José Manuel Durão Barroso

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José Manuel Durão Barroso
Barroso EPP Summit October 2010.jpg

Unione europea Presidente della Commissione europea
In carica
Inizio mandato 23 novembre 2004
Predecessore Romano Prodi

Portogallo Primo ministro del Portogallo
Durata mandato 6 aprile 2002 –
17 luglio 2004
Presidente Jorge Sampaio
Predecessore António Guterres
Successore Pedro Santana Lopes

Ministro degli Affari Esteri
Durata mandato 12 novembre 1992 –
28 ottobre 1995
Presidente Aníbal Cavaco Silva
Predecessore João de Deus Pinheiro
Successore Jaime Gama

Dati generali
Partito politico Partito Social Democratico
(Partito Popolare Europeo)
Firma Firma di José Manuel Durão Barroso

José Manuel Durão Barroso (Lisbona, 23 marzo 1956) è un politico e accademico portoghese. Dal 2004 è presidente della Commissione europea. In passato è stato ministro e Primo ministro del Portogallo e Ministro degli Affari Esteri.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Barroso si è laureato in giurisprudenza presso l'Università di Lisbona e in studi europei presso l'Università di Ginevra nel 1985. In quest'ultima università ha successivamente ottenuto anche un master in scienze politiche, laureandosi con una tesi sui rapporti tra integrazione europea e sistema politico portoghese.

Ha svolto inoltre alcuni periodi di studio e stage alla Columbia University, alla Georgetown University, all'International University Institute di Lussemburgo e all'Istituto Universitario Europeo.

Carriera accademica[modifica | modifica sorgente]

Barroso è stato assistente presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università di Lisbona e presso il dipartimento di scienze politiche dell'Università di Ginevra, in cui collaborò con Dusan Sidjanski e si occupò in particolare del pensiero di Denis de Rougemont[1]. È stato inoltre visiting professor alla Georgetown University dal 1996 al 1998. In tale università ottenne anche il diploma al "Georgetown Leadership Seminar"[2].

Barroso è stato direttore del dipartimento di relazioni internazionali dell'università Lusíada di Lisbona dal 1995 al 1999.

Fondò e fu il primo direttore della rivista scientifica Revista de Ciencia Politica.

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Jerzy Buzek, Barroso e Herman Van Rompuy in conferenza

Barroso iniziò a svolgere attività politica ai tempi dell'università, prima della "rivoluzione dei Garofani" dell'aprile 1974. Barroso era uno dei leader della FEM-L (Federazione degli Studenti Marxisti-Leninisti), che era la sezione giovanile movimento clandestino maoista MRPP (Movimento Riorganizzativo del Partito del Proletariato), in seguito unitosi al Partito Comunista dei Lavoratori Portoghesi. Successivamente Barroso giustificò la sua scelta giovanile sostenendo che era stata motivata dalla dura opposizione della FEM-L contro il movimento giovanile del Partito comunista. Tuttavia, fonti dell'epoca testimoniano che Barroso appoggiava effettivamente posizioni maoiste e di sinistra[3].

Dopo la fine del regime di Salazar, nel dicembre 1980 Barroso aderì al Partito Social Democratico Portoghese (PSD), principale movimento del centrodestra portoghese, del quale è membro ancor oggi. Ha fatto parte del Consiglio nazionale del partito ed è stato segretario della commissione per le relazioni internazionali.

Nel 1991 aderì al movimento europeo del Portogallo.

Incarichi di governo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1985 Barroso venne eletto per la prima volta all'Assemblea della Repubblica. In seguito venne eletto altre cinque volte consecutive.

Nel 1985 venne nominato segretario di stato al ministero degli affari interni, nell'ambito del governo del PSD guidato da Aníbal Cavaco Silva. Nell'ambito dello stesso governo, nel 1987 divenne segretario di stato per gli affari esteri e la cooperazione al ministero degli affari esteri. Mantenne l'incarico per cinque anni, occupandosi in particolare dei negoziati per porre fine alla guerra civile angolana che portarono agli accordi di Bicesse del 1990 e del problema delle rivendicazioni indipendentiste di Timor Est, che Barroso appoggiò.

Nel 1992 Barroso venne nominato ministro degli esteri, incarico che svolse fino alla fine della legislatura nel 1995. Nel 1995 si candidò alla leadership del suo partito, ma venne sconfitto da Fernando Nogueira, che tuttavia perse le elezioni politiche di quell'anno.

Dopo che il PSD passò all'opposizione, nel 1995 Barroso fu eletto presidente della commissione parlamentare per gli affari esteri. Nel 1996 guidò la delegazione dell'Istituto per la democrazia e l'assistenza elettorale in Bosnia ed Erzegovina e nel 1997 fu un consigliere delle Nazioni Unite per il processo di pace in Tanzania. Ha fatto parte di una serie di altri gruppi consultivi informali del segretario generale dell'ONU.

