Chiesa ortodossa ceca e slovacca

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Chiesa ortodossa ceca e slovacca
CM zvenku.JPG
Cattedrale dei Santi Cirillo e Metodio, Praga
Fondatore Santi Cirillo e Metodio
San Gorazd di Praga
Fondata 863 - Evangelizzazione della Grande Moravia ad opera dei Santi Cirillo e Metodio
1951 - Autocefalia riconosciuta dalla Chiesa ortodossa russa
1998 - Autocefalia riconosciuta dal Patriarcato ecumenico di Costantinopoli
Associazione Chiesa ortodossa
Diffusione Rep. Ceca Rep. Ceca
Slovacchia Slovacchia
Lingua Slavo ecclesiastico
Rito Bizantino
Calendario Neogiuliano
Primate Metropolita Cristoforo
Sede Praga - Prešov
Fedeli 100.000
Altri nomi Chiesa ortodossa delle Terre Ceche e della Slovacchia
Sito ufficiale www.pravoslavnacirkev.info

La Chiesa ortodossa ceca e slovacca, o Chiesa ortodossa delle Terre Ceche e della Slovacchia, (in ceco: Pravoslavná církev v českých zemích a na Slovensku) è una Chiesa ortodossa autocefala diffusa in Repubblica Ceca ed in Slovacchia. Occupa il 14º posto nel dittico delle Chiese ortodosse. Il suo primate ha il titolo di metropolita delle Terre ceche e della Slovacchia. Tale ruolo è stato ricoperto dall'arcivescovo di Praga Cristoforo fino al 12 aprile 2013.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa ortodossa delle Terre Ceche e della Slovacchia ha una storia piuttosto recente alle spalle. Tuttavia essa occupa i territori che furono parte della Grande Moravia, regione oggetto dell'opera di evangelizzazione dei fratelli Cirillo e Metodio che diffusero la liturgia bizantina. Nell'885, a seguito della morte di Metodio, la missione fu sciolta per volere del papa Stefano V e fu introdotto il rito latino. Le tradizioni liturgiche ortodosse sopravvissero in Slovacchia per via della sua vicinanza alla Rus' di Kiev. Tuttavia, nel 1646 gran parte dei sacerdoti di rito bizantino entrò in comunione con la Chiesa cattolica in conseguenza dell'unione di Užhorod.

Al termine della prima guerra mondiale, dopo la rimozione delle restrizioni alla pratica della religione ortodossa, vari gruppi di fedeli lasciarono la Chiesa cattolica. Tra loro, alcuni si rivolsero alla Chiesa ortodossa serba. Fu il caso del sacerdote cattolico Matěj Pavlík, da anni interessato alla tradizione del cristianesimo orientale. Il 25 settembre 1921, dopo la conversione e l'acquisizione del nome monastico di Gorazd (nome di un discepolo di San Metodio), fu consacrato vescovo di Moravia-Slesia dal patriarca serbo Demetrio nel corso di una cerimonia tenutasi nella Cattedrale di San Michele Arcangelo a Belgrado.

San Gorazd

Come esponente di punta dell'ortodossia nel nascente Stato cecoslovacco, Gorazd pose le fondamenta della Chiesa ortodossa in Boemia, Moravia e Slovacchia. In particolare, in Boemia supervisionò la costruzione di 11 chiese e 2 cappelle. Tradusse in lingua ceca i testi liturgici e accolse i fedeli della Rutenia subcarpatica desiderosi di lasciare la Chiesa greco-cattolica rumena. Nel 1929 la Chiesa serba autorizzò la creazione di due eparchie: una con centro a Praga e l'altra con centro a Mukačeve.

L'occupazione nazista iniziata nel 1938 condusse alla creazione del Protettorato di Boemia e Moravia e della Repubblica Slovacca collaborazionista. Nel 1941 il gerarca nazista Reinhard Heydrich divenne governatore del protettorato. Dopo il suo assassinio, avvenuto il 27 maggio 1942, i partigiani cechi responsabili dell'azione trovarono rifugio nella cripta della cattedrale ortodossa dei Santi Cirillo e Metodio. In ciò furono aiutati da un laico consacrato che tenne informato Gorazd, ma poco dopo furono scoperti e costretti al suicidio il 18 giugno. Il vescovo Gorazd e alcuni sacerdoti e laici furono fucilati il 4 settembre 1942. I nazisti proibirono le attività della Chiesa in Boemia e Moravia, chiudendo templi e cappelle e procedendo ad esecuzioni di sacerdoti e fedeli. In totale furono 256 i martiri ortodossi durante il periodo del protettorato.[2]

