Viviane Reding
| Viviane Reding | |
|---|---|
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| Commissario europeo per la Giustizia, i Diritti fondamentali e la Cittadinanza | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 9 febbraio 2010 |
| Presidente | José Manuel Barroso |
| Predecessore | Jacques Barrot |
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| Commissario europeo per la Società dell'Informazione e i Mezzi di Comunicazione | |
| Durata mandato | 22 novembre 2004 – 9 febbraio 2010 |
| Presidente | José Manuel Barroso |
| Predecessore | Olli Rehn, Ján Figeľ (Società dell'informazione) Viviane Reding (Mezzi di comunicazione) |
| Successore | Neelie Kroes |
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| Commissario europeo per l'Istruzione, la Cultura, i Giovani, i Mezzi di Comunicazione e lo Sport | |
| Durata mandato | 16 settembre 1999 – 22 novembre 2004 |
| Presidente | Romano Prodi |
| Predecessore | Marcelino Oreja |
| Successore | Ján Figeľ(Istruzione, cultura e gioventù) Viviane Reding (Mezzi di comunicazione) |
Viviane Reding (Esch-sur-Alzette, 27 aprile 1951) è una politica lussemburghese, esponente del Partito Popolare Cristiano Sociale. Dal 1999 ricopre il ruolo di commissario europeo e dal 2010 è vicepresidente della Commissione e commissario europeo per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza nella Commissione Barroso II.
Indice |
[modifica] Formazione e carriera professionale
Reding studiò alla Sorbona, dove ottenne il dottorato in scienze umane[1].
Dal 1978 al 1999 Reding lavorò come giornalista presso il quotidiano lussemburghese Luxemburger Wort[1]. Dal 1986 al 1998 presiedette l'"Unione lussemburghese dei giornalisti"[1].
[modifica] Carriera politica
Nel 1979 Reding venne eletta membro del parlamento del Lussemburgo, di cui fece parte fino al 1989[1]. Fu nominata presidente della commissione per gli affari sociali[1]. Reding venne anche nominata membro dell'assemblea dei parlamenti del Benelux e membro dell'assemblea dell'Atlantico del Nord, in cui presiedette il gruppo cristiano democratico[1]. Dal 1981 al 1999 Reding fu anche consigliere comunale di Esch-sur-Alzette[1].
Nel 1988 Reding venne eletta presidente delle donne del Partito Popolare Cristiano Sociale, svolse l'incarico fino al 1993[1]. Dal 1995 al 1999 fu vicepresidente del partito[1].
Nel 1989 Reding venne eletta membro del Parlamento europeo[1]. Presiedette la commissione per le petizioni fino al 1992, poi dal 1992 al 1994 fu vicepresidente della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e l'ambiente di lavoro e dal 1997 al 1999 vicepresidente della commissione per le libertà civili e gli affari interni[1]. Guidò inoltre la delegazione lussemburghese nel gruppo del Partito Popolare Europeo e fece parte della direzione del gruppo parlamentare[1].
[modifica] Commissario europeo
Nel 1999 Reding venne indicata dal governo del suo paese come commissario europeo del Lussemburgo. Entrò in carica il 16 settembre 1999 come commissario per l'istruzione, la cultura, i giovani, i mezzi di comunicazione e lo sport nell'ambito della Commissione Prodi[1]. Durante il suo mandato Reding lanciò l'anno europeo delle lingue nel 2001, il libro bianco sulla gioventù ed il piano d'azione per l'e-learning e il piano d'azione per la formazione continua[2].
Nella Commissione Barroso I (2004-2010) Reding fu commissario per la società dell'informazione e i mezzi di comunicazione[1]. Promosse il progretto della realizzazione della Biblioteca digitale europea e della pubblicazione di opere europee su internet[2]. Nel 2005 lanciò una strategia quinquiennale per promuovere le tecnologie dell'informazione e della comuncazione, pubblicò una comunicazione per la riduzione del digital divide, promosse la creazione di connessioni ad internet più veloci e la possibilità di accesso mobile alla televisione e lanciò un piano d'azione per l'e-government[2]. Lanciò misure per realizzare un mercato unico per le frequenze radiofoniche, aumentare la concorrenza nella fornitura di connessioni a banda larga e operatori di telefonia mobile e promosse una revisione della normativa europea sugli annunci pubblicitari in televisione[2]. Lanciò inoltre iniziative per dotare le automobili di nuove tecnologie e renderle più sicure e meno inquinanti[2]. Nel 2007 impose una tariffa massima per le chiamate e i messaggi in roaming all'interno dell'Unione europea[2].
Nel febbraio 2010 Reding è entrata in carica come commissario europeo per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza e vicepresidente della Commissione nell'ambito della Commissione Barroso II[1].
[modifica] Onorificenze
- Creu de Sant Jordi, 1992[1]
- laurea honoris causa dall'università Fu Jen di Taiwan, 2004[1]
- laurea honoris causa dall'università di Genova, 2004[1]
- Medaglia Robert Schuman, 2004[1]
- laurea honoris causa dall'università di Torino, 2004[1]
- Premio Principe delle Asturie per la cooperazione internazionale, 2004[1]
- Medaglia d'onore "Gloria Artis" della Polonia, 2005[1]
- Ufficiale della Legion d'onore, 2005[1]
- Commissario europeo dell'anno (European Voice), 2007[1]
- Deutscher Mittelstandspreis, 2007[1]
- laurea honoris causa dall'università americana del Sacro Cuore a Lussemburgo, 2009[1]
- Premio BeNeLux - Europa, 2010[1]
[modifica] Vita personale
Reding è divorziata ed ha tre figli[1].
[modifica] Note
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab (EN) Curriculum vitae. Pagina ufficiale di Viviane Reding. URL consultato il 31 ottobre 2011.
- ^ a b c d e f (NL) Viviane Reding. Europa.nu. URL consultato il 31 ottobre 2011.
[modifica] Voci correlate
- Commissione europea
- Commissione Barroso I e Commissione Barroso II
- Commissario europeo per l'Istruzione, la Cultura, il Multilinguismo e la Gioventù
- Commissario europeo per la Società dell'Informazione e i Mezzi di Comunicazione
- Commissario europeo per la Giustizia, i Diritti fondamentali e la Cittadinanza
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Viviane Reding
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Pagina ufficiale di Viviane Reding Commissione europea
- Intervista a Viviane Reding
- "Europa Digitale – la corsia preferenziale dell’Europa per la ripresa economica - Discorso di Viviane Reding del 9 luglio 2009 "
| Predecessore: | Commissario europeo per l'Istruzione, la Cultura, i Giovani, i Mezzi di Comunicazione e lo Sport | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Marcelino Oreja | 16 settembre 1999 - 22 novembre 2004 assieme a Dalia Grybauskaitė dal 1º maggio 2004 |
Ján Figeľ (Istruzione, cultura e gioventù) Viviane Reding (Mezzi di comunicazione) |
| Predecessore: | Commissario europeo per la Società dell'Informazione e i Mezzi di Comunicazione |
Successore: | |
|---|---|---|---|
| Olli Rehn, Ján Figeľ (Società dell'informazione) Viviane Reding (Mezzi di comunicazione) |
22 novembre 2004 - 9 febbraio 2010 | Neelie Kroes |
| Predecessore: | Commissario europeo per la Giustizia, i Diritti Fondamentali e la Cittadinanza |
Successore: | |
|---|---|---|---|
| Jacques Barrot | 9 febbraio 2010 - in carica | - |
| Predecessore: | Commissario europeo del Lussemburgo | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Jacques Santer | 1999-in carica | - |
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