Partito Comunista Portoghese

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Partito Comunista Portoghese
Partido Comunista Português
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Leader Jerónimo de Sousa
Stato Portogallo Portogallo
Fondazione 6 marzo 1921
Sede Lisbona
Ideologia Comunismo
Marxismo-Leninismo
Collocazione sinistra
Coalizione Coalizione Democratica Unitaria
Gruppo parlamentare europeo Sinistra Unitaria Europea - Sinistra Verde Nordica
Affiliazione internazionale Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai
Seggi Parlamento
174 / 2078
Seggi Parlamenti regionali
2 / 104
Seggi Assemblea della Repubblica
14 / 230
Seggi Parlamento Europeo
3 / 21
Testata Avante!
O Militante
Emigração
Organizzazione giovanile Gioventù Comunista Portoghese
Iscritti 58.928 (2008)
Colori rosso
Sito web pcp.pt

Il Partito Comunista Portoghese (in portoghese Partido Comunista Português, PCP) è un partito politico portoghese di ispirazione marxista-leninista.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dopo la Prima guerra mondiale, cui il Portogallo aveva partecipato negli ultimi mesi seppur in maniera molto limitata, le condizioni della classe operaia peggiorarono notevolmente a causa di una crisi economia: tuttavia l'esempio offerto dai bolscevichi russi e dalla loro rivoluzione del 1917 spinse i lavoratori ad organizzarsi in collettività per rendere più forti le proprie rivendicazioni, tra cui la richiesta della giornata lavorativa di otto ore.

Partendo da questo spunto politico, il 6 marzo 1921 venne fondato il Partito Comunista Portoghese come sezione lusitana del Comintern, l'Internazionale Comunista. A differenza di quasi tutti gli altri partiti comunisti europei, il PCP non nacque a seguito di una scissione da un movimento socialista o socialdemocratico ma dai ranghi dell'anarco-sindacalismo e del sindacalismo rivoluzionario, le fazioni più attive del movimento operaio e sindacale della nazione. Il neonato PCP pose la sua sede centrale nell'Arco do Marquês di via Alegrete a Lisbona e sette mesi dopo la sua formazione diede vita ad un quotidiano ufficiale, O Comunista.

Il primo congresso del partito si svolse a Lisbona nel novembre 1923, con Carlos Rates come segretario nazionale. Al convegno parteciparono circa un centinaio di membri del PCP che affermarono la loro solidarietà con il governo dell'Unione Sovietica: si auspicava una rivoluzione comunista anche in Portogallo ma al tempo stesso si rimarcava la grava minaccia che un golpe fascista rappresentava per il paese. Il colpo di stato del 28 maggio 1926 confermò che le preoccupazioni dei comunisti non erano infondate: l'anno seguente il PCP venne dichiarato illegale e di conseguenza venne riorganizzato in clandestinità a partire dal 1929 dal nuovo segretario Bento Gonçalves: egli tuttavia venne arrestato dalla polizia politica dell'Estado Novo nel 1930 e poi di nuovo nel 1935, fino a morire nel 1942 a causa degli stenti a cui era costretto.

Dotato di strutture abbastanza fragili, il PCP venne espulso dal Comintern nel 1938 a causa della sua debolezza sia interna (era diviso in varie correnti) che esterna (nel corso degli anni non era riuscito ad approfittare di alcuni tumulti comunisti che erano scoppiati nel paese); pesava inoltre l'accusa di appropriazione indebita che i sovietici lanciarono ad alcuni dirigenti del partito. Il provvedimento, chiesto soprattutto da Georgi Dimitrov, durò fino al 1947, anno in cui grazie all'interessamento di Michail Suslov e alla mediazione dei partiti comunisti di Spagna e Francia si ristabilirono ottimi rapporti tra il PCUS e il PCB.

Il partito si sviluppò durante la dittatura di destra di António de Oliveira Salazar patendo, soprattutto fino al 1945, numerose persecuzioni e condanne al confino nelle isole di Capo Verde. Dopo la Seconda guerra mondiale il regime autoritario porghese concesse alle opposizioni una parvenza di autonomia e i partiti anti-salazariani potettero formare il Movimento di Unità Democratica, una coalizione antifascista che virò decisamente a sinistra dopo l'ingresso dei comunisti. Anche per questo Salazar tornò sui suoi passi e nel 1948 mise al bando il MUD, ripristinando la politica repressiva e dittatoriale.

