Grande Moravia

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Mappa rappresentante l'estensione della Grande Moravia al tempo del suo massimo splendore sotto il regno del principe Svatopluk I (871-894).

La Grande Moravia è stata una regione storica formatasi nell'Europa Centrale intorno all'833 continuando a sussistere come entità politica e territoriale fino al X secolo. Essa rappresenta la prima forma di realtà statale a cui diedero vita le popolazioni appartenenti al ceppo degli Slavi occidentali, ed i suoi abitanti furono soprattutto quelle popolazioni che sarebbero poi diventate gli attuali Moravi e Slovacchi.

Il centro geografico e politico di questa nazione erano le due regioni alle sponde opposte del fiume Morava, ovvero quelle che oggi sono la Slovacchia e la Repubblica Ceca, tuttavia il suo territorio si estendeva complessivamente ben oltre, andando a coprire porzioni di territorio attualmente appartenenti all'Ungheria, alla Romania, alla Polonia, alla Serbia, all'Austria, alla Germania, alla Slovenia, alla Croazia ed in ultimo all'Ucraina.

La Grande Moravia fu frutto dell'opera del principe Mojmír I (c.795 - 846), il quale riunificò con la forza il Principato di Nitra con il Principato di Moravia di cui era sovrano, nell'833. Grazie all'apporto dei Santi Cirillo e Metodio, giunti in questa terra durante la loro opera di apostolato sotto il regno del principe Rastislav nell'863, la Grande Moravia visse un periodo di grande fermento e sviluppo culturale e religioso. La massima espansione di questo vero e proprio impero si ebbe sotto il regno di Svatopluk I (871-894). Tuttavia, indebolita da lotte intestine e dal continuo conflitto alle frontiere contro l'impero dei Franchi, la Grande Moravia subì il collasso definitivo per opera dei Magiari, intorno al X secolo, i quali, dopo averne invaso il territorio, ne permisero lo smembramento e la divisione tra Polonia, Regno d'Ungheria, Boemia e Sacro Romano Impero.

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Questa grande regione storica lasciò tuttavia una ricca eredità culturale e non solo, sia in Europa Centrale che nell'Europa dell'Est, oltre, infatti alle numerose città e fortezze sopravvissute al collasso nazionale, resta il bagaglio culturale lasciato dall'Alfabeto glagolitico e dall'antico slavo ecclesiastico, che si diffusero successivamente in altre regioni del mondo slavo. L'immagine di questa importante realtà storica e regionale fu in seguito utilizzata sia in territorio ceco sia slovacco nei loro movimenti di Risorgimento nazionale durante il XVIII secolo.

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Nome[modifica | modifica sorgente]

La designazione di Grande Moravia (in greco Μεγάλη Μοραβία) proviene dall'opera De Administrando Imperio scritta intorno al 590 dall'Imperatore Bizantino Costantino VII Porfirogenito. Con il termine Moravia si intendeva allora indicare il territorio toccato su entrambe le sue sponde dal fiume Morava, la cui capitale aveva presumibilmente lo stesso nome, mentre il termine Grande intendeva presumibilmente indicare la sua estensione nei territori successivamente conquistati. In Antico Slavo Ecclesiastico esso venne tradotto con Велья Морава, mentre in slovacco esso divenne Veľká Morava, Velká Morava in ceco e Magna Moravia in latino. Alcuni storici slovacchi preferiscono indicare questa regione storica con il nome di Grande Impero Slovacco, volendo così sottolineare fosse la prima nazione di origine slovacca, tuttavia questa denominazione non è stata accettata dalla grande maggioranza degli storici i quali sostengono che all'epoca della nascita di questo impero non poteva esistere ancora una nazione slovacca ben distinta poiché la cultura e la lingua delle popolazioni slave era ancora indistinta.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

La realtà politica che può in qualche modo dirsi antesignana della Grande Moravia è senza dubbio l'Impero di Samo, una confederazione di popoli slavi formatosi tra il 628 ed il 658. Il suo territorio comprendeva la Moravia, la Slovacchia sud-occidentale, la Bassa Austria e forse la Carentania, la Lusazia e parte della Boemia. Sebbene questa confederazione non sopravvivesse al suo fondatore, Re Samo, essa tuttavia creò le condizioni favorevoli per la formazione di una locale aristocrazia slava. Alcune tombe risalenti a dopo la morte di questo sovrano testimoniano di come gli Avari cercassero di reimpossessarsi dei loro precedenti domini. Questo tentativo venne però ostacolato dall'esistenza di una classe nobiliare slava locale testimoniata da diversi ritrovamenti, tra i quali uno splendido sarcofago a Blatnica. Fu questa classe nobiliare locale ed il territorio sotto la sua giurisdizione a fare da elemento portante per la formazione della Grande Moravia.

