António de Oliveira Salazar

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Antonio Salazar
Antonio Salazar-1.jpg

Primo ministro del Portogallo
Durata mandato 5 luglio 1932 - 25 settembre 1968
Predecessore Domingos Oliveira
Successore Marcelo Caetano

Presidente del Portogallo interim)
Durata mandato 18 aprile 1951 - 29 luglio 1951
Predecessore António Óscar Carmona
Successore Francisco Craveiro Lopes

Dati generali
Partito politico Unione nazionale
Tendenza politica Dottrina sociale cattolica
Corporativismo
Firma Firma di Antonio Salazar

António de Oliveira Salazar (Santa Comba Dão, 28 aprile 1889Lisbona, 27 luglio 1970) è stato un politico ed economista portoghese, dittatore del Portogallo dal 1932 al 1968.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Intellettuale conservatore[modifica | modifica wikitesto]

Nato da una famiglia di agricoltori, dopo gli studi nel seminario di Viseu, nel 1914 consegue la laurea in giurisprudenza presso l'Università di Coimbra. Specializzatosi in economia politica nel 1918, lo stesso anno inizia la propria carriera accademica come professore di economia nella stessa Università.

Combatte l'anticlericalismo della prima Repubblica scrivendo sui giornali cattolici e per i suoi legami con la Gioventù cattolica portoghese si presenta alle elezioni del 1921 e viene eletto, ma rinuncia al mandato dopo soltanto due giorni.

Ministro delle Finanze (1928 - 1932)[modifica | modifica wikitesto]

Dall'instaurazione della Repubblica (il 5 ottobre 1910), il Portogallo è in preda ad un'instabilità politica violenta: tra conflitti sindacali, lotte tra clericali ed anticlericali, riforme promesse e non realizzate, colpi di stato più o meno sanguinosi (ben due capi di governo vengono assassinati, nel 1918 e nel 1921), dal 1910 al 1926 si succedono ben 45 governi, quasi tutti sotto la pressione dei militari.

Nel 1926 una nuova dittatura militare, presieduta dal generale Carmona (che resterà presidente fino al 1951), mette fine alla Repubblica, e lascia il Portogallo completamente esposto alla crisi economica.

Il portafoglio delle Finanze viene offerto a Salazar, che però lo lascia dopo 13 giorni, non ritenendo di avere le condizioni politiche per lavorare. Lo riprende nel 1928, questa volta con pieni poteri, e in un anno, applicando una politica di rigido contenimento della spesa, riesce a riportare il bilancio non solo in pareggio, ma addirittura in attivo, risultato che tutti avevano fallito per un secolo.

Presidente del Consiglio dell'Estado Novo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Estado Novo (Portogallo).

Sull'onda di questo successo Salazar nel 1932 viene nominato Presidente del Consiglio. Nel 1931 aveva fondato União Nacional (Unione Nazionale), che diverrà partito unico e che il successore Caetano convertirá in Acción Nacional Popular (Azione Nazionale Popolare).

In questa veste, introduce una nuova Costituzione che gli dà i pieni poteri ed il controllo totale dello stato: è il fascismo portoghese, teorizzato come Estado Novo (Stato Nuovo), analogo, nella natura e nei princìpi corporativi, al fascismo di Benito Mussolini in Italia, al quale del resto esplicitamente si ispira. Il suo modello ufficialmente dichiarato è invece la dottrina sociale della Chiesa cattolica. Le idee politiche di Salazar furono marcatamente conservatrici e autoritarie, volte contro quello che egli chiamava "il potere della folla" o "l'autorità della piazza". Per lui infatti "la vera libertà non può esistere se non nel profondo dell'animo umano", "può esserci un potere assoluto ma mai una libertà assoluta" mentre "l'ordine ha sempre rappresentato la condizione indispensabile della bellezza".[1]

Da allora, Salazar manterrà il potere per oltre 35 anni, grazie al sostegno della Chiesa e degli agrari, sopprimendo i sindacati, la libertà di stampa ed ogni altro tipo di opposizione politica o di dissidenza che possa danneggiare l'egemonia del regime. Il supporto politico del salazarismo è il suo partito unico, l'Unione nazionale, creato nel 1933. Il supporto repressivo è la polizia politica segreta creata nel 1933, la PIDE (Polícia Internacional e de Defesa do Estado) - che sopravviverà alla morte dello stesso Salazar con il nome di DGS (Direcção General de Segurança).

Durante la Guerra civile spagnola (1936 - 1939), esibisce una neutralità di facciata, ma sostiene attivamente le forze nazionaliste permettendo il passaggio di materiale bellico in gran copia attraverso il territorio portoghese e promuovendo l'invio di un certo numero di volontari (i cosiddetti "viriatos") a sostegno di Francisco Franco contro i Repubblicani. Il numero di 2000 militi volontari pare sia stato gonfiato dalla propaganda non ufficiale salazarista; la storiografia non ha fino a oggi fornito cifre certe della partecipazione di "volontari" portoghesi al fianco delle forze nazionaliste. Per contro molti altri portoghesi presero parte alle Brigate Internazionali accorse da tutto il mondo a sostegno della Repubblica.

