione "cargo"[28]. Il "varo" del primo B-777 della El Al avvenne in marzo 2000. Quello stesso anno, poi, esplose daccapo la controversia sullo Shabbat, allorché la società dichiarò che tenere a terra i propri aerei il sabato comportava perdite per 55 milioni di dollari l'anno. Dopo l'inizio della prima fase della privatizzazione e con il collocamento in borsa del 15% delle azioni El Al, si suppone che la politica della compagnia riguardo allo Shabbat sia destinata a cambiare.

Nel 2004 Knafaim-Arkia Holdings, capogurppo di Arkia Israel Airlines, acquistò una grossa partecipazione in Arkia, con l'intenzione di arrivare a detenere tutto il capitale azionario relativo. Tuttavia, a causa della normativa antitrust israeliana, Knafaim-Arkia dovette desistere, cedendo le azioni "conquistate"[29].

El Al oggi[modifica | modifica sorgente]

Al 2007, la compagnia conta 5.417 dipendenti complessivi, e dispone di una flotta di oltre 30 velivoli[30]. Nel 2005 ha trasportato 3,5 milioni di passeggeri, con un evidente incremento rispetto ai 3,2 del 2004 e ai 2,8 del 2003[31]. Nel 2006 El Al ha fatto registrare 44,6 milioni di dollari di perdite su ricavi complessivi per 1.665 miliardi di dollari[32]. El Al spende 100 milioni di dollari l'anno per adeguarsi alle specifiche di sicurezza che le impone lo Shin Bet[33]. All'inizio del 2007, El Al ha aperto un nuovo King David Lounge all'Aeroporto di Parigi-Roissy (Charles De Gaulle di Parigi). Altri nuovi lounges sono in programma al più presto presso l'Aeroporto di Londra-Heathrow e l'Aeroporto internazionale John F. Kennedy[34].

Nel 2007, El Al ha investito un miliardo di NIS nell'acquisto di due nuovi Boeing 777-200. I velivoli in questione sono equipaggiati con sedili ampiamente migliorati e sistemi d'intrattenimento touch screen. Il primo aereo (Sderot, vedi foto a margine) ha compiuto il proprio "varo" il 26 luglio 2007 con un volo New York-Tel Aviv. Il secondo, Kiryat Shmona, è stato consegnato a fine agosto 2007[35]. A marzo 2007, i principali azionisti risultano: Knafaim Holdings (42%), lo Stato di Israele (13%), e il Sindacato dei dipendenti El Al (8%)[36].

Problemi religiosi[modifica | modifica sorgente]

El Al provvede a un catering adeguato alle esigenze dei passeggeri ebrei osservanti, fornendo (quando Israele sia il luogo di partenza o arrivo) solo cibo kosher (approvato dalle autorità rabbiniche; a richiesta è fornito anche cibo glatt kosher, ossia "strettamente kosher").

Nelle lunghe tratte, sulla parte posteriore del velivolo vi sono avvisi delle cerimonie religiose in corso. Malgrado le ovvie perdite che ciò comporta, l'attività di volo è sempre programmata in modo da non violare lo Shabbat. È frequente che vengano offerte soluzioni alberghiere per i passeggeri che non vogliono subire i relativi disagi. Dal 20 al 30% dei passeggeri è haredi (aderente all'ortodossia religiosa). Queste persone tendono a volare in determinate stagioni dell'anno (prima o dopo le festività ebraiche) e hanno delle mete preferite, come New York e Toronto. Volare in ispregio allo Shabbat potrebbe cagionare il boicottaggio haredi, con più grave ripercussione economica. Se ne è avuta una dimostrazione pratica nel novembre 2006[37]. A ogni modo, il 5 gennaio 2007 El Al ha firmato un accordo con la comunità haredi concernente l'astensione dalle operazioni il sabato[38].

El Al e la sicurezza[modifica | modifica sorgente]

Bersaglio di terroristi per decenni, la compagnia mette in atto stringenti procedure, sia prima dell'imbarco, sia a bordo dei suoi mezzi. Queste misure, efficaci ma in qualche misura controverse, hanno procurato a El Al una solida reputazione quanto a sicurezza[39].