Cartina della Grande Moravia intorno all'870, la parte verde contrassegna il territorio iniziale creato dal principe Rastislav, mentre il bordo verde contrassegna il periodo di massima espansione sotto Svatopluk I. La parte blu indica il territorio franco della Francia Orientalis mentre quello arancione indica il territorio dell'Impero Bulgaro.

Alla fine dell'VIII secolo il bacino del fiume Morava e la Slovacchia occidentale, abitate dalle popolazioni slave ai confini con il territorio dei Franchi, assistettero ad una fase di grande slancio economico. La costruzione di numerosi insediamenti civili e militari nelle vallate e sui territori collinosi testimoniano la fase di integrazione politica guidata da una solida classe di nobili protetti dai loro eserciti personali. La cosiddetta cultura di Blatnica-Mikulčice, sorse proprio da questa fase di progresso in campo economico e politico.

Intorno al 790 le popolazioni slave che abitavano la parte centrale del Danubio spezzarono il giogo degli Avari approfittando della campagna militare portata da Carlo Magno contro i loro oppressori. A questo evento seguì una fase di ulteriore accentramento politico per la creazione di uno stato di origine slava nella regione. Da questa fase emersero due realtà politiche ben distinte:

Il principe Rastislav in un dipinto conservato presso la Galleria Nazionale di Bratislava
  • il Principato di Moravia sorto nel territorio dell'attuale Moravia sud-orientale e della Slovacchia occidentale, con capitale probabilmente presso Mikulčice.

La prima testimonianza del Principato di Moravia si trova negli Annales regni Francorum ed è databile all'822, in occasione del tributo di omaggio fatto dai Moravi alla Dieta di Francoforte nei confronti del sovrano dei Franchi. Il primo regnante di questa nazione di cui si ha menzione fu Mojmír I, del quale abbiamo testimonianza riguardo al suo appoggio all'opera di evangelizzazione del suo popolo da parte dei missionari Cristiani giunti da Passavia. Il Principato di Nitra era invece retto dal principe Pribina, il quale, sebbene fosse pagano, ordinò la costruzione della prima chiesa cristiana in territorio slovacco nell'828. Nell'833 Mojmír I conquistò la capitale Nitra annettendo al suo territorio quello del Principato di Nitra, dando così vita ad una unica realtà politica. Tuttavia Pribina con la sua famiglia ed il suo seguito, oltre che parte del suo esercito, riuscirono a rifugiarsi nel territorio dei Franchi, il cui sovrano, Ludovico II gli offrì il Principato di Balaton o Pannonia Inferiore.

Dopo l'unificazione[modifica | modifica sorgente]

Il territorio che gli storici moderni e l'Imperatore Bizantino Costantino VII designarono in seguito come Grande Moravia sorse proprio dalle conquiste del principe Mojmír I nell'833. Alla morte di quest'ultimo, nell'846, gli succedette suo nipote Rastislav il quale, sebbene eletto per volere del sovrano franco Ludovico II, portò avanti una sua politica nazionale del tutto indipendente. Così, dopo aver impedito l'invasione del suo territorio da parte dei Franchi nell'855, Rastislav cercò di opporsi allo strapotere culturale dei missionari franchi nel suo territorio. A tale scopo richiese all'imperatore Bizantino Michele III l'invio di predicatori e monaci bizantini che diffondessero il Vangelo in lingua slava. La richiesta fu subito accolta con l'invio di due fratelli, ufficiali e missionari, i Santi Cirillo e Metodio che giunsero nella Grande Moravia intorno all'863.

Affresco della Basilica di San Clemente a Roma raffigurante i Santi Cirillo e Metodio che portano nella città il corpo di San Clemente.

