Jacques Barrot

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Jacques Barrot
Jacques Barrot.jpg

Commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza
Durata mandato 9 maggio 2008 –
9 febbraio 2010
Presidente José Manuel Barroso
Predecessore Franco Frattini
Successore Viviane Reding (Giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza)
Cecilia Malmström (Affari interni)

Commissario europeo per i trasporti
Durata mandato 22 novembre 2004 –
8 maggio 2008
Presidente José Manuel Barroso
Predecessore Loyola de Palacio (Energia e trasporti)
Successore Antonio Tajani

Commissario europeo per la Politica Regionale
Durata mandato 1 aprile 2004 –
21 novembre 2004
Presidente Romano Prodi
Predecessore Michel Barnier
Successore Danuta Hübner

Jacques Barrot (Yssingeaux, 3 febbraio 1937) è un politico francese. È stato commissario europeo nelle Commissioni Prodi e Barroso I. Dal 2010 è membro del Consiglio costituzionale francese.

Carriera politica nazionale[modifica | modifica sorgente]

Jacques Barrot è un politico di centro-destra, democratico cristiano. Nella prima fase della sua carriera politica è stato vicino a Georges Pompidou e a Valéry Giscard d'Estaing, affiliato al Centro dei democratici sociali. Dopo la loro formazione, Barrot fece parte dell'Unione per la Democrazia Francese e dell'Unione per un Movimento Popolare.

Iniziò la sua carriera politica come consigliere comunale di Yssingeaux, il suo paese natale, nel 1965 e mantenne tale incarico fino al 1989, quando divenne sindaco del paese; rivestì tale carica fino al 2001. La carriera politica di Barrot a livello regionale cominciò nel 1966, quando prese il posto di consigliere generale del dipartimento dell'Alta Loira fino ad allora occupato dal padre; tra il 1976 e il 2001 fu presidente del consiglio generale del dipartimento.

L'attività politica di Barrot a livello nazionale iniziò nel 1967 con la sua elezione all'Assemblea nazionale. Nel 1974 si dimise per ricoprire l'incarico di segretario di stato per l'abitazione, poi dal 1978 di ministro del commercio e dell'artigianato e dal 1979 al 1989 di ministro della salute e della sicurezza sociale nei governi presieduti da Raymond Barre.

Dopo la sconfitta del centro-destra alle elezioni del 1981, tra il 1981 e il 1995 Barrot tornò a svolgere la funzione di membro dell'Assemblea nazionale. Nel 1995 venne nuovamente nominato ministro nel governo di Alain Juppé: ministro del lavoro, del dialogo sociale e della partecipazione dal maggio al novembre di quell'anno e ministro del lavoro e degli affari sociali fino al 1997. Dal 1997 al 2004 Barrot continuò ad operare come membro dell'Assemblea nazionale e nel 2002 venne nominato primo presidente del nuovo gruppo parlamentare dell'Unione per un Movimento Popolare.

Commissario europeo[modifica | modifica sorgente]

Barrot venne nominato commissario europeo per la Politica Regionale il 1º aprile 2004 dopo le dimissioni di Michel Barnier. Nella Commissione Barroso I Barrot servì come vicepresidente e commissario per i trasporti dal 22 novembre 2004 all'8 maggio 2008, quando in seguito alle dimissioni di Franco Frattini gli subentrò come commissario per la giustizia, la libertà e la sicurezza. Rimase in carica fino alla fine del mandato della Commissione Barroso I, il 9 febbraio 2010.

Nel 2000 Barrot venne condannato per peculato a otto mesi di carcere per finanziamenti illeciti al suo partito, ma la pena venne automaticamente cancellata a causa di un'amnestia presidenziale del 1995. Anche se secondo la legge francese tale condanna non viene riportata nel certificato penale, Barrot non la menzionò nemmeno dopo la sua nomina come membro della Commissione Barroso I, ma quando la notizia emerse vi furono richieste di dimissioni e critiche a Barrot per non essere stato del tutto trasparente durante la sua audizione di fronte al Parlamento europeo e nei confronti del presidente della Commissione[1]. Poiché dal punto di vista giuridico Barrot non era tenuto a riferire della condanna, le richieste di dimissioni vennero bocciate[2].

Come commissario europeo per i trasporti Barrot seguì la creazione e il lancio del sistema di posizionamento Galileo, la creazione del Single European Sky e l'introduzione dei diritti per i passeggeri dei voli aerei[3]. Come commissario per la giustizia, la libertà e la sicurezza Barrot censurò le dichiarazioni negazioniste del vescovo britannico Richard Williamson[4].

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze francesi[modifica | modifica sorgente]

Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore
— 14 luglio 2011

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Membro Onorario del Xirka Ġieħ ir-Repubblika (Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Membro Onorario del Xirka Ġieħ ir-Repubblika (Malta)
— 18 febbraio 2011

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Profile: Jacques Barrot BBC News
  2. ^ (EN) Barrot survives call to quit The Guardian
  3. ^ (EN) Passenger rights Commissione europea
  4. ^ (FR) La Commission européenne met en garde l'évêque Williamson AFP

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Commissario europeo
per le Politiche Regionali
Successore Flag of Europe.svg
Michel Barnier 1 aprile 2004- 21 novembre 2004 Danuta Hübner
Predecessore Commissario europeo per i trasporti Successore Flag of Europe.svg
Loyola de Palacio 22 novembre 2004- 8 maggio 2008 Antonio Tajani
Predecessore Commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza Successore
Franco Frattini 9 maggio 2008- 9 febbraio 2010 Viviane Reding (Giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza)
Cecilia Malmström (Affari interni)
Predecessore Commissario europeo
della Francia
Successore Flag of France.svg
Michel Barnier
Pascal Lamy
2004-2010
con Pascal Lamy fino al novembre 2004
Michel Barnier

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