All'inizio della guerra di Spagna Salazar assunse anche il portafogli del ministero degli esteri, che mantenne durante il corso di tutta la seconda guerra mondiale, improntando l'incarico all'imperativo della neutralità. Prossimo ideologicamente al fascismo italiano, il regime portoghese non fu ostile alle Potenze dell'Asse, ma se ne distanziò rendendo illegali sul territorio portoghese il movimento fascista e nazista e arrestando quei cittadini portoghesi che ne erano i maggiori punti di riferimento interno. Il Portogallo attenuò la sua affinità col fascismo anche con l'alleanza con il Regno Unito, necessaria a garantire una politica di neutralità. Questa alleanza non era basata su alcuno sforzo bellico, ma proprio sul mantenimento della più stretta neutralità, che, comunque, non impedì al Portogallo di commerciare con i paesi dell'Asse tramite la Svizzera.

Come ministro degli esteri inoltre sviluppò un'intensa attività diplomatica per cercare di impedire l'entrata in guerra della Spagna, con la quale firmò un patto di neutralità a conflitto in corso, perché avrebbe espanso il teatro di guerra alla penisola iberica e avrebbe potuto spingere le potenze dell'Asse ad occupare il Portogallo, decisivo per il controllo dell'Atlantico e dell'ingresso occidentale del Mediterraneo.

Mantiene relazioni commerciali con entrambi i contendenti, a tutto beneficio dell'industria portoghese. Fornisce tungsteno al regime nazista, e contemporaneamente consente agli anglo-statunitensi di installare basi militari nelle Azzorre per sorvegliare l'Atlantico. Come risultato, la bilancia commerciale portoghese è in attivo negli anni di guerra, come non accadeva a memoria d'uomo.

Salazar dà istruzioni esplicite ai propri ambasciatori di limitare la concessione dei visti a persone che vogliono fuggire dalla Francia invasa dalla Germania. Eppure durante l'estate del 1940 Aristides de Sousa Mendes, console portoghese a Bordeaux, concede visti ad un gran numero di ebrei (in tutto circa 100.000 ebrei si rifugiano in Portogallo, durante la guerra), salvandoli dalla Shoah. Salazar lo rimuove dalle sue funzioni, e benché, finita la guerra, si compiaccia pubblicamente che il Portogallo abbia salvato tanti ebrei, non lo riabiliterà mai. Quando viene annunciata la morte di Adolf Hitler, nel 1945, fa esporre le bandiere a lutto.

Dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1949 il forte anticomunismo di Salazar lo spinge a far entrare il Portogallo nella NATO, pur praticando in generale una politica isolazionista all'insegna dello slogan "fieramente soli", il cui risultato è una lunga stagnazione economica e culturale nel paese.[senza fonte] Convinto colonialista, Salazar continua a considerare territorio portoghese anche i territori d'oltremare (Guinea Bissau, Mozambico e Angola, nel 1951 ribattezzati "province"), benché tutto il resto dell'Europa stia progressivamente lasciando l'Africa e i costi crescenti e la richiesta di soldati impoveriscano ulteriormente il paese, e nonostante la violenta insurrezione angolana del 1961.

Da notare che, come Mussolini nel Regno d'Italia, Salazar non ricoprì la carica di capo dello Stato, ma vi fu sempre un altro personaggio politico ad essere il presidente della Repubblica: António Óscar Carmona, fino al 1951, poi Francisco Craveiro Lopes e quindi Américo Thomaz. Solamente per tre mesi e tre giorni, dall'aprile al luglio del 1951, Salazar fu capo dello Stato ad interim, in attesa del successore di Carmona. Cumulò quindi, eccezionalmente, le due cariche. Per venire incontro alle pressioni internazionali cercò di riavvicinarsi alla democrazia, mutuando dalla Spagna franchista la democrazia organica, un sistema rigorosamente gerarchico ma su base elettorale, fondato sul corporativismo.

Nel 1968 viene colpito da un infarto invalidante (conseguenza postuma di un banale incidente domestico) e dovette abbandonare il potere: rimase nella leggenda la storia secondo cui per alcuni mesi nessuno osò annunciargli che non era più il Presidente del Consiglio[2]. Nel 1968 gli successe Marcelo Caetano, che durerà fino alla Rivoluzione dei garofani, conclusasi il 25 aprile 1974 con il ritorno della democrazia in Portogallo. Morì nel 1970.

Influenze nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze portoghesi[modifica | modifica wikitesto]

Gran Croce dell'Ordine di San Giacomo della Spada - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine di San Giacomo della Spada
— 15 aprile 1929
Gran Croce dell'Ordine dell'Impero Coloniale - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine dell'Impero Coloniale
— 21 aprile 1932
Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada
— 28 maggio 1932
Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique
— 4 ottobre 1968

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— 1939
Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca (Repubblica Federale Tedesca) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca (Repubblica Federale Tedesca)
— 1953

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Salazar Says. Secretariado de Propaganda Nacional, Lisboa s.d., p.31
  2. ^ Meneses, Filipe de. Salazar: A Political Biography. pp. 608-609. ISBN 978-1-929631-90-2

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Domingos da Costa Oliveira 1932 - 1968 Marcelo Caetano
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António Óscar Carmona 1951 (interim) Francisco Craveiro Lopes