Fu opera di San Cirillo la nascita dell'Alfabeto glagolitico e la traduzione del Vangelo in Antico slavo ecclesiastico. Tutte le traduzioni dei testi sacri dei due santi sono considerate la più antica testimonianza della letteratura slava. Oltre che preoccuparsi della egemonia culturale della sua nazione, Rastislav si preoccupò della sicurezza e della amministrazione del suo stato. Fu così che commissionò la costruzione di diverse fortezze (tra le quali spicca il Castello di Devín). Durante il regno di Rastislav, costui diede il Principato di Nitra a suo nipote Svatopluk come appannaggio, costui però, alleandosi con i Franchi, depose lo zio nell'870 prendendo il nome di Svatopluk I. Il suo regno fu però inizialmente travagliato in quanto gli alleati franchi si rifiutarono di abbandonare la parte occidentale del suo territorio, e si spinsero addirittura a prenderlo come ostaggio mettendo a ferro e fuoco il paese, fu così che il reggente Slavomír organizzò una rivolta contro gli invasori che vennero cacciati nell'871. Svatopluk venne liberato e tornò a regnare e difese successivamente l'integrità del suo territorio dalle minaccia del regno della Francia Orientalis espandendo i suoi confini a spese delle regioni vicine. Fu proprio sotto il suo regno che la Grande Moravia segnò il suo momento di maggiore espansione territoriale che Svatopluk difese sia dai primi attacchi dei Magiari che da parte del Primo Impero bulgaro.

Foto della bolla papale Industriae Tuae dedicata al principe Svatopluk I da Papa Giovanni VIII nell'880.

Nell'880 papa Giovanni VIII scrisse una bolla papale dal titolo Industriae Tuae con la quale stabiliva la creazione di una provincia ecclesiastica indipendente nel territorio della Grande Moravia con a capo l'arcivescovo Metodio e sancì l'istituzione dell'antico slavo ecclesiastico come quarta lingua liturgica dopo il greco, il latino e l'ebraico.

Declino e caduta[modifica | modifica sorgente]

Dopo la morte di Svatopluk nell'894 i suoi figli, Mojmír II e Svatopluk II, gli succedettero rispettivamente come Rex della Grande Moravia e come principe del Principato di Nitra. Tuttavia i due presto entrarono in conlfitto per il dominio di tutto il regno, indebolito da queste lotte intestine e dalla costante guerra contro la Francia Orientalis, il regno della Grande Moravia perse gradualmente tutti i suoi territori di conquista. Le tribù nomadi dei Magiari approfittarono di questo stato di crisi per invadere il bacino del Danubio e nelle successive battaglie combattute tra il 904 ed il 907 i due principi ereditari, Mojmír II e Svatopluk II, persero entrambi la vita, portando alla rovina dell'esercito moravo nella battaglia di Bratislava combattuta tra il 4 luglio ed il 9 agosto 907, sanzionando la fine del Regno della Grande Moravia. A seguito della successiva invasione la parte occidentale della Grande Moravia divenne uno stato cuscinetto, il Margraviato di Moravia creato appositamente per tamponare la minaccia delle invasioni dei Magiari. Tuttavia, dopo la Battaglia di Lechfeld del 955, in cui l'Imperatore del Sacro Romano Impero Ottone I debellò definitivamente la minaccia magiara, l'esistenza di questo stato era superflua ed esso venne assorbito dal duca boemo Boleslao I e successivamente venne annesso al regno di Polonia nel 999 per opera del re di Polonia Boleslao I per tornare ancora in mano boema nel 1019. La parte meridionale del regno della Grande Moravia venne conquistato dal capo magiaro Lehel nel 925 e nel 955 finì sotto il dominio dell'antica dinastia magiara degli Arpadi. Il resto del territorio della Grande Moravia restò sotto il dominio della locale nobiltà slovacca, e tra l'anno 1000 ed il 1001 gran parte di esso venne annesso dal re polacco Boleslao I, fatta eccezione per una parte che finì sotto il regno d'Ungheria intorno al 1030.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dekan, Jan (1981). Moravia Magna: The Great Moravian Empire, Its Art and Time, Minneapolis: Control Data Arts. ISBN 0-89893-084-7
  • Havlík, Lubomír E. (1992). Kronika o Velké Moravě, Brno: Iota.
  • Kučera, Matúš (1974). Slovensko po páde Veľkej Moravy, Bratislava, Veda.
  • Lukačka, Ján (2002). Formovanie vyššej šľachty na západnom Slovensku, Bratislava, Mistrál.
  • Poulík, Josef (1975). Mikulčice: Sídlo a pevnost knížat velkomoravských, Praga.
  • Štefanovičová, Tatiana (1989). Osudy starých Slovanov, Bratislava, Osveta.
  • Wieczorek, Alfried and Hans-Martin Hinz (Hrsg.) (2000). Europas Mitte um 1000, Stoccarda. ISBN 3-8062-1545-6 o ISBN 3-8062-1544-8

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