Arrigo Cervetto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Arrigo Cervetto (Buenos Aires, 16 aprile 1927Savona, 23 febbraio 1995) è stato un politico e rivoluzionario italiano.

Fondatore nel 1965, con Lorenzo Parodi, di Lotta Comunista.

Gli inizi dell'impegno politico[modifica | modifica wikitesto]

« In ciò stava e sta tutto il mio orgoglio: essere lo strumento della rivincita di chi è destinato all'anonimato e di chi resta solo nella civiltà materiale »
(Arrigo Cervetto Quaderni 1981-1982)

Arrigo Cervetto nasce a Buenos Aires, dove i genitori, Amedeo Cervetto e Bernardina Pasquino, erano emigrati dalla Liguria. Rientrato in Liguria inizia a lavorare giovanissimo, venendo assunto come apprendista nel complesso siderurgico dell'ILVA di Savona. Proprio l'esperienza di fabbrica è il primo fattore decisivo nella sua formazione e vero motivo ispiratore nelle sue ricerche storiche degli anni cinquanta. Entra nella battaglia politica nel pieno della Seconda guerra mondiale e il 25 luglio 1943 prende parte alle prime manifestazioni dopo la caduta di Mussolini. Dopo l'8 settembre partecipa alla guerra civile contro il nazi-fascismo nella Langa piemontese, rimanendo ferito nel luglio del 1944 e guadagnandosi la Croce al Merito.

Proveniente dal PCI al quale resta iscritto solo per un anno (25 aprile 1945-primavera 1946), assieme ad alcuni amici e compagni come Piero Parisotto e Antonio Bogliani, matura il rifiuto della politica di Togliatti che con la "svolta di Salerno" aveva sancito, almeno culturalmente, la rottura con la tradizione di non-collaborazione con le forze "borghesi" condivisa da gran parte della sinistra italiana (anarchici, comunisti, socialisti massimalisti) dell'epoca prefascista e si definisce "anarchico".

Si avvicina, così al comunismo libertario ed è proprio a Savona che il movimento anarchico, molto radicato, ha una figura prestigiosa come Umberto Marzocchi con cui Cervetto entra in un rapporto politico e umano profondissimo. Nel 1948 incontra anche Pier Carlo Masini e Lorenzo Parodi che rimarrà suo compagno di lotta per tutta la vita. In quegli anni Cervetto, operaio autodidatta, inizia a leggere e a studiare i classici del marxismo: Marx, Engels, Lenin e Gramsci avvicinandosi sempre più alle posizioni marxiste. Scrive: "mi identificherei come marxista-anarchico. Però non so ancora: molto, molto devo ancora leggere, studiare, vagliare [...]."

Nel marzo 1950 partecipa al convegno organizzato a Genova-Pontedecimo dalla Federazione Anarchica Ligure, sostenendovi le posizioni del gruppo di iniziativa «per un movimento orientato e federato» che si propone di combattere il "nullismo" anarchico e di dare alla Federazione Anarchica Italiana (FAI) una prospettiva di lotta politica concreta. Nasce qui la collaborazione con il giornale milanese il "Libertario" che dal maggio 1950 al maggio 1951 ospiterà 21 articoli di Cervetto sui temi della guerra fredda e della decolonizzazione e a "L'Impulso" (1950-57), organo dei GAAP con l'approfondimento dei temi dell'imperialismo e della natura sociale dell'URSS.

Proprio partendo dallo studio dell'opera di Lenin "L'imperialismo, fase suprema del capitalismo" Cervetto sviluppa la teoria dell'imperialismo unitario che si oppone alla visione bipolare del mondo e alla divisione del mercato mondiale in due campi, quello "socialista" dei paesi legati all'URSS e quello "capitalista" degli USA e dei paesi occidentali. In essa Cervetto partendo dalle tesi di Bordiga sulla natura sociale dell'URSS vista come un capitalismo di Stato sostiene che tutte le potenze in gioco sono imperialiste e che l'ineguale sviluppo di crescita economica porta a una continua lotta per accaparrarsi e conquistare nuovi mercati per esportare capitali e merci. Non c'è quindi differenza di natura tra i due "blocchi".

Sempre a Genova-Pontedecimo, il 24-25 febbraio 1951, è tra i fondatori dei "Gruppi Anarchici di Azione Proletaria" (GAAP), presentando le Tesi sulla "Liquidazione dello Stato come apparato di classe". In esse si sostiene che "la rivoluzione sociale, instauratrice di una società senza classi, si compie con la simultanea liquidazione della borghesia come classe e dello Stato come apparato di classe" e che "è compito delle organizzazioni proletarie di massa (consigli di fabbrica, collettività agricole, comitati popolari) espropriare il regime capitalistico delle sue strutture ed assumerne la gestione diretta e collettiva".