Primo ministro, 2002-2004[modifica | modifica sorgente]

Nell'aprile 1999 Barroso venne eletto presidente del Partito social democratico, diventando così il leader dell'opposizione. Successivamente il suo mandato venne rinnovato per tre volte. Dal 1999 al 2002 Barroso fu anche vicepresidente del Partito Popolare Europeo e dal 2001 al 2005 vicepresidente dell'Internazionale Democratica Centrista.

Il risultato conseguito alle elezioni politiche del 2002 consentì al PSD di formare un governo di coalizione con il Partito popolare e il 6 aprile 2002 Barroso divenne Primo ministro.

Barroso, Blair, Bush e Aznar
Barroso e Bush alla Casa Bianca

Il governo di Barroso si impegnò in modo particolare per ridurre la spesa pubblica e condurre il deficit di bilancio sotto la soglia del 3% del PIL fissata dal patto di stabilità dell'Unione europea. In politica estera il governo Barroso si segnalò per il suo convinto appoggio alle iniziative promosse dal presidente statunitense George W. Bush e dal premier britannico Tony Blair. Nel 2003 fu Barroso ad ospitare nelle Azzorre il vertice con Bush, Blair e il primo ministro spagnolo José María Aznar in cui vennero definiti i dettagli per l'imminente invasione dell'Iraq.

Dopo la vittoria del Partito Popolare Europeo alle elezioni europee del giugno 2004[4], il 5 luglio 2004 il Consiglio europeo nominò Barroso presidente della Commissione europea[5]. Barroso si dimise dall'incarico di primo ministro e Pedro Santana Lopes gli subentrò per un periodo transitorio fino alle elezioni politiche anticipate.

Presidente della Commissione europea, 2004-[modifica | modifica sorgente]

La nomina di Barroso a presidente della Commissione venne approvata dal Parlamento europeo il 22 luglio 2004 con 413 voti a favore su 711 (251 contrari, 44 astenuti e 3 voti nulli). Barroso assunse ufficialmente la carica di presidente il 22 novembre 2004.

Il suo primo mandato fu segnato in modo particolare dalla crisi dell'Unione europea dopo la bocciatura della costituzione europea nei referendum nei Paesi Bassi e in Francia nel 2005 e dalla successiva elaborazione del Trattato di Lisbona.

Il 26 maggio 2005 il Parlamento europeo venne chiamato a votare una mozione di sfiducia contro Barroso promossa dal parlamentare del Partito per l'Indipendenza del Regno Unito Nigel Farage. Barroso era accusato di avere stretti rapporti personali con l'armatore greco Spiro Latsis che aveva beneficiato di aiuti finanziari dallo stato greco approvati dalla Commissione europea. Tuttavia, il Parlamento europeo bocciò la mozione di sfiducia a larga maggioranza[6].

Durante la campagna elettorale per le elezioni europee del 2009 il Partito Popolare Europeo indicò Barroso come suo candidato per la presidenza della Commissione europea. Dopo la vittoria elettorale del PPE, il 17 luglio 2009 Barroso venne quindi nominato presidente per un secondo mandato e il 16 settembre venne rieletto dal Parlamento europeo con 382 voti a favore, 219 contrari e 117 astensioni[7][8].

L'inizio del secondo mandato di Barroso ha coinciso sostanzialmente con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona e delle numerose modifiche che esso prevedeva per il funzionamento dell'Unione europea e delle sue istituzioni. Il primo periodo del secondo mandato di Barroso è stato segnato anche in modo particolare dalla crisi economica e finanziaria che ha colpito in modo molto serio alcuni stati membri dell'UE e dai gravi problemi vissuti dall'euro.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1991 e nel 2004 l'associazione della stampa straniera in Portogallo nominò Barroso "Persona dell'anno".

Nel 1993 il Forum Economico Mondiale lo nominò "Global leader for tomorrow".

Da quando è presidente della Commissione europea, Barroso ha ricevuto lauree honoris causa dalle università di Kobe, Edimburgo, Liverpool, Sophia-Antipolis, Pittsburgh, Łódź, Ginevra, Bucarest, Baku e Gand, dalla Roger Williams University di Rhode Island, dalla Georgetown University, dalla pontificia università cattolica di San Paolo, dall'università Candido Mendes e dall'università Estácio de Sá di Rio de Janeiro, dalla Warsaw School of Economics, dall'università Tomas Bata di Zlín e dalla Chemnitz University of Technology. In Italia ha ricevuto una laurea honoris causa in scienze politiche dall'università di Genova nel 2006, in economia dall'Università La Sapienza nel 2007 e in giurisprudenza dall'università LUISS Guido Carli nel marzo 2011.

Barroso è stato nominato "Europeo dell'anno" dal quotidiano European Voice nel 2006 e dal movimento europeo in Danimarca nel 2009.