Misure di sicurezza aeroportuali[modifica | modifica sorgente]

I passeggeri devono presentarsi tre ore prima dell'imbarco. Tutti i terminal di El Al nel mondo sono strettamente vigilati per quanto attiene alla sicurezza. Vi sono agenti in borghese, e personale (militare o di polizia) in assetto da guerra, che pattugliano gli scali alla ricerca di esplosivi, comportamenti sospetti e altre minacce in genere. Dentro al terminal, passeggeri e bagagli vengono controllati da una squadra specializzata. Le procedure della compagnia richiedono che tutti i passeggeri siano "intervistati" individualmente prima di imbarcarsi, consentendo al personale El Al di identificare potenziali minacce alla sicurezza. Ai passeggeri verrà chiesta la provenienza, la ragione del viaggio, la loro professione, e se abbiano preparato personalmente le valigie. È opinione comune che eventuali terroristi difficilmente possano evitare di tradirsi di fronte a tali interrogazioni (teoria della "microespressione" di Paul Ekman e altri). Al banco del check-in, biglietti e passaporti sono esaminati scrupolosamente. Un biglietto sprovvisto di etichetta dei controllori di sicurezza non verrebbe assolutamente accettato. Al controllo dei passaporti, i nomi dei passeggeri sono confrontati con database di FBI, Canadian Security Intelligence Service, Scotland Yard, Shin Bet e Interpol. I bagagli sono esaminati ai raggi X e qualche volta manualmente. Inoltre, i bagagli vengono posti in una camera di decompressione riproducente le condizioni di pressione riscontrabili durante il viaggio (un sensore di un'eventuale bomba potrebbe essere tarato per innescare l'esplosione in tali condizioni[40]. El Al è l'unica compagnia che fa ricorso a questa procedura[41]. Gli agenti di sicurezza di El Al eseguono tutte queste operazioni personalmente, anche se con l'eventuale supervisione di autorità governative o compagnie di sicurezza private[42].

Misure di sicurezza in volo[modifica | modifica sorgente]

El Al Boeing 777

In ogni volo internazionale di El Al vi sono agenti sotto copertura (a volte indicati anche come sky marshals o "sceriffi del cielo" in italiano) occultamente armati che viaggiano a fianco di comuni passeggeri[43]. La maggior parte dei piloti è stata ai comandi di caccia dell'aeronautica militare israeliana, e tutti i membri dell'equipaggio sono addestrati al combattimento corpo a corpo. Quasi tutti i dipendenti di El Al (donne comprese) hanno prestato servizio nelle IDF, poiché i cittadini israeliani sono soggetti al servizio di leva dall'età di 18 anni[44].

I cockpit di tutti gli aerei di El Al hanno le porte doppie per impedire che entrino persone non autorizzate. È richiesta una password per superare le porte, e la seconda si apre solo dopo che la prima è stata chiusa e la persona è stata identificata dal capitano o dal primo ufficiale[44]. Per di più, ci sono pavimenti con rinforzi d'acciaio che separano la cabina dei passeggeri dalla stiva.

Dopo un tentativo di abbattere un aereo israeliano di linea nel 2002[45], tutti i velivoli della flotta sono stati equipaggiati con un sistema di contromisure a infrarossi chiamato Flight Guard, sviluppato da Israel Aerospace Industries per difenderli dai missili anti-aerei[46]. Sebbene siano oggi disponibili sistemi comparabili (come CAMPS), non vi sono informazioni né dati su altre compagnie di linea che stiano sviluppando un tale sistema. La Svizzera e altri paesi europei hanno espresso preoccupazioni sul fatto che i flares lanciati dal sistema israeliano possano causare incendi nei pressi degli aeroporti[47]. Tuttavia, nessuno dei paesi a massimo rischio in cui vola El Al ha manifestato alcuna preoccupazione.

Controversie sulla sicurezza e sulla schedatura dei passeggeri[modifica | modifica sorgente]

I critici di El Al osservano che i suoi controlli di sicurezza comprendono schedature razziali, aggiungendo che questa pratica è ingiusta, irrazionale e degradante per le persone soggette a tale screening. I fautori ribattono che non vi è alcunché di razzista nella schedatura dei passeggeri e che un particolare esame dei musulmani può spesso essere necessario per ragioni di sicurezza.

La compagnia è stata anche criticata da tribunali ungheresi per il rifiuto di perquisire i bagagli alla presenza dei passeggeri, e inoltre perché le leggi nazionali ungheresi prevedono che solo operatori delle autorità di sicurezza locali possano eseguire tali perquisizioni.

