Strage di Fiumicino (1985)

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Strage di Fiumicino 1985
Fiumicino1985.jpg
L'aeroporto di Fiumicino poco dopo l'attentato
Stato Italia Italia
Luogo Roma, Vienna
Obiettivo Aeroporto di Roma-Fiumicino, Aeroporto di Vienna
Data 27 dicembre 1985
8.15
Tipo Strage
Morti 17
Feriti oltre 100
Responsabili 4 terroristi palestinesi legati a Abu Nidal

L'evento noto come strage di Fiumicino del 1985 è un duplice attentato terroristico perpetrato il 27 dicembre 1985 a opera del gruppo palestinese estremista facente capo ad Abu Nidal, che contemporaneamente assaltò l'aeroporto di Roma-Fiumicino e quello di Vienna, uccidendo un totale di 13 persone. Includendo i 4 terroristi rimasti uccisi il numero sale a 17. I feriti furono oltre 100. I due attacchi ebbero luogo con una differenza di pochi minuti l'uno dall'altro alle 9.15 circa.[1]

L'attacco all'aeroporto di Fiumicino[modifica | modifica sorgente]

L'azione terroristica fu perpetrata da uomini armati che, dopo aver gettato bombe a mano, aprirono il fuoco con raffiche di mitra sui passeggeri in coda per il check-in dei bagagli presso gli sportelli della compagnia aerea nazionale israeliana El Al e della americana TWA, scegliendo le loro vittime in modo indiscriminato. Nell'attacco all'aeroporto di Fiumicino morirono 13 persone, inclusi i terroristi (stando all'ordinanza di rinvio a giudizio n.368/86a, quattro statunitensi, due messicani, due italiani, una cittadina greca, un algerino e tre terroristi arabi dalla nazionalità ancora oggi indefinita). I terroristi che parteciparono alla strage di Fiumicino furono in totale quattro: tre di essi furono uccisi dalle guardie della sicurezza aeroportuale nel corso dell'azione e uno, il capo del commando Mohammed Sharam, fu catturato vivo.[1] [2]

L'attacco all'aeroporto di Vienna[modifica | modifica sorgente]

Nell'attacco all'aeroporto di Vienna si ebbero tre vittime, un israeliano e due austriaci, tra i passeggeri, e decine di feriti. L'attacco coinvolse tre terroristi poi fuggiti su un'automobile rubata: uno di loro, Mongi Ben Aballah Saadaoui, venne ucciso durante l'inseguimento, gli altri due, Abdelaziz Merzaughi e Mongi Ben Ahmed Shaaouali, furono catturati alla fine dell'inseguimento.[3]


I terroristi[modifica | modifica sorgente]

La regia del duplice attentato è stata attribuita al leader politico estremista e terrorista palestinese Abu Nidal.

Secondo quanto riferisce l'ammiraglio Fulvio Martini (all'epoca direttore del SISMI) nella sua autobiografia Nome in codice: Ulisse, i servizi italiani erano stati avvertiti fin dal 10 dicembre della possibilità di un attentato e poi, grazie alle informazioni ricevute dai servizi di un paese arabo amico, il 19 dicembre erano riusciti a restringere il periodo temporale in cui sarebbe avvenuto tra il 25 e il 31 dicembre e ad individuare il bersaglio nell'aeroporto di Fiumicino. Stando a quanto afferma l'ammiraglio, sia le forze di polizia italiane che i servizi alleati furono avvertiti (gli stessi israeliani, dopo questo avvertimento, fecero appostare diversi tiratori scelti in difesa della postazione della compagnia El Al, che furono poi tra i primi ad aprire il fuoco sugli attentatori); tuttavia, sempre secondo Martini, qualcosa non funzionò nella gestione delle forze dell'ordine italiane e nonostante le informazioni ottenute con più di una settimana di anticipo l'azione dei terroristi non venne fermata in tempo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Telegiornale: Roma, attentato a Fiumicino, TG3 (Network Rai), 1985-12-27. URL consultato il 2014-02-02.
  2. ^ Nel 1985 uccise 13 persone nella strage all’aeroporto di Fiumicino. Adesso esce di cella e fa il giardiniere in Focus on Israel. URL consultato il 2014-02-02.
  3. ^ (DE) Zeit im Bild (News): Terroranschlag auf den Flughafen Wien-Schwechat 1985, ORF Austrian Broadcasting Corporation, 1985-12-27. URL consultato il 2014-02-02.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]