Partito Progressista dei Lavoratori

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Partito Progressista dei Lavoratori
(EL) Ανορθωτικό Κόμμα Εργαζόμενου Λαού
Anorthotikó Kómma Ergazómenou Laoú (AKEL)
Leader Dimitris Christofias
Segretario Andros Kyprianou
Stato Cipro Cipro
Fondazione 1926
Sede Nicosia
Ideologia Eurocomunismo
Comunismo[1]
Marxismo-leninismo[2]
Collocazione Sinistra[1][3][4]
Partito europeo Partito della Sinistra Europea (osservatore)
Gruppo parlamentare europeo Sinistra Unitaria Europea - Sinistra Verde Nordica
Affiliazione internazionale nessuna
Seggi Camera dei Rappresentanti
19 / 56
 (2011)
Seggi Parlamento Europeo
2 / 6
 (2009)
Sito web akel.org.cy

Il Partito Progressista dei Lavoratori (Ανορθωτικό Κόμμα Εργαζόμενου Λαού, AKEL) è un partito politico cipriota.

Dimitris Christofias, leader di Akel e presidente dello stato cipriota dal 2008 al 2013

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Akel venne fondato nel 1926 con il nome di Partito comunista di Cipro (KKK). Il KKK, a differenza di tutte le altre forze politiche, si oppose alla Enosis, l'unione di Cipro con la Grecia, e si batté per l'indipendenza dell'isola. Nel 1931 il partito fu dichiarato illegale dal Governo coloniale britannico, che limitò alcuni diritti civili e politici. Nel 1941, alcuni leader comunisti fondarono clandestinamente l'AKEL. Il nuovo partito, però, non si dichiarò apertamente contrario alla Enosis, ma preferì impegnarsi per un processo graduale che permettesse il passaggio dalla condizione di colonia britannica alla federazione con la Grecia. Falliti, però, i tentativi dell'Assemblea consultiva del 1949, l'Akel si schierò per un'immediata unione con la Grecia. Negli anni cinquanta l'Akel si rifiutò di sostenere gli attacchi militari organizzati dall'EOKA, l'Organizzazione Etnica delle Forze Cipriote, che l'accusò di collaborazionismo con gli occupanti britannici.

Dal 1960 al 2000[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni politiche del 1960, l'Akel si trovò all'opposizione del Fronte Nazionale. Akel, pur raccogliendo il 35% dei voti, ottenne appena 5 seggi su 35. Alle successive elezioni del 1970 l'Akel ottenne il 39,8% dei voti ed elesse 9 deputati, superando di poco il Partito Progressista, 7 seggi, e posizionandosi dopo il DISY, cristiano-conservatori, 15 seggi. Alle politiche del 1976, l'Akel si presentò in una lista comune con DIKO, centristi, e KISOS, socialdemocratici. La lista unitaria ottenne il 71,2% dei voti, eleggendo 34 deputati su 35. Il DISY, pur avendo ottenuto il 27,6% dei voti, non ottenne neanche un seggio. Dal 1960 al 1977, Presidente di Cipro, nonché capo del governo, fu Makarios III, arcivescovo e primate della Chiesa ortodossa Cripriota Autocefala, sostenuto dall'EOKA.

Alle politiche del 1981 Akel ottenne il 32,8% dei voti, elesse 12 seggi e divenne il primo partito in Parlamento, superando di poco (31,9%) il DISY. Alle politiche del 1985, i comunisti calarono al 27,4% dei consensi, anche se incrementarono i propri seggi a 15. L'aumento dei seggi, però, fu determinato dall'ampliamento dei seggi nel Parlamento, che passarono da 35 a 56. Trassero vantaggio dal calo di voti di Akel il KISOS (+3%) ed il DIKO (+3%). In questo periodo (1978-1988) Presidente di Cipro fu Spyros Kyprianou, già presidente della Camera tra il 1976 ed il 1977, del DIKO. Alle presidenziali del 1983, anche l'Akel aveva sostenuto Kyprianou. Alle presidenziali del 1988, l'Akel sostenne l'ex-comunista George Vasiliou, che divenne Presidente. Vasilou, però, sconfitto nel 1993 dal cristiano-conservatore (DISY) Glafkos Klerides, diede vita al Movimento dei Liberali Democratici, che poi entrerà a far parte dei Democratici Uniti, liberali. Alle politiche del 1991, i comunisti salirono al 30% dei consensi, ottenendo 18 seggi, ma rimasero sempre secondi dopo il DISY. La sistuazione rimase sostanzialmente invariata anche dopo le consultazioni elettorali del 1996, quando l'Akel salì al 33% dei consensi ed elesse un seggio in più, ma rimase sempre secondo dietro i cristiano-conservatori.

