Lotta Comunista

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Lotta Comunista
Leader diversi dirigenti, tra cui Franco Grondona[1]
Stato Italia Italia
Fondazione 1965
Sede Genova (sede principale)
Ideologia Comunismo
Marxismo
Leninismo
Marxismo-leninismo
Antifascismo
Socialismo rivoluzionario
Trozkismo
Bordighismo
Anti-stalinismo
Collocazione Partiti comunisti extraparlamentari, sinistra extraparlamentare
Coalizione nessuna
Partito europeo nessuno
Gruppo parlamentare europeo nessuno
Affiliazione internazionale Lotta Comunista
Seggi Camera non partecipa alle elezioni
Seggi Senato non partecipa alle elezioni
Seggi Europarlamento non partecipa alle elezioni
Testata Lotta Comunista (quotidiano), L'Internationaliste, Бюллетень "Интернационалист" ("Bollettino Internazionalista"), Bulletin (in tedesco), Internationalist Bulletin (in inglese), El Internacionalismo
Sito web www.edizionilottacomunista.com

Lotta Comunista è un partito politico nato in italia che non riconosce valide le dinamiche parlamentari per la strategia del partito nell'attuale periodo storico, quindi assume anche la connotazione di antiparlamentare. È un partito rivoluzionario e internazionalista fondato da Arrigo Cervetto e Lorenzo Parodi nel 1965 ed ispirato al pensiero di Marx, Engels e Lenin ma prende spunto anche dal pensiero trotskista e a quello di Amadeo Bordiga, fondatore del Partito Comunista d'Italia assieme a Bruno Fortichiari, Egidio Gennari, Antonio Gramsci, Francesco Misiani, Umberto Terracini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

« Il modello bolscevico di partito è tornato ad essere forma viva di organizzazione e di lotta in grado di unire in modo compatto generazioni diverse del marxismo »
(Lotta Comunista Marzo 2004)

Le origini di questa organizzazione risalgono agli anni cinquanta, per opera di alcuni ex partigiani dei GAAP (gruppi anarchici di azione proletaria) aderenti alla FCL (Federazione Comunista Libertaria) successivamente espulsi dalla FAI (Federazione Anarchica Italiana) a seguito della virata leninista di tale gruppo, cui successivamente si unirà il gruppo Azione Comunista espulso dal PCI a seguito della posizione presa a favore degli insorti ungheresi del 1956, duramente repressi dai carri armati sovietici. Lo stalinismo era definito dagli stessi come la forma politica reazionaria della controrivoluzione successiva alla morte di Lenin. Il gruppo era conseguentemente schierato anche contro le posizioni del Partito Comunista Italiano, considerato non solo dipendente dal PCUS e succube della politica estera dell'URSS, ma anche colluso col capitalismo italiano, situazione che avrebbe rafforzato la struttura geopolitica che si stava delineando, impedendo la nascita e lo sviluppo di forze marxiste ed internazionaliste.

Prassi politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1965, dopo una fase di chiarificazione teorica all'interno del gruppo venne assunta la denominazione di Lotta Comunista, proseguendo nella linea dell'astensionismo strategico, contraria alla partecipazione alle elezioni e a quella che viene definita come "democrazia parlamentare borghese".

A differenza di altri gruppi extraparlamentari, Lotta Comunista non ha mai attuato né sostenuto forme di lotta armata, nemmeno negli anni '70, in quanto sostiene che la rivoluzione non possa effettuarsi se l'ideologia non è ben radicata a livello locale, nazionale e mondiale (pena il finire nel capitalismo di stato in stile staliniano), dedicandosi quindi alla sola propaganda pacifica delle idee marxiste.