Nei GAAP convivono una tradizione socialista-libertaria, rappresentata da Pier Carlo Masini, e una di ispirazione marxista-leninista, rappresentata da Cervetto. Proprio la divergenza delle diverse posizioni porterà in seguito alla rottura definitiva con Masini (1958).

Nelle relazioni ai successivi convegni annuali dei GAAP Cervetto partirà da questo assunto per approfondire l'analisi delle contraddizioni imperialistiche, spingendo i militanti a concentrare l'attenzione sui temi della politica internazionale e sulle conseguenti crisi, ancora "periferiche" (moti operai di Berlino Est, opposizione della classe operaia francese alla Guerra d'Indocina, ecc).

Nel dicembre del 1950 Cervetto verrà licenziato dall'ILVA di Savona in ristrutturazione e nel maggio del 1951 ritornerà in Argentina dove vi starà per un anno, fino al maggio 1952.

Il ritorno a Savona lo vedrà subito impegnato nella lotta politico-teorica e nello sforzo organizzativo per raggruppare e formare un nucleo di quadri rivoluzionari. Rimasto senza un salario per vivere Cervetto accetta la proposta della Biblioteca Feltrinelli di approntare una bibliografia del movimento operaio di Savona. In quegli anni approfondirà la ricerca storica sulle origini di quella coscienza di classe nel proletariato in cui ha mosso i primi passi: tra il 1954 e il 1958 pubblica tre studi, su "Le lotte operaie alla Siderurgica di Savona, 1861-1913", su "La crisi del movimento operaio savonese e l'attività di G. M. Serrati nel 1912" e su "Dopoguerra rosso e avvento del fascismo a Savona", e lavora ad uno studio sulla Resistenza a Savona.

In seguito Cervetto definirà questo primo periodo dello sviluppo del partito, fino al 1956, "lotta per l'internazionalismo".

La collaborazione con "Azione Comunista"[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1957 i GAAP si sciolgono e rifluiscono nel movimento "Azione Comunista" tentativo di aggregare una Sinistra Comunista unendo le diverse correnti antistaliniste storiche, di provenienza comunista, libertaria, bordighista, trotskista e correnti della dissidenza del PCI. Nel giugno del 1956, all'inizio della destalinizzazione, queste danno vita al giornale "Azione comunista", a cui Cervetto collabora sforzandosi di contrastarne il massimalismo. Fra i promotori ci sono Raimondi, Seniga, Noè, Vinazza, Masini e Bruno Fortichiari uno dei fondatori del Partito comunista d'Italia a Livorno. Ma la disomogeneità delle diverse posizioni porta di li a poco all'allontanamento di Masini e Seniga che si ritrovano nel PSI e a un coinvolgimento del gruppo genovese di Cervetto e Parodi che a partire dal 1959 entra nel Comitato Nazionale.

Al primo convegno nazionale del Movimento della Sinistra Comunista il 3 e 4 novembre del 1957 a Livorno Cervetto e Parodi, ormai su posizioni nettamente leniniste, espongono in modo organico la propria visione strategica, presentando le "Tesi sullo sviluppo imperialistico, sulla durata della fase controrivoluzionaria e sullo sviluppo del partito di classe". (Cfr. [1]). In esse, affrontando l'analisi del ciclo mondiale di sviluppo del capitalismo, si escludeva esplicitamente la possibilità di una crisi mondiale a breve e si indicava come prioritaria la formazione del partito di classe a partire da "un profondo ed appassionato lavoro teorico".

Nel 1963 la divergenza di posizioni provoca la rottura. Raimondi ed altri ex-PCI simpatizzanti per la Cina e il movimento maoista si allontanano dal giornale in aperta polemica con le tesi di Cervetto riguardanti la Cina maiosta vista come risultato di una rivoluzione democratico-borghese e come capitalismo di stato.

Nel 1963 Cervetto e Fortichiari decidono di trasferire la redazione e stampa del giornale a Genova e da aprile 1964 viene pubblicata una serie di articoli di Cervetto, che hanno l'obiettivo di «mettere in chiaro le linee fondamentali della concezione leninista del partito», muovendo con Lenin dall'idea primaria di Karl Marx «di un processo storico naturale di sviluppo delle formazioni economico-sociali».

Si tratta di uno studio (che sarà raccolto due anni dopo in volume, con il titolo di "Lotte di classe e partito rivoluzionario", e più volte ripreso fino alla sesta edizione del 2004) sulla concezione leninista dell'azione politica, vista come fondamento scientifico della soluzione «ai problemi lasciati insoluti dall'inclinazione oggettivista di Amadeo Bordiga e da quella soggettivista di Trotsky».