Dal 2000 ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Il percorso politico della coalizione AKEL-DIKO-EDEK può essere riassunto così:
1) La coalizione di AKEL con il DIKO (centristi) ed EDEK (socialdemocratici) risale al 2001 quando i tre partiti elessero Dimitris Christofias presidente della Camera dei Rappresentanti di Cipro.
2) I tre partiti sostennero la candidatura di Tassos Papadopoulos (DIKO) alla presidenza della Repubblica. Papadopoulos verrà poi eletto.
3) Nel 2006 il "trio" di partiti andò al governo e, nel 2008, riuscì ad eleggere lo stesso Christofias alla Presidenza della Repubblica.
4) I socialdemocratici uscirono dalla coalizione nel 2010 (mantenendo il sostegno al governo fino all'anno successivo), un anno prima delle elezioni politiche che videro la vittoria di AKEL e DIKO, i quali andarono al governo.
5) I centristi abbandonarono la coalizione poco dopo le elezioni del 2011, lasciando ad AKEL un governo di minoranza (19 seggi su 56).

La coalizione «AKEL-EDEK-DIKO» (2001-2011)[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni parlamentari del 2001, l'AKEL divenne il primo partito del Parlamento, superando di poco i cristiano-conservatori (34,7% contro 34%, 20 seggi contro 19). Dimitris Christofias, leader comunista, venne eletto, per la prima volta nelle storia del partito, Presidente della Camera, grazie al voto di EDEK e del DIKO.[5][6] Al governo andò, per pochissimi voti, la coalizione cristiano-conservatore.[7]

L'accordo tra comunisti, socialdemocratici e centristi continuò nel 2003, quando la coalizione sostenne Tassos Papadopoulos (DIKO) durante le elezioni presidenziali. Papadopoluos sconfisse, così, il presidente uscente, il cristiano-conservatore Glafkos Klerides.[7][8]

Alle elezioni europee del 2004, le prime per i ciprioti, l'AKEL ottenne il 27,8% dei voti ed elesse 2 parlamentari europei.

Alle elezioni politiche del 2006, l'AKEL ha visto calare i propri consensi al 31,1%. Ciononostante i comunisti sono rimasti il primo partito cipriota, anche se, in Parlamento, hanno lo stesso numero di seggi dei cristiano-conservatori, ossia 18.[9][10]

L'AKEL riesce successivamente a formare un governo con il sostegno dei socialdemocratici (EDEK) e dei centristi (DIKO).[7][11]

L'elezione di Christofias alla Presidenza della Repubblica (2008)[modifica | modifica sorgente]

Le elezioni presidenziali del 2008 hanno visto l'AKEL conquistare il primo turno con il 33,3% dei voti e quindi ottenendo l'ammissione al ballottaggio per la Presidenza, con il candidato Dimitris Christofias.

Vi è da sottolineare il fatto che al primo turno Christofias era sostenuto solo da AKEL, mentre EDEK e DIKO puntarono nuovamente su Tassos Papadopoulos. In seguito all'esclusione di Papadopoulos dal ballotaggio, entrambi i partiti diedero indicazioni ai propri militanti di votare per Christofias.[12]

Al ballottaggio il candidato e leader del AKEL Dimitris Christofias vinse sul candidato di centrodestra e venne eletto Presidente della Repubblica di Cipro.[13][14][15] Cristofias ha promesso di risolvere la "questione cipriota" e di arrivare a un accordo con la minoranza turca.[15][16][17][18]

Dopo le elezioni presidenziali i tre partiti (AKEL, DIKO ed EDEK) confermano la volontà di rimanere al governo in coalizione.