L'obiettivo del partito è quello di radicarsi a livello organizzativo nei quartieri, nelle fabbriche e nelle università di alcune realtà europee per far sì che una quota non indifferente di classe operaia europea, in un futuro prossimo, possa trovare nel partito leninista un riferimento e una guida per affrontare quei giganteschi sconvolgimenti cui il capitalismo, secondo le tesi di Lotta Comunista, sta portando a livello mondiale. Il capitalismo, sempre secondo le tesi di Lotta Comunista riprese direttamente da Marx, è infatti incapace di mantenere un ordine mondiale. Secondo le suddette tesi, il sistema di produzione capitalistico getta ciclicamente la società mondiale in una situazione di caos, generando conflitti armati per la ridefinizione dei mercati, ma, a sua volta, la crisi generale del capitalismo dà ai comunisti l'opportunità di sfruttare le guerre generate dal capitalismo per favorire la rivoluzione proletaria. In quest'ultimo aspetto le tesi di Lotta Comunista si rifanno agli insegnamenti di Lenin esposti nelle sue Tesi di Aprile.

Il capitalismo di stato nell'Europa dell'est ed in Asia[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei punti fondamentali della politica di Lotta Comunista è la cosiddetta "corretta e coerente applicazione del marxismo".

Lotta Comunista ha sempre rifiutato l'idea che in Unione Sovietica, nei suoi paesi satelliti ed in Asia si fosse realizzata una forma di comunismo, ritenendo al contrario che in Unione Sovietica, dopo la morte di Lenin, avesse preso corpo una vera e propria aristocrazia di burocrati costituendo una forma di capitalismo diretto e controllato dalla classe politica dirigente: il capitalismo di Stato.

Stalin, inoltre, tradì la rivoluzione non solo mettendo in primo piano il suo potere personale, ma soprattutto teorizzando la possibilità di sviluppo di un sistema comunista in un solo ed unico paese in un mondo dominato da potenze capitalistiche (teoria del socialismo in un solo paese), contrariamente a quanto detto da Lenin. Parte della storiografia indica in Lenin stesso la fonte di tale concetto. È pur vero che la definizione, coniata da Stalin al Congresso del PCUS del 1923, avveniva in un momento che trovava un Lenin fortemente debilitato dalla malattia e incapace di comunicare, quindi la versione storiografica su una paternità Staliniana resta la più attendibile. L'aspetto caratterizzante il capitalismo di stato realizzato da Stalin, oltre la ferocia nella repressione e nello spionaggio (soprattutto nei confronti dei Bolscevichi critici della politica stalinista), fu la chiusura autarchica che Stalin giustificò teorizzando una fantomatica scissione del mercato mondiale in due blocchi. Guido La Barbera,[2] fra gli attuali dirigenti di Lotta Comunista afferma che lo stalinismo superò una debolezza intrinseca e cronica di capitali investendo nell'industria bellica e pesante non sviluppando le infrastrutture economiche e sociali.

Commemorazione della Rivoluzione d'Ottobre e del Primo maggio[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 novembre di ogni anno, Lotta Comunista celebra l'anniversario della Rivoluzione d'ottobre (così chiamata perché realizzata tra il 25 ed il 26 ottobre secondo il calendario giuliano, in vigore in Russia nel 1917). Per quanto riguarda il primo maggio, definito da Lotta Comunista non "festa del lavoro" ma giorno di lotta internazionale dei lavoratori, Lotta Comunista celebra il "Primo Maggio Internazionalista" con manifestazioni di piazza (a Genova, Milano, Torino e Brescia) e iniziative pubbliche nelle città dove è presente come formazione politica organizzata.

Localizzazione del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

Una delle matrici da cui sorse Lotta Comunista è costituita dai GAAP (Gruppi Anarchici di Azione Proletaria)[3], formazione nata durante la riorganizzazione delle formazioni della sinistra comunista e libertaria nel dopoguerra, periodo in cui avvenne la ristrutturazione della FAI, i Gaap erano una formazione comunista libertaria con un rilevante peso nella classe operaia genovese del dopoguerra. La sede centrale di Lotta Comunista si trova a Genova ma è un partito operante in tutte le realtà industriali ed universitarie (i circoli di Milano, Torino e Roma sono comunque molto attivi) ed ha aperto anche diverse sedi all'estero, in modo particolare in Francia, Russia, Spagna (recentemente) e Grecia ed in Brasile. Scopo di Lotta Comunista è infatti quello di radicare un partito leninista in alcune aree chiave della metropoli europea, come il triangolo industriale italiano e L'Ile de France di Parigi. Lotta Comunista pubblica e diffonde il mensile omonimo, fondato nel 1965, completamente autofinanziato. Le Edizioni Lotta Comunista, in diverse collane raccolgono, propongono e ripropongono in lingua italiana, francese, inglese, tedesca, russa e greca il materiale prodotto dal 1950 ad oggi.