Nel settembre del 1957 il Partito tenne il suo quinto congresso a Kiev, l'unico svoltosi in terra straniera, a testimonianza anche della ritrovata armonia con l'URSS: in questa occasione il PCB si dichiarò decisamente contrario al colonialismo e annunciò di approvare i movimenti di liberazione nazionale che stavano sorgendo nelle terre d'occupazione portoghese e in particolare il FRELIMO del Mozambico, l'MPLA dell'Angola e il PAIGC della Guinea.

Nel gennaio del 1960 alcuni importanti dirigenti del PCB riuscirono ad evadare dal carcere di massima sicurezza di Peniche e tra essi si distensero Jaime Serra e soprattutto Álvaro Cunhal: il primo fondò l'Azione Rivoluzionaria Armata, braccio militare del partito che tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni ottanta si rese protagonista di alcune azioni contro il regime; il secondo divenne nel 1961 segretario nazionale del PCB. In quell'anno cominciò una lunghissima guerra coloniale che fece peggiorare le condizioni di vita dei portoghesi e che vide il PCB e l'URSS in prima fila a favore dei rivoltosi.

Nel 1962 la cosiddetta crisi accademica, ossia una serie di proteste antigovernative effettuate da associazioni studentesche universitarie e liceali, confermò il netto scollamento esistente tra la società civile ed il governo di estrema destra. Tale evento fece ritenere ai dirigenti comunisti che la caduta del regime fosse ormai prossima e nel sesto congresso nazionale del PCB avvennuto nel 1965 il riconfermato segretario Cunhal lanciò il "Patto per la Vittoria", che conteneva gli otto punti programmatici del partito. Egli inoltre auspicò un maggiore collegamento tra il partito e gli altri movimenti progressisti e democratici.

La rivoluzione dei garofani del 1974 abbatté la dittatura di Marcelo Caetano e ripristinò le libertà democratiche in Portogallo: Cunhal fu Ministro senza Portafoglio per 14 mesi in due governi provvisori e il Partito Comunista fu così libero di partecipare alle elezione della Costituente del 1976, dove ottenne il 12% dei voti e 30 deputati. Ritenendo improbabile una vittoria solitaria, alle elezioni del 1979 il PCP si presentò insieme al Movimento Democratico Portoghese nella coalizione Alleanza del Popolo Unito, che ottenne il 18.9% dei voti e 46 seggi. Nelle elezioni del 1983 l'APU ottenne il 18.2% dei voti e 31 seggi.

Alle elezioni presidenziali del 1986 Salgado Zenha, candidato del PCP, ottenne il 20.6% dei consensi: pur non sufficiente per approdare al secondo turno, questo risultato fu il migliore della storia del partito. Alle politiche del 1987 il PCP diede vita alla Coalizione Democratica Unitaria insieme ai Verdi e ai socialisti di Iniziativa Democratica ma il raggruppamento ottenne solo il 12.2% dei suffraggi, calo dovuto soprattutto al buon risultato del Partito Socialista.

Dopo il 1989[modifica | modifica sorgente]

Álvaro Cunhal in un ritratto di Xesko

Dopo la caduta del muro di Berlino il partito riconobbe il fallimento dell'URSS, ma ciò non arrestò il declino elettorale: infatti alle politiche del 1991 la CDU ottenne l'8,84% e 17 seggi. Un anno dopo questo brutto risultato il Partito tenne il suo XIV congresso nazionale in cui il 78enne Álvaro Cunhal venne sostituito alla segreteria da Carlos Carvalhas. La discesa tuttavia venne confermato nel 1995 con l'8,6% dei voti. Nel 1999, il partito sembrò fermare il calo dei consensi ottenendo il 9% dei voti, ma nel 2002 piombò al 7%. Nelle ultime elezioni parlamentari del novembre 2004 il partito si è alleato con il Partito Ecologista prendendo 433.369 voti (7,60%) e ottenendo 14 seggi. Nel 2005 il partito piange la morte dello storico leader Alvaro Cunhal e l'anno seguente alle consultazioni presidenziali il rappresentante dei comunisti Jerónimo de Sousa ottiene l'8,64% dei consensi.

Ideologia[modifica | modifica sorgente]

Il PCP insieme al Blocco di Sinistra è una delle formazioni più a sinistra presenti nel Parlamento portoghese.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]