Cervetto ricerca questa soluzione ritrovando il nesso organico tra il "Capitale" di Marx e il "Che fare?" di Lenin; partendo di qui affronta poi il tema della coalizione operaia, della legge economica che la determina ma anche della coscienza politica di classe, portata dall'esterno dei rapporti tra operai e padroni; nell'ultimo capitolo centra infine il ruolo del partito rivoluzionario sulla definizione della strategia, come «risultato di un'analisi scientifica di una determinata fase della lotta delle classi».

Nasce "Lotta comunista"[modifica | modifica wikitesto]

È su queste basi che, esauritasi la convivenza di posizioni ormai incompatibili, Cervetto nel 1965 può voltare pagina rispetto all'esperienza di "Azione comunista", e formare una nuova organizzazione pienamente omogenea: nel dicembre 1965 esce il primo numero di "Lotta Comunista" e prende avvio un vasto lavoro di insediamento organizzativo.

Il consolidamento e lo sviluppo di questo lavoro permetteranno a Cervetto d'iniziare una lunga attività di sistemazione della sua cinquantennale produzione teorica, al fine di pubblicare in forma organica i principali temi della sua analisi:

  • "L'Imperialismo unitario", Milano, 1981, in cui è organicamente raccolto il materiale d'analisi del corso dell'imperialismo mondiale dagli anni cinquanta fino al 1980;
  • "La contesa mondiale", Milano, 1990, dove la contesa imperialista degli anni ottanta è considerata come una «prima conclusione di una guerra di capitali in corso da cinquant'anni»: sul fronte orientale la Russia ha perso e la Germania ha vinto, mentre sul fronte occidentale l'esito è ancora aperto;
  • "Il ciclo politico del capitalismo di Stato, 1950-1967", Milano, 1989: la tendenza alla formazione del capitalismo di Stato viene individuata nello sviluppo della produzione capitalistica, e lo stalinismo considerato come movimento politico sostenitore di quella forma giuridica di proprietà;
  • "L'ineguale sviluppo politico, 1968-1979", Milano, 1991: un bilancio dello sviluppo del capitalismo italiano negli anni settanta e l'analisi del profondo squilibrio fra il movimento dell'economia ed il movimento della sovrastruttura politica;
  • "La difficile questione dei tempi", Milano, 1990, dove Cervetto interviene nel dibattito sui tempi della rivoluzione fra Stalin, Trotsky e Bordiga: mentre è possibile scientificamente individuare la tendenza generale, o evoluzione come la chiama Lenin, del capitalismo e prevedere l'inevitabilità dei suoi sbocchi o risultati, è impossibile prevedere le sue scadenze, ove entra come fattore attivo il Partito;
  • "L'involucro politico", Milano, 1994, che contiene la riflessione sulla concezione materialistica della politica, iniziata a metà degli anni settanta, l'analisi della "testa politica" affrontata col metodo di studio del "corpo sociale".

Cervetto muore a Savona il 23 febbraio 1995, ma la pubblicazione dei suoi scritti prosegue a cura delle Edizioni Lotta Comunista. Dopo il 1995 escono così:

  • "Il mondo multipolare, 1990-1995", Milano, 1996: negli scritti degli ultimi anni di Cervetto sulla politica internazionale è sottolineata la molteplicità dei protagonisti della scena mondiale, in un ciclo economico sostenuto e di dimensioni inedite, con un'accelerata dinamica del mutamento e un'instabilità di equilibri e alleanze;
  • "Forze e forme del mutamento italiano", Milano, 1997, in cui è ricostruito il processo di mutamento della formazione economico-sociale italiana all'interno della lunga espansione internazionale a partire dal secondo dopoguerra;
  • "Metodo e partito scienza", Milano, 1998: sono qui raccolti gli scritti in cui Cervetto ricerca, nelle origini del metodo e della scienza politica nonché nella storia moderna a partire dal Cinquecento, "l'asse della teoria" per il passaggio d'epoca della contesa multipolare;
  • "Ricerche e scritti", Milano, 2005, che raccoglie i lavori degli anni ’50, dallo studio sulle origini della borghesia savonese a quelli sulla Savona operaia, che partono dalle prime lotte della "Siderurgica" per arrivare alla Resistenza.

Alcuni dei principali testi di Cervetto sono tradotti in lingua francese, inglese, tedesca, russa (a cura delle Editions Science Marxiste di Parigi) e greca (ad opera delle edizioni Diethnismos di Atene).

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Croce al merito - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Amico, Yurii Colombo, Un comunista senza rivoluzione, Bolsena, Massari, 2005.
  • Guido La Barbera, Lotta comunista Il gruppo originario 1943-1952, Milano, Lotta Comunista, 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Lotta Comunista

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]