Chiesa ortodossa di Cipro

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Chiesa ortodossa di Cipro
Classificazione Ortodossa
Fondatore san Barnaba
Fondata I secolo
Separata da Patriarcato di Costantinopoli
Associazione Chiese ortodosse
Diffusione Cipro
Rito bizantino
Primate arcivescovo Chrysostomos II
Fedeli circa 500.000

La Chiesa ortodossa di Cipro è una delle 14 Chiese autocefale ortodosse. La comunità di Cipro è una delle più antiche: fondata secondo la tradizione dall'apostolo Barnaba, a Cipro ha sede la più antica comunità cristiana dopo quella di Gerusalemme. I fedeli costituiscono oltre l'80% della popolazione dell'isola, che conta 750.000 abitanti (tenendo conto anche della parte della Repubblica sotto occupazione militare turca).

La Chiesa è in comunione con le altre Chiese ortodosse. L'attuale primate è l'arcivescovo Chrysostomos II, che porta il titolo tradizionale di «Nuova Giustiniana e di tutta Cipro», ed è stato eletto dal Santo Sinodo della Chiesa di Cipro il 6 novembre 2006. Chrysostomos ha ereditato un antico privilegio concesso dai Bizantini, per cui l'arcivescovo di Cipro firma i documenti ufficiali con inchiostro rosso, come facevano i sovrani.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Secondo la tradizione, la fondazione della Chiesa di Cipro risale ai primi due grandi evangelizzatori della Chiesa delle origini: gli apostoli Paolo e Barnaba, quest'ultimo originario proprio di Cipro[1]. Nell'anno 46 partirono da Antiochia per il loro primo viaggio missionario (46-48 d.C.). Barnaba era cristiano già da tempo, mentre Paolo si era convertito da poco. Fu quindi Barnaba a guidare la missione. I due fecero tappa nell'isola come meta iniziale; Barnaba guidò Paolo dal porto di Salamina fino a giungere a Paphos, a circa 150 km di distanza. Qui, nella capitale dell'isola che apparteneva all'Impero romano, predicarono nelle sinagoghe[2] A Paphos sorgeva uno dei santuari ellenici più importanti del mondo, il tempio dedicato ad Afrodite, che secondo la mitologia greca era nata proprio sull'isola. Qui Paolo effettuò la sua prima conversione, parlando con un proconsole romano, Sergio Paolo.

Un secondo e più lungo viaggio missionario fu intrapreso da Barnaba con l’evangelista Marco[3]. Il martirio di Barnaba sarebbe avvenuto sull'isola; la sua tomba fu scoperta a Salamina nel V secolo e intorno vi fu costruito un monastero, attivo ancora oggi. San Barnaba è venerato come fondatore della Chiesa di Cipro.

Al Concilio di Efeso (431) la chiesa cipriota dichiarò la propria autonomia, che fu ufficialmente riconosciuta nel 478[4].

Malgrado l’occupazione dei Francesi (1191-1489), dei Veneziani (1489-1571) e degli Ottomani (1571-1832), la Chiesa di Cipro ha sempre mantenuto la propria indipendenza; per questo motivo è sempre stata in grado di svolgere un ruolo importante nella vita politica dell’isola.

Ha preso parte attiva nella guerra d’indipendenza contro i Turchi, pagando un alto prezzo (nel 1825 gran parte del clero cipriota, inclusa l’intera gerarchia, fu massacrata dai turchi per sospetto appoggio alla Rivoluzione greca). Durante il periodo della dominazione inglese (1878-1958), la Chiesa cipriota è stata, ancora una volta, attivamente impegnata nella lotta per la liberazione. L’isola ha conquistato l'indipendenza nel 1960. In seguito, l’Arcivescovo Makarios fu eletto capo della nuova Repubblica, unendo per la prima volta le funzioni di capo dello Stato e di capo della Chiesa fino alla sua morte, avvenuta nel 1977.

Il 20 luglio 1974 la Turchia ha invaso il territorio della Repubblica di Cipro, ha occupato e detiene tuttora illegalmente il 37% del suo territorio. La divisione di Cipro ha avuto forti implicazioni religiose. Infatti, dopo l’invasione turca più di 500 chiese, cappelle e monasteri (ortodossi, maroniti, armeni e cattolici), sono stati occupati o distrutti; oltre 170.000 cittadini residenti nella parte settentrionale dell'isola (circa un terzo della popolazione dell'isola nel 1974), si sono dovuti rifugiare al sud, diventando profughi nella loro stessa patria.