Le elezioni europee del 2009[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni europee del 2009 il partito ottenne 2 seggi sui 6 spettanti a Cipro.[19][20]

Composizione della Camera dei Rappresentanti di Cipro. A seguito delle elezioni politiche del 2011, il Partito Progressista dei Lavoratori ottiene 19 seggi su 56, indicati in rosso scuro, a sinistra dell'emiciclo.

La coalizione «AKEL-DIKO» (2011) e il governo di minoranza (2011-2013)[modifica | modifica sorgente]

Nel 2010 i socialdemocratici (EDEK) decidono di uscire dalla coalizione, a causa di visioni distanti con AKEL sulla "questione cipriota", mantenendo il sostegno al governo su alcuni provvedimenti sino alle elezioni successive.[21]

Alle elezioni politiche del 2011, tenutesi il 28 maggio, l'AKEL ha raggiunto il 32,67% dei voti, risultando il secondo partito alle spalle del Raggruppamento Democratico (DISY) di Nicos Anastasiades, e conquistando 19 seggi in parlamento.[22][23]

In seguito alle elezioni si formò un governo AKEL-DIKO ma il 4 agosto 2011 i centristi decisero di abbandonare la coalizione a causa delle visioni distanti dei due partiti sulla "questione cipriota". Si forma quindi un governo di minoranza composto solo da AKEL.[7][24][25]

Le elezioni presidenziali del 2013 e il ritorno all'opposizione[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni presidenziali del 2013 il candidato di AKEL, Stavros Malas, è stato battuto al secondo turno, con uno scarto del 15%, dal candidato europeista di centrodestra Nicos Anastasiades (DISY), in quell'occasione appoggiato anche dai centristi del DIKO.[26][27][28]

Attualmente AKEL è all'opposizione di un governo di coalizione tra DISY, DIKO e EVROKO, formatosi subito dopo le elezioni presidenziali.[29][30]

Segretari generali[modifica | modifica sorgente]

