Lingua siriaca

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Siriaco (ܣܘܪܝܝܐ [Suryāyā])
Parlato in Armenia, Azerbaijan, Georgia, Iran, Iraq, Libano, Palestina, Israele, Siria, Turchia
Persone 1 500 000
Scrittura Alfabeto siriaco
Filogenesi Lingue afro-asiatiche
 Semitiche
  Semitiche centrali
   Semitico nordoccidentale
    Aramaico
     Aramaico orientale
      Lingua siriaca
Statuto ufficiale
Nazioni Iraq Iraq (nelle aree dove le popolazioni assire formano una maggioranza)
Codici di classificazione
ISO 639-2 syc
SIL SYC  (EN)

La lingua siriaca, o siriaco (nome nativo ܣܘܪܝܝܐ Suryāyā), è una lingua semitica appartenente al gruppo dell'aramaico orientale, che è stata tra il II secolo e l'VIII secolo tra le più parlate nel Vicino Oriente.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi letteratura siriaca.
Manoscritto siriaco del V secolo, scritto nella variante dell'alfabeto denominata "Estrànghelo".

La lingua che viene comunemente chiamata "siriaco" è un dialetto aramaico orientale parlato dai Siri, diffuso a Edessa e nelle regioni confinanti della Mesopotamia che, grazie alla posizione dominante conseguita dalla chiesa edessena (a sua volta conseguenza dell'importanza politica assunta dalla città nei primi secoli d. C.), divenne la lingua letteraria della chiesa siriaca.[1]

Contrariamente ad un luogo comune, Gesù non può avere parlato questa lingua, tantomeno non erano in siriaco le sue ultime parole:

« Eloì, Eloì, lemà sabactàni? »
("Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?")

in quanto Gesù parlava il dialetto aramaico galileo, che è un dialetto aramaico occidentale; mentre il siriaco è una lingua basata sul dialetto di Edessa che è un dialetto aramaico orientale. Inoltre la lingua letteraria siriaca fu codificata successivamente all'epoca di Gesù; e in funzione di un ambito già cristianizzato. Naturalmente si tratta di due varietà distinte ma sempre di aramaico, quindi imparentate.

Diventò il veicolo della Cristianità in tutta l'Asia fino al Malabar (regione dell'India meridionale) e fino ai confini della Cina, nonché mezzo di comunicazione e di scambi culturali fra Armeni, Arabi e Persiani.

Entrato in crisi gradualmente a partire dalla conquista islamica della Siria, ma soprattutto in seguito alle invasioni mongole della Siria e la conversione all'Islam dei Mongoli, l'uso della lingua letteraria siriaca classica si è notevolmente ridotto dal XIII secolo.[2]

Oggi alcuni dialetti moderni derivati dal siriaco antico, come la lingua neo-aramaica assira, sono ancora parlati, e in parte scritti anche per scopi letterari, in alcune località della Turchia sud-orientale (regione di Tur Abdin), della Siria, dell'Iraq e dell'Iran occidentale (intorno al lago di Urmia). Il siriaco classico è ancora usato soprattutto per l'uso liturgico dei cristiani aramaici.[1]

Scrittura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi alfabeto siriaco.
Manoscritto siriaco dell'XI secolo, scritto nella variante dell'alfabeto denominata "Serto".

In siriaco si scrive da destra a sinistra e la maggior parte delle lettere si connettono alla seguente. Esistono diversi stili in questa scrittura. I principali sono: la estrangela, la più antica e diffusa; lo stile giacobita o serto (occidentale); e quello nestoriano (orientale). Questi tre stili si differenziano anche nel tratteggio delle consonanti ma soprattutto per la scrittura delle vocali. Nello stile estrangela i segni vocalici sono per lo più omessi; nella scrittura giacobita le vocali sono indicate con segni diacritici; nel nestoriano si indicano con una combinazione delle lettere waw e yud usate come matres lectionis, e di punti posti sopra o sotto le lettere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Treccani
  2. ^ Vocabolario Treccani

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Pazzini, Grammatica siriaca, Franciscan Printing Press, Gerusalemme
  • Massimo Pazzini, Lessico concordanziale del Nuovo Testamento siriaco, Edizioni Terra Santa, Milano
  • George Anton Kiraz, The Syriac Primer. Reading, Writing, Vocabulary and Grammar, JSOT Manuals 5, JSOT Press - Sheffield Academic Press, Sheffield 1985
  • Wheeler M. Thackston, Introduction to Syriac, Ibex, Bethesda 1999
  • M.H. Goshen-Gottstein, A Syriac-English Glossary, Otto Harrassowitz, Wiesbaden 1970
  • J.F. Cookley, Robinson's Paradigms in Syriac Grammar, 6th ed., Oxford University Press, Oxford 2013
  • Theodore H. Robinson, Paradigms and Exercises in Syriac Grammar, 4th ed. revised by L.H. Brockington, Clarendon Press, Oxford 1962
  • Theodor Nöldeke, Compendious Syriac Grammar
  • R. Köbert, Vocabularium Syriacum, Pontificium Institutum Biblicum, Roma 1956
  • Sirìaco in Treccani.it - Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 7 ottobre 2014.
  • AA.VV., SIRI in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936. URL consultato il 6 ottobre 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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