Con buona pace di ogni critica, è comunque un fatto che dal 1968 non si è più verificato alcun dirottamento di velivoli El Al. I suoi protocolli di sicurezza si sono rivelati affidabili, e costituiscono un modello per le compagnie di tutto il mondo[48].

Destinazioni[modifica | modifica sorgente]

El Al serve destinazioni in tutto il mondo, con una rete particolarmente sviluppata verso l'Europa. Raggiunge anche una quantità di "accessi strategici" corrispondenti ad altrettante città dell'America Settentrionale, comprendendo recentemente anche collegamenti non-stop con Los Angeles e Miami. Negli ultimi anni ha allargato il suo servizio all'Estremo Oriente, pur mantenendo una copertura limitata per quanto riguarda l'Africa. Il servizio di El Al verso alcune destinazioni è ostacolato da particolari svantaggi. Parecchi stati limitrofi, in primis l'Arabia Saudita, negano il permesso di sorvolare il proprio spazio aereo agli aerei con la Stella di David. La modifica di rotta che necessariamente ne consegue può comportare un aggravio dei tempi di volo fino a novanta minuti. Negli ultimi tempi la situazione è stata in qualche maniera alleviata da accordi commerciali con Cipro, Egitto e Giordania. A fine 2007, El Al ha annunciato l'intenzione di intraprendere collegamenti con Tokyo, Shanghai o America Meridionale nel corso del 2008, e pure collegamenti interni con il nord del paese[49]. Dal maggio del 2009 è stato aperto inoltre un collegamento Tel Aviv-San Paolo in Brasile.[senza fonte]

Flotta[modifica | modifica sorgente]

El Al possiede una flotta composta solo da velivoli Boeing, e precisamente (aggiornato al 9 febbraio 2014):

Flotta di El Al[50][51]
Aereo In Flotta Ordini Passeggeri Note
F J Y Totale
Boeing 737-700 2 16 88 104
Boeing 737-800 15 16 126 142
189 189
Boeing 737-900ER 2 6 16 156 172 Consegne entro il 2016
Boeing 747-400 6 8 52 348 408
12 42 424 478
Boeing 767-300ER 6 16 211 227
Boeing 777-200ER 6 6 40 237 283
Totale 40 6

Matmid[modifica | modifica sorgente]

Matmid è il programma frequent flyer di El Al. Fu lanciato nel 2004 in seguito a fusione dei preesistenti programmi analoghi. Prevede quattro formule: Matmid, Matmid Silver, Matmid Gold, e Matmid Platinum. I punti accumulati danno diritto a biglietti omaggio, voli in classe superiore senza maggiorazione, e sconti su autonoleggi, alberghi, altri prodotti e servizi. Si possono accumulare punti anche viaggiando con aerolinee partner, o soggiornando in hotel convenzionati o acquistando con carte di credito.[52]

Rapporti di partnership[modifica | modifica sorgente]

I punti di Matmid possono essere raccolti sulla maggioranza dei viaggi compiuti con:[53]

Alcuni voli di Aeroméxico valgono ugualmente per accumulare i punti in questione. Lo stesso dicasi per i voli in codeshare.

King David Lounge[modifica | modifica sorgente]

Con questa denominazione si indicano le sale d'attesa per i passeggeri delle migliori classi della compagnia. Ve ne sono cinque distribuite in tutto il mondo (Ben Gurion International Airport, Charles de Gaulle International Airport, John F. Kennedy International Airport, London Heathrow Airport, Los Angeles International Airport).

Tutti i King David Lounge offrono bevande, spuntini, quotidiani e riviste (israeliane e internazionali). Alcuni offrono pure accessi Wi-Fi gratuiti a Internet. Quello del "Ben Gurion" ha una sezione separata per i passeggeri di prima classe, telefoni, locali doccia e una sorta di stabilimento termale che offre massaggi.[54]

Accordi di code sharing[modifica | modifica sorgente]

All'epoca del febbraio 2008, El Al ha i seguenti partner di code sharing:[55]

Era stato annunciato in dicembre 2007 che El Al stesse per avviare un ampio accordo di codeshare con American Airlines all'inizio del 2008 in conseguenza della cancellazione di accordi di codeshare tra Delta ed El Al, a sua volta conseguente al lancio (da parte di Delta) di un servizio non-stop tra New York (JFK) e Tel Aviv, in diretta concorrenza con El Al.[56]

Livrea[modifica | modifica sorgente]