19361945: Ploutis Servas

19451949: Fifis Ioannou

19491988: Ezekias Papaioannou

19882009: Dimitris Christofias

dal 2009: Andros Kyprianou

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Harry Anastasiou, The Broken Olive Branch: Nationalism versus Europeanization, Syracuse University Press, 2008, ISBN 9780815631972, p. 163
  2. ^ Helena Smith, Cyprus gets ready for a communist 'takeover', The Guardian, 2008
  3. ^ Yiannis Papadakis, Nicos Peristianis, Gisela Welz, Divided Cyprus: Modernity, History, And an Island in Conflict - New Anthropologies of Europe, Indiana University Press, 2006, ISBN 9780253218513, p. 80
  4. ^ Uwe Backes, Patrick Moreau, Communist and Post-Communist Parties in Europe, Vandenhoeck & Ruprecht, 2008, ISBN 9783525369128, p. 268 ss.
  5. ^ U.S. Congress (a cura di), Congressional Record, V. 148, PT. 4, April 11, 2002 to April 24, 2002, Government Printing Office, 2006, p. 4725. URL consultato il 16 novembre 2013.
  6. ^ (EN) Parliamentary Chamber: Vouli Antiprosopon (2001) in Inter-Parliamentary Union, 2001. URL consultato il 17 novembre 2013 (archiviato il 17 novembre 2013).
    «During the inaugural session of the House of Representatives on 7 June 2001, the leader of Akel, Mr Dimitris Christofias, was elected as Speaker. This position is being held for the first time by Akel.».
  7. ^ a b c d (EN) Cyprus : Constitution and politics in The Commonwealth.org, 2013. URL consultato il 16 novembre 2013 (archiviato il 16 novembre 2013).
  8. ^ Annie Charalambous, Doubts among Papadopoulos's own party in Lobby for Cyprus, 20 febbraio 2004. URL consultato il 17 novembre 2013 (archiviato il 17 novembre 2013).
    «[...] In favour of the Akel-Diko-Edek main coalition parties that supported Papadopoulos in last year’s general elections, communist Akel is the only one that has given united and strong backing to the President. [...]».
  9. ^ (EN) Republic of Cyprus in Elections Guide, 2006. URL consultato il 19 novembre 2013 (archiviato il 19 novembre 2013).
  10. ^ (EN) Parliamentary Elections in Cyprus - House of Representatives Results Lookup in Elections Resources, 2006. URL consultato il 16 novembre 2013 (archiviato il 19 novembre 2013).
  11. ^ (EN) Who's Who in Cyprus Politics and Government in About.com, 2008. URL consultato il 19 novembre 2013 (archiviato il 19 novembre 2013).
  12. ^ (EN) Communist chief gains edge in Cyprus poll in News Corp Australia, 21 febbraio 2008. URL consultato il 17 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2009).
  13. ^ Elezioni Cipro, vincono comunisti in TGcom24, 24 febbraio 2008. URL consultato il 19 novembre 2013 (archiviato il 19 novembre 2013).
  14. ^ Christofias eletto nuovo capo di Stato: nella Ue è l'unico presidente comunista in la Repubblica, 25 febbraio 2008. URL consultato il 16 novembre 2013 (archiviato il 16 novembre 2013).
  15. ^ a b Antonio Ferrari, Cipro, eletto l'ultimo comunista d' Europa in Corriere della Sera, 25 febbraio 2008. URL consultato il 19 novembre 2013 (archiviato il 19 novembre 2013).
  16. ^ (EN) Cypriot victor rallies for unity in BBC News, 24 febbraio 2008. URL consultato il 16 novembre 2013 (archiviato il 16 novembre 2013).
  17. ^ (EN) Christofias wins Cyprus presidency in CNN, 24 febbraio 2008. URL consultato il 16 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 16 novembre 2013).
  18. ^ (EN) Christofias wins Cyprus presidential election in USA Today, 24 febbraio 2008. URL consultato il 19 novembre 2013 (archiviato il 19 novembre 2013).
  19. ^ (EN) Wolfram Nordsieck, EUROPEAN UNION (2009/2013) in Parties and Elections in Europe, 2013. URL consultato il 16 novembre 2013 (archiviato il 16 novembre 2013).
  20. ^ (EN) Giorgos Charalambous, The June 2009 European Elections in the Republic of Cyprus (PDF) in Università del Sussex, 6 luglio 2009. URL consultato il 16 novembre 2013 (archiviato il 16 novembre 2013).
  21. ^ (EL) Τριγμοί στην κυβέρνηση Χριστόφια - Αποχώρησε η ΕΔΕΚ in To Vima, 9 febbraio 2010. URL consultato il 21 novembre 2013 (archiviato il 13 agosto 2012).
  22. ^ (EN) Right-wing opposition wins Cyprus election in Al Jazeera, 22 maggio 2011. URL consultato il 16 novembre 2013 (archiviato il 16 novembre 2013).
  23. ^ (EN) Opposition DISY wins parliamentary elections in Cyprus in SETimes, 23 maggio 2011. URL consultato il 16 novembre 2013 (archiviato il 16 novembre 2013).
  24. ^ (EN) DIKO quits Greek Cyprus government in Hürriyet Daily News, 4 agosto 2011. URL consultato il 19 novembre 2013 (archiviato il 19 novembre 2013).
  25. ^ (EN) Adrienne Morley, DIKO Leaves Government Coalition in Cyprus News Report, 3 agosto 2011. URL consultato il 21 novembre 2013 (archiviato il 9 giugno 2013).
  26. ^ Eletto a Cipro il conservatore grande amico della Merkel in Corriere della Sera, 25 febbraio 2013. URL consultato il 16 novembre 2013 (archiviato il 16 novembre 2013).
  27. ^ Elezioni a Cipro, vince il conservatore Nikos Anastasiadis in Sky TG 24, 24 febbraio 2013. URL consultato il 16 novembre 2013 (archiviato il 16 novembre 2013).
  28. ^ (EL) ΜΙΧΑΛΗ ΠΑΠΑΔΟΠΟΥΛΟΥ, Σφραγίζεται το deal (PDF), 16 settembre 2012, p. 11. (archiviato il 17 novembre 2013).
  29. ^ (EN) Wolfram Nordsieck, CYPRUS in Parties and Elections in Europe, 2013. URL consultato il 16 novembre 2013 (archiviato il 16 novembre 2013).
  30. ^ (EN) Andy Dabilis, Meet Cyprus’ New All-Male Cabinet in Greek Reporter, 28 febbraio 2013. URL consultato il 17 novembre 2013 (archiviato il 17 novembre 2013).