La formazione è storicamente legata e radicata nel genovesato anche a livello sindacale con esponenti di caratura nazionale, sia con i Circoli Operai presenti ed operanti nelle zone operaie e proletarie di Genova. Fu egemone nelle lotte studentesche degli anni 1970 col, famoso per i genovesi, Comitato di Lotta di Ingegneria, formato da militanti e da simpatizzanti della sinistra in genere che non avevano mezzi politici per muoversi in un ambiente arduo come era Ingegneria agli inizi degli anni settanta. Si deve a tale Comitato l'intitolazione dell'aula magna di Ingegneria a Giacomo Buranello e l'apertura a colpi di piccone delle prigioni della famigerata (ai tempi del fascismo) casa dello studente di Genova, con la copertura legale di capi partigiani, essendo la zona ancora ritenuta "militare". Sempre al Comitato è dovuta la nascita del museo della Resistenza allocato adesso nelle prigioni fasciste della casa dello studente di Genova. Tale museo è visitato spesso da scolaresche per le commemorazioni del 25 aprile, ancora molto sentito a Genova.

Il quotidiano e la raccolta fondi[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione è tra le formazioni extraparlamentari più diffuse in Italia, con circa 40.000 copie di Lotta Comunista vendute ogni mese, casa per casa, dai suoi attivisti (Cfr. TGR Liguria). Con circoli anche all'estero, attualmente i circoli principali sono quelli di Genova, Milano, Pavia, Torino, Parigi, Nizza, Roma, Parma, Savona, Brescia, Bergamo, Padova, Verona, Bologna, Firenze, Pisa, Napoli, Udine, San Pietroburgo, Atene, Rio de Janeiro, Bari, Brindisi, Lecce e recentemente Valencia, che effettuano attività anche nelle città vicine.

Per il partito sono fondamentali i sostegni raccolti tra i lavoratori, gli studenti e i pensionati, che gli permettono di autofinanziarsi e di essere indipendenti. Ogni anno, d'estate, il partito organizza la Campagna Nazionale di Sottoscrizione per la Stampa Leninista, durante la quale vengono interessate a tale diffusione praticamente quasi tutte le città italiane. Spesso gli attivisti di Lotta Comunista, organizzati nei "Circoli Operai" vendono il proprio giornale porta a porta, a chiunque voglia comprarlo o ne sia interessato. Il giornale rappresenta il principale veicolo di informazione del gruppo, in quanto il sito internet del partito (in realtà pagina web della casa editrice Edizioni Lotta Comunista) è attivo solo per l'ordinazione on-line del suddetto organo di stampa e delle opere marxiste disponibili in catalogo, ma non diffonde comunicati o notizie. Ogni Circolo Operaio rappresenta inoltre la sezione locale di Lotta Comunista, dove i militanti si incontrano e si riuniscono.

Persone legate a Lotta Comunista[modifica | modifica wikitesto]

Per un approfondimento sulla storia dell'organizzazione è necessaria la lettura della biografie di Arrigo Cervetto e Lorenzo Parodi che permettono di comprendere sia come è nata sia il momento storico in cui è nata Lotta Comunista.

