Philippe Busquin

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Philippe Busquin

Commissario europeo per la Ricerca
Durata mandato 16 settembre 1999 –
18 luglio 2004
Presidente Romano Prodi
Predecessore Édith Cresson
Successore Louis Michel

Philippe Busquin (Feluy, 6 gennaio 1941) è un politico belga, esponente del Partito socialista. È stato ministro, commissario europeo e presidente del Partito socialista.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Il padre di Busquin era un ingegnere e lavorava nell'industria di materiale ferroviario "Baume-Marpent"[1]. Rimase disoccupato all'inizio degli anni Cinquanta[1].

Dopo essersi diplomato al liceo di Nivelles, Busquin si laureò in fisica all'Université libre de Bruxelles nel 1962[2]. Durante il suo periodo di studi Busquin partecipò a manifestazioni studentesche contro la crisi economica e venne influenzato politicamente dal sindacalista André Renard, fondatore del Movimento popolare vallone[1].

Dopo la laurea rinunciò alla carriera da ricercatore a causa della morte del padre[1]. Dal 1963 e fino al 1977 lavorò come assistente presso la facoltà di medicina dell'Université libre de Bruxelles e dal 1966 lavorò anche come insegnante di chimica presso l'Istituto superiore di insegnamento pedagogico di Nivelles[1][2][3]. Dal 1971 studiò letteratura e filosofia presso l'ULB, e dal 1976 vi studiò scienze ambientali[2].

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Busquin si iscrisse da giovane alla Fédération générale du travail de Belgique, un sindacato di tendenza socialista[1]. Aderì al Movimento popolare vallone e divenne segretario della sua sezione di Feluy nel 1963 e segretario della sezione regionale di Nivelles l'anno successivo[1]. Nel 1968 si iscrisse al Partito socialista e nel 1971 divenne presidente della sezione di Feluy del partito[1].

Nel 1974 Busquin venne eletto membro del consiglio provinciale dell'Hainaut, di cui fece parte fino al 1978[2]. Dal gennaio all'aprile 1977 fu consigliere comunale a Seneffe[2]. Nel 1978 Busquin fu nominato presidente dell'Istituto belga dei radioelementi e promosse lo sviluppo dell'energia nucleare in Vallonia[1]. Dal 1978 al 1980 Busquin fece parte del consiglio culturale della comunità francofona, dal 1980 al 1981 fu membro dell'esecutivo della comunità e dal 1980 al 1995 membro del suo consiglio[4]. Nel 1980 fu eletto membro del consiglio regionale della Vallonia, di cui fece parte fino al 1995[4].

Carriera a livello nazionale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1978 Busquin venne eletto membro della Camera dei rappresentanti, di cui fece parte ininterrottamente fino al 1995[2]. Nel novembre 1980 Busquin venne nominato ministro francofono dell'istruzione nell'ambito dei governi Martens[2]. Nel febbraio 1981 gli venne assegnata anche la delega agli affari interni[4]. Rimase al governo fino al dicembre 1981[2].

Dal 1981 al 1985 Busquin fu segretario per il bilancio e l'energia della Vallonia e dal febbraio al maggio 1988 fu ministro degli affari economici, delle piccole medie imprese e dell'occupazione della regione vallona[2][4]. Come segretario per l'energia Busquin promosse le energie rinnovabili[1]. Dal 1983 al 1995 fece nuovamente parte del consiglio comunale di Seneffe[2].

Nel maggio 1988 Busquin fu nominato ministro degli affari sociali[2]. Ricoprì la carica nei governi che si succedettero fino al giugno 1992[2].

Nel 1992 Busquin fu nominato presidente del Partito socialista e vicepresidente dell'Internazionale Socialista[2][3]. Dal 1995 al 1997 fu inoltre tra i vicepresidenti del Partito Socialista Europeo[2]. Nonostante una serie di scandali finanziari che investirono il partito, Busquin riuscì ad ottenere un buon risultato elettorale alle elezioni del 1995[5]. Dal 1995 al 1999 Busquin fu membro del Senato[2]. Nello stesso periodo fu anche sindaco di Seneffe[2].

Carriera a livello europeo[modifica | modifica sorgente]

Nel luglio 1999 Busquin venne eletto al Parlamento europeo[2]. Nel settembre di quell'anno entrò in carica come commissario europeo per la ricerca nell'ambito della Commissione Prodi, dopo essersi dimesso dai suoi mandati da senatore, presidente del suo partito e sindaco[2][4]. Come commissario Busquin promosse l'istituzione dell'area europea di ricerca e del mercato interno europeo per la scienza e la conoscenza[2]. Durante il suo mandato si svolse il Consiglio europeo di Lisbona, in cui si decise che l'Unione europea sarebbe dovuta diventare l'economia della conoscenza più competitiva e dinamica al mondo[2].

