Cirillo e Metodio

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Santi Cirillo e Metodio
Icona raffigurante i santi Cirillo e Metodio.
Icona raffigurante i santi Cirillo e Metodio.

Compatroni d'Europa

Nascita Solun, IX secolo
Morte San Cirillo: Roma, 14 febbraio 869; San Metodio: Velehrad, 6 aprile 885
Venerato da Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa
Ricorrenza 14 febbraio
Patrono di Europa

Costantino, meglio noto con il nome monastico di Cirillo (greco: Κύριλλος, cirillico: Кирилъ; Tessalonica, 826Roma, 14 febbraio 869), fu evangelizzatore di Pannonia e Moravia nel IX secolo e inventore dell'alfabeto glagolitico. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa assieme al fratello Metodio (greco: Μεθόδιος, cirillico: Меѳодїи; Salonicco, 815Velehrad, 6 aprile 885) anch'egli evangelizzatore bizantino dei popoli Slavi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le poche notizie scritte relative ai due santi provengono principalmente da due Vitæ scritte in antico slavo ecclesiastico, redatta dal vescovo di Velletri Gauderico. Data la scarsità di fonti, grande è il numero di leggende fiorito intorno alle figure di Cirillo e Metodio.

I due fratelli nacquero a Salonicco (oggi Grecia). Erano figli di Leone, drungario della città, dunque governatore militare del thema Thessalonike. La città a quell'epoca contava una forte presenza slava. I fratelli Cirillo e Metodio acquisirono così dimestichezza con la lingua dei popoli calati da nord. Essi si proclamavano Macedoni Slavi, come dimostra uno studioso croato[quale studioso? dove si trova questa dimostrazione].

Già in giovane età Costantino sembrava desideroso di dedicarsi al conseguimento della completa sapienza. Egli si trasferì presto a Costantinopoli per perfezionare gli studi di teologia e filosofia. Nella capitale Costantino venne consacrato sacerdote, entrando a far parte del clero della basilica di Santa Sofia.

A Costantinopoli conobbe anche Fozio, uomo di cultura e politico di spicco, che divenne suo precettore. La curiosità di Costantino dimostrava il suo eclettismo: coltivò infatti nozioni di astronomia, geometria, retorica e musica. Soprattutto nel campo della linguistica Cirillo diede prova del suo genio: oltre alla lingua greca e a quella slava, parlava correntemente anche il latino, il siriaco, l'arabo e l'ebraico.

Assieme a Fozio viaggiò in Oriente per importanti incarichi diplomatici. Durante un viaggio in Crimea Costantino avrebbe rinvenuto le reliquie di papa Clemente I, lì esiliato e morto nell'anno 97. Nella stessa missione Costantino trovò anche un Vangelo e un salterio.

Divenuto Fozio patriarca di Costantinopoli nell'858 per volontà dell'imperatrice Teodora, la Chiesa bizantina cercò di contrastare l'espansionismo della Chiesa latina e dei Franchi presso gli Slavi. Cirillo venne dunque inviato assieme al fratello Metodio a evangelizzare la Pannonia.

Quando il re della Grande Moravia, Rastislav, chiese all'imperatore di Bisanzio di inviare missionari, la scelta ricadde ancora una volta su di loro. Cirillo dunque si recò nel regno di Rastislav e incominciò a tradurre brani dal Vangelo di Giovanni inventando un nuovo alfabeto, detto glagolitico (da глаголь glagol' che significa parola). Probabilmente già da anni stava elaborando un alfabeto per la lingua slava. Dal Vangelo di Giovanni venne tradotta una serie di passi scelti che entrò a far parte dell'Aprakos.

Nel regno di Rastislav entrarono in contrasto con il clero tedesco che rivendicava quel dominio, essendo stato evangelizzato dalla missione di Salisburgo.

Sull'onda del crescente scontro tra Chiesa d'Oriente e d'Occidente per il controllo dei nuovi fedeli moravi, nell'867 i due vennero convocati a Roma per discutere con papa Niccolò I dell'uso cultuale della lingua slava. A Roma i due trovarono una buona accoglienza. Portarono al pontefice in dono le reliquie di papa Clemente I, morto in Crimea nel 97 e venerato come santo. Niccolò I consacrò prete Metodio e approvò la traduzione della Bibbia in slavo, a patto che la lettura dei brani fosse preceduta dagli stessi passi espressi in latino. A Roma Costantino si ammalò e assunse l'abito monastico, prendendo il nome di Cirillo. Quando morì, venne inumato presso la basilica di San Clemente. Trafugati i suoi resti mortali, vennero successivamente in parte ritrovati e nuovamente inumati sempre presso la basilica di San Clemente.

Metodio ritornò in Moravia. In un altro viaggio a Roma venne nominato vescovo e assegnato alla sede di Sirmio (oggi Sremska Mitrovica). Intanto in Pannonia a Rastislav successe il nipote, Sventopelk, favorevole alla presenza tedesca che circondava il regno. Iniziò così la persecuzione dei discepoli di Cirillo e Metodio, visti come portatori di un'eresia. Metodio stesso fu incarcerato per due anni in Baviera.

Nell'885 anche Metodio morì; i suoi discepoli vennero incarcerati o venduti come schiavi a Venezia. Una parte di essi riuscì a fuggire in Bulgaria occidentale (oggi Repubblica di Macedonia) e in Dalmazia, mentre Cirillio fu seppellito a Roma.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

I Santi Cirillo e Metodio sono considerati patroni di tutti i popoli slavi; nell'ambito della Chiesa cattolica sono molto venerati in Slovenia, Slovacchia, in Croazia, Repubblica Ceca e Repubblica di Macedonia. Nel 1980 papa Giovanni Paolo II con la lettera apostolica del 31 dicembre 1980 Egregiae virtutis li elevò a compatroni dell'Europa, assieme a San Benedetto da Norcia.

Nell'Enciclica Slavorum Apostoli Giovanni Paolo II afferma che "Cirillo e Metodio sono come gli anelli di congiunzione, o come un ponte spirituale tra la tradizione occidentale e quella orientale, che confluiscono entrambe nell'unica grande Tradizione della Chiesa Universale. Essi sono per noi i campioni ed insieme i patroni dello sforzo ecumenico delle Chiese sorelle d'Oriente e d'Occidente, per ritrovare mediante il dialogo e la preghiera l'unità visibile nella comunione perfetta e totale".

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 la zecca slovacca ha dedicato una moneta commemorativa da 2 euro al 1150 anniversario dell'avvento di Cirillo e Metodio nella Grande Moravia con una tiratura di 1.000.000 di pezzi.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Banca Nazionale Slovacca: giorno dell'emissione di moneta da due euro in memoria del 1150º anniversario dell'arrivo di Constantino e Metodo

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cirillo e Metodio in Treccani.it - Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. San Cirillo in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it. San Metodio in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.