Tra le persone legate al partito c'è Bruno Fortichiari, fra i fondatori nel 1921 del Partito comunista d'Italia; nell'ipotesi di ricostituire il Partito Comunista d'Italia (Cfr. Bruno Fortichiari, "Prima lettera aperta ai compagni della Sinistra Comunista", Antologia degli Scritti), lavorava sulle possibili convergenza tra i gruppi della Sinistra comunista (in particolare il Partito Comunista Internazionalista - Battaglia Comunista e Programma Comunista). Nonostante negli ultimi anni Lotta Comunista enfatizza molto una vicinanza di Fortichiari, peraltro spesso smentita dalle altre organizzazioni della Sinistra comunista, nel 1965 pubblicava sul primo numero del suo giornale la "Risoluzione del IV Convegno Nazionale dei Gruppi Leninisti della sinistra comunista: un passo avanti nella lotta e nella costruzione del Partito Rivoluzionario", nel quale si approvò all'unanimità (al punto d) di "scindere ogni responsabilità da Bruno Fortichiari che perseguendo nel suo tradizionale ed incurabile centrismo conciliazionista ha di fatto avallato le manovre «albanesi» di Raimondi e soci culminando una carriera politica che inizia sotto il vessillo rosso di Livorno e dell’Internazionale di Lenin e ripiega per molti anni all’oscura ombra del Partito staliniano" (Lotta Comunista n.1º dicembre 1965).

Fortichiari comunque negli anni Settanta interveniva ai comizi e alla riunioni di Lotta Comunista (e del "Circolo La Comune") (Cfr. Bruno Fortichiari, Antologia degli Scritti, pag.14) "non lesinando elogi e non censurando critiche, soddisfatto degli applausi ma per nulla condizionato dal gelo che poteva scendere nella sala" (Cfr. Bruno Fortichiari, Ivi, pag.150).

Altri giornali editi da Lotta Comunista[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a "Lotta Comunista", in lingua italiana, il gruppo pubblica anche "L'Internationaliste" in francese, in russo tramite la ONG «Centro di Studi Internazionali “Noviy Prometey”» pubblica il Бюллетень "Интернационалист" ("Bollettino Internazionalista"), e, tramite l'Istituto Sergio Motosi il "Bulletin" in tedesco, "Internationalist Bulletin" in inglese, "El Internacionalismo" in spagnolo.

Edizioni Lotta Comunista[modifica | modifica wikitesto]

Una parte importante dell'attività di Lotta Comunista è legata all'editoria e alla diffusione porta a porta di giornali e libri. La sua principale casa editrice è la Edizioni Lotta Comunista, che, in diverse collane, propone i testi dei dirigenti dell'organizzazione, ricerche e classici.

Nella collana Testi sono presenti i seguenti libri:

  • Arrigo Cervetto: Lotte di classe e Partito rivoluzionario (1966); La difficile questione dei tempi (1990); L'involucro politico (1994); Metodo e partito-scienza (1998); L'imperialismo unitario (1981); La contesa mondiale (1990); Il mondo multipolare. 1990-1995 (1996); Il ciclo politico del capitalismo di Stato. 1950 - 1967 (1989); L'ineguale sviluppo politico. 1968-1979 (1991); Forze e forme del mutamento italiano (1997).
  • Guido La Barbera: La crisi del capitalismo di Stato, crollo di un falso socialismo. 1989-1995; L'instabile ordine del multipolarismo. 1995-2001; L'Europa e la guerra (2003); L'Europa e lo Stato (2006); L'Europa, l'Asia e la crisi (2008); Crisi di internazionalizzazione l'Italia degli anni Novanta (2000); Lotta Comunista Il gruppo originario 1943-1952 (2012).
  • Sergio Motosi: Scritti. Indagine scientifica e passione rivoluzionaria (2004).
  • Lorenzo Parodi: Studi sullo sviluppo del capitalismo in Italia (1998); Studi sullo sviluppo del capitalismo in Italia. Vol. II (2007); Studi sullo sviluppo del capitalismo in Italia. Vol. III (2010); Critica del sindacato riformista (1987); Critica del sindacato subalterno (1988); Grandi famiglie del capitale (2010).
  • Roberto Casella: La crisi sindacale degli anni Ottanta (1989); La disfatta sindacale nel ciclo europeo (2000); Battaglie e principi per una politica comunista (2007); Illusioni alla berlina e certezza del marxismo (2009).

