Eruli

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Gli spostamenti degli Eruli: 1. zona d'origine (Jutland) - 2. mar d'Azov - 3. varie scorrerie - 4. Vienna - 5. Illiria.

Gli Eruli (in latino Herŭli o Erŭli) sono stati una popolazione germanica della quale è ancora incerta l'origine; per alcuni studiosi le loro prime sedi erano nello Halland (Svezia), mentre secondo altri nella vicina isola danese di Sjælland se non nello Jutland stesso.[1]

Tra il II e il III secolo si spostarono, contemporaneamente ad altre popolazioni germaniche (Goti), nella regione compresa tra il fiume Dnepr e il mar d'Azov. Da queste basi, tra il 253 e il 269, Goti ed Eruli partirono per compiere varie incursioni e spedizioni di pirateria lungo le coste prima del mar Nero e poi dell'Asia minore, fino a colpire Atene (267).[2]

I primi contatti diretti tra Romani ed Eruli sono riferibili alle scorrerie operate da un'orda di Germani (composta, oltre che dagli Eruli, anche dai Goti e dai Gepidi) nei Balcani ed alla decisiva battaglia vinta dai Romani guidati dall'imperatore Claudio II nel 268 nei pressi di Niš in Serbia (per questa ed altre vittorie nei due anni seguenti l'imperatore si guadagnò il titolo di "Gotico Massimo"). Anche l'allora cesare e futuro imperatore Galerio sconfisse gli Eruli, insieme ai Franchi e ai Batavi, tra il 293 e il 295.

In seguito, gli Eruli sono citati tra le popolazioni che si unirono agli Unni guidati da Attila al cui seguito parteciparono alle scorrerie per tutta l'Europa. Morto Attila (453), nel 454 gli Eruli si distaccarono dagli Unni e costituirono un forte regno intorno a Brno (Moravia meridionale) e Vienna, sottomettendo le popolazioni vicine tra cui i Longobardi.

Gli Eruli furono nuovamente in Italia al seguito di Odoacre: sconfissero l'ultimo imperatore romano d'Occidente e vennero a loro volta sconfitti dagli Ostrogoti di Teodorico.

Nel 508, secondo la narrazione che ne fa Procopio, i Longobardi si affrancarono dalla sudditanza cui erano sottoposti sconfiggendo in un'epica battaglia gli Eruli guidati dal loro re Rodolfo, figlio adottivo di Teodorico.

Dopo questa sconfitta gli Eruli scomparvero quasi completamente; infatti, i superstiti della battaglia subirono una diaspora, venendo in gran parte assorbiti dagli stessi Longobardi. Una parte di loro preferì trasferirsi in Illiria ottenendo la protezione di Bisanzio ed un'altra parte, tra la quale si trovava la famiglia reale, migrò nell'odierna Svezia meridionale, probabilmente le loro terre native.

Da questo momento in poi si perdono le tracce di questa popolazione che tanto terrore aveva portato tra le popolazioni dell'impero romano.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giovanni Battista Picotti, voce "Eruli", sull'Enciclopedia Italiana, Roma, Treccani, 1932.
  2. ^ Edward N. Luttwak, La grande strategia dell'impero romano, Milano, Rizzoli, 2013 (testo consultabile anche su Google Libri).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]