Volo El Al 402

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Volo El Al 402
Un Lockheed Constellation simile a quello del disastro
Un Lockheed Constellation simile a quello del disastro
Tipo di evento Abbattimento per opera di aerei da caccia
Data 27 luglio 1955
Luogo Petrič
Stato Bulgaria Bulgaria
Coordinate 41°24′0″N 23°13′0″E / 41.4°N 23.21667°E / 41.4; 23.21667Coordinate: 41°24′0″N 23°13′0″E / 41.4°N 23.21667°E / 41.4; 23.21667
Tipo di aeromobile Lockheed Constellation
Operatore Israele El Al
Numero di registrazione 4X-AKC
Partenza Aeroporto Internazionale di Vienna, Austria
Destinazione Aeroporto di Tel Aviv, Israele
Passeggeri 51
Equipaggio 7
Vittime 58
Feriti 0
Sopravvissuti 0
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Bulgaria

[senza fonte]

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Il Volo El Al 402 — su Lockheed Constellation, un quadrimotore ad elica pressurizzato — era un volo passeggeri internazionale da Vienna (Austria) a Tel Aviv (Israele), via Istanbul (Turchia), eseguito il 27 luglio 1955, che sconfinò nello spazio aereo bulgaro e fu abbattuto da due caccia a reazione MiG-15 bulgari, schiantandosi nei pressi di Petrič, Bulgaria. Nessun sopravvissuto tra i 51 passeggeri, né tra i 7 membri dell'equipaggio.[1][2]

Indice

Storia del volo[modifica]

Un MiG-15 "Fagot" simile a quelli che abbatterono il Volo El Al 402

Il Constellation aveva iniziato il suo volo a programmazione settimanale da Londra (Regno Unito), e partì dall'Aeroporto Internazionale di Vienna alle 02:53, diretto all'Aeroporto di Tel Aviv (che all'epoca si chiamava ancora Lod Airport) via Istanbul. Poiché usava la navigazione NDB, con perturbazione temporalesca nell'area,[3] l'equipaggio riteneva di trovarsi sopra il radiofaro di Skopje (odierna Repubblica di Macedonia), ed impostò una virata di 142 gradi. Volando a FL 180 (una quota approssimativa di 18 000 piedi s.l.m.), inavvertitamente deviò dal corridoio aereo Amber 10,[4] invadendo il territorio bulgaro, dove venne intercettato ed attaccato da due caccia MiG-15 "Fagot" della locale aeronautica. L'aereo di linea perse quota, si disintegrò a 2 000 piedi, e precipitò in fiamme a nord della cittadina di Petrič,[5] in Bulgaria, ai confini con Grecia e quella che al tempo si chiamava Jugoslavia. Il disastro non diede scampo ad alcuno dei 58 occupanti.[6]

L'inchiesta[modifica]

Fu aperta un'inchiesta, che pervenne alle seguenti conclusioni:

«L'aereo subì uno o più colpi che provocarono perdita di pressurizzazione e un incendio nel compartimento del riscaldatore. L'aereo si smembrò a mezz'aria a causa di un'esplosione innescata da pallottole che colpirono l'ala destra e probabilmente anche l'ala sinistra, assieme a uno o più proiettili di grosso calibro nella parte posteriore della fusoliera.»

Come provvedimento inteso a migliorare la sicurezza, fu raccomandato l'uso di più VOR sul corridoio aereo Amber 10, al posto dell'unico utilizzato al tempo dell'incidente.[6]

Conseguenze[modifica]

Sebbene inizialmente il governo bulgaro rifiutasse di accettare responsabilità, incolpando i piloti dell'aereo di linea penetrato nel suo spazio aereo senza autorizzazione, alla fine presentò scuse formali, affermando che i piloti degli intercettori erano stati "troppo frettolosi" nello sparare all'aereo israeliano e accettò di pagare un indennizzo alle famiglie delle vittime.[7]

Note[modifica]

  1. ^ Aviation-safety.net
  2. ^ Time.com
  3. ^ Notoriamente i fulmini possono causare errori nei segnali di navigazione NDB: dato che i fulmini emettono onde radio su tutte le basse e medie frequenze, l'indicatore dell'ADF può essere deviato verso il temporale.
  4. ^ Federal Aviation Administration, Order 7400.2F — Procedures for Handling Airspace Matters
  5. ^ Cliccare sul globo per visualizzare Petrič sulla mappa
  6. ^ a b Avion-safety.net, cit.
  7. ^ (EN) The Worst, but Not the First, in «Time/CNN», 12 settembre 1983. URL consultato in data 22-03-2008.

Voci correlate[modifica]

Bibliografia[modifica]

(EN)

  • International Court of Justice, Aerial Incident of 27 July 1955
  • United States Civil Aeronutics Board, Civil Aeronautics Board Reports: Economic Cases of the Civil Aeronautics , pag. 705 — Originale disponibile presso la University of Michigan v.56 1971 Jan-May

Collegamenti esterni[modifica]

(EN)