Si dimise dall'incarico per partecipare alle elezioni europee del 2004[2]. Fu il primo dei non eletti ed entrò a far nuovamente parte del Parlamento europeo nel settembre 2004, dopo le dimissioni di un collega di partito[1]. Busquin venne nominato presidente del comitato parlamentare di valutazione delle opzioni scientifiche e tecnologiche, incaricato di commissionare studi approfonditi su questioni scientifiche[3][6]. È stato l'autore del rapporto parlamentare sul settimo programma quadro di ricerca ed ha contribuito a definire le regole per la partecipazione delle università e delle imprese alla attività europea di ricerca[7]. Ha fatto parte del Parlamento europeo fino al luglio 2009[8].

Busquin è ancora tra i dirigenti del Partito socialista e nel 2006 è stato eletto nuovamente sindaco di Seneffe[9][10][11].

Attività successive[modifica | modifica sorgente]

È membro della Commissione mondiale sull'etica della conoscenza scientifica e della tecnologia (COMEST) istituita dall'UNESCO[12]. Presiede l'Istituto nazionale belga per i radioelementi e l'Istituto geografico nazionale belga[3][13]. Fa parte del comitato consultivo dell'International Risk Governance Council[9]. Nel 2007 Busquin è stato inoltre eletto presidente del consiglio di orientamento strategico di "UniverSud Paris"[14].

Busquin presiede anche il Castello di Seneffe[3].

Vita personale[modifica | modifica sorgente]

Busquin è sposato[2].

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Le déclin de l'empire scientifique européen: Comment enrayer la chute ?, con François Louis (Renaissance du livre, 2005) ISBN 2874154814
  • Aujourd'hui le futur (Quorum, 1997).

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Medaglia civica di prima classe, 1988[4]
  • Ministro di stato, 1992[4]
  • Membro onorario di "Academia Europaea"[6]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Commendatore dell'Ordine di Leopoldo - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine di Leopoldo
— 1987[2]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Leopoldo II - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Leopoldo II
— 1995[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k (FR) Paul Delforge, Philippe Busquin, Enciclopedia del Movimento vallone. URL consultato il 10 novembre 2010.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x (NL) Philippe Busquin, Europa.nu. URL consultato il 9 novembre 2011.
  3. ^ a b c d e (FR) Philippe Busquin, Groupe Wallonie Bruxelles. URL consultato il 9 novembre 2011.
  4. ^ a b c d e f g (FR) Philippe Busquin, Senato del Belgio. URL consultato il 9 novembre 2011.
  5. ^ (EN) Harriet Swain, Philippe Busquin, Times Higher Education, 17 settembre 1999. URL consultato il 9 novembre 2011.
  6. ^ a b (EN) Philippe Busquin, Academia Europaea, 9 giugno 2010. URL consultato il 9 novembre 2011.
  7. ^ (FR) Intervista a Philippe Busquin, Ufficio di informazioni del Parlamento europeo in Belgio. URL consultato il 9 novembre 2011.
  8. ^ Philippe Busquin, Parlamento europeo. URL consultato il 9 novembre 2011.
  9. ^ a b (EN) Philippe Busquin, International Risk Governance Council. URL consultato il 10 novembre 2011.
  10. ^ (FR) Philippe Busquin, Comune di Seneffe. URL consultato il 10 novembre 2011.
  11. ^ (FR) Philippe Busquin, Partito Socialista. URL consultato il 10 novembre 2011.
  12. ^ (EN) COMEST members, UNESCO. URL consultato il 10 novembre 2011.
  13. ^ (EN) Philippe Busquin, TuBerculosis Vaccine Initiative. URL consultato il 10 novembre 2011.
  14. ^ (FR) Philippe Busquin a été élu Président du Conseil d'orientation stratégique du PRES UniverSud Paris, Université de Versailles Saint-Quentin-en-Yvelines, 30 novembre 2009. URL consultato il 10 novembre 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Philippe De Bast, Philippe Busquin: Socialiste, mais encore? (Bruxelles: Racine 1995).

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Commissario europeo per la Ricerca Successore Flag of Europe.svg
Édith Cresson 16 settembre 1999 - 18 luglio 2004 Louis Michel
Predecessore Commissario europeo
del Belgio
Successore Flag of Belgium.svg
Karel Van Miert 16 settembre 1999 - 18 luglio 2004 Louis Michel

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