Corpus iuris civilis
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Corpus iuris civilis o Corpus iuris Iustinianeum (528-533) è la raccolta di materiale normativo e materiale giurisprudenziale di diritto romano, voluta dall'imperatore bizantino Giustiniano per riordinare l'ormai caotico sistema giuridico dell'impero. Tale raccolta, riscoperta e rielaborata dalla scuola bolognese nel XII secolo, è la base del diritto di molti Stati moderni. Nel Medio Evo il libro (Codex Iustinianus repetitae praelectionis) era conservato in Amalfi, da cui i Pisani si suppone che lo abbiano preso come bottino. Dal XII secolo è stato conservato a Pisa come un tesoro fino al 1406, quando i fiorentini conquistarono Pisa e lo portarono a Firenze. Oggi il "Codex Pisanus" è conservato nella Biblioteca Laurenziana di Firenze.
[modifica] Descrizione opera
L'opera fu iniziata poco dopo l'ascesa dell'imperatore e proseguì fino alla sua morte. Le attività di ricerca e selezione del materiale e la compilazione furono condotte da una commissione comprendente giuristi, tra i quali spicca per spessore e ruolo la figura di Triboniano.
È composto da:
- Institutiones - opera didattica in 4 libri destinata a coloro che studiavano il diritto sul modello delle Istituzioni di Gaio.
- Digesta (o Pandectae) - antologia in 50 libri di frammenti estrapolati (non senza modifiche) dalle opere giuridiche dei più eminenti giuristi della storia di Roma.
- Codex - raccolta di costituzioni imperiali da Adriano allo stesso Giustiniano.
- Novellae Constitutiones - costituzioni emanate da Giustiniano dopo la pubblicazione del Codex, fino alla sua morte.
Le prime tre parti sono scritte in latino mentre l'ultima parte, quella delle Novellae Constitutiones, è scritta in greco.
L'edizione più importante del Corpus iuris civilis è di Th. Mommsen, Kruger, Scholl, Kroll.
[modifica] Collegamenti esterni
- Corpus iuris civilis
- The Roman Law Library (Yves Lassard, Alexandr Koptev)