La storica, ora sostituita livrea di El Al era connotata da una striscia turchese/navy lungo la fusoliera e da un timone di profondità turchese con la bandiera israeliana all'apice. Il logo El Al compariva sopra la fila anteriore di finestrini nello schema turchese/navy.[57] La nuova livrea si distingue per una striscia blu con un largo bordo argentato che interseca la fusoliera vicino all'ala, sparisce sulla sommità della fusoliera e ricompare sul fondo del timone. Il logo El Al è incorporato nella veste grafica, anche se leggermente modificato.[58]

Incidenti e attentati (cronologia)[modifica | modifica sorgente]

  • 5 febbraio 1950. Un DC 4 fu danneggiato per una scartata in fase di decollo da Tel Aviv. Nessun morto.[59]
  • 24 novembre 1951. Un DC 4 impiegato come cargo da Tel Aviv ad Amsterdam si schiantò avvicinandosi all'aeroporto di Zurigo. Sei morti fra l'equipaggio.
  • 27 luglio 1955. Il Volo El Al 402, eseguito con un Lockheed Constellation, fu colpito dopo essere andato fuori rotta sui cieli della Bulgaria, durante un temporale. Tutti gli occupanti (58 persone tra passeggeri ed equipaggio) persero la vita.
  • febbraio 1969. Un Boeing 720 venne attaccato all'aeroporto di Zurigo. Un allievo pilota israeliano restò ucciso, altre 8 persone ferite. Nel conflitto a fuoco con il personale della sicurezza, un terrorista ucciso, altri tre arrestati. Costoro furono sottoposti a processo a Winterthur, ma rilasciati a seguito del dirottamento di un velivolo Swissair, perpetrato l'anno dopo.
  • 27 dicembre 1985. Dopo varie azioni fallimentari, elementi di Abu Nidal attaccarono le biglietterie El Al di Roma e Vienna, uccidendo 19 persone.
  • 18 aprile 1986. Affare Hindawi: un'irlandese incinta, Anne Mary Murphy, si stava imbarcando su un volo El Al da Heathrow (Londra) quando si scoprì che trasportava esplosivo al plastico nella borsa. Tale carico illecito era stato collocato dal suo fidanzato, Nezar Hindawi, prenotato su un volo differente. Egli fu condannato a 45 anni di reclusione, la pena più alta mai comminata da una corte britannica. C'erano prove di un coinvolgimento delle autorità siriane, e di conseguenza il Regno Unito interruppe le relazioni diplomatiche con detto paese.
  • 4 ottobre 1992. Il Volo El Al 1862 (su B-747 cargo) si schiantò sugli appartamenti di Groeneveen e Klein-Kluitberg (Bijlmermeer, presso Amsterdam). Morirono i tre membri dell'equipaggio, un passeggero, 39 persone a terra.
  • 4 luglio 2002. Hesham Mohamed Hadayet sparò a sei israeliani vicino alle biglietterie dell'aeroporto di Los Angeles, prima di essere abbattuto a sua volta da una guardia di sicurezza di El Al. Due tra le vittime dell'attentato morirono. Benché non risultasse legato a movimenti terroristici, Hadayet, egiziano, aveva in precedenza esternato opinioni contrarie a Israele e alla sua politica estera. L'FBI rubricò l'azione come atto terroristico, uno dei pochi sul suolo americano dagli attentati dell'11 settembre 2001.
  • 17 novembre 2002. Tawfiq Fukra, un ventitreenne arabo-israeliano, tentò di dirottare un volo da Tel Aviv diretto in Turchia. Fu riferito che fosse armato di un coltello da tasca e fosse intenzionato a penetrare in cabina di pilotaggio per ricondurre il velivolo in Israele e farlo schiantare su un edificio, ma venne neutralizzato dagli operatori di sicurezza imbarcati. Fukra ha respinto le accuse.
  • 23 ottobre 2003. Un B-767 in volo da Tel Aviv per Los Angeles via Toronto fu "deviato" verso il Montréal-Mirabel International Airport e poi verso il John C. Munro Hamilton International Airport (Hamilton, Canada) dove erano state allertate speciali squadre d'assalto della Polizia a cavallo canadese. Sembra che la deviazione fosse riconducibile a "grave minaccia per la sicurezza", forse un piano d'attacco con missili terra-aria in fase di atterraggio su Toronto.