Le truppe turche tuttora di stanza nella parte occupata dell’isola ammontano a circa 43.000 effettivi. Dal 1974 ad oggi la Turchia ha trasferito oltre 160.000 propri cittadini (ovviamente musulmani) nella parte occupata di Cipro.

Nonostante la Repubblica di Cipro sia entrata nell'Unione Europea (2004), la situazione non si è ancora sbloccata.

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il Santo Sinodo, nel corso del 2007, riformulò l'organizzazione territoriale delle diocesi cipriote, restaurando alcune delle sedi che erano state soppresse dai latini nella seconda metà del XIII secolo.

Le circoscrizioni ecclesiastiche della chiesa cipriota sono:

Rapporti con la Santa Sede[modifica | modifica sorgente]

Le relazioni tra la Santa Sede e la Chiesa ortodossa di Cipro sono caratterizzate da fraterna cordialità ed impegno serio nel dialogo teologico e nella ricerca della piena comunione. Il 16 giugno 2007 l'arcivescovo di Cipro, Chrysostomos II, si è recato in Vaticano ad incontrare papa Benedetto XVI. È stata siglata una dichiarazione comune che impegna le due Chiese a proseguire il dialogo e fissa alcuni obiettivi comuni.

Le due autorità si sono incontrate di nuovo il 5 giugno 2010, nel corso della storica visita apostolica di Benedetto XVI a Cipro. Il pontefice ha consegnato all'arcivescovo l'Instrumentum laboris, il documento con le linee-guida per il «Sinodo sul Medio Oriente», che nell'ottobre 2010 vedrà riuniti in Vaticano i massimi esponenti delle Chiese orientali.

Elenco dei metropoliti di Cipro[modifica | modifica sorgente]

  • San Barnaba
  • Sant'Aristione †
  • Sant'Eraclide †
  • Gelasio † (menzionato nel 325)
  • Sant'Epifanio † (368/369 - 403 deceduto)
  • Sabino I †
  • Troilo †
  • Teodoro †
  • Regino † (menzionato nel 431)
  • Olimpio I † (prima del 449 - dopo il 451)
  • Sabino II † (menzionato nel 458)
  • Antemio †
  • Olimpio II † (menzionato nel 530 circa)
  • Damiano †
  • San Sofronio di Cipro
  • Sant'Ilario †
  • San Gregorio †
  • Melezio †
  • Isacco †
  • Teraponto †
  • Arcadio I † (dopo il 600 - prima del 638)
  • Sergio † (dopo il 642 - prima del 649)
  • Arcadio II
  • Epifanio II † (menzionato nel 680)
  • Giovanni † (menzionato nel 692)
  • Giorgio † (menzionato nel 750 circa)
  • Costantino † (menzionato nel 787)
  • Epifanio III † (menzionato nell'869)
  • ...
  • Kyrillos I † (1849 - 1854 deceduto)
  • Makarios I † (26 agosto 1854 - 1865 deceduto)
  • Sofronio III † (28 ottobre 1865 - 22 maggio 1900 deceduto)
  • Kyrillos II † (1909 - 6 luglio 1916 deceduto)
  • Kyrillos III † (11 novembre 1916 - 1933 deceduto)
  • Leonzio † (20 giugno 1947 - luglio 1947 deceduto)
  • Makarios II † (24 dicembre 1947 - 28 giugno 1950 deceduto)
  • Makarios III † (18 settembre 1950 - 3 agosto 1977 deceduto)
  • Chrysostomos I † (12 novembre 1977 - maggio 2006 dimesso)
  • Chrysostomos II, dal 5 novembre 2006

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Atti degli Apostoli, IV, 36.
  2. ^ Atti degli Apostoli, XIII, 4.
  3. ^ Atti degli Apostoli, XV, 39.
  4. ^ Il Concilio tenutosi a Trullo (692) riconobbe in seguito formalmente l'indipendenza della chiesa dell'isola.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • Giorgio Bernardelli, «Paolo, Barnaba e Lazzaro: così il Vangelo arrivò nell'isola», Avvenire, 4 giugno 2010.
  • Fabrizio Mastrofini, «Comunità sorelle che vogliono camminare insieme», Avvenire, 5 giugno 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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