Chiesa ortodossa di Cipro
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La Chiesa ortodossa di Cipro, in comunione con le altre Chiese ortodosse, è una delle più antiche Chiese autocefale. Essa conta circa 750.000 fedeli distribuiti nelle seguenti circoscrizioni ecclesiastiche: l’Arcidiocesi di Lefkosia (Nicosia) e le Metropolie/Diocesi di Pafos, Kition, Kyreneia, Lemessos (Limassol), Morfou, Costantia e Ammochostos, Kykkos e Tamassos. Inoltre, esistono i coro-vescovadi di Salamis e di Trimythous. L’attuale arcivescovo, Chrysostomos II, che porta il titolo tradizionale di Nuova Giustiniana e di tutta Cipro, è stato eletto dal Santo Sinodo della Chiesa di Cipro il 6 novembre 2006. Le relazioni tra la Santa Sede e la Chiesa Ortodossa di Cipro sono state sempre caratterizzate da fraterna cordialità ed impegno serio nel dialogo teologico e nella ricerca della piena comunione.
[modifica] Storia
Secondo la tradizione la sua fondazione risale infatti agli apostoli: nel 46 sbarcarono sulle sue coste i santi Paolo e Barnaba durante il loro primo viaggio missionario. Un secondo e più lungo viaggio missionario fu in seguito intrapreso da Barnaba insieme con l’evangelista Marco. Mentre entrambi sono reputati gli evangelizzatori dell'isola, solo Barnaba è considerato il fondatore della Chiesa locale. Il III Concilio Ecumenico di Efeso (431) e il Concilio in Trullo (692) riconobbero in seguito formalmente l'indipendenza della chiesa dell'isola.
Malgrado l’occupazione dei Francesi (1191-1489), dei Veneziani (1489-1571) e degli Ottomani (1571-1832), la Chiesa di Cipro ha sempre mantenuto la sua indipendenza ed è stata in grado, per questo motivo, di svolgere un ruolo importante nella vita politica dell’Isola. Essa ha preso parte attiva nella guerra d’indipendenza contro i Turchi, pagando un alto prezzo (nel 1825 la gran parte del clero cipriota, inclusa l’intera gerarchia, fu massacrata dai turchi per sospetto appoggio alla Rivoluzione greca). Durante il periodo della dominazione inglese (1878-1958), la Chiesa cipriota e stata, ancora una volta, attivamente impegnata nella lotta per la liberazione di Cipro. L’Isola ha ottenuto la sua indipendenza nel 1960. In seguito, l’Arcivescovo Makarios fu eletto capo della nuova Repubblica, unendo per la prima volta gli offici di capo dello Stato e di capo della Chiesa fino alla sua morte, avvenuta nel 1977.
Il 20 luglio 1974 la Turchia ha invaso il territorio della Repubblica di Cipro, ha occupato e detiene illegalmente fino ai nostri giorni oltre il 36% del suo territorio. Da notare che dal 2004 la Repubblica di Cipro è membro dell'Unione Europea.
Quale risultato dell’invasione turca, oltre 170.000 cittadini ciprioti (circa un terzo della popolazione della Repubblica di Cipro nel 1974), sono diventati profughi nella loro stessa patria; più di 500 chiese, cappelle e monasteri (cattolici, maroniti, armeni e ortodossi), sono stati occupati o distrutti; le truppe turche inviate nella parte occupata dell’Isola conto circa 43.000 unità. Dal 1974 fino ad oggi la Turchia ha trasferito oltre 160.000 coloni nel territorio occupato di Cipro.
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