La collana Classici propone opere inedite e reprint di autori classici del marxismo.

  • Karl Marx - Friedrich Engels: Manifesto del Partito Comunista. 1848 (1998); Voci per "The New American Cyclopædia" (2003); Lettere. 1874-1879 (2006); Lettere. 1880-1883 (marzo)(2008); Scritti. febbraio 1854 – febbraio 1855 (2011).
  • Friedrich Engels: Note sulla guerra franco-prussiana 1870/1871 (1997); Lettere. aprile 1883-dicembre 1887 (2009);
  • Amadeo Bordiga: Struttura economica e sociale della Russia d'oggi. 1966 (2009).

Di Lenin ha ripubblicato nel 2002 le Opere complete dopo averne comprato i diritti esclusivi da Editori Riuniti, la cui edizioni ripropone in forma anastatica.

Altre collane della casa editrice sono "Analisi", con testi di Parodi, Cervetto, Poggi, Davoli, Palumberi e altri dirigenti del movimento, "Ricerche", che comprende un'antologia di Bruno Fortichiari e "Lezioni di una sconfitta promessa di vittoria. Critica e teoria della Rivoluzione spagnola 1930-1939" di Munis; e ancora "Documenti'" e la "Biblioteca Giovani" che ripropone in formato economico alcuni classici.

Editions Science Marxiste[modifica | modifica wikitesto]

Lotta Comunista ha un'altra casa editrice, Science Marxiste, con la quale pubblica i suoi testi in varie lingue europee: francese, greco, inglese, russo, portoghese, tedesco e spagnolo.

Edizioni Pantarei[modifica | modifica wikitesto]

Con le "Edizioni Pantarei" Lotta Comunista pubblica testi inediti in italiano indirizzati all'approfondimento e alla storia del movimento operaio, ma anche ripubblicazioni di testi di prestigio come la "Storia del Partito Comunista Italiano" di Giorgio Galli.

Istituto di Studi Sul Capitalismo[modifica | modifica wikitesto]

A Genova Lotta Comunista ha creato l'"Istituto di Studi sul Capitalismo", con un'ampia biblioteca e con un'attività documentaristica che si riflette in diverse pubblicazioni delle "Edizioni Panta Rei".

Istituto Sergio Motosi[modifica | modifica wikitesto]

Sempre a Genova, in onore del militante di LC Sergio Motosi scomparso nel 2002, viene fondato da Lotta comunista nel 2005 l'Istituto "Sergio Motosi per lo Studio del Movimento Operaio Internazionale", che "ha per scopo l'approfondimento degli studi riguardanti la storia del movimento operaio nel mondo, con particolare riferimento alle forme di organizzazione politica e sindacale dalle origini ai giorni nostri, promuovendo prese di contatto, scambi di idee e di esperienze sia tra i membri dell'Associazione stessa sia con altri Istituti di ricerca o studiosi della materia" (dallo Statuto); in particolare è un centro nodale per la pubblicazione e distribuzione di stampa in lingua estera.

ONG Centro di Studi Internazionali “Noviy Prometey”[modifica | modifica wikitesto]

In Russia Lotta Comunista ha creato una ONG, il Centro di Studi Internazionali “Noviy Prometey”, che si occupa della pubblicazione e diffusione del "Bollettino Internazionalista" in lingua russa, di libri dell'organizzazione tradotti in russo, e dell'organizzazione, come già in Italia e in Francia, di Corsi sul marxismo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] Grondona è uno degli storici dirigenti e militanti, anche se Lotta comunista non ha un vero e proprio leader
  2. ^ La Crisi del Capitalismo di Stato (Ed L. Comunista, pp 481,)
  3. ^ nascita dei GAAP di Guido Barroero

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lotta Comunista. Il gruppo originario 1943-1952 / Guido La Barbera. - Milano: edizioni Lotta Comunista, [2012].

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Fotografie e immagini