Al termine del conflitto mondiale il potere giurisdizionale sulla Chiesa ortodossa cecoslovacca passò dalla Chiesa serba al Patriarcato di Mosca che diede vita ad un esarcato. La mutata situazione giurisdizionale fu riconosciuta dal Santo Sinodo serbo il 15 maggio 1948. Il 9 dicembre 1951 il patriarca Alessio I garantì l'autocefalia alla Chiesa cecoslovacca, anche se la decisione non fu riconosciuta dal Patriarcato ecumenico di Costantinopoli fino al 27 agosto 1998. Dal momento dell'ottenimento dell'autocefalia, alla guida della Chiesa fu posto un metropolita. Il martirio del vescovo Gorazd fu riconosciuto dalla Chiesa ortodossa serba il 4 maggio 1961, attraverso la sua canonizzazione come nuovo martire. Il 24 agosto 1987 presso la cattedrale di Olomouc ebbe luogo la canonizzazione da parte della Chiesa ortodossa cecoslovacca.

Nel 2001 la Chiesa ortodossa delle Terre Ceche e della Slovacchia contava circa 100.000 seguaci.[3]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della dissoluzione della Cecoslovacchia nel 1993, le attività religiose ortodosse continuarono nei due nuovi Stati attraverso due entità legali separate, la Chiesa ortodossa delle Terre Ceche e la Chiesa ortodossa slovacca, ma canonicamente unite sotto il nome di Chiesa ortodossa delle Terre Ceche e della Slovacchia. Essa è attualmente organizzata in 4 eparchie divise in due centri amministrativi: il Consiglio metropolitano della Repubblica Ceca e quello della Slovacchia, rispettivamente siti a Praga e a Prešov. Sotto la giurisdizione del primo vi sono l'eparchia di Praga e quella di Olomouc e Brno, mentre sotto quella del secondo si trovano l'eparchia di Prešov e quella di Michalovce e Košice.

Dopo la morte del metropolita Doroteo nel 1999, l'arcivescovo di Prešov Nicola fu eletto come suo successore. Nel 2006, a seguito della morte di Nicola, fu eletto l'arcivescovo di Praga Cristoforo, dimissionario il 12 aprile 2013 in conseguenza di un presunto scandalo sessuale.[4] Fino all'elezione del nuovo metropolita l'arcivescovo di Olomouc e Brno Simeone svolgerà le funzioni di locum tenens.

In Repubblica Ceca sono presenti 82 parrocchie ortodosse, di cui 51 in Boemia e 31 in Moravia-Slesia. In Slovacchia invece si trovano 69 parrocchie nell'eparchia di Prešov e 21 in quella di Michalovce. La facoltà teologica ortodossa dell'Università di Prešov provvede alla formazione dei sacerdoti della Chiesa ceca e slovacca.[5] Essa mantiene anche una sede distaccata ad Olomouc. I due monasteri principali sono quello di San Procopio di Sázava a Most e quello della Dormizione di Maria a Vilémov.

Eparchie e vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Vicariati[modifica | modifica wikitesto]

Lista dei primati[modifica | modifica wikitesto]

Metropolita Inizio Fine Nazionalità Nome secolare
8 dicembre 1951
28 novembre 1955
Veniamin Voroncov
17 maggio 1956
23 ottobre 1964
Michail Kuchtin
25 ottobre 1964
30 dicembre 1999
Dimitrij Filip
4 giugno 2000
30 gennaio 2006
Mikuláš Kocvár
28 maggio 2006
12 aprile 2013
Radim Pulec

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Si ritira il primate della Chiesa ortodossa ceca e slovacca
  2. ^ (EN) Scheda della Chiesa ceca e slovacca su orthodoxwiki.org
  3. ^ (CS) Sito del Consiglio Ecumenico delle Chiese nella Repubblica Ceca
  4. ^ (EN) Il primate ortodosso ceco sospettato di aver violato il giuramento
  5. ^ (EN) Scheda della Chiesa ceca e slovacca su cnewa.us

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]