Dal 2008 è membro onorario dell'Accademia portoghese di storia.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Le systeme politique portugais face a l'integration europeenne, Lisbona e Losanna, 1983;
  • Politica de Cooperacao, 1990;
  • A Politica Externa Portuguesa, 1994-1995;
  • Uma Certa Ideia de Europa, 1999;
  • Uma Ideia para Portugal, 2000;
  • Mudar de Modelo, 2002;
  • Reformar: Dois Anos de Governo, 2004.

Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Barroso è sposato e ha tre figli, Luís, Guilherme e Francisco.

Barroso parla molto bene il francese, parla lo spagnolo e l'inglese e ha una conoscenza di base del tedesco e dell'italiano.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze portoghesi[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Cristo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Cristo
— 8 giugno 1996

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine pro merito Melitensi (SMOM) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine pro merito Melitensi (SMOM)
— 21 luglio 1989
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito di Germania (Germania) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito di Germania (Germania)
— 12 novembre 1990
Commendatore di Gran Croce dell'Ordine del Leone di Finlandia (Finlandia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Gran Croce dell'Ordine del Leone di Finlandia (Finlandia)
— 8 marzo 1991
Cavaliere di Gran Croce dell'ordine del Leone dei Paesi Bassi - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'ordine del Leone dei Paesi Bassi
— [9]
Grand'Ufficiale dell'Ordine Nazionale della Costa d'Avorio (Costa d'Avorio) - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine Nazionale della Costa d'Avorio (Costa d'Avorio)
— 18 marzo 1991
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile)
— 22 agosto 1991
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Casata d'Orange (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Casata d'Orange (Paesi Bassi)
— 25 marzo 1992
Gran Cordone dell'Ordine della Repubblica (Tunisia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine della Repubblica (Tunisia)
— 26 ottobre 1993
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito Civile (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito Civile (Spagna)
— 27 ottobre 1993
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia dell'Ordine al Merito (Guinea Bissau)
— 4 novembre 1993
Cavaliere Commendatore Onorario dell'Ordine dei Santi Michele e Giorgio (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Commendatore Onorario dell'Ordine dei Santi Michele e Giorgio (Regno Unito)
— 17 giugno 1994
Membro Onorario del Xirka Ġieħ ir-Repubblika (Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Membro Onorario del Xirka Ġieħ ir-Repubblika (Malta)
— 10 ottobre 1994
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù)
— 29 novembre 1994
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Ouissam Alaouite (Marocco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Ouissam Alaouite (Marocco)
— 20 febbraio 1995
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Rio Branco (Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Rio Branco (Brasile)
— 25 luglio 1996
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica ungherese (Ungheria) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica ungherese (Ungheria)
— 10 ottobre 2002
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica di Polonia (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica di Polonia (Polonia)
— 30 giugno 2004
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Carlo III (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Carlo III (Spagna)
— 14 novembre 2011[10]
Membro di II Classe dell'Ordine della Doppia Croce Bianca (Slovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di II Classe dell'Ordine della Doppia Croce Bianca (Slovacchia)
— 30 aprile 2014[11]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (FR) José Manuel Durão Barroso Institut européen de l'université de Genève
  2. ^ (EN) GLS Reunion 2005
  3. ^ (PT) Barroso as a young, passionate Maoist student leader in 1976 YouTube
  4. ^ Fino all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, non era giuridicamente necessario che il presidente della Commissione venisse nominato tenendo in considerazione i risultati delle elezioni europee. Tuttavia, si decise di rispettare la vittoria del PPE e di nominare presidente della Commissione un esponente di quel partito.
  5. ^ Choosing a New EU Commission President, Deutsche Welle, 16 giugno 2004. URL consultato il 2 maggio 2011.
  6. ^ Stephen Castle, Barroso survives confidence debate over free holiday with Greek tycoon in The Independent (London), 26 maggio 2005. URL consultato il 2 maggio 2011.
  7. ^ Ue, il Parlamento riconferma Barroso, 16 settembre 2009. URL consultato il 2 maggio 2011.
  8. ^ (EN) "EPP delighted with re-election of Barroso" Partito Popolare Europeo, 16 settembre 2009
  9. ^ Invitados
  10. ^ Bollettino Ufficiale di Stato
  11. ^ Dal sito della Presidenza della Repubblica

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Primi ministri del Portogallo Successore Flag of Portugal.svg
António Guterres 6 aprile 2002 — luglio 2004 Pedro Santana Lopes
Predecessore Presidente della Commissione Europea Successore Flag of Europe.svg
Romano Prodi 29 novembre 2004in carica -
Predecessore Commissario europeo del Portogallo Successore Flag of Portugal.svg
António Vitorino 29 novembre 2004in carica -

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