  • Nel 2006, l'Attorney General svizzero ha riferito che sette nordafricani erano stati arrestati in connessione a una trama per far esplodere un imprecisato volo El Al nel dicembre 2005. Al tempo dell'arresto, i voli Tel Aviv - Londra sorvolavano il cielo di Ginevra, dove era stato scoperto un missile di tipo MANPAD.[60]
Un lancia-missili portatile sovietico del tipo SA-7.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sigle internazionali – IATA: TLV, ICAO: LLBG.
  2. ^ 1 122 persone trasportate su un Boeing 747.
  3. ^ Nel corso dell'Operazione Salomone, in cui molti rifugiati furono rimpatriati dall'Etiopia.
  4. ^ El Al secure because it must be, CNN, 5 luglio 2002. URL consultato il 23 ottobre 2007.
  5. ^ Articolo su answers.com
  6. ^ Articolo su "Jewishf.com
  7. ^ Notizia disponibile su answers.com
  8. ^ Gates of Jewish Heritage.
  9. ^ History of El Al, dal sito ufficiale El Al.
  10. ^ The Beast in Chains, Time Magazine, 6 giugno 1960. URL consultato il 20 giugno 2007.
  11. ^ Ciadvertising
  12. ^ "Answers.com", cit.
  13. ^ a b c History of El Al, cit.
  14. ^ World: Drama of the Desert: The Week of the Hostages. URL consultato il 15 agosto 2011.
  15. ^ A history of El Al incidents. URL consultato il 15 agosto 2011.
  16. ^ ASN Aviation Safety Database, Aviation Safety Network. URL consultato il 29 maggio 2007.
  17. ^ Bard, Mitchell Geoffrey. The Complete Idiot's Guide to the Middle East Conflict. Alpha Books.
  18. ^ The Jewish Journal
  19. ^ a b c d e f g h i Answers.com, cit.
  20. ^ Gates of Jewish Heritage, cit.
  21. ^ Articolo su Global Security.org
  22. ^ Dal 1988 l'URSS aveva autorizzato l'espatrio di 20.000 ebrei russi l'anno. Gli Stati Uniti cominciarono ben presto a contingentare l'afflusso di questi emigranti, che di conseguenza si riversarono ovviamente su Israele, aumentando peraltro sensibilmente i noti e annosi problemi di stabilità dell'area mediorientale (non fosse altro per il pesante impatto sullo sfruttamento di risorse idriche già critiche).
  23. ^ Answers.com, cit. e articolo sul Jerusalem Post On Line Edition
  24. ^ Record dell'aviazione
  25. ^ Articolo sul New York Times
  26. ^ Articolo su jewishf.com
  27. ^ Trattato OCSE sui "cieli aperti"
  28. ^ El Al Cargo
  29. ^ Articolo su Haaretz
  30. ^ Studio di Action Base
  31. ^ Dati finanziari
  32. ^ Standard and Poors
  33. ^ Articolo su Haaretz
  34. ^ Ynet News
  35. ^ Info Live Tv
  36. ^ (HE) Maya Tase (borsa israeliana)
  37. ^ Articolo sul Jerusalem Post
  38. ^ Articolo su Haaretz
  39. ^ Articolo su USA Today
  40. ^ Articolo tecnico sulle camere di decompressione
  41. ^ Articolo su Israel Insider
  42. ^ Articolo su USA Today
  43. ^ Articolo della BBC
  44. ^ a b Articolo di CNN
  45. ^ Articolo della BBC
  46. ^ Articolo CNN; Pagina di Israel Aerospace Industries; Articolo Reuters
  47. ^ Articolo Ynetnews
  48. ^ Articolo di acm.org
  49. ^ Jerusalem Post
  50. ^ http://www.planespotters.net/Airline/El-Al-Israel-Airlines
  51. ^ http://www.airfleets.net/flottecie/El%20Al.htm
  52. ^ Superstar.de
  53. ^ Dal sito El Al ufficiale
  54. ^ Pagina sul sito El Al
  55. ^ El Al Codeshare
  56. ^ Cheapflights.com
  57. ^ Airliners.net
  58. ^ Airliners.net
  59. ^ Tutta questa sezione è ampiamente corredata di riferimenti a fonti nella versione inglese (da cui muove la voce italiana, e a cui si rimanda per brevità). A ogni modo, ricchissime informazioni sono disponibili su Aviation-safety.net.
  60. ^ Un acronimo per Man-portable air-defense systems, missile spalleggiabile terra-